D+u nella grande città

Il piccolo D+u, che è adesso un po’ più grandicello di quando si faceva ancora chiamare D-u (ma se lo chiamate D-u si gira ancora), era da poco atterrato nella Grande Città. La Grande Città è proprio grande. Non grande come Bolzano, ma molto di più! “Se c’era tanto bisogno di D-u in una città piccola come Bolzano, chissà di quanto ce ne sarà qui nella Grande Città?”, si chiedeva il piccolo D+u. E intanto con le mani aggrappate alle bretelle dello zaino che contiene tutti i suoi tesori (come le sue super ginocchiere, Tovagliò e tanti altri utili attrezzi per fare di questo mondo un posto migliore) il nostro piccolo D+u cammina lungo le strade affollate con il naso in su ad ammirare i grandi edifici della Grande Città.

Ma come raggiungere il nuovo appartamento, così distante dall’aeroporto?

Grazie alla sua supervista, trafora con lo sguardo il manto stradale e si crea una mappa della metropolitana nel cervello, che, ormai saturo, per farle spazio ha rimosso due delle quattro equazioni di Maxwell sull’elettromagnetismo e l’abilità di pronunciare bene la O. Pøi si è messø a ricucire il mantø stradale.

Terminato il lavoro di ago e filo, in men che non si dica il nostro piccolo D+u raggiunge la sua nuova dimora, sistema i suoi cimeli di guerra e si mette a dormire. Domani sarà una giornata piena di avventure alla ricerca dei usi e costumi più strani di un popolo che si pensava molto simile a quello sudtirolese ma che in realtà è tutt’un’altra cosa!

Se non lo sai tu, chiedi a D+u!

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