Villa Feltrinelli riapre: cento giorni tra relax e gusto

Cento giorni per lanciare un messaggio positivo alla comunità e coccolare, ancora di più, i clienti. Il tempo dell’incertezza è finito: Villa Feltrinelli di Gargnano riapre dal 10 luglio al 25 ottobre. «Per un mese siamo stati indecisi se riprendere o meno, quest’anno, l’attività del Grand Hotel – ammette lo chef Stefano Baiocco, due stelle Michelin -: la nostra struttura vive degli incassi delle camere (i cui costi oscillano dai 1.500 ai 5.000 euro, ndr) e la nostra clientela è composta per il 60% da americani, che in questa stagione non vedremo, e inglesi che per ora sono demotivati ad allontanarsi dal Paese visto che una volta rientrati in patria hanno l’obbligo di quarantena. Non riaprire sarebbe stato più semplice, ma per tre motivi abbiamo scelto di rimettere in moto l’hotel».

Villa Feltrinelli vuole innanzitutto lanciare un messaggio positivo, un messaggio di ripartenza dopo il periodo buio e, come sottolinea lo chef, «indimenticabile» che tutti abbiamo vissuto. Ci tiene inoltre a «far girare l’economia locale». E, terzo (ma non per importanza) motivo, ha voglia di «dare lavoro a buona parte del proprio storico staff». Ecco quindi che dal 10 luglio le sontuose stanze dal fascino antico e dalle comodità moderne torneranno ad accogliere i clienti. Lo faranno in modo un po’ diverso rispetto al passato, confermando però l’attenzione per la qualità e la cura di ogni dettaglio.

«La novità principale – spiega lo chef Baiocco – concerne l’occupazione massima dell’hotel fissata a dieci camere su un totale di venti. Questa scelta comporta una riduzione del personale da quasi 90 a quasi 60 unità. Numeri che non ci permettono di avviare la macchina del ristorante gourmet con i piatti più ricercati». Il servizio di pranzo e cena, a differenza del passato, non sarà aperto agli ospiti esterni, ma solo ai clienti dell’albergo «per garantire una maggiore tutela della sicurezza».

Lo chef marchigiano profondo conoscitore (e sperimentatore) delle erbe aromatiche proporrà piatti «meno concettuali», ma pur sempre di altissima qualità. Ne sono un esempio la tartare di salmerino, il rombo con finferli e tartufo estivo, l’astice con panzanella ed erbe aromatiche e la crostata ai lamponi con gelato al basilico. Ovviamente nell’hotel che da sempre si distingue per attenzioni particolari come la disponibilità a fare e disfare i bagagli e a lavare le auto, verrà applicato con scrupolo il protocollo anti-contagio (sanificazione degli spazi, rispetto delle distanze, misurazione della temperatura… ) d’obbligo di questi tempi.

In questo modo la dimora neogotica vista lago tornerà a vivere per cento giorni «coccolando ancora di più i propri clienti». Il tutto con l’intenzione poi di ripartire alla grande nel 2021. Anche in pieno lockdown le ricerche culinarie dello chef non si sono infatti fermate: «Nei sei mesi l’anno in cui Villa Feltrinelli è chiusa io appunto sul mio cellulare tutte le idee che mi vengono in mente e poi, quando rientro al lavoro, le metto in pratica. Quest’anno avremo ancora più tempo e più entusiasmo per sperimentarle – promette Baiocco – con l’obiettivo di presentare i risultati nella stagione 2021».

 

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