Tag: Blogger

Condizioni di Google Friend Connect

Stavo leggendo i termini di servizio di Google Friend Connect e ho trovato questo al punto 4:

When you provide your content through the windows and other gadgets constituting the Services, you give Google a perpetual license to copy, distribute, create derivative works based on, perform, display, and otherwise use the content in connection with the Services.

Significa che qualunque cosa io pubblichi su GFC diventa di Google? Quasi quasi mi verrebbe da controllare se la stessa clausola vige sui termini di Blogger, perché in fondo chi offre il servizio è sempre Google.

E ancora si legge al punto 8:

Google may retain and use, subject to the terms of the Google Privacy Policy, all information you provide, including but not limited to Web site demographics and contact information. You agree that Google may transfer and disclose to third parties personally identifiable information about you for the purpose of approving and enabling your use of the Services, including to third parties that reside in jurisdictions with less restrictive data laws than your own.

In questa maniera non vinceranno quegli scettici di Facebook che tanto sono infastiditi dall’idea che i loro dati personali vengono raccolti indipendentemente dalla loro vonlontà.

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Immagini Glühweinstand – lavori in corso

Mentre in uni si fanno programmi per la sera, visto che c’è il Red Bull Paper Wings alle 20 e il Paper Wings Party a seguire organizzati da uni-party e SCUB, nella piazzetta davanti all’università il kikero si sta dando da fare nel montare il baracchino per vendere il vin brulè. Ecco alcune foto dei lavori in corso.





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Kikero’s Glühweinstand

Oggi pomeriggio, uscendo dall’uni, alla vista delle travi e pannelli una domanda è sorta spontanea a D-u: a chi starà telefonando Severin?

Poco più in là due matricole, femmina (altrimenti avrei detto matricoli!), osservavano nascoste dietro una grande roccia a occhi sbarrati i lavori in corso.
“Giancarolina, cs staranno costruendo qll lì? (O_o) “

“Piersigismunda, non porti certe domande difficili! Lo sai ke ancora nn siamo preparate ad affrontare certi interrogativi! :’ ( 1 ragazzo del 6° anno però mi ha detto che vogliono costruire 1 Glühweinstand!”
“E ke cs sarà mai 1 Glühweinstand, Giancarolina? Un’arma vs noi matricole? °_° “
“Sì, Piersigismunda, serve a farci deragliare dallo studio. Ci venderanno vin brulè a prezzi così competitivi ke da domani nn potremo fare altro ke trincare cm ludri! :-@ “
“Ed è vero ke cercano gente ke dia 1 mano? : | “
“Credo proprio d sì. Ho sentito ke se vuoi aiutare devi andare all’F6 e kiedere a quelli del kikero. 😛 “
“Allora domani c vado, Giancarolina! =) “
“Ottima idea! C verrò ank’io ; P “

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Save the Children… con uno yak

C’era una puntata di Tutto in famiglia in cui lui regala alla moglie uno yak. Cioè, non proprio a lei, ma ad un contadino in Nepal, se non ricordo male. Vabbeh! Sta di fatto che ogni anno ci scervelliamo su come fare regali a gente che non ne ha proprio bisogno. Mi vengono in mente parecchi esempi, ma immagino che ciascuno abbia già sperimentato quello che intendo personalmente. È inutile che mi dilunghi.

Quello che propone Save the Children per quest’anno lo trovate spiegato nel video che segue. Sembra strano, ma è proprio uno yak che invitano a regalare. Magari qualcuno non sa neanche cos’è uno yak. Per costoro ho inserito apposta questo link a Wikipedia.

Posso però capire l’imbarazzo di chi trova l’iniziativa lodevole e vorrebbe aderirvi piuttosto che regalare un tagliere tirolese o un mattarello andino o un set di cartelli che indicano le uscite di sicurezza. E se al mio nipotino non interessasse regalare uno yak ad un altro? (Certo che se lo ricevesse proprio lui ne sarebbe entusiasta, sono sicuro. Ecco, sua madre forse un po’ meno!)

A tal proposito avrei una proposta: sarà chi riceve l’attestato di donazione ad esplicitare il desiderio di ricevere uno yak per Save the Children! E mi ci metto anche io!

Caro Gesù Bambino,

sono disposto a rinunciare ad un regalo in cambio di uno yak per Save the Children.

Daniel


(Magari qualcuno che ha qualche capacità tecnica in più di me potrebbe preparare un bel bannerino per chi è disposto a ricevere uno yak come me. Io la butto lì…)

Quello che segue è del comunicato stampa relativo all’iniziativa:

Il simpatico bue tibetano che per le famiglie di questo Paese significa latte nutriente, lana per vestirsi e un indispensabile aiuto nell’aratura dei campi. Ma ci sono regali per tutte le tasche e adatti a dare libero sfogo alla nostra fantasia e voglia di novità: dalle caprette ai vaccini, da un kit di assistenza per il parto all’aula di una scuola materna per un villaggio.

Ecco, io onestamente non so se gli yak sono simpatici. Non ne conosco molti, me se lo dicono loro sarà vero!


Se qualcuno desiderasse più materiale, mi mandi una mail, che ne ho a megabyte! Per informazioni può andare su desideri.savethechildren.it.

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Dall’istant book de ilSole24Ore

Domani esce l’istant book de ilSole24Ore su Facebook in allegato al quotidiano e stamattina ho trovato nella mia mail il pdf della pagina su cui compaio con il mio commento (qui completo), ovviamente accorciato vista la mia tendenza alla logorrea.

In fondo al post c’è l’estratto col mio intervento.

Mi spiace che non sia stata presa in considerazione quest’altra parte però che mi pare più interessante:

Facebook si evolve molto rapidamente. Questo è il suo bello. Contiene la maggior parte delle innovazioni della rete degli ultimi anni: foto come su Flickr, video come su YouTube, status come su Twitter, gruppi come nei forum e, se si vuole, il Botta&Risposta come gli SMS. Nulla di nuovo insomma, ma organizzato semplicemente, garantendo la partecipazione anche di quelli che non ne vogliono sapere niente della complessità e dell’impegno richiesto dai blog, tumblelog, YouTube ecc.


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Monumento alla Vittoria di Bolzano

Bolzano viene spesso classificata una città noiosa, soprattutto per gli studenti. Se però osserviamo quello che avviene al di fuori dell’Alltag, ovvero la routine, ci accorgiamo che, al contrario, ci troviamo in una polveriera di opinioni contrastanti determinate da un passato che spera di essere superato, ma che viene regolarmente richiamato all’attualità da fraintendimenti e malintesi forse legati alle differenze linguistiche.

Ieri sera si è tenuta una conferenza in università sull’architettura mussoliniana nel capoluogo altoatesino. La presentazione del prof. Nicoloso si è incentrata sul monumento alla vittoria costruito nella piazza della Vittoria (che per meno di un anno si è chiamata piazza della Pace) dall’architetto Marcello Piacentini. Il monumento è un arco che richiama esplicitamente alla memoria dell’osservatore gli archi di trionfo dei grandi imperatori dell’antica Roma. (link per chi ha Facebook sulla conferenza)

Il pubblico preferendo dare sfoggio della propria cultura, anziché fare domande ai relatori, tra cui il rettore Lorenz e il professor Prey, ha comunque fatto emergere alcuni interessanti spunti per una riflessione.

L’osservazione più interessante, mossa da una persona di cui mi sfugge purtroppo il nome, sottolineava che il monumento fascista dava forza a coloro che di cultura tedesca pretendono di voler vestire ancor oggi i panni della vittima. All’italiano invece trasmette forse un senso di vergogna e colpa che però oggidì, mi permetto di dire, sono fuori luogo. È vero sì che ci sono ferite ancora da rimarginare, ma la ferita non va toccata bistrattata, se non per disinfettarla o circoscriverla.

Il messaggio che Mussolini desiderava comunicare e che senza dubbio è riuscito a comunicare a suo tempo è di un Italia che non si deve piegare. Una nazione che “vuole la pace ma non teme la guerra”. Oggi il messaggio sembra avere effetti opposti, dove chi prima era pieno d’orgoglio, adesso ritira la coda fra le gambe e abbassa le orecchie.

Il monumento però, è stato sottolineato dal professor Nicoloso, non è dedicato ad una vittoria italiana ma fascista, come aveva commentato lo stesso Piacentini, un particolare che sembrano essersi dimenticati coloro che il 4 novembre in occasione del memoriale dell’Unità italiana depongono una corona d’alloro ai piedi dell’arco. Cosa ne pensino oggi i bolzanini è un domanda interessante che sicuramente va approfondita ma non senza prima aver indagato più a fondo quali altri attriti vi sono in questa bellissima città.

A tal fine spero di potermi avvalere degli studenti oriundi della zona per farmi illustrare cosa resta e cosa è cambiato del Passato che l’Alto Adige alternatamente mostra e nasconde.

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Saturday Night Elf Fever

A tutti coloro che conosco gli elementi del team di uni-party e che sono stati a Koblenz ma anche a quelli che volessero farsi un’idea di che gente gira alla Libera Università di Bolzano consiglio di andare a questo link, sedersi, prendere dei fazzoletti per le lacrime e godersi il video proposto. Fa davvero ridere tantissimo!
Purtroppo il video non può essere esportato, altrimenti l’avrei certamente inserito.

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Mercatino a Desenzano e Rivoltella


Con le nostre mani, ma con la tua forza

– S. Bernardo


Sabato 6 dicembre 2008 dalle ore 15.30
in piazza Malvezzi a Desenzano e
in via G. Di Vittorio a Rivoltella
ti aspetta il mercatino dei ragazzi.

Il mercatino degli oggetti offerti e realizzati dai ragazzi è ormai una tradizione che, all’avvicinarsi del Natale, ci richiama al tema della solidarietà con e tra i popoli. Il ricavato verrà destinato a progetti di solidarietà con il resto del mondo.

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Come D-u venne a conoscenza del tosaneve

Era una giornata bianca e innevata. D-u si desta alle 7.45 del mattino. Le due finestre che bucano il tetto e dunque non verticali sono coperte di neve. La luce del mattino, furba, entra dalla piccola finestrella verticale che si fa beffe della coltre bianca. D-u, nel tuo torpore mattutino, capisce appena di essere sveglio. Mentre il caffè è sul fornello si lamenta mentalmente di non poter vedere fuori a causa dell finestre oscurate. Come può dunque valutare se fuori c’è neve?

Ma D-u si fa beffe del pericolo e da incallito ottimista che è, lascia a casa le scarpe con la suola a rampino. Sulla via verso l’università si è però accorto che però di neve ne è venuta giù. E il fatto che non ci fosse sufficientemente freddo i percorsi più battuti erano coperti da acqua e neve in scioglimento. Nonostante questo però è riuscito a raggiungere l’Aula Magna senza bagnarsi le calze (queste sono soddisfazioni!).

Il prof però, in un raro gesto di gentilezza e altruismo ha deciso prima di posporre l’esame previsto dalle 9 alle 10 per venire incontro a chi veniva da fuori città e poi di rimandarlo del tutto al 12 dicembre per venire in conto a chi non aveva studiato.

D-u, riconoscente al prof, si dirige con Rudi Babà (secondo alcuni evolutosi in Rudi CdM (Cocco di Mamma)), il suo coinquilino, verso il Weihnachtsmärktl, anche detto Christkindlmarkt, ma sempre letto Mercatini di Natale, dove allo stand del Glühwein (vin brulè) già stavano altri tre compagni di corso a sorseggiare quello che presto anche i nostri due supereroi stavano per comprare.

E con questo siamo a quota 1 Glühwein che da programma dovrebbe salire a 2 (o forse più) stasera.
Intanto D-u ha notato quello che potrebbe essere il suo mezzo di locomozione per questa stagione, visto che il coniglio è a Desenzano… Eccolo nella foto qui a destra. Un comodo TOSANEVE TASCABILE!

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Apre il Weihnachtsmärktl a Bolzano

Ladies and gentlemen, sono lieto di informarvi che finalmente è giunto il tempo che dà un senso alla creazione di Bolzano: è aperto il Weihnaschtsmärktl, parola di pronuncia così difficile che si scrive così, ma si legge mercatini di Natale.

Dopo due settimane di cantierizzazione di piazza Walther, a partire da ieri sera, le casupole agghindate di rami di pino sono entrate in funzione e gli studenti (solo quelli che non hanno esami parziali da preparare) possono andare a ‘mbrigarsi di Glühwein, che si scrive così ma si legge vin brulè.


Bolzano è pure completamente imbiancata dalla neve (come potete ammirare dalle fotelle che ho piazzato a caso nel post, alcune delle quali sono pure reperibile sul mio account Flickr). Direi che è un ottimo momento per venirci che poi verso metà dicembre temo che troverete solo studenti ubriachi in giro per le vie. O, peggio ancora, vi dovete cuccare i Babbi Natali ciccioni che vanno in giro con una campana in mano ridendo con fragorosi Hohoho! (onestamente non so se ci sono effettivamente a Bolzano, ma personalmente non correrei questo rischio inutilmente!).

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Elezioni al kikero

Si sono da poco concluse le elezioni per il nuovo direttivo del kikero, l’associazione studentesca culturale della LUB. Io vi ho partecipato come elettore e come redattore del protocollo e scrutatore (non è che ci sia grande affluenza alle elezioni delle varie associazioni. L’ho visto anche con lo SCUB). Sono stati eletti in ordine di voti ricevuti:
Benedetta Pol
Christian Ruffini
Verena Gräf
Severin Bandera
Rudi Facchini
Friedrich von Gottberg

Al momento il nuovo direttivo, dopo aver ricevuto le chiavi dell’ufficio vicino al nostro, sono in riunione per stabilire i vari ruoli interni. Mi dicono dalla regia che la nuova presidente è Benedetta Pol che con questo lascia la direzione del giornalino studentesco flyer.

Nella foto i membri del nuovo direttivo alla loro prima riunione all’F6.

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Paperpost all’UniBz


L’occhio di D-u è sempre pronto a captare il potenziale contenuto del prossimo post che scriverà. Oggi, mentre tornava dalla mensa in ufficio ha notato dei fogli appesi alle porte di alcune aule-laboratori della Facoltà di Design. Visto che tempo fa chiacchierava dei toni poco diplomatici del blog citato con alcuni amici ha pensato di immortalare il foglio e pubblicarlo qui.

(O voi che non siete della LUB, sappiate che ai designer di Bolzano è stato appioppato, a torto o a ragione, lo stereotipo di “quelli che non studiano mai, che non fanno un cavolo dalla mattina alla sera e che beccano i trenta per stupidi lavori di pongo”.)

Poi D-u si è chiesto: “Vuoi che una conversazione nata su internet prosegua su carta e basta?”. Infatti dopo una brevissima ricerca ha trovato il riferimento sul blog dei designer spesso criticati dal blog. A voi le conclusioni.

PS: Sarebbe carino appiccicare sotto ai fogli appesi un biglietto che indichi il trackback al foglio…

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19 luglio 1992


19 luglio 1992: Mistero intorno alla morte
di Paolo Borsellino

2 dicembre 2008 alle 21.00 in sala Brunelli
presso il Municipio di Desenzano del Garda (BS) in via Carducci.

Serata aperta a tutti e, in particolare, ai giovani.
Interverrà Saverio Alessio, scrittore antimafia.

Serata organizzata da Gaia Raisoni e Matteo Trebeschi
con la collaborazione del Circolo PD di Desenzano del Garda.

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Album delle facce

Oggi pomeriggio alla presenza di mia sorella ho visto i suoi amici su Facebook, visto che mi chiedeva quanti ne avessi (esattamente il doppio al momento: 124 lei – 248 io). In cima al suo elenco ho visto una persona di comune conoscenza che io non avevo tra i miei amici e che mai mi sarei aspettata di vedere su FB e che, per questo motivo, non mi sono mai messo a cercare. Appena ho comunicato che l’avrei aggiunta ai miei amici Chiara si è ribellata dicendo che non era giusto, ma ovviamente non potrà opporsi a ciò.

La cosa interessante l’ha detta la mamma che osservando la scena ha notato che c’era poca differenza con lo scambio di figurine dei calciatori. “Celo, mima” con le fotine degli amici da incollare sull’Album delle facce!

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Virus mascherato da Hallmark ecard

Faccio presente che in una mia casella di posta elettronica ho trovato una mail inviata a nome di Hallmark (quelli che fanno le simpatiche cartoline da inviare via mail per qualsiasi ricorrenza) che contiene link a dei download automatici di un file .exe ovviamente contente un virus. Se avete un computer intelligente, sarete avvisati nel caso vi cliccaste sopra che sta per partire un download. Altrimenti temo che avrete dei problemucci.

Da cosa si capisce che è un falso?
– dai link che mandano a url differenti da quanto indicato. (In questo caso themusicnetwork
[punto]co[punto]uk/d/greeting[punto]gif[punto]EXE (!!!!!)).
– dal fatto che non viene indicato il nome dell’amico che ve la manda.

Non seguite neanche la procedura “if you’re concerned about online security”, perché il link è uguale al precedente.

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