“Brescia Adagio”: Capitale industriale, capitale della cultura vista da Massimo Tedeschi

Brescia è una piccola potenza economica che si mantiene con un’unica ricetta: correndo. Sempre. Senza sosta. Ma anche la città più operosa nasconde angoli di quiete e il segreto — suggerisce Massimo Tedeschi — per assaporare Brescia in tutta la sua anima cangiante, ricca di bellezza, è rallentare.

Brescia adagio è un viaggio a passo lento per assaporare il cuore della città: la Loggia e il Duomo, il Broletto e il Vantiniano, i chiostri, le torri e le fontane, gli aromi dei viali dei tigli in fiore, il profumo delle cucine di mezzo mondo che aleggia nel Carmine; Brescia adagio è una per scovare angoli di quiete e bellezza nella città industriale per antonomasia, la città sempre in movimento. Questo libro vuole suggerire spunti, percorsi ed esperienze per vivere, amare e gustare questa città, perché Brescia può essere affrontata adagio anche nel bel mezzo di una giornata lavorativa frenetica, basta solo soffermarsi a contemplare la magia dei suoi chiostri, le sue meravigliose chiese e i suoi parchi urbani.

Brescia adagio è un viaggio in una città-enciclopedia, che racconta una stratificazione di epoche e di stili, in una città-mondo, una città-confine, una città-laboratorio di 196.000  abitanti con 38.000 cittadini di 142 nazionalità diverse che costruiscono ogni giorno un’ipotesi di convivenza per una Brescia dalla mille sfaccettature, da gustare adagio.

Completano la dieci itinerari imperdibili in provincia: il Vittoriale a Gardone Riviera; l’isola del Garda a San Felice del Benaco; le grotte di Catullo a Sirmione; le case museo a Lonato, Calvagese e Montichiari; la Fondazione Zani a Cellatica; le cascate di Nave e Monticelli Brusati; il Castello di Padernello a Borgo San Giacomo; il Santuario della Via Crucis a Cerveno e gli affreschi di Girolamo Romani e il pontile belvedere a Pisogne; Montisola; la Franciacorta tra Provaglio, Camignone e Rovato.

Nel libro sono presenti contributi di Pietro Gibellini, Giorgio Goffi, Costanzo Gatta, Costanza Lunardi, Elena Franchi, Massimo Minini, Francesca Morandini, Giovanna Galli, Maurizio Bertera, Nino Dolfo.

Come sostenne la scrittrice-viaggiatrice americana Edith Wharton un secolo fa, Brescia è «un luogo delizioso dove vivere». Non ne siete persuasi? Proverò a convincervi. Incamminiamoci. Insieme. Adagio.

Massimo Tedeschi

Brescia adagio nasce dall’idea dell’Adagio Urbano che ha ispirato le passeggiate di Teresa Monestiroli a Milano.

L’Adagio è uno stile di vita: un incedere lento per le strade dell’esistenza che diventa un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo dentro e fuori di sé, riordinare i pensieri e tornare a stupirsi di fronte a luoghi che spesso abitiamo distrattamente

 

Link all'articolo originale: http://www.gardanotizie.it/brescia-adagio-capitale-industriale-capitale-della-cultura-vista-da-massimo-tedeschi/

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