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WE ARE THE CHAMPIONS Rock With Us

Sabato 9 agosto penultimo appuntamento di Musical on stage con il ritorno della Musical Theatre Company in “We are the champions…Rock with us” (musiche dei Queen, regia di Pia Sheridan). Lo spettacolo si ispira a We Will Rock You musical stile opera rock basato sulle travolgenti canzoni dei Queen che ha debuttato al Dominion Theatre […]

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Biketour in val Venosta

D-u torna alla grande su tutti i blog con le sue nuove avventure e questa volta è in compagnia. Constatato che in fondo a Bolzano è tutto in ordine ha deciso di prendersi un giorno di vacanza per un po’ di allenamento con i suoi due compagni R-u e Ch-u. Fu così che il trio optò per l’altro ieri (sabato) un biciclettata.

Alle 7 di mattina R-u e D-u zompano in piedi e si organizzano per la biciclettata, comprando panini e sistemando tutto negli zainetti. Alle 8 sono in stazione e si accorgono che il treno delle 8 non c’è di sabato così prendono quello delle 8.30, raggiungono Ch-u a Merano e con un altro treno arrivano infine a Malles per le 11.

La partenza è in salita. A dire il vero la strada resta ripida per un altro pezzo. Adesso che ci penso sembra che sia tutta salita fino al lago di Resia, ma la vista dalle sponde rialzate di questo laghetto artificiale con tanto di campanile semi sommerso è davvero speciale.

Ch-u ha dimostrato qualche difficoltà perché non aveva la superpozione di cui si erano dotati gli altri due campioni. La pozione, trafugata ad uno scienziato pazzo di nome Despar, contiene succo di kiwi + mela + 10 vitamine (di numero) per metà della borraccia, e altre due metà di acqua perché non diluito fa quasi ribrezzo, ma non c’era altro in casa prima di partire. Non che diluito fosse molto meglio…

E dunque, in compagnia di pozioni succose, biciclette e mosche così deficienti da andarsene solo se grattate via dalla mano una volta spiaccichiate sul palmo, i nostri eroi arrivano appunto al lago di Resia per l’una, mangiano i panini rimasti/comperati (Ch-u per compensare la mancanza di pozione se li era mangiati per strada) ripartono. Meta finale: Merano.

D-u indossa ora una bellissima bandana rossa del campo scuola infradiciata di acqua. Ch-u invece gira ormai senza maglietta e R-u è l’unico a mantenere un briciolo di dignità.

La strada è di nuovo in salita. Quando ormai D-u si era quasi convinto che le strade in Alto Adige fossero tutte in salita, indifferentemente da che verso le si prendano, ecco un discesa. Ma che discesa! Per la prima volta D-u raggiunge la soglia del suono, superando i 60 km/h con la mountain bike. Un sacco di moscerini invece per la prima volta nella loro breve vita sono morti andandosi a spappolare a caso sulla faccia di D-u e dei suoi compagni (vorrei ricordare che Ch-u era senza maglietta).

La strada ora è un sali e scendi continuo fino a stabilizzasi in una lieve ma costante salita in mezzo ad un mare di meli e mele, due delle quali non giungeranno mai a completa maturazione, dopo aver attratto un po’ troppo l’attenzione di Ch-u e D-u. R-u che invece non si è fermato a mangiare le mele ha avvisato che poco più avanti, dopo una breve salita ovviamente, c’era una fontana.

Vittime delle risa di quattro bambini tirolesi scatenate dalla natura italiana dei nostri eroi, i tre ciclisti hanno affogato la tristezza nell’acqua gelida. La pozione era ormai finita. Motivati dal count down di Ch-u che ogni dieci chilometri annunciava quanto rimanesse da percorrere, i tre protettori di forti, potenti e persone senza problemi, giunsero a Foresta, frazione di Merano, forse più nota per la denominazione tedesca Forst forse ancora più nota per la birra ivi prodotta, la Forst appunto. Là non poterono passare senza prima essersi fermati a bere e mangiare qualcosina (Strudel, Sacher e da bere Radler) e brindare ai 100 km percorsi nel bellissimo e grandissimo Biergarten.

Con le utlime forze (ed erano davvero le ultime, credetemi!) si trascinarono a Merano City dove delegarono alle linee ferroviarie locali il loro trasporto fino a casa.

Piccole considerazioni personali di D-u:
– voglio vedere domani per la camminata come faremo…
– ho gli avambracci scottati, ma la pancia è bianca come al solito.
– entro la fine dell’estate non riuscirò a fare andare via il segno del braccialetto.

Trovate parecchie foto sul mio account Flickr.

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Facebook vs. StudiVZ

Non so se il blog da cui ho tratto quest’informazione vuole rimanere ancora nell’anonimato o meno. In ogni caso, riporto sul mio la notizia secondo la quale Facebook accusa StudiVZ insieme ad altri social networks di aver copiato in maniera spudorata il servizio che offre. Nell’occhiello dell’articolo di Hardware Upgrade si legge:
“I legali del popolare sito di social networking Facebook all’attacco contro alcuni cloni nati un po’ ovunque. Ora nel mirino il sito tedesco StudiVZ da 10 milioni di utenti.”

Non so se vi sono stati altri tentativi di sistemazione più pacifici. Penso ad esempio ad un acquisto o unione tra le due reti o la creazione di ponti tra account situati nei vari servizi-copia di Facebook.
Ma in fondo all’utente cosa cambia? Beh, da un lato sapevi che su StudiVZ tutto è in tedesco e che tutti gli altri membri possono comprenderti nella tua lingua madre. StudiVZ ha creato anche dei paralleli in altre lingue anche se non hanno lo stesso successo come nella madrepatria.

Di svantaggioso è la ristrettezza del bacino d’utenza del network, visto che predilige solo tedescofoni allemannoglotti.
StudiVZ, come si deduce dal nome, richiedeva inizialmente che i membri fossero studenti. È ovvio però che nessuno resta studente a vita e cosa se ne fa di un account su StudiVZ quando ha finito di studiare? Finge? Forse. Sta di fatto che il network ha dato luogo anche a MeinVZ ampliando così il potenziale pubblico.

Adesso vedremo se a questione risolta gli utenti ne trarranno vantaggi e nel caso quali. Io tanto ho un account per social network e molti degli amici che ho da una parte sono anche nell’altra. Magari potrò togliere un link dalla mia barra dei preferiti.

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per questo mese, non cambiare, stesso blog anche se va al mare

Domattina parto! torno presto (tra una settimana), ma per un motivo o per l’altro, dei quali il principale è che abito in una località balneare (per quanto lacustre), prevedo un Agosto poco produttivo. Voi sfogliate un po’ l’archivio, leggetevi i blog segnalati in colonnina, fate un po’ di mare…insomma, trovate qualche maniera per passare il tempo che vi occorreva per leggermi, in attesa che io riprenda a pieno regime!

Nel frattempo però non scordatevi l’indirizzo! Dopo la fiacca di Agosto (nel quale, comunque, non sparirò del tutto) si riprende a pieno ritmo, e Settembre è da sempre un mese particolarmente prolifico. Per il momento, buone vacanze!

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Enrico on line

Sarà il caldo, saranno gli impegni che con l’estate diminuiscono. Sta di fatto che Enrico ha aperto il suo blog. Adesso abbiamo un altro giovane desenzanese nella blogosfera subito da linkare nei blogroll di tutta la contea, e magari in futuro anche al di fuori di essa.
Buon inizio!

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Vita: una definizione operativa

Trasformo un vecchio post in una rubrica, tanto perchè mi avanza una cassetta di puntini e vedo in giro un sacco di i sprovvistene.

La Vita

Si fa presto a dire la vita va difesa fino al suo termine ultimo naturale, ma qualcuno sa cosa sia, questa vita? La questione è un po’ complicata, molto più di quanto si pensi comunemente. Da un lato non si sa bene quando cominci, dall’altro ci sono problemi talvolta a capire quando finisca, in entrambi i casi la questione, che dovrebbe essere più che altro accademica, finisce per interessare (pare) una larga fetta della popolazione. Voglio dire, spero interessi una larga fetta di popolazione, perchè se tutta questa gente (donne che vogliono abortire, malati gravi, famiglie di corpi morti mantenuti in funzione) deve soffrire, spero almeno che lo faccia per un bacino elettorale decente.

Tralasciando il significato “ontologico” della Vita (assumendo che alla fine non interessi a molte persone), ci serve però una bussola per trovare le famose “soluzioni condivise”. In questi giorni il governo sta infatti cercando di ribaltare la sentenza della Corte di Cassazione (che ha confermato quella della Corte d’Appello) riguardo alla Englaro, e il Partito Democratico si è astenuto dalla votazione alla Camera sostenendo una cosa del tipo “questa maniera di affrontare la cosa è grossolana, noi vogliamo trovare soluzioni condivise e mature”. Bravi! io avrei votato contrario, ma mi piace la parte di chi tira le orecchie a chi strepita e prende a fare i discorsi seri, quindi ho deciso di dare una mano e di mettere sul tavolo qualche punto di partenza, non si dica che io critichi e basta (anzi, mi sto astenendo dal commentare Buttiglione, e sappiate che mi prudono le dita). Come fare? semplice, creiamoci una bella definizione operativa di Vita-da-proteggere.

1. Proteggiamo la vita in quanto tale solo se possiede le caratteristiche proprie della vita dell’homo sapiens, per gli altri animali vale solo la difesa della dignità della vita, per quanto riguarda le piante ci preoccupiamo solo che non si estinguano le specie. Vita-da-proteggere sembra essere quindi solo la vita dotata di coscienza e autocoscienza, di capacità di progettazione a breve e a lungo termine (ovvero di capacità di scelta) e tutto ciò che queste facoltà comportano. Per quanto ne sappiamo negli animali la coscienza è presente semmai in forme lievi o più o meno abbozzate, ma anche se non fosse così la scelta è tra accettare questo principio o proteggere gli animali con la stessa intensità con cui si proteggono gli esseri umani, il che porterebbe o a spese mediche elevatissime e vegetarianismo imposto. Credo si possa, per amor di semplificazione, assumere un divario netto tra homo sapiens e gli altri animali e legiferare di conseguenza; ma se un divario c’è si trova in quelle caratteristiche.

2. Proteggiamo la vita in quanto tale anche qualora questa non presenti le caratteristiche dell’homo sapiens a patto che sia solo una questione di tempo (bambini, feti ecc). Questo secondo principio salvaguarda i bambini (che, ad esempio, nel primo anno di vita presentano lo stesso tasso di apprendimento dei piccoli di scimpanzè), ci permette di giustificare la difesa dei feti (che a un certo punto si possono effettivamente dire “vivi”), e crea qualche problema quando si debba decidere del punto d’inizio. Difatti, se il principio difende in funzione della prospettiva futura, allo stesso modo quello che difende è una vita in prospettiva futura, non la prospettiva futura di una vita (altrimenti si dovrebbero proteggere gli spermatozio vietando financo la masturbazione). Il limite attuale (tre mesi se non sbaglio) sembra non essere causa di grandi discussioni (chi discute vorrebbe o eliminare l’aborto tout court, e quindi la possibilità di individuare un confine tra la non-vita e la vita, o semplicemente scoraggiare l’aborto con consultori e affini), prendiamolo quindi per buono.

3.Proteggiamo la vita in quanto tale finchè sussistono le condizioni poste dai primi due principi. Questo principio è invece una questione di coerenza: se proteggiamo la Vita non proteggiamo semplicemente l’involucro di carne che a seconda della propria visione del mondo fa da mezzo di trasporto o da componenti materiali. Ma attenzione, non vuol dire che stiamo proteggendo un principio, ma che stiamo proteggendo uno stato di cose, una maniera di essere che assumiamo come importante al punto da dispendere energie gratis (nel senso, pur non avendo un ritorno) per la sua salvaguardia.

I corollari immediati (con un occhio alla situazione di Eluana Englaro) sono:

– Se proteggiamo la vita in quanto “capacità di volere” non possiamo non mettere davanti a tutto il diritto di scelta. Non ha molto senso costringere qualcuno a volere qualcosa e pretendere di farlo per permettergli di mantenere la sua capacità di scegliere (ovvero la vita umana, in un certo senso)

– Se qualcuno perde permanentemente la propria autocoscienza (e assieme ad essa, necessariamente, la capacità di scegliere) perde anche la vita-da-proteggere che possedeva. Pertanto, va trattato come un vegetale in senso stretto (e quindi lasciato morire o ucciso, se si fosse espresso in tal senso). Si può derogare a ciò nel caso in cui la persona avesse espresso chiara, documentata e incontrovertibile volontà che il proprio corpo fosse mantenuto in funzione in casi come questo, per via del primo corollario.

– Chiunque sia pienamente in grado di decidere della propria vita può farlo, fosse anche per portarla a termine “prematuramente”, sempre per il primo corollario. Compito dello Stato è semmai controllare che chi prende tale drastica decisione sia in grado di intendere e di volere e non stia subendo plagio da parte di persone o istituzioni

Concludendo, la Vita-da-proteggere è una cosa seria, e parlarne significa parlare di persone in carne, ossa e cervello, non di un concetto astratto da definire a un tavolo comune tra Fede e Ragione. Per questo sono daccordo nel far parlare tutti quanti al tavolo della discussione, ma a patto che partano dalla bruta realtà delle cose, e non da un’astrazione buona solo per le discussioni teologiche che, parlando in maniera sinceramente laica, non interessano e non devono interessare al legislatore.

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Cinema al castello di Desenzano

Dal 27 luglio al 03 settembre 2008 saranno proiettati dei film all’aperto nel cortile del castello di Desenzano. Per orari e prezzi aspettate aggiornamenti (probabilmente per le 21.30).

27/07 – Irina Palm
28/07 – Into the Wild
29/07 – Ortone e il mondo dei Chi
31/07 – Spettacolo cabaret: Fichi d’India story
04/08 – Gomorra
05/08 – Elisabeth, the golden age
06/08 – Iron Man
07/08 – Il cacciatore di aquiloni
08/08 –
Il petroliere
09/08 –
Non pensarci
10/08 – La ragazza del lago
11/08 – Notte brava a Las Vegas
12/08 – Caos calmo
13/08 – Questa notte è ancora nostra
14/08 – Nella valle di Elah
15/08 – Grande, grosso e Verdone
18/08 – Racconti da Stoccolma
19/08 – Gli Acchiappafilm – be kind rewind
20/08 – Il divo
26/08 – La musica nel cuore
27/08 – Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
30/08 – Sex and the city
31/08 – In amore niente regole
01/09 – Persepolis
02/09 – Un amore senza tempo
03/09 – Colpo d’occhio

Rignrazio Lucia per i dati

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Comcast comunica con i suoi clienti e lo fa ’spiando’ i blog

Ho letto un articolo interessante ho subito pensato che finalmente le aziende stanno iniziando a comunicare con i propri clienti. (comunicare inteso come dialogare e non semplice comunicazione)
Il  blogger Brandon Dilbeck si era lamentato del servizio offerto dal Comcast.  Il suo era un blog che non riceveva molte visite e senza commenti negli ultimi tempi.
Il […]

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GardaLine: la voce dei bloggers lacustri

Ho selezionato dei blog con caratteristiche diverse e avviato la fase di test.
GardaLine – la voce dei bloggers lacustri è da oggi attivo.
Se sei un blogger e visi sulle sponde del Lago di Garda, puoi già richiedere l’inserimento del tuo blog in Gardaline!

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Feedjit

Per quanto io sia contento del servizio che offre Shinystat nella sua versione free, devo fare i conti con alcune mancanze, ma tanto di servizi gratuiti on line ce ne sono che compensano alcune carenze. Per una di queste c’è Feedjit che mostra quali pagine e quindi post più letti. Poi ce ne sono altre che non uso, ma se volete approfondire potete sempre consulare questa pagina (in inglese) e provare. Inserire i widget è facilissimo e naturalmente gratis.

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A Midsummer’s Nightmare (reprise)

(continua da qui)

“Aaaaaarg!”
“Silvio, che succede?”
“Un incubo, un incubo…”
“Hai sognato di nuovo quella storia di Dell’Utri che..”
“No, no, peggio…è per via dell’immunità…prima Napolitano che rapina le banche e mi uccide, poi Fini che mi uccide, poi Schifani che..che..”
“che ti uccide?”
“già…”
“Ma Silvio, ti hanno già ucciso un anno fa, non ricordi?”
“Che dici Veronica?”
“Non sono Veronica, sono Satana”
“Ti immaginavo diverso”
“Il male ha mille forme”
“Già..ehi, aspetta, Satana? quindi io sono all’Inferno?”
“Esatto, e ora se vogliamo continuare…”
“Continuare?”
“Continuare, mi stavi facendo un pomp..”
“Aaaaaarg!”

***

“Aaaaaarg!”
“Renato! stai bene?”
“Si cara, si..è stato solo un incubo…devo aver mangiato pesante”
“Devi starci attento a queste cose, non sei immune anche dai malanni fisici lo sai?”
“ehehe si si, ci stiamo lavorando però”
“eheheh”
“Mi sa che mi faccio un caffè e mi metto a lavorare, è quasi mattino”
“come vuoi, io mi rimetto a dormire..”
Sciabattando per le stanze della sua reggia, il presidente del Senato arriva in cucina e fa per preparare la moka quando scopre che dal lavandino non esce acqua. Stupito, torna in camera da letto.
“Cara…”
“hmmm, che c’è amore? non dovevi metterti a lavorare?”
“Si ma lo sai che senza caffè non parto”
“hmm hai provato ad aprire l’acqua e non va?”
“Esatto..”
“E ti sei dimenticato che l’acqua l’ha comprata Berlusconi dopo averla privatizzata”
“Come?”
“Già, e sai com’è fatto quello, a forza di tangenti ha comprato tutto e ora specula vendendo un sacco di acqua in bottiglia”
“Acqua in bottiglia? e nessuno gli dice niente?”
“E che gli vuoi dire? è immune…dai che domani mattina mandiamo la filippina a comprare qualche cassa al Silviomercato”
“Silviomercato?”
“Già..praticamente ora ha il monopolio su tutto e si è fatto un po’ prendere la mano…lo conosci, è un ragazzino in fondo”
“Aaaaaarg!”

***

“Aaaaaarg!”
“Gianfranco, che hai?”
“Niente niente, un brutto sogno…”
“Su, rilassati che domani partiamo per la crociera, devi essere riposato”
“Già…”
“Anche perchè c’è un sacco di lavoro da fare questa volta”
“Lavoro?”
“Lavoro, ti sei scordato che dobbiamo portare fuori dall’Italia quelle tre valige di denaro?”
“Valige di denaro?”
“cos’hai sognato, di diventare un pappagallo? le valige di denaro! o vorresti pagare le tasse su quello che guadagni? guarda che a quello non siete ancora immuni, eheheh”
“Ma io sono sempre stato onesto..”
“Eh, ora fai il bravo samaritano, ma fino ad adesso di sei sempre approfittato della tua situazione”
“Scusa, per curiosità…che ho fatto finora?”
“A parte i soldi? allora, hai mandato all’ospedale quattro figli dei fiori, hai commesso almeno tredici apologie del fascismo, più guida in stato di ebrezza e minacce di morte a Bossi”
“Ah..”
“Eh, l’occasione fa l’uomo ladro, no?”
“Così pare…”
“Ah, dimenticavo…”
“Oddio, cosa c’è ancora?”
“Per via di una scommessa con Storace hai stuprato la Mussolini”
“Aaaaaarg!”

(chi continua?)

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Geprüfter Radfahrer

Sistemando il mio tavolo, visto che un mio fratello a caso (l’unico) prima di andarsene per il camposcuola ha svuotato un cassetto disperdendone il contenuto sul desco, ho trovato uno dei miei vanti d’infanzia. Una di quelle cose che tirerò fuori da un vano impolverato davanti agli occhi spalancati dei miei futuri nipotini una volta che sarò nonno: una bandierina di plastica che certifica il mio essere ciclista con tanto di patentino (che dovrei avere in un altro cassetto abbastanza infognato di roba) fatto in terza elementare in Germania.


Visto che oggi in Italia si discute del patentino per poter tenere un cane, mi sembra che questo mio cimelio sia almeno di un pochino di sconcertante attualità. Io ho fatto il mio esamino sotto gli occhi vigili di vigili (appunto) della polizia bavarese.
Stavo pensando di fare pure un banner per i blog con il simbolo di “geprüfter Radfahrer” (ciclista esaminato/testato), ma credo che la mia missione nel mondo sia un’altra per il momento.

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Sfilata di Trame di storie

Ieri alle 18.00 è stata fatta la sfilata dei vestiti “made in dignity” per citare uno slogan che ho letto nella sala della mostra. Si tratta di vestiti disegnati in Italia e poi prodotti dalla manodopera da cui provengono le materie prime impiegate. La provenienza e lo stile di alcuni vestiti, soprattutto quelli femminili, sono prevalentemente asiatici.

Se dovessi ricevere del materiale più dettagliato, lo pubblicherò in un nuovo post.

I vestiti sono ora esposti fino al 28 luglio nell’ex chiesa dell’oratorio Paolo VI in una mostra chiamata “Trame di storie” organizzata da Il Cerchio di Desenzano, negozio di prodotti equi e solidali. Nello stesso luogo dovrebbe anche esserci l’opportunità di acquistare vestiti, accessori e bigiotteria.

Nella foto in alto sono quello con la giacchina azzurra strafashion! Ringrazio la mamma dell’Andrea per lo scatto e l’Andrea per l’invio delle immagini.

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Balneabilità a Desenzano

Dopo qualche mail tra gli organizzatori di una serata in spiaggia di un’associazione di ragazzi desenzanesi, l’ark, associazione rivolta kulturale, è emerso che il lago in alcune spiagge della nostra zona (Desenzano – Rivoltella) non è balneabile, o comunque non è consigliata la balneazione.

Alla questione è stata data visibilità sul loro blog, dove si analizza situazione e cause. Qui invece la tabella della condizione delle spiagge benacensi redatta dall’asl di Brescia.

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Lago inquinato, turista non informato

Oggi ho fatto un giro alla spiaggia d’oro e alla spiaggia al porto di Rivoltella per dare un’occhiata alla situazione, dato che da tempo la balneazione è vietata, a causa dell’inquinamento dovuto agli scarichi che, per una mancata manutenzione ai filtri, sono stati portati dall’acqua del lago nel lago stesso.
La situazione mi ha lasciato di stucco. In entrambe le spiagge un piccolo avviso in formato A4 firmato dal sindaco avvisa del pericolo. Peccato che sia appunto piccolo, abbastanza nascosto e solo in italiano. Penso che una persona ignara della cosa abbia pochissime probabilità di vederlo. Per non parlare di tedeschi, olandesi e turisti vari che anche se lo vedessero non lo capirebbero.
La situazione è un po’ migliore a Rivoltella, ma non di tanto.
E’ scandaloso che un avviso di pericolo sia fatto in questa maniera! Non si poteva mettere un cartello segnaletico? Non si potevano porre degli avvisi multilingue belli grossi? Non si può avvisare tutte le persone che fanno il bagno dell’inquinamento?
Mi sembra che la popolazione sarebbe stata volentieri tenuta all’oscuro di tutto se non fosse stato obbligatorio per legge esporre l’avviso.
Non credo che un ipotetico danno ai gestori delle spiagge (danno che secondo me non ci sarebbe) sia più importante della salute delle persone.
Cliccando sulla foto sotto potete vedere l’avviso:

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