Un tesoro sotto le vigne della Valpolicella

Quello che gli archeologi hanno rinvenuto sotto il terreno di una vigna  si può definire un vero e proprio tesoro nascosto riportato alla luce dopo secoli.

Ci troviamo a Negrar, un comune della Valpolicella di poco meno di 20000 abitanti in provincia di Verona, zona che solitamente è conosciuta per le grandi distese di vigneti dai quali si producono vini tipici di queste zone come l’Amarone e Recioto. Non è il però buon vino stavolta la ragione per cui questa zona sta facendo parlare di sé, ma bensì un fatto che riguarda la storia più remota di Negrar.
Qualche giorno fa, è stata infatti scoperta quella che sembra la pavimentazione di un’antica villa romana composta da uno splendido mosaico.




Le prime tracce che facevano presupporre che in questa zona ci furono degli insediamenti romani risalgono agli anni 20 con il ritrovamento di molti manufatti che ora sono esposti al Archeologico al Teatro Romano di Verona. I vennero riproposti negli anni 70 senza però portare ad alcun risultato e da allora però il sito venne praticamente dimenticato.
Solamente nell’estate dello scorso anno, grazie al volere della Soprintendenza archeologia, le belle arti e la provincia di Verona, si decise di approfondire gli scavi con dei carotaggi mirati nel tentativo di ritrovare i resti della residenza probabilmente risalente al terzo secolo d.c.
I primi ritrovamenti della villa sono stati rinvenuti a ottobre dello scorso anno, prima che i venissero interrotti per via della vendemmia da parte dei proprietari del terreno. Vennero poi ripresi a febbraio salvo interrompersi nuovamente per via dell’emergenza Coronavirus che ha segnato gli ultimi mesi di questo 2020.
A maggio gli archeologi hanno potuto finalmente tornare al lavoro per studiare lo splendido ritrovamento e verificare l’esatta estensione della villa romana di Negrar.
Come è possibile notare dalle immagini, il mosaico della pavimentazione sembra essere ancora perfettamente conservato dopo secoli. Una splendida opera dai mille colori con forme geometriche volte ad impreziosire l’abitazione.

Il sindaco di Negrar ha commentato l’avvenimento dicendo che è necessario valorizzare il prezioso ritrovamento e per questo promette che verrà trovato un accordo tra la Soprintendenza e i proprietari del territorio per  far si che questo possa avvenire.
Anche Massimo Giorgetti, Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, ha voluto esprimere la sua opinione facendo un discorso ben più ampio partendo proprio dal nuovo ritrovamento e sostenendo che questo è un ottimo pretesto per portare avanti la procedura per fare in modo di ottenere il riconoscimento UNESCO della Valpolicella. Un progetto ambizioso per il quale servirà tutto l’auto di sindaci e della regione ma che porterà grandi benefici a tutto il territorio.

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