PGT: tra il dire e il fare

Un vecchio detto recita “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare“. Leggendo questa lettera al giornale, gli articoli apparsi sui giornali all’indomani della  revoca del di San Felice da parte della nuova amministrazione e i proclami dei candidati sindaco in campagna elettorale mi è proprio tornato in mente questo detto: “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare“.

Un nuovo Pgt che non cambia il precedente

Giornale di Brescia di lunedì, 24 agosto 2009 – Lettere al Direttore

Desidero approfittare della ospitalità del Giornale di Brescia per esporre alcune considerazioni in merito all’articolo pubblicato alla pag. 14 di sabato 15 agosto dal titolo “San Felice – la nuova Giunta accantona il vecchio Pgt”. In detto articolo vengono indicate le linee-guida del nuovo Pgt.

Quello che lascia perplessi non sono tanto i contenuti e le idee espresse, in tutto e per tutto condivisibili, ma il fatto che non siano per nulla “nuove”. Si è, infatti, sempre detto, ed anche l’Associazione Tuteliamo… se ne è fatta portavoce che:

– bisogna rispettare il verde…;

– bisogna recuperare i centri storici;

– evitare i grossi agglomerati riducendo gli indici edificatori;

– puntare più sulla qualità delle costruzioni con opportune verifiche e non sulla quantità;

– tener presenti la necessità di un’edilizia convenzionata per la prima casa.

Nel piano precedente, noi dell’Associazione avevamo espresso, in modo categorico, la nostra opposizione al progetto di cementificare le aree del Carmine e di Fontanamonte.

A questo punto io mi chiedo: “Era proprio necessario accantonare il vecchio Pgt? Non sarebbe stato meglio adottare il vecchio introducendovi emendamenti e modifiche? Ci si rende conto di cosa comporta l’adozione di un nuovo Pgt?”.

Infatti, forse non tutti sanno che cosa comporta l’adozione di un nuovo Pgt. Comporta un carico notevole, per l’amministrazione, e quindi per i cittadini, di nuove spese per dare l’incarico ad un nuovo urbanista e una lunga procedura burocratica che allunga considerevolmente i tempi per l’approvazione del nuovo piano. Per rendersi conto, alla fine, che non ci sarà un vero stravolgimento del vecchio Piano.

E tutto questo sperpero di denaro pubblico e di energie proprio in un momento in cui l’economia di San Felice, Portese e Cisano è già stata messa duramente alla prova dalla ormai famosa vicenda dell’acquedotto e dalla crisi che si vive in generale.

In ogni caso l’Associazione resterà sempre presente e vigile circa il nuovo Pgt e disponibile a un confronto costruttivo al fine di preservare l’interesse generale per il territorio.

Dott. Vittorio Carbone
Presidente dell’Associazione Tuteliamo l’ambiente e il territorio di San Felice, Cisano e Portese

L’associazione del Dott. Carbone non è nuova a esternazioni sul PGT di San Felice. Dalla promozione con riserva data alla prima versione del PGT (perchè a San Felice abbiamo avuto un PGT 1.1 e PGT 1.2) nel luglio 2008, alle critiche severe su alcuni interventi previsti dal piano stesso. Così come poco chiara è la posizione dell’associazione di condivisione al PGT e il simultaneo sostegno alla lista di Florioli (in cui il vice di Carbone è stato eletto come consigliere comunale), unico consigliere della maggioranza uscente a non partecipare al voto sull’adozione del PGT e successivamente (insieme a Crescini) a non partecipare neppure al voto sulla revoca del medesimo PGT. 

Tornando al vecchio detto “tra il dire e il fare” io mi aspetterei dai vari attori di queste esternazioni estive sul PGT una serie di proposte concrete piuttosto che l’enunciazione di una serie di frasi generiche ampiamente condivisibili.

Se qualcuno ha delle idee è bene che le metta sul tavolo della discussione, ma lo faccia davvero! Il resto è solo uno spot.

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