Organizzazione eventi sportivi e COVID

Ieri sono uscite le prime informazioni circa le misure che la FIDAL, in accordo con alcuni organizzatori, sta proponendo per riuscire a disputare alcune manifestazioni nella seconda parte della stagione.

In particolare sembra che sia stato stilato un elenco di punti su cui bisognerà intervenire. Sotto c’è l’elenco, per chi volesse approfondire. Non mi sembra ci sia nulla di rivoluzionario rispetto alle norme emanate nelle scorse settimane dal ministero della sanità e rispetto ad un minimo di buonsenso. 
Sono abbastanza d’accordo su tutti i punti ad eccezione del ritiro dei pettorali e l’invio dei premi a casa. Credo che il rapporto costo/beneficio sia sproporzionato. Se la distribuzione è fatta con tutte le precauzioni, non vedo che rischi aggiuntivi possa generare rispetto alla spedizione per posta. Di certo la spedizione per posta aumenta notevolmente i costi.
Inoltre aggiungerei che, ove possibile, sono da evitare spogliatoi e docce dopo gara, pasta party e mi sentirei di dare una regolamentazione per quanto riguarda i bagni chimici.
Vorrei però fare alcune di considerazioni.
Quello che più mi preoccupa è il fatto che, ancora una volta, si tenderà a ribaltare la maggior parte del problema sugli organizzatori.
E’ piuttosto chiaro che la maggior parte della prevenzione la fa l’individuo. L’organizzatore può creare alcuni presupposti, ma non può essere responsabile. 
La responsabilità maggiore sta nell’EDUCAZIONE del singolo. Mantenere le distanze, mettersi la mascherina in tutte le fasi transitorie la gara, tenersi lavate le mani fino a prima della partenza e subito dopo, mantenere le distanze, evitare assembramenti, evitare di emettere ‘secrezioni’ varie con l’aiuto di fazzoletti (da non disperedere), ecc. 
Quindi bisognerà mettere in campo anche una serie di strategie informative per sensibilizzare gli atleti.
La seconda considerazione è che non mi sembra aver sentito nessun accenno alle dimensioni ed alla rilevanza degli eventi.
Credo sia importante dimensionare gli eventi e premiare le organizzazioni che OGGETTIVAMENTE, possano far fronte a questa sfida. Il rischio è che saranno le organizzazioni ‘strutturate’ a dover desistere dall’organizzazione degli eventi per via dei maggiori costi, minori introiti dagli sponsor (vista l’assenza del villaggio gara) e dal minor numero di atleti.
Piccoli organizzatori locali al contrario continueranno ad ‘arrangiarsi’ portando a termine eventi senza infamia e senza lode, ma che di certo non aiutano lo sport ad elevarsi al livello che gli compete. Piccolo inciso: non ho nulla contro questi. Anzi li stimo tantissimo e ritengo che facciano un lavoro utilissimo. Non è questo che volevo mettere in dubbio, ma il fatto che a certi livelli deve subentrare una componente professionale, in questo caso per garantire che le norme siano rispettate a regola d’arte.
Per quanto concerne le dimensioni, ritengo che non possano essere considerati alla medesima stregua eventi con poche decine di partecipanti rispetto ad eventi con migliaia di partecipanti.
Ultima considerazione, ma forse la più importante. In futuro bisognerà sicuramente continuare a mantenere certe ‘buone pratiche’, ma non si può modificare la vera natura degli eventi sportivi, soprattutto quelli amatoriali di massa, che è quello della convivialità e del divertimento. Morirebbero.
Quindi mi auguro che, passata questa emergenza, non vi sarà la stessa sterile applicazione di regole dettate da momentanee situazioni di crisi (vedi circolare Gabrielli).
Punti proposti dalla FIDAL

1. ISCRIZIONI GARE – Solo online e chiusura con largo anticipo. Non previste iscrizioni sul posto per evitare il più possibile assembramenti, code e contatti.

2. RITIRO PETTORALI – Spedizione a casa obbligatoria per iscritti fuori provincia/regione o consegna per appuntamento a un rappresentante della società o anche individuale nei giorni precedenti la competizione (solo per soggetti della provincia/regione). Expo sport da fare in maniera limitata all’essenziale, se possibile da evitare.

3. ACCESSO ALL’AREA DEDICATA ALL’EVENTO – Dovrà avvenire con sufficiente anticipo sia per gli atleti che gli addetti dello staff organizzativo e sempre vi dovrà essere rispetto delle distanze previste dalla normativa. Con ogni probabilità verranno fatti eventuali controlli sanitari come misurazione temperatura corporea, si effettuerà sanificazione delle mani con dispenser o altri sistemi messi a disposizione dall’organizzazione e altro che sarà predisposto dalle leggi vigenti.

4. DEPOSITO BORSE – Se possibile sarà un servizio non più offerto. Nel caso sia fondamentale (tipo le gare in linea), sarà un servizio minimale con inserimento in busta/sacco chiuso identificabile per numero di pettorale in possesso degli addetti che lo prenderanno a distanza con braccetto/prolunga o posizionamento in area neutra. In questo caso persone incanalate a diversi metri di distanza durante la fase di consegna e recupero post gara. Previsti dunque tempi molto più lunghi.

5. PARTENZA GARA – Si propone un distanziamento di almeno un metro per il pubblico con gli atleti schierati per la partenza. Distanziamento da effettuare mediante l’uso di transenne aggiuntive. A seconda del tipo di gara e numero di partecipanti si consigliano gare a cronometro con partenze tipo ogni 10” o 20”, partenze roll-over o griglie di partenza limitate e spaziate. Atleti in attesa della partenza ben distanziati tra loro ed eventualmente ancora con i dispositivi quali mascherine o similari.

6. PER GLI ATLETI – Invitati gli atleti a non sputare, tossire, starnutire, obbligo dell’uso di fazzoletti monouso anche in gara e smaltimento appropriato nella spazzatura. No spogliatoi, no docce e uso servizi igienici con accesso scaglionato, distanza in coda per accedervi e sanificazione secondo le norme vigenti.

7. PER GLI ORGANIZZATORI – Uso di mascherine e guanti come da normative, predisporre dispenser di igienizzante per mani, aumentare cestini per spazzatura, predisporre un sistema di raccolta di mascherine usate prima e dopo la partenza e l’arrivo.

8. DURANTE LA COMPETIZIONE – Vietato il servizio pacemaker, in corsa distanziamento laterale destra o sinistra di almeno un metro e cinque metri frontali da chi precede, una ‘no draf rule’ un po’ come avviene nelle gare di triathlon. Il pubblico nelle curve strette o nei posti di affollamento o strade più strette deve stare ad almeno un metro dalle transenne che delimitano il percorso gara.

9. RISTORI SUL PERCORSO – Posizionamento di tavoli per ristoro possibilmente da ambedue i lati stradali, ben spaziati e utilizzo bottigliette chiuse (no bicchieri) su tavoli lato strada ed uso di barrette sigillate (no cibi sfusi) su tavoli lato strada. No a spugnaggi, sì a docce/nebulizzatori.

10. FINISH-LINE ZONA ARRIVO – Deflusso rapido e ampio per garantire distanziamenti, presisponendo magari lunghe aree di deflusso dove continuare a correre o camminare per allontanarsi dalla linea di arrivo. Pubblico sempre lontano almeno un metro dall’arrivo degli atleti per non entrare in contatto, consegna immediata di nuove mascherine o altro come da normative per coprire naso e bocca. Consegna ristoro finale in sacchetto chiuso tipo ‘take away’ contenente anche l’eventuale medaglia.

11. POST GARA – Premiazione podio vincitori in maniera veloce ed essenziale e sempre nel pieno rispetto delle distanze tra le persone, premi di categorie in natura o denaro spediti a casa. Pubblicazione classifiche vietata in loco, solo online.

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