Lettera aperta ai Gardesani di Aventino Frau

In questi giorni sul Garda fa notizia la lettera aperta ai Gardesani di Aventino Frau, presidente uscente della Comunità del Garda, a pochi giorni dall’elezione del nuovo direttivo e del nuovo presidente.
Una lettera critica, che riporto integralmente sotto, ma che personalmente avrei preferito riportasse anche nomi e cognomi, altrimenti siamo sempre al solito gioco “tutti e nessuno”, non richiamando alcuno alle proprie responsabilità, divenendo così uno dei tanti generici sfoghi “gardesani”.

Ma non intendo parlare della lettera, voglio solo rendere un merito personale ad Aventino Frau che all’indomani dell’epidemia di San Felice del 2009 e del grande movimento su vari blog locali, tra cui il mio, ma anche a seguito delle iniziative della nostra associazione San Felice più felice, volle incontrarmi personalmente per ringraziare tutti per l’importante e meritorio lavoro di informazione e sensibilizzazione fatto, spronandoci a continuare su questa strada perché siamo la parte “sana” del Garda, invitandoci anche a fare rete a livello gardesano.
Ci tenne anche a dirmi quanto anche lui condividesse la strategicità nel dotare di ADSL ogni paese del Garda e dell’entroterra.

Vero, parole e una stretta di mano a cui non seguì alcun fatto concreto, ma a me fecero comunque piacere, e valutai con sorpresa per sensibilità e visione.


Io sono un convinto sostenitore della Comunità del Garda, ma certo da fuori pare da anni un ente alquanto statico e piuttosto autoreferenziale e farraginoso, sia a livello di azione che di comunicazione. Dovrebbe ritornare ad essere interprete dell’identità unitaria del lago di Garda, con azioni più concrete, decise, innovative, continue e di utilità innanzitutto per i gardesani, ricostruendo così il consenso perduto ripartendo dal basso.
Vabbé, il discorso si farebbe lunghetto, ma idee interessanti a cui lavorare ci sarebbero, eccome. Buon lavoro ai prossimi.

Lettera aperta ai Gardesani di Aventino Frau

Cari Amici e Concittadini del Garda,

è passata una legislatura, da quando, con non piccola preoccupazione, su richiesta dei Sindaci attenti agli interessi ed alla prospettiva del Garda, sono tornato ad occuparmi della nostra Comunità. Ora è giunto il tempo di riconsegnarla ai gardesani, perché è fondamentale garantire, ad un così ampio e prezioso come il Garda, il ricambio della dirigenza politica, l’avvento di nuove personalità capaci di pensare al futuro e di costruirlo. Così come facemmo in passato pensando all’ambiente, alla tutela delle acque, all’unità della regione gardesana.

Nonostante la drammatica presenza di una dirigenza politica e amministrativa che non sa vedere oltre l’ombra del proprio campanile e spesso anche di categorie economiche molto capaci nel chiedere aiuti pubblici ma non altrettanto di contribuire, anche solo con la partecipazione e la proposta. Sono le assenze che danneggiano il Garda, sono le sterili proteste senza proposta, sono il non sentirsi parte di una Comunità più ampia, né nazionale né regionale, il guardare alle pareti di fronte ignorando quello che c’è oltre le mura.

Per fortuna ci sono coloro che,  per un Garda unito e forte, capace di difendersi, di sostenere, in visione ampia, i propri legittimi interessi, il proprio avvenire, si battono e superano le difficoltà, lavorando e facendo anche per gli assenti, i portoghesi della politica, che viaggiano sul mezzo comune ma pagato dagli altri.

Questi generosi, sono i sindaci impegnati nel progetto comune, gli amministratori che li sostengono, i membri del Direttivo della Comunità, in sostanza la vera classe dirigente gardesana che cresce impegnandosi senza attendere le nomine dell’alto per meriti di condiscendenza o d’altro genere.

Riconsegnamo una Comunità, ad onta dei tempi duri che viviamo, sempre povera ma viva ed attiva, capace di essere esemplare (solo quattro dipendenti), con un Direttivo che lavora gratuitamente, con un bilancio ordinario poco oltre i 500.000 euro (su questi dati perché non si fa un confronto con le dispendiose Province?), con un livello di presenza internazionale, con studi assegnati e pagati dall’Unione Europea, ed altri dalla Fondazione Cariplo. In sostanza un Ente preso ad esempio in Italia ed in Europa, dove si studia la governance dei grandi territori.

Per quanto mi riguarda ho dato il mio contributo (completando quello dato nei miei anni assai più giovani) al mio e nostro lago per renderlo – ma non è facile – capace di esprimere una classe politica, amministrativa, economica, turistica, che sia il vero patrimonio di questo territorio, erede di tanta storia e dotato ancora (nonostante noi) di tanta bellezza.

Questa lettera vuole essere un saluto, ai Sindaci ed agli amministratori che hanno sostenuto la Comunità, ma soprattutto ai cittadini, agli operatori economici, alle realtà e alle associazioni culturali. A questi va ricordato come spesso chi governa questa nostra piccola e grande struttura, sente il peso della solitudine, la lontananza e talvolta il disinteresse dei concittadini, che si svegliano di colpo come appena qualche problema si aggrava, le acque scendono o salgono, le strade si ingolfano, l’inquinamento si fa fisicamente vedere, i turisti si rendono conto degli eccessi e cercano luoghi e anche laghi più naturali e tutelati.

Allora si riscopre la Comunità, unico tavolo comune dei gardesani, unica voce unitaria di tutti noi, strumento democratico di concertazione e – per quanto possibile – di decisione.

Ai gardesani, con il mio saluto di concittadino, rivolgo l’appello a rendersi conto, non solo per un istante, del comune destino di questa comune regione che la incapacità politica ha tenuto divisa ad onta della storia, della geografia e della vocazione economica.

Sono certo che – con l’aiuto di questa rinnovata solidarietà – i prossimi e i futuri dirigenti del Garda sapranno dare sempre di più e sempre meglio per la Comunità dei gardesani.

Un bene augurante saluto.

Aventino Frau

Gardone Riviera, 12 gennaio 2012

Lascia un commento