Sparite le alghe finite sotto accusa

Le acque del Garda sono state oggetto di otto ore di controlli.
Con un unico obiettivo: sorvegliare la proliferazione delle alghe.
Desta,
infatti, preoccupazione l’accertata presenza di cianobatteri che, tra
il 16 e il 23 luglio, sono apparsi in superficie sviluppando strisce
verde-gialle e blu-gialle con schiume.
Sparite nel weekend, non
erano visibili neanche l’altro ieri, quando i tecnici dell’Arpav –
Ufficio Lago di Garda – Dipartimento provinciale di Verona hanno
proceduto col «Piano di sorveglianza algale».
Sono salpati alle 9
dal porto di Peschiera, rientrando alle 17, per fare i campionamenti
previsti ogni quattro settimane, come richiesto dalla Regione Veneto
per concedere la deroga al parametro dell’ossigeno disciolto, dei cui
innalzamenti di livello si ritiene sia principale responsabile il
fitoplancton.
Il Piano punta a verificare che non vi siano specie
potenzialmente tossiche che potrebbero costituire un rischio sanitario
per i bagnati. Ieri i laboratori dell’Arpav hanno rilasciato i primi
esiti confermando «che il versante veneto resta aperto alla balneazione
(unico punto non balneabile è il 278 “lungolago Cipriani” a Bardolino,
ndr)».
Nel mirino c’è soprattutto la Anabaena lemmermannii,
fitoplancoton che, come comunicato ai sindaci, potrebbe produrre
neurotossine ed epatotossine potenzialmente tossiche e che secondo la
nota emanata il 24 luglio 1998 dal Ministero della Sanità, non deve
superare le 5000 cellule al millilitro nelle acque di balneazione,
fatto finora non accaduto.
Tale quantità era stata rilevata solo
in zone non balneabili: il 16 luglio nel porto di Garda ed era presente
pure nel centro lago dove il 21 luglio era stata avvistata al largo del
bacino occidentale.
Il 22 era stata poi rilevata a circa 800 metri
dalla costa sud-orientale e il 23 a 700-800 metri da Castelnuovo,
Lazise e Peschiera.
Poi la fioritura non è stata più visibile,
venendo meno le condizioni che ne favoriscono lo sviluppo massiccio:
poco vento e poco moto ondoso, irraggiamento intenso, temperature alte
dal mattino.
Martedì proprio il vento, che ha complicato le
operazioni di campionamento, ha contribuito a fermare la proliferazione
impedendo le fioriture della settimana scorsa.
I conteggi delle
alghe (la ricerca si fanno sull’intera colonna d’acqua su due stazioni
in centro lago a Brenzone e Bardolino) restano in corso.
«Ma possiamo già dire che le quantità rilevate sono basse, tali da garantire la balneabilità», confermano all’Arpav.
I controlli sulla balneazione proseguono oggi a Malcesine e Brenzone, dove si farà un’altra ricognizione sulla fioritura.
E ieri sono stati effettuati campionamenti anche nel laghetto del Frassino a Peschiera per valutare la qualità ambientale. B.B.


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