Autore: Daniel_Colm

Quello che pensano i francesi della TAV รจ abbastanza indifferente

Per quel poco che seguo la questione della TAV (non per disinteresse, ma per insofferenza nei confronti della qualità dei discorsi su entrambi i lati), mi pare che spesso venga tirato fuori dai No-TAV l’argomento che i francesi si stiano un po’ pentendo del progetto e che stiano ritrattando. Oggi su IlSole24Ore viene ribadito il loro impegno ma al contempo viene data la notizia che per questioni di budget i lavori verranno spostati a fra tre anni quando appunto sarà possibile finanziare l’opera. Un’informazione che torna comoda a entrambi gli schieramenti per essere strumentalizzata a piacere.

A parer mio è una notizia completamente neutra che così com’è (poi magari indirettamente significa qualcosa) non avvalla nessuna delle due parti, perché di fatto quello che ci guadagnano i francesi è diverso da quello che ci guadagnano gli italiani dal tunnel. Ovvio, in termini di libero scambio ogni facilitazione al trasporto dei beni è un vantaggio per i consumatori che così hanno maggiore accesso ai beni che provengono da oltre frontiera, ma non è questo il punto.

Se spostassimo l’infrastruttura di collegamento, anziché dal confine tra Francia e Italia, sullo stretto che collega (solo a titolo esemplificativo) la Repubblica Popolare Cinese con l’isola di Taiwan, allora è immaginabile che a guadagnarci di più dal ponte siano i continentali che vogliono fuggire dal regime che gli isolani. È solo un esempio a caso, che non so neanche quanto sia attuale. Quello che voglio dire è che gli uni loderanno il progetto, gli altri lo disprezzeranno. Parimenti, il fatto che il tunnel magari non faccia tanto gola ai francesi non significa che non sia un vantaggio per noi.

Ora vi chiederete «Sì, ma quali vantaggi abbiamo noi che i francesi non hanno?». Io non ho fatti che possono rispondere a questa domanda e neanche mi interessa. Dico solo che l’opinione di una delle due parti non rispecchia necessariamente il sentire dell’altra, visto che ormai entrambe le parti si sono impegnate alla realizzazione del progetto.
E di conseguenza questa notizia è neutra se ragioniamo come esseri razionali. Se invece pensiamo che si risolva tutto con un dibattito da stadio…
(Dico tutto questo perché fioccavano i commenti alla notizia su Facebook e mi pareva il caso di articolare il mio pensiero un po’ meglio qui che in qualche post stitico).

Questo sabato mattina ci sarà un incontro sull’impatto della TAV sul basso Garda. Sarà interessante approfondire lì l’argomento.

(Nell’immagine una foto del cantiere dell’alta velocità presa da qua.)

Incontro sull’impatto delle grandi infrastrutture (TAV) sul territorio gardesano

Per chi si interessasse del futuro di Desenzano e della sua evoluzione nei prossimi anni, e soprattutto si è incuriosito leggendo degli incontri con il pubblico dedicati a questo, c’è un’aggiunta di programma importante da segnalare che non è contenuta nel volantino con il programma pubblicato nel mio ultimo post. Ci vediamo là.

Dal sito del Comune:

Si terrà sabato 16 novembre nella sala Pelèr di palazzo Todeschini, dalle ore 9.30 alle 13, un incontro fuori programma del ciclo promosso dall’Amministrazione comunale in vista della variante generale al PGT – Piano di Governo del Territorio.
Le relazioni verranno introdotte e moderate dal Sindaco di Desenzano Rosa Leso.
Comunicazioni sul progetto di ferrovia alta velocità/alta capacità Brescia-Verona saranno esposte dall’Ing. Carlo Faccin e dall’Ing. Tiziano Andriulli, rispettivamente Dirigente e Funzionario del Settore Mobilità della Provincia di Brescia.
Dopo un primo giro di domande Corrado Ghirardelli, Assessore al Trasporto pubblico locale e alle infrastrutture trasportistiche della Provincia di Brescia, relazionerà su “esigenze di mobilità e tutela del territorio”.
Seguiranno il dibattito con la cittadinanza e le conclusioni dell’’ing. Maurizio Tira, Assessore a Urbanistica, Edilizia privata e Mobilità del Comune di Desenzano del Garda.
La cittadinanza è invitata.

Verso la Desenzano del 2020

Sabato scorso c’è stato un secondo incontro a Desenzano al Palazzo Todeschini per la formazione per prossimo Piano di Gestione del Territorio (PGT). Per chi fosse interessato a partecipare alla discussione (l’ultimo incontro è stato molto interessante e confido che lo siano anche i prossimi), di seguito pubblico il materiale informativo, che però può anche essere trovato sul sito del Comune.
I prossimi incontri saranno sempre di sabato a tema:

  • 23 november 2013 – Economia e Agricoltura: nuovi scenari di sviluppo
  • 14 dicembre 2013 – Desenzano, uno snodo per il turismo internazionale
  • 18 gennaio 2014 – Mobilità sostenibile e intermodalità
Io penso che ci sarò a entrambi quelli di quest’anno. Meno probabilmente a gennaio.

Verso la Desenzano del 2020

Sabato scorso c’è stato un secondo incontro a Desenzano al Palazzo Todeschini per la formazione per prossimo Piano di Gestione del Territorio (PGT). Per chi fosse interessato a partecipare alla discussione (l’ultimo incontro è stato molto interessante e confido che lo siano anche i prossimi), di seguito pubblico il materiale informativo, che però può anche essere trovato sul sito del Comune.
I prossimi incontri saranno sempre di sabato a tema:

  • 23 november 2013 – Economia e Agricoltura: nuovi scenari di sviluppo
  • 14 dicembre 2013 – Desenzano, uno snodo per il turismo internazionale
  • 18 gennaio 2014 – Mobilità sostenibile e intermodalità
Io penso che ci sarò a entrambi quelli di quest’anno. Meno probabilmente a gennaio.

La mia terza “prima casa”

A Desenzano probabilmente tira un’aria diversa che nel resto d’Italia, ma a me tutto questo pianger miseria sul fatto che si possegga “solo” una casa di proprietà e che si richieda quindi l’esenzione IMU, l’impignorabilità e e non so che altro, quando in molti casi (ripeto: almeno Desenzano) ci sono nuclei familiari con una prima casa intestata a ciascun membro.
Mi è chiaro che nessuno con un minimo di furbizia trascurerebbe la possibilità di risparmiare sulle tasse, soprattutto se in maniera legale in una situazione dove sono comunque sempre troppo alte per quello che viene offerto di ritorno. Ogni volta che leggo di una norma di qualunque genere, automaticamente -per puro diletto- inizio a ragionare sulle possibili scappatoie e sotterfugi per aggirarla. Ma al contempo mi aspetterei che così come tanta furbizia viene dispiegata in campo dal cittadino, altrettanta venga dispiegata dal legislatore. Non ci si può neanche nascondere dietro alla scusa che data la criticità del momento le cose possano essere fatte a metà, perché sappiamo tutti, che nessuno si metterà lì fra qualche mese a rivedere i provvedimenti d’urgenza.
Poi, ovvio, meglio far pagare troppo poco ai ricchi, che troppo ai poveri, ma sono abbastanza sicuro che con un paio di accorgimenti minori si possano trovare compromessi più efficienti e socialmente bilanciati.

Immagine da qui.

La mia terza “prima casa”

A Desenzano probabilmente tira un’aria diversa che nel resto d’Italia, ma a me tutto questo pianger miseria sul fatto che si possegga “solo” una casa di proprietà e che si richieda quindi l’esenzione IMU, l’impignorabilità e e non so che altro, quando in molti casi (ripeto: almeno Desenzano) ci sono nuclei familiari con una prima casa intestata a ciascun membro.
Mi è chiaro che nessuno con un minimo di furbizia trascurerebbe la possibilità di risparmiare sulle tasse, soprattutto se in maniera legale in una situazione dove sono comunque sempre troppo alte per quello che viene offerto di ritorno. Ogni volta che leggo di una norma di qualunque genere, automaticamente -per puro diletto- inizio a ragionare sulle possibili scappatoie e sotterfugi per aggirarla. Ma al contempo mi aspetterei che così come tanta furbizia viene dispiegata in campo dal cittadino, altrettanta venga dispiegata dal legislatore. Non ci si può neanche nascondere dietro alla scusa che data la criticità del momento le cose possano essere fatte a metà, perché sappiamo tutti, che nessuno si metterà lì fra qualche mese a rivedere i provvedimenti d’urgenza.
Poi, ovvio, meglio far pagare troppo poco ai ricchi, che troppo ai poveri, ma sono abbastanza sicuro che con un paio di accorgimenti minori si possano trovare compromessi più efficienti e socialmente bilanciati.

Immagine da qui.

Conto corrente per studenti in Austria

Visto che mi è appena arrivata una lettera promozionale della banca, mi è venuto in mente che forse potrebbe essere il caso di scrivere giù due righe al riguardo per i futuri studenti in zona.
Io sono super soddisfatto del servizio che mi offre Erste Bank. C’è la sbatta che all’apertura bisogna andare in filiale, per il resto è tutto gratis. Tutto! Solo per studenti si intende. Molto meglio della “super” offertazza di Unicredit in Italia. A fare pubblicità a Erste Bank non ci guadagno niente (a meno che non c’abbiate voglia di venire a compilare un moduletto che mi hanno appena inviato a casa con cui otterrei un qualche sconto non meglio specificato). Incluso nel mio servizio gratuito ho tutto quello che mi serve, ovvero, prelievi gratis ovunque nel mondo da qualsiasi banca, bonifici gratis ovunque, online banking incluso. Mi pare che grandi altri usi del conto non ne faccio.
Avere un conto austriaco è importante quando si studia qui non solo perché può essere molto più conveniente che usare carte italiane, ma perché a volte è proprio necessario come per ricevere borse di studio e altri finanziamenti (ad es. per i soldi dell’Erasmus).
Per l’attivazione del conto io ho fatto tutto in uni. Ricordo che c’erano dei tipi all’ingresso che promuovevano il conto, ho firmato due fogli, si sono presi una fotocopia della mia tessera studente e mi hanno fatto una fotina. Dopo qualche giorno o settimana sono andato in banca per andare a prendere la tavola dei codici per l’online banking (adesso li ricevo via SMS) e la tessere del bancomat, che c’ha sopra la vostra fotina e la dicitura che siete uno studente, con tanto di riferimento dell’uni e del numero di matricola, quindi suppongo che la si possa usare sia come documento di identificazione -(Lichtbildausweis). Con una ricarica del conto di 10€ o 20€ me l’hanno attivata e basta. Non mi pare neanche che all’epoca (pochi giorni dopo il mio arrivo) avessi già la registrazione all’ufficio immigrazione né in comune, ma adesso non ricordo con esattezza. È quasi più complicato fare l’abbonamento ai mezzi pubblici urbani…
Il nome che riporta è International Student Identity Card con tanto di logo (un altro servizio che Unicredit Italia non mi dà) quindi dovreste avere accesso a vari sconti per studenti in giro per il mondo anche se non avete la vostra tessera studente dell’uni.
Rispondono alle mie mail nel giro di 24h in genere e comunque sono disponibilissimi. Posso dunque solo consigliare.

Se fosse anche in Italia penso che mi sarei aperto un conto da loro. Anzi, se qualcuno avesse consigli per una banca in Italia da non studente (visto che fra poco non lo sarò più) sono ben felice di sentire i vostri pareri e le vostre esperienze.

Viaggiare risparmiando a Vienna – Sparschiene e Vorteilscard

Viaggiare in treno è una delle cose più belle che si possano fare, a mio avviso. Solo che i biglietti costicchiano un po’. Ecco alcuni trucchi per risparmiare in Austria.

VORTEILSCARD:
In Austria, se sei un bel giovanotto o una dolce pulzella sotto i 26 anni, puoi risparmiare circa la metà (il 45% a essere precisi). Forse anche le persone brutte e non dolci possono, ma non sono sicuro. Comunque, per lo sconto, temo che ci si debba recare in Austria per avere il modulo da compilare per la richiesta della carta vantaggi (Vorteilscard). Servono anche due fototessere. In via provvisoria, vi verrà consegnata il giorno stesso una versione cartacea che vale a partire dal giorno richiesto su tutti i treni. La versione provvisoria però non si può usare per le ordinazioni online. Dopo qualche settimana vi verrà recapitata a casa la vostra tessera definitiva che avrà validità per un anno dal giorno di attivazione (non dell’ordine). La tessera definitiva ha un codice che può essere specificato anche negli ordini online e pagherete sempre la metà quando viaggiate. La tessera costa 20€ per i under 26, cosa che recuperate con il risparmio anche già con un viaggio solo. Altre categorie hanno condizioni diverse, tutte visionabili qui.

SPARSCHIENE:
In alternativa, se non si fosse in possesso di una Vorteilscard, si può comodamente usufruire di mega sconti se ti prenota con qualche settimana di anticipo il biglietto del treno con la Sparschiene (binario-risparmio). Questo vale di sicuro per i Railjet e in generale tutti gli Eurocity, mentre temo che non funzioni per i regionali. Fatto sta che ogni treno a un po’ (non so quanti di preciso) posti a partire da 29€ per tutte le tratte, che però aumentano di prezzo di 10 in 10€ man mano che si riducono i posti disponibili e si avvicina la data del viaggio. In genere con 10€ si passa dalla seconda alla prima classe. In ogni caso, se si sa di viaggiare con qualche settimana di anticipo, vale la pena provare a vedere online che offerte ci sono. (Per vedere le offerte Sparschiene, dovete tralasciare che avete la Vorteilscard). Lo svantaggio della Sparschiene è che biglietti comprati con questa offerta valgono solo per il treno in questione e non possono essere rimborsati a nessuna condizione (già provato). Il biglietto tra l’altro è nominale (quindi non potete comprarli e rivenderli).
Il bello che è l’offerta vale anche per viaggi all’estero che partono dall’Austria purché si viaggi su tratte gestite o co-gestite da ÖBB (che sono le FS austriache). Io ad esempio con in genere massimo 49€ (perché non sempre prenoto per tempo) viaggio comodamente fino a Bolzano o eventualmente Verona, visto che ÖBB e DB (quelli tedeschi) hanno la tratta Brennero-Verona.

Se si ha la Semesterkarte per i trasporti urbani a Vienna si dovrebbe poter prenotare i treni da Wien Meidling piuttosto che da Wien Westbahnhof. Si risparmia poco, ma meglio che un calcio in bocca.

WESTBAHN:
La Westbahn è probabilmente il primo competitor privato all’ex monopolio statale. Copre poche tratte tra Vienna e Salisburgo, includendo Linz. Mai usata per via del suo corto raggio, ma siccome anche qui tutti odiano ÖBB alla stessa maniera in cui in Italia tutti odiano a priori FS, io ne ho sempre sentito parlar bene.

Grazie a Wikimedia per la foto.

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Brunnenmarkt a Vienna – un mercato a buon mercato
Wiener Deewan – un pranzo a buon mercato a Vienna

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SPARSCHIENE:
In alternativa, se non si fosse in possesso di una Vorteilscard, si può comodamente usufruire di mega sconti se ti prenota con qualche settimana di anticipo il biglietto del treno con la Sparschiene (binario-risparmio). Questo vale di sicuro per i Railjet e in generale tutti gli Eurocity, mentre temo che non funzioni per i regionali. Fatto sta che ogni treno a un po’ (non so quanti di preciso) posti a partire da 29€ per tutte le tratte, che però aumentano di prezzo di 10 in 10€ man mano che si riducono i posti disponibili e si avvicina la data del viaggio. In genere con 10€ si passa dalla seconda alla prima classe. In ogni caso, se si sa di viaggiare con qualche settimana di anticipo, vale la pena provare a vedere online che offerte ci sono. (Per vedere le offerte Sparschiene, dovete tralasciare che avete la Vorteilscard). Lo svantaggio della Sparschiene è che biglietti comprati con questa offerta valgono solo per il treno in questione e non possono essere rimborsati a nessuna condizione (già provato). Il biglietto tra l’altro è nominale (quindi non potete comprarli e rivenderli).
Il bello che è l’offerta vale anche per viaggi all’estero che partono dall’Austria purché si viaggi su tratte gestite o co-gestite da ÖBB (che sono le FS austriache). Io ad esempio con in genere massimo 49€ (perché non sempre prenoto per tempo) viaggio comodamente fino a Bolzano o eventualmente Verona, visto che ÖBB e DB (quelli tedeschi) hanno la tratta Brennero-Verona.

Se si ha la Semesterkarte per i trasporti urbani a Vienna si dovrebbe poter prenotare i treni da Wien Meidling piuttosto che da Wien Westbahnhof. Si risparmia poco, ma meglio che un calcio in bocca.

WESTBAHN:
La Westbahn è probabilmente il primo competitor privato all’ex monopolio statale. Copre poche tratte tra Vienna e Salisburgo, includendo Linz. Mai usata per via del suo corto raggio, ma siccome anche qui tutti odiano ÖBB alla stessa maniera in cui in Italia tutti odiano a priori FS, io ne ho sempre sentito parlar bene.

Grazie a Wikimedia per la foto.

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Brunnenmarkt a Vienna – un mercato a buon mercato

Ci sono due cose che alla lunga scocciano veramente quando si è all’estero da italiano. L’una è il meteo, l’altra è il cibo. È la sfiga dell’essere abituati bene, cosa volete farci. Meglio così che abituati da schifo ad altro. Comunque… Per il tempo c’è poco da fare. Per il cibo invece ci sono dei trucchi, che si discostano dallo spendere tanto, almeno qui a Vienna.

Il primo passo è evitare di andare a Vapiano. Non dico che sia un posto da schifo, ma se volete mangiare italiano, allora opterei per una pasta cucinata da sé a casa che costa meno e viene meglio. Btw, la mia opinione su Vapiano l’ho data qui. Però comunque resta il problema dell’acquisto degli ingredienti e qui spero possa venirvi in aiuto questo post.

Durante il mio soggiorno viennese sono stato nell’ottavo distretto (Josefstadt). Comodo non solo per la prossimità della metro e di tutto il resto, ma anche per la posizione vicinissima al Brunnenmarkt, che tradotto è il Mercato della fontana. Si tratta del tipico mercato all’aperto dove quotidianamente (meno che la domenica) trovate pescivendoli, fruttivendoli, nichivendoli etc, tutti che urlano. Urlano perché non sono austriaci. Al 90% sono tutti del sud-est europeo. Non che sia un esperto nel riconoscere l’etnia delle genti dalla faccia, ma dai prodotti che vendono credo di non sbagliarmi molto. Qui trovate verdura con un sapore e si paga al kilo (che qui nei supermercati si paga quasi tutto a numero, dal pane alle zucchine). La roba potete prendervela voi dal bancone, così non rischiate che vi rifilino gradi di maturazione diversi da quelli che vorreste. Poi ci sono formaggi (in buona parte varietà di feta), stuzzichini già pronti per fare un buon antipasto come olive ripiene e una pastella di riso e altro avvolto in una foglia di vite che non avevo mai mangiato prima, e roba del genere. Il sabato ci sono anche dei contadini locali che vendono i loro prodotti come vino e mele.

Insomma, un piccolo angolo di “mediterraneità” non lontano da casa (mia) dove comprare basilico, pomodorini freschi, formaggi non gommosi, e il tutto senza spendere tanto. (C’è tanta roba buona anche al Naschmarkt, ma costa di più.) Chi abita più in là, o si trova qualcosa di simile, o prende la metro U6 fino a Josefstädterstraße e da lì basta uscire dal Gürtel e ci siete.

Se invece non vi va di cucinare, ma c’avete comunque fame (capita anche ai migliori), vi consiglio questo altro mio post per un ristorantino etnico non male.

PS: Il mio coinquilino dice che fanno anche un buon kebab sempre lì, però ancora non l’ho mai preso, che già faccio fatica a mangiarlo con dignità di solito, figurarsi quando c’ho i sacchetti della verdura per le mani.

PPS: Io la metto giù meglio, ma visto che l’ho trovato, vi metto anche il link alla pagina corrispondente del sito della Lonely Planet.

Grazie a Wikipedia per la foto.

Brunnenmarkt a Vienna – un mercato a buon mercato

Ci sono due cose che alla lunga scocciano veramente quando si è all’estero da italiano. L’una è il meteo, l’altra è il cibo. È la sfiga dell’essere abituati bene, cosa volete farci. Meglio così che abituati da schifo ad altro. Comunque… Per il tempo c’è poco da fare. Per il cibo invece ci sono dei trucchi, che si discostano dallo spendere tanto, almeno qui a Vienna.

Il primo passo è evitare di andare a Vapiano. Non dico che sia un posto da schifo, ma se volete mangiare italiano, allora opterei per una pasta cucinata da sé a casa che costa meno e viene meglio. Btw, la mia opinione su Vapiano l’ho data qui. Però comunque resta il problema dell’acquisto degli ingredienti e qui spero possa venirvi in aiuto questo post.

Durante il mio soggiorno viennese sono stato nell’ottavo distretto (Josefstadt). Comodo non solo per la prossimità della metro e di tutto il resto, ma anche per la posizione vicinissima al Brunnenmarkt, che tradotto è il Mercato della fontana. Si tratta del tipico mercato all’aperto dove quotidianamente (meno che la domenica) trovate pescivendoli, fruttivendoli, nichivendoli etc, tutti che urlano. Urlano perché non sono austriaci. Al 90% sono tutti del sud-est europeo. Non che sia un esperto nel riconoscere l’etnia delle genti dalla faccia, ma dai prodotti che vendono credo di non sbagliarmi molto. Qui trovate verdura con un sapore e si paga al kilo (che qui nei supermercati si paga quasi tutto a numero, dal pane alle zucchine). La roba potete prendervela voi dal bancone, così non rischiate che vi rifilino gradi di maturazione diversi da quelli che vorreste. Poi ci sono formaggi (in buona parte varietà di feta), stuzzichini già pronti per fare un buon antipasto come olive ripiene e una pastella di riso e altro avvolto in una foglia di vite che non avevo mai mangiato prima, e roba del genere. Il sabato ci sono anche dei contadini locali che vendono i loro prodotti come vino e mele.

Insomma, un piccolo angolo di “mediterraneità” non lontano da casa (mia) dove comprare basilico, pomodorini freschi, formaggi non gommosi, e il tutto senza spendere tanto. (C’è tanta roba buona anche al Naschmarkt, ma costa di più.) Chi abita più in là, o si trova qualcosa di simile, o prende la metro U6 fino a Josefstädterstraße e da lì basta uscire dal Gürtel e ci siete.

Se invece non vi va di cucinare, ma c’avete comunque fame (capita anche ai migliori), vi consiglio questo altro mio post per un ristorantino etnico non male.

PS: Il mio coinquilino dice che fanno anche un buon kebab sempre lì, però ancora non l’ho mai preso, che già faccio fatica a mangiarlo con dignità di solito, figurarsi quando c’ho i sacchetti della verdura per le mani.

PPS: Io la metto giù meglio, ma visto che l’ho trovato, vi metto anche il link alla pagina corrispondente del sito della Lonely Planet.

Grazie a Wikipedia per la foto.

Wiener Deewan – un pranzo a buon mercato a Vienna

Siccome fra un mesetto e qualcosa abbandonerò Vienna in maniera abbastanza definitiva causa termine studi, sarebbe il caso di organizzare in maniera sistematica i miei pochi consigli per i posteri che verranno qui e io non ci sarò più per guidarli alla ricerca dei posti più fighi carini che ho trovato in questi due annetti.

Inizio la serie di post (è una promessa che proverò a mantenere) con il Wiener Deewan. Un posto carino dove si mangia a buffet all-you-can-eat e si paga quelli che si vuole (non andrei comunque sotto i 5€). Il cibo segue la cucina pachistana e oggi ho trovato ceci bolliti (credo), una sorta di goulash di pollo, patate e cipolle, riso, insalata e roba così. Mi sa che il menù cambia di giorno in giorno, ma è bene elencare quello che ho trovato oggi come riferimento per dare un po’ un’idea di quello che c’è.
Per il bere una cameriera ci serviva una brocca di acqua fresca al tavolo. (Tra l’altro era italiana, ma non sono stato a fare la mia solita chiacchiera da co-immigrato che faccio di solito nelle gelaterie, quindi non posso raccontarvi di più sul suo conto.) Il cibo invece, come detto è a buffet, quindi bisogna alzare le chiappe ogni volta che si finisce il piatto, il che non è male: almeno non arrivi a fine pasto che ti sorprendi che fai prima a rotolare giù dalla seria che a raddrizzare le ginocchia. Se poi però evitate di andare fino al piano più basso, come abbiamo fatto noi oggi, vi risparmiate di fare le scale ogni volta. In medio stat virtus, no?
Comunque il posto lo stra-consiglio. Noi siamo stati oggi (martedì) all’ora di pranzo per le 13.30. Abbiamo trovato posto a sedere senza grandi problemi, ma probabilmente perché per i locali ormai a quell’ora il pranzo è già bello che digerito. Se arrivate là prima aspettatevi che ci sia un po’ di ressa. Se invece ci andate alle 14.00 immagino che invece sarà vuoto come un hangar… vuoto.

La location è bella centrale, vicino a Schottentor, quindi ci arrivate comodi con la U2 o con un buon numero di tram. L’indirizzo esatto è Liechtensteinstraße 10, accanto a un messicano che fa burritos e fajitas e roba così, che però non ho mai provato.
Rimetto qui il link al sito del locale, che è bello pieno di foto e quindi non serve parlare leggere tedesco per farne uso. L’immagine l’ho appunto presa dal sito.

PS: Se invece vi andasse di cucinarvi voi da mangiare autonomamente, consiglio di fare un salto al Brunnenmarkt per comprare gli ingredienti.