Incidente nautico, slittano i funerali di Umberto e Greta

In attesa dei risultati degli esami tossicologici. In attesa ancora per due, al massimo tre giorni. Il pubblico ministero titolare del fascicolo aperto per il loro omicidio colposo e per omissione di soccorso non dovrebbe – dicono i meglio informati – firmare il nullaosta prima di metà settimana. L’estremo saluto a Greta e ad Umberto slitta ulteriormente.

Il professor Andrea Verzelletti, cui è stata coassegnata la consulenza medico legale sui corpi dei due giovani uccisi attorno alle 23.30 di sabato nel golfo di Salò, e la collega Maria Cristina Russo non hanno ancora raccolto tutti i dati necessari per rispondere al quesito posto dalla procura, ma anche alle osservazione dei consulenti della difesa dei due 52enni tedeschi accusati della tragedia.

Sono stati questi ultimi – esercitando una facoltà – a chiedere di far luce sull’origine di ematoma sul collo di Greta, ma anche sulle sue condizioni fisiche prima dell’incidente. Per rispondere alle richieste delle difese degli indagati l’esame autoptico sul corpo della 25enne studentessa di Toscolano Maderno non si è chiuso, come inizialmente previsto, nella giornata di venerdì, ma si è allungato a quella di sabato. La Tac effettuata ha escluso cause traumatiche differenti dal violentissimo impatto subito dalla barca in legno di Umberto Garzarella con il Riva Aquarama che i due turisti bavaresi quella sera riportarono al centro nautico Arcangeli con una falla nella chiglia. Non ancora noti invece sono gli esiti dei test tossicologici sul corpo della ragazza, richiesti sempre dalla difesa dei due indagati. Greta – racconta chi la conosceva – era pressoché astemia e non si attendono perciò risultati sorprendenti, né tanto meno in grado di alterare il quadro emerso sino ad ora. Per i consulenti della procura, e per quelli nominati dai legali dei suoi genitori (l’avv. Patrizia Scalvi e l’avv. Caterina Braga) la giovane è morta annegata, dopo essere finita nel lago gravemente ferita agli arti inferiori. Poteva essere salvata? Nessuno può dirlo con certezza. Di sicuro poteva essere soccorsa.

Di dubbi – anche gli esperti della difesa – invece non hanno sulle cause della morte di Umberto Garzarella. L’accertamento autoptico sul suo corpo si è concluso già venerdì. L’assenza di ulteriori esigenze investigative ha spinto l’avv. Raimondo Dal Dosso – che assiste la famiglia Garzarella – a sollecitare il rilascio della salma. La sua istanza per ora è senza risposta. È probabile che il pm si pronunci una sola volta e per entrambe le vittime.

La conclusione dell’autopsia sul corpo di Greta potrebbe sbloccare un altro accertamento: una consulenza cinematica in grado di stabilire l’esatta dinamica dell’incidente dello scorso sabato, quindi anche la posizione dei due natanti, la loro velocità, oltre al grado di illuminazione dell’area nella quale è avvenuto l’impatto fatale. I due indagati attendono sviluppi in Baviera. Lo fanno, come noto, in stato di libertà, quindi in una condizione del tutto differente da quella nella quale si trova la 21enne belga ai comandi del motoscafo coinvolto nell’analogo incidente nel lago di Como nella giornata di venerdì costato la vita ad un 22enne studente comasco. La ragazza è agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio colposo e naufragio, reato quest’ultimo che consente il fermo.

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