Impressioni del pellegrinaggio

Le cose che più mi hanno colpito in 7 giorni sparsi tra Israele e Palestina:

– Il canto, o più propriamente il salmodiare, del muezzin a scandire la giornata e la notte. Sentirlo alle quattro e mezza di mattina dal proprio letto nel silenzio assoluto è molto suggestivo.
La prima sera l’abbiamo passata a Nazareth (siamo arrivato sabato) e la sera c’era la fiaccolata-rosario che conduceva alla Basilica dell’Annunciazione. Mentre camminavamo ripetendo l’Ave Maria nel cortile della chiesa, parte la litania in arabo a richiamare i musulmani alla preghiera. Mai mi sarei immaginato una cosa del genere.

– I paesini visibili dalla strada presentavano tutti un minareto. Ricorda i campanili che verticalizzano il paesino tipico del Centro-Italia. Come noi abbiamo le campane e i campanili nelle nostre città, loro hanno il muezzin e il minareto. E ancora più interessante è capire che non tutti sono musulmani, come non tutti sono cristiani da noi in Italia. Meno visibili ci sono chiese e sinagoghe nelle città (poi molto dipende dalle percentuali di appartenenza alle tre religioni maggiori).

– Nella nostre visite a due parrocchie e al patriarca della Chiesa Latina abbiamo penso tutti respirato un ecumenismo più forte di quello che si trova a Taizé, tanto per citare uno degli esempi più eclatanti d’Europa. Là non vengono integrati nelle parrocchie solo cattolici con ortodossi o luterani, ma anche i musulmani, che frequentano le scuole parrocchiali e i loro gruppi sportivi. Un po’ meno integrati mi sono parsi gli ebrei.

– In qualunque casa, villaggio e città c’erano un sacco di case in costruzione ed erano tutte in cemento armato a forma cubica di due o tre piani poi ricorperte da lastre di pietra bianca locale. In questa maniera tutte le case erano simili, dando una bella immagine complessiva della città. Tornato in Italia mi ha quasi stupito di più la differenza tra gli edifici che il verde rigoglioso dei campi.

– Accettano euro e dollari come se fossero sheqel israeliani. Sono ecumenici anche coi soldi : )

– Mi è parso che ci fosse più fraternità tra cristiani e musulmani che tra cristiani ed ebrei. Forse perché gli ebrei hanno la convinzione di essere il popolo prediletto e i veri padroni di casa, mentre musulmani e cristiani sono un po’ più ospiti, per quanto possano essere etnicamente la stessa gente.

Spero che queste mie non siano offensive della cultura locale. Sono semplicemente impressioni che ho percepito sul luogo da turista.

[La foto in cima l’ho scattata per strada. Se non sbaglio è un villaggio palestinese.]

Lascia un commento