Pacco bomba a Pasini, indagini a tappeto

Si dice sereno Giuseppe Pasini, destinatorio, martedì, di un’intimidazione sotto forma di pacco bomba fatto recapitare nella sede dell’azienda siderurgica di cui è presidente. Un ordigno rudimentale che però, se innescato, avrebbe potuto fare male. Sotto scorta, Pasini continua a portare avanti i propri impegni di lavoro e non. Ieri sera, ad esempio, ha assistito, seduto in tribuna al Turina di Salò, alla partita di Coppa Italia della sua FeralpiSalò.

Le indagini naturalmente si dispiegano in ogni direzione. Chi abbia voluto ferire il presidente degli industriali bresciani è la domanda alla quale stanno lavorando i militari del Ros dei carabinieri. A loro i magistrati della Dda hanno dato incarico di raccogliere tutti gli elementi utili. Per ora non sono molti. Oltre alla custodia del cd-rom e alla busta rossa che la conteneva, gli inquirenti non hanno molto di più. Il pacco non conteneva scritti, tanto meno un messaggio grazie al quale risalire al movente e dal quale ricostruire il possibile mittente. L’invio, inoltre, non è stato rivendicato da nessuno, il che lascia le indagini aperte a qualsiasi ipotesi. Nessuna esclusa. 

«Le vergognose minacce indirizzate a Giuseppe Pasini rappresentano un atto vile e deprecabile – ha detto Gabriele Gravina, Presidente della Figc -, mi auguro che gli inquirenti possano assicurare i responsabili alla giustizia in tempi brevissimi. Rivolgo al Presidente della Feralpisalò il mio personale sostegno e quello dell’intera Figc perché è anche attraverso la solidarietà del mondo del calcio che si certifica, se mai ce ne fosse bisogno, la sconfitta di chi esercita violenza su imprenditori seri e rispettabili come Pasini».

 

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