Sacchetti di plastica riciclabile: sì o no?

Pensavo alla questione della coltura di mais finalizzata alla produzione di materia prima per la produzione dei sacchetti di plastica biodegradabili. Poi magari qualcuno mi corregge. Su Liquida ci si può fare velocemente il quadro della situazione. C’è chi dice che la coltura a fini non alimentari sia una forma indiretta di spreco di cibo (cibo non prodotto tolto dalle bocche dei consumatori). È un po’ la stessa questione della produzione dei combustibili biologici.
A parte il fatto che a me risulta che l’UE paghi i contadini per tenere i campi a maggese e che quindi dire che non c’è terra per sfamare il mondo è tutta da vedere.

Secondo le più basiche regole economiche, se si prevede che la domanda in un settore industriale, indipendentemente dalla varietà di prodotti, cresca in maniera costante allora dovrebbero aumentare i fornitori in numero e/o in quantità prodotta pro capite. A breve termine il prezzo di alcuni beni agricoli quindi potrebbe aumentare, per un aumento di domanda (perché non subito l’offerta riesce a starci dietro). A fronte dell’aumento dei prezzi del prodotto finito aumenta l’interessa ad aumentare la produzione finché l’offerta non riuscirà a raggiungere la domanda (quindi magari si inizierà a coltivare là dove ancora non si coltiva). Quindi a lungo termine un aumento di domanda di mais, per motivi non alimentari, dovrebbe portare a un complessivo aumento della produzione, senza che tolga cibo alle bocche di chi prima ne mangiava.

Maggiori dettagli sulla questione di equilibrio tra la domanda e l’offerta si possono trovare su Wikipedia alla voce “Domanda e Offerta“.

L’immagine viene da qui.

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