Tag: ironia

Noi Valter lo ricordiamo così

Ieri sera è morto Valter. Un tweet di Enrico che gli augurava “buon viaggio” me lo ha fatto capire e oggi ne ho avuto la conferma e sono stato a trovare la sua famiglia per salutarlo un’ ultima volta. Valter ha lavorato in Siosistemi per tanti anni, era uno dei…

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RIME A SANREMO L’ironia di Stefano Nosei

Perché il Festival di Sanremo? Non ne abbiamo già abbastanza? E di certo Sanremo condiziona, unisce, rimbambisce la famiglia italiana ed è una cartina di tornasole delle nostre abitudini: le più innocenti e le più scabrose. Se ne occuperà Stefano Nosei venerdi 19 dicembre al Teatro comunale Concordia di Volano dalle 21.
Lo spettacolo di […]

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L’AMORE QUASI UNA FANTASIA In Scena per “Sabato a Palazzo”

Per la rassegna teatrale “Sabato a Palazzo”, al Palazzo dei congressi di Sirmione, il 6 dicembre va in scena L’amore quasi una fantasia, di Federico Garcìa Lorca, curata dalla Compagnia Teatrale I Guitti per la regia di Luca Micheletti.
Lo spettacolo indaga con poetica ironia l’universo visionario di un don Giovanni da tre soldi, Cyriano, un disilluso che […]

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Urbino: andata.

Urbino andata non nel senso che ci sono andata, ma nel senso che oggi c’è il viaggio di andata. Perché ho già pensato che domani scriverò il post intitolato “Urbino: ritorno”. Lungimirante sono.
Insomma dicevo, ieri sera c’è stata la GGD ad Urbino. Non ne so ancora nulla ma immagino sia stata una delle GGD peggio […]

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era meglio morire da giovani, lasciando un bel cadavere

Fan di Vasco, lasciate perdere. Suoi detrattori, seguite i fan e passate oltre.

Io da piccolo ricordo che mio padre ascoltava tre cantanti: Zucchero, Battisti e Vasco Rossi. Diavolo, mi sembrava dannatamente figo solo quest’ultimo, un po’ per quel modo di fare da americano, un po’ per canzoni che spaccavano davvero, e spesso irridevano l’italian way of sing. Attenzione, parlo da nato a metà degli ’80, quindi da uno che i ’90 non solo li ha vissuti: ci è cresciuto.

Gli anni ’90, un decennio irrimediabilmente sputtanatosi in ogni sua potenzialità: muoiono Dc e Psi ma nasce Forza Italia, si afferma Internet come strumento di comunicazione di massa ma non ne esce poi granchè (la televisione sta ancora là e nessuno la scalfisce, anzi, in un certo senso fà scuola), compare la New economy e tutti sono pronti ad arricchirsi ma si scopre che è una bufala. E via dicendo per una lunga, lunga lista (un giorno qualcuno dovrà preoccuparsi di stilarla).In mezzo a tutto questo, la musica, in mezzo alla musica lui, il Blasco.

Rossi Vasco nato il 7 febbraio 1952 ha, se leggete la sua voce wiki, vissuto la vita dell’artista si può dire fin da quando era un ragazzino. Non vi annoierò raccontandovela, ma leggerla riserva alcune sorprese: sapevate che era iscritto all’università a Bologna nel ’68? (probabilmente si, se avete sentito “Stupendo“) che ha aderito al gruppo “ilManifesto“? (a proposito, chissà cosa pensa della situazione in cui si trova il giornale) e che ha fondato una delle tante radio libere? (Punto Radio). Tutte cose che non sapevo, ma che non mi hanno stupito; in fondo, per me Vasco è uno che canta ridendo del mondo, gridando al Re che è nudo in uno stile grezzo ed efficace, semplice in quel senso positivo che rispecchia il Bar, la saggezza popolare ancora non coniugata in semplicismo. Il Vasco che conosco io ha alternato sì principalmente canzoni-icona di una maniera di interpretare la vita (Gli Spari Sopra, Siamo solo noi, C’è chi dice No…) e canzoni d’amore o di sentimento (Sally, Albachiara, Senza Parole…) ma il suo pezzo forte sono sempre state le canzoni irridenti. Il Vasco che ho amato davvero cantava Fegato Fegato Spappolato, Coca Cola, Colpa d’Alfredo, il Vasco che ho amato davvero beveva un cicchetto, saliva sul palco e prendeva per il culo il mondo. Se ci fate caso, è questo Vasco a essere davvero scomparso dalle scene; si certo, fa ancora quei pezzi ai concerti, ma più come biglietto da visita o cadeau per le vecchie generazioni. E quella vena irridente non si limitava a quest’ultimo tipo di canzoni ma sconfinava in tutta la sua opera e nel suo personaggio, che in qualche modo, pur cercando continuamente di diventare una rockstar americana, sapeva anche prendersi in giro, mantenere almeno un piede per terra. In fondo non voleva nemmeno diventarla, una rockstar, solo poter arrivare al Roxy Bar con un buon bagaglio di storie da raccontare.

Mi chiedo se uno dei tanti ragazzini che ascolta Vasco oggi, il Vasco che è uscito dagli anni ’90 coi connotati cambiati, sappia chi era Vasco appena quindici anni fa. Nel frattempo il Blasco ha deciso di prendersi più sul serio, di seguire i propri fan (o meglio, la parte di fan che non vedeva l’uomo accanto al personaggio) lungo la china che l’ha portato da un lato a diventare uno degli intoccabili per l’opinione pubblica italiana, dall’altro a perdere di vista quell’ironia che gli permetteva di mantenere un distacco tra sè e il suo personaggio. Un distacco che si vedeva sul palco e si sentiva nelle canzoni, e lo rendeva davvero unico. Ora, tutt’altro che unico, vende sempre lo stesso prodotto, infiocchettandolo al meglio e facendosi più giovane di quello che è, per poter rimanere nel personaggio. Ha rinunciato a salire sul palco ed è diventato marketing, e da lui mi aspettavo una vecchiaia diversa.

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LA CUOCA DI ROSSINI Musica e Gastronomia a Monzambano

La Cuoca di Rossini, opera buffa in un atto va in scena lunedi 25 agosto 2008, presso laPiazzetta delle Arti di Monzambano alle 21. Il singolare abbinamento tra musica e gastronomia si compone di un prologo, sette arie ed un epilogo.Un menù musicale in Crescendo Rossiniano, ricco d’arguzia ed ironia.

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Un blog serissimo!

G8: trovato l’accordo sul clima
“Bella giornata, eh?” “Davvero”
Il ritorno del cavaliere oscuro
Tremonti difende la Robin Tax. Critiche da Gasparri: «Siete dei vigliacchi. Se c’ero io, come minimo facevo la Batman Tax»
Incertettazioni
L’ironia della sorte è che la Carfagna adesso rischia seriamente di essere trombata.
Questi sono solo alcuni dei post che si possono trovare su Spinoza, un […]

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