L’online continua a crescere: dalla grande distribuzione ai giochi

Se state leggendo quest’articolo probabilmente siete tra quelle persone che oramai si sono convertite al mondo dell’online: che si tratti di leggere un articolo su un giornale del web, piuttosto che guardare un video musicale o un film, oramai gran parte del nostro tempo libero lo trascorriamo utilizzando internet.

Ma il mondo online non è solo svago ma anche una scatola piena di opportunità e servizi, che di giorno in giorno diventano sempre di più e più efficaci. Bisogna considerare che la percentuale di utenti che quotidianamente si connettono a internet è in costante aumento, fattore che crea praticamente una platea di potenziali acquirenti praticamente infinita per le aziende di tutto il mondo. Per questo motivo quasi tutti i settori hanno dovuto accelerare il proprio processo di modernizzazione e proporre sul mercato ogni tipo di servizio che solitamente veniva proposto dal vivo anche nella versione online.

A beneficiare di questo trend sono state le imprese di moltissimi settori, ovviamente alcune più di altre, ma anche quelle attività che sembravano inesorabilmente legate al mondo della vendita tradizionale, sono oggi riuscite a emergere anche in questo nuovo contesto.

La grande distribuzione

Secondo la ricerca di BEM Research infatti, anche le maggiori catene della grande distribuzione sono riuscite a farsi largo nell’affollato mondo del web, riuscendo a raggiungere i proprio clienti anche tramite il computer e i dispositivi mobile. Se è vero che gli store fisici rimangono la prima fonte di business per questo settore, l’apertura alle vendite online è sicuramente incoraggiante e adesso sembra essere apprezzato da un pubblico sempre crescente. Tra le aziende top troviamo Ipermercati Iper e Esselunga, mentre la Coop guadagna il terzo gradino del podio.

Social network

Questa categoria nasce praticamente insieme al concetto stesso di internet e connessione globale ma la genialità del social network per eccellenza, ovvero Facebook, rende l’idea di quanto questo settore sia uno dei più floridi e futuribili in assoluto. Le cifre sono impressionanti: 1,6 miliardi di utenti registrati alla rete sociale e 1 miliardo di essi che si connettono ogni giorni. Praticamente una persona su sei nel mondo almeno una volta al giorno accede a Facebook, un dato che non ha paragoni nella storia di internet e probabilmente dei mezzi di comunicazione della storia. Ma per Mark Zuckerberg non era abbastanza: prima l’acquisto di Instagram e poi quello di Whatsapp (per la modica cifra di 22 miliardi di dollari), per un impero che nel web non conosce rivali. Tutto questo si traduce in introiti pubblicitari che lo scorso anno sono arrivati a qualcosa come 70 miliardi di dollari.

Giochi online

Anche il mondo del gaming ha sicuramente beneficiato dell’avvento delle connessioni internet, prima come supporto per i giochi tradizionali che vedevano la nuova modalità online, poi come vera e propria piattaforma indipendente, nella quale non c’era bisogno di acquistare una consolle per giocare. In Italia a trainare il mercato dei giochi online ci sono i casinò online e le poker room: il giro d’affari è di oltre 800 milioni di euro l’anno, di cui 120 relativi alla sola modalità mobile. C’è però da dire che anche i giganti del settore come PokerStars danno la possibilità di dedicarsi al gioco anche solo per passione, come dimostra la sezione dedicata alla modalità gratuita presente sul sito.

Vini

Una delle eccellenze del nostro paese, che da sempre ha lottato per i vertici delle classifiche mondali di vendita e di qualità, ha scoperto di essere in ritardo nella corsa all’online: parliamo dei vini, uno dei settori che storicamente sono tra i più fruttuosi nel panorama italiano, sta iniziando ad adeguarsi agli standard europei e rincorre, guarda caso, proprio gli acerrimi rivali francesi. I cugini d’oltralpe sono nettamente più avanti nel settore delle vendite di vino online, Su Alibaba, gigante dell’e-commerce in Cina, il 55% dei vini presenti porta la bandiera francese, contro il 6% di prodotti provenienti dal Belpaese. Il problema non ha lasciato indifferenti le istituzioni italiane, che in occasione del Vinitaly e per bocca del Premier Renzi hanno detto che anche il nostro paese vuole diventare leader nella vendita dei vini sul web.

 

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