Autore: Michela_Tiboni

È tempo di un bilancio

Quando cinque anni fa mi lasciai convincere ad entrare nella lista Centro e rinnovamento con Gianluigi Marsiletti candidato Sindaco per il nostro Comune, non pensavo proprio che sarebbe stata una strada tutta in salita.

Oggi io sono arrivata alla fine di questa salita, e mi sembra doveroso azzardare un bilancio di questi cinque anni.
Lo devo sicuramente a coloro che cinque anni fa mi diedero la loro preferenza, e la loro fiducia, che ho la presunzione di ritenere di non aver tradito, e lo devo a chi, direttamente o indirettamente, mi ha accompagnata in questa avventura.

Come molti già sanno, la mia esperienza come amministratore del Comune di San Felice si divide in due periodi.
Dal giugno 2004 al dicembre 2006 sono stata vicesindaco e assessore all’urbanistica.
Dal gennaio 2007 ad oggi sono stata consigliere di minoranza.
Sono stati, per ovvi motivi, due periodi profondamente diversi tra loro, ma che mi hanno aiutata a comprendere cosa significhi amministrare un territorio come il nostro, che ha sicuramente grandi potenzialità ma è altrettanto soggetto a forti pressioni e minacce.
L’esperienza come assessore mi ha permesso di seguire attività importanti, che mi hanno dato grandi soddisfazioni.

Per esempio il processo di certificazione ambientale EMAS per il nostro comune (con un finanziamento che, grazie al mio personale interessamento e impegno avevamo ottenuto da Regione Lombardia), che ha portato a verificare l’impostazione delle attività nell’amministrazione nell’ottica della sostenibilità e migliorarla di conseguenza.

O ancora la stesura del Piano urbano del traffico, che individua le principali criticità presenti nel sistema della mobilità e ne propone soluzioni. Tale strumento è stato di fondamentale utilità per ottenere un contributo di 137.000 €, da restituire alla Regione in venti quote annue a tasso nullo, con un risparmio per il nostro comune di circa 80.000 €. Contributo che è stato utilizzato per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza delle intersezioni a rotatoria maggiormente pericolose (incrocio del Carmine, strada per il porto di San Felice e incrocio tra via Zerneri e viale Italia).
Peccato che questa amministrazione abbia poi tenuto nel cassetto per due anni il Piano urbano del traffico, senza pensare di attuare, per esempio, l’intervento risolutorio che esso prevede per la via Cavour nel centro storico di San Felice.

Grandi soddisfazioni mi ha dato l’attivazione del Pedibus, per accompagnare i bambini della scuola elementare a piedi. Come ho avuto occasione di scrivere nel maggio 2006 in una lettera al Giornale di Brescia, “in un comune come San Felice del Benaco, caratterizzato da un territorio di notevole valenza paesistica e ambientale, è fondamentale aiutare i bambini a percepire la bellezza di ciò che li circonda, affinché da qui scaturisca poi il rispetto del territorio in cui vivono. È mia convinzione che anche attraverso questo tipo di iniziative si gettano le basi per un governo del territorio che abbia come fine primario migliorare la qualità della vita di chi vive nel nostro paese. Ma un’altra idea forte sta alla base del progetto Pedibus: quella di favorire la nascita di relazioni sociali che vanno ben oltre l’esperienza stessa. Si è infatti chiesto a gruppi del mondo del volontariato presenti sul territorio di collaborare all’iniziativa e la risposta è stata eccezionale […]. Fin dai primi viaggi si è creato un rapporto particolare tra gli “autisti” e i piccoli utenti del Pedibus, e la paura e la preoccupazione dei genitori per la sicurezza dei bambini è stata scacciata dall’entusiasmo di tutti. Sicuramente anche quando la scuola finirà e con essa il Pedibus, i bambini non dimenticheranno i volti delle persone che in questo mese li hanno accompagnati, e forse questo li aiuterà anche a capire che ci sono persone che si mettono a disposizione degli altri semplicemente perché credono in ciò che fanno. E non è poco, in un mondo in cui c’è chi si adopera per convincerci che solo i furbi vanno avanti.” (dal Giornale di Brescia del 17 maggio 2006).
Per il progetto Pedibus non ho avuto alcun supporto da parte dell’amministrazione, ma non per questo ho agito a titolo personale. Dico questo perché ero riuscita anche ad ottenere per la scuola di San Felice un finanziamento da parte della Provincia di Brescia dell’importo di 2.888,88 € (tra l’altro fu una delle poche ammesse al contributo in tutta la Provincia!). Tale contributo sarebbe dovuto servire per pagare il materiale utilizzato, come i cartelloni plastificati messi in corrispondenza delle fermate, i cappellini (con il logo del Pedibus e il nome del nostro comune) e le pettorine catarifrangenti regalate ai bambini (spese che io stessa, presa da entusiasmo, avevo anticipato) e per dare un piccolo contributo a chi mi aveva aiutata a far camminare questa iniziativa (Alpini, nonne e nonni, …).
Ma dopo le mie dimissioni, il sindaco e l’assessore Elena Lombardi scrissero alla Provincia, lasciando intendere che io avevo agito a titolo personale nell’organizzazione del Pedibus e nella richiesta del contributo (firmato dal direttore didattico!!), e chiesero di non utilizzare quel denaro per pagare le spese già sostenute, ma tenerselo per l’anno successivo. Avendo ottenuto risposta negativa, preferirono restituirli.

Grandissima soddisfazione mi ha dato l’avvio dei lavori del Piano di Governo del Territorio.
Il 6 ottobre del 2006 iniziava infatti a San Felice l’avventura della Partecipazione verso il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT), attraverso una serie di incontri su diversi temi, a cui parteciparono parecchie persone, interessate a costruire insieme una risposta alla domanda “Quale sviluppo per San Felice del Benaco?”.
Peccato che questa amministrazione abbia poi ritenuto del tutto inutili le osservazioni emerse da quegli incontri e abbia preferito fare da sé nella definizione delle scelte del PGT.

Durante i due anni e mezzo in cui sono stata vicesindaco e assessore all’urbanistica avevo azzardato in giunta anche una proposta di intervento per sistemare la struttura dell’ex asilo di San Felice, con la previsione anche di uno spazio da adibirsi a sala polifunzionale. Sono passati altri due anni e mezzo e nulla è stato fatto.
Ma soprattutto avevo portato in giunta un progetto di sistemazione dell’area delle Paludi. Nella mia bozza progettuale (riportata qui sotto) trovava posto una struttura polifunzionale con anfiteatro all’aperto per le manifestazioni estive e una parte di edilizia economico-popolare ed edilizia libera al posto della mastodontica casa-albergo. Prevedevo inoltre la realizzazione di un percorso pedonale tra il giardino della scuola elementare e della scuola media (percorso che si potrebbe realizzare con un impegno modesto ma con un ottimo risultato di collegamento tra via Marconi e via Mazzini).
Era l’estate del 2006 e tutto questo poteva essere fatto immediatamente attraverso un Programma Integrato di Intervento se solo lo avessero voluto.

Oggi siamo a giugno 2009 e nulla è stato fatto.
L’ultima proposta di intervento nella zona Paludi è però cruciale, a mio avviso, per fare pure un bilancio di quello che poi è accaduto nei mesi successivi.
La mia proposta si poneva infatti in alternativa ad un’altra che avevo portato avanti nei mesi precedenti, sempre per dare una risposta all’esigenza di edilizia economica-popolare, nella zona di Via delle Pozze. Come ho già avuto modo di scrivere in passato, avevo poi deciso di accantonare la proposta in via delle Pozze quando emerse che l’avvocato Florioli, all’epoca Presidente del Consiglio comunale, era coinvolto nell’operazione come consulente del proprietario dei terreni. Di questo ne discutemmo in giunta e l’avvocato Florioli si difese dicendo che in cambio ne aveva avuto solo due galline e un coniglio!
Sta di fatto che il 30 novembre 2006 io venni attaccata pesantemente in Consiglio comunale dalla consigliere Berlendis, per il fatto che mio marito (ingegnere come me) aveva presentato all’ufficio tecnico di San Felice una richiesta di parere preliminare per la sistemazione di un edificio, a firma sua ma con il logo, nel cartiglio, della società di ingegneria in cui siamo entrambi soci.
La consigliere Berlendis usò nei miei riguardi parole durissime, chiedendo le mie dimissioni, facendo riferimento addirittura a cosa nostra, alla presenza di una giornalista in sala, che poi scrisse un articolo sul Giornale di Brescia in cui mi si attribuivano fatti non veri (nessun giornalista è più venuto in consiglio comunale in seguito).
Ho poi saputo dal segretario comunale che il Prefetto dispose un’ispezione in merito (stante la pesantezza delle accuse della minoranza nei miei riguardi e l’articolo del Giornale di Brescia che riportava fatti distorti). Ispezione che venne fatta presso gli uffici del comune per accertare il mio operato, e dalla quale risultò che io non avevo commesso alcuna irregolarità.
Scoprii inoltre la sera stessa del consiglio comunale in cui fui attaccata che l’avvocato Florioli (che presiedeva il consiglio), era al corrente della cosa e ne aveva parlato con la consigliere Paola Cavedagh, come si premurò di scrivermi alcuni giorni dopo in una sua lettera. Io lo accusai di aver fatto il gioco della minoranza. Chiunque fosse interessato a leggere la lettera autografa di Florioli mi contatti.

Dopo quella sera non ebbi alcun sostegno dalla maggioranza: il sindaco mi sospese la delega all’urbanistica, per cui io il 20 dicembre diedi le dimissioni da vicesindaco, rimanendo però consigliere.

Quando annunciai in giunta la mia volontà di dimettermi, mi dissero brava, così potrai difenderti e dimostrare di non avere interessi da difendere. Non presero invece altrettanto bene la mia decisione di rimanere in consiglio comunale. Ricordo che l’avvocato Florioli mi disse che in questo modo li avrei messi in difficoltà…
Ricordo, perchè anche questo credo che sia necessario per fare un bilancio finale, che a seguito delle mie dimissioni Simone Zuin divenne assessore con delega al turismo e alla comunicazione e Elena Lombardi vicesindaco. Poco tempo dopo il cerchio parve chiudersi: l’avvocato Florioli si dimise da Presidente del Consiglio e al suo posto venne eletta Paola Cavedaghi. Tutti erano stati accontentati.

In realtà per me la chiusura del cerchio di tutta questa vicenda non si è avuta due anni fa, ma pochi giorni fa, quando ho visto, con non troppa sorpresa a dire il vero, che in lista con l’avvocato Florioli per le prossime elezioni amministrative si è candidato il figlio della signora Berlendis, che guarda caso si è dimessa da consigliere comunale a pochi mesi dalle elezioni.

Vorrei ora fare un breve bilancio della seconda fase della mia esperienza amministrativa, quella che mi ha vista ricoprire il ruolo di consigliere di minoranza.
Paradossalmente è stato il periodo in cui ho avuto maggiore accesso ai documenti pubblici, in quanto ai consiglieri di minoranza viene consegnato tutto il materiale relativo ai consigli comunali (forse si presuppone che i consiglieri di maggioranza siano al corrente di tutto!). In questi due anni e mezzo ho così avuto modo di “mettere il naso” in altre cose rispetto a quelle di cui mi ero occupata direttamente nei due anni precedenti, chiedendone pure conto al sindaco, attraverso numerose interpellanze e interrogazioni in Consiglio comunale, senza (aimè!) ottenere risposte sensate in merito.
Per esempio, chiesi conto della scorretta informazione che viene fatta attraverso il sito comunale, sul quale vengono pubblicate alcune delibere di giunta (escludendone volutamente altre). L’assessore Zuin, che avrebbe dovuto occuparsi in questi cinque anni di comunicazione, non aprì bocca per darmi spiegazioni (del resto in cinque anni non si è mai degnato di parlare in consiglio comunale, strano per uno che si dovrebbe occupare di comunicazione).

Ho fatto del mio meglio (purtroppo senza alcun risultato) per evidenziare l’inutilità di aderire all’Unione dei comuni della Valtenesi, ente che avrebbe comportato solo spese aggiuntive ed un inutile aggravio burocratico. Mi dissero che era fondamentale per gestire insieme i servizi (molti dei quali, come la polizia locale e la biblioteca erano già gestiti in forma consorziata) e per preparare un unico calendario delle manifestazioni estive!
L’unico aspetto positivo della nostra partecipazione all’Unione riguarda l’informazione: sul sito dell’unione si trovano tutte le delibere della giunta e le determine dirigenziali.
Vi assicuro che è estremamente interessante dare un’occhiata per vedere come vengono spesi i nostri soldi. Leggere per esempio che nel 2008
· la manifestazione “Mosaico: Cultura E Musiche In Dialogo” ci è costata 3.096€,
· l’organizzazione e realizzazione dell’esposizione di grafiche d’arte “Corpo/reo De Portesio 2008” (con relativo catalogo) è costata 5.575,6 €,
· i concerti de “I classici di Mina” e il tributo ai Nomadi sono costati 4.320€,
· gli incontri di approfondimento culturale per adulti sono costati 2.642€,
· gli intrattenimenti musicali in occasione della 2^ edizione della manifestazione turistica denominata “bioritmo”, agricoltura biologica, ritmo musicale alla modica cifra di 2.800 €;
· è interessante leggere che al Cineforum Cinit Feliciano nel 2008 sono andati contributi per più di 4.000 € per i soli film proiettati per i bambini, cifra a cui si deve aggiungere il “contributo annuale” e l’impegno per il Filmfestival del Garda;
· restando nel settore dell’intrattenimento fra diritti SIAE e noleggio palchi per le manifestazioni sono stati spesi oltre 7.500 Euro.
Si rimane infine sbalorditi quando si legge fra le determine dirigenziali che l’assessorato al turismo Zuin investe soldi pubblici per l’organizzazione del “raduno provinciale nuova Fiat 500”.
Poi magari è più facile capire perché la lista del sindaco uscente Marsiletti è tanto vicina a certi gruppi…
Ricordo che per l’associazione Olea, che dovrebbe avere il compito di far conoscere il nostro olio nel mondo(!) spendiamo 10.000-15.000 € all’anno.
Anche a questo pensate quanto guardate i nomi che ci sono nella lista di Marsiletti.

Ma torniamo alle mie attività in consiglio comunale.

Ho fatto del mio meglio per evidenziare l’inutilità dell’adesione alla Comunità del Garda e alla Riviera dei Castelli, creazione e feudo di Florioli fino all’espugnazione da parte di Zuin nell’inverno 2008, ovviamente adesioni onerose, e non di poco (alcune decine di migliaia di euro), per la nostra comunità. Analoga la risposta: sono fondamentali per la promozione turistica!

Per non tediarvi oltre, ricordo solo quanto accaduto durante l’ultimo consiglio comunale.
All’ordine del giorno vi era l’adozione del Piano di recupero di Villa Portesina, che prevedeva la realizzazione di un albergo di lusso, come peraltro già deciso da anni (è stata una delle prime cose che ho seguito io come assessore). La novità stava invece nella contropartita: in cambio dell’incremento volumetrico, la proprietà era disposta a cedere all’amministrazione (e quindi alla nostra comunità di San Felice) 6.000 mq circa di terreno, per farci un parco naturalistico.
Interessante. Peccato che il terreno in questione si trovi a monte dell’ex campeggio della Portesina, al di là della strada che collega Salò con Portese. Per dirla in parole povere volevano rifilarci una scarpata (30 metri di dislivello tra il punto più basso e quello più alto). Il Sindaco sosteneva che però ci fosse anche un piccolo pianoro panoramico….
Ovviamente per la proprietà sarebbe stato molto più conveniente tirarci in schiena un argine rispetto alla monetizzazione degli standard, che avrebbero potuto aggirarsi attorno ai 300.000 €.
Io quando ho visto questa proposta strampalata non ho potuto fare a meno di pensare che l’amministrazione di Marsiletti volesse fare un omaggio al grande Renato Pozzetto, anche lui tanto orgoglioso di essersi comprato un bel pezzo di terreno per farci un supermercato di tacchi, dadi e datteri: “un colpo di fortuna, un appezzamento non proprio in piano, non direi neanche scosceso,… insomma un precipizio… in pianta sono sette centimetri… ma sopra c’è una vista!”.
Ci è voluta un’ora ma poi l’assessore Zuin ha cominciato a far girare un fogliettino (perché lui in consiglio comunale non parla…) e il Sindaco ha deciso di ritirare dalla votazione il piano.
Quindi un piccolo risultato sono riuscita ad ottenerlo anche come consigliere di minoranza! Almeno i nostri figli e nipoti non si troveranno a dover sborsare denaro per la manutenzione di una scarpata pagata più di 300.000 €.

Ci pensate al danno che avrebbe fatto questa amministrazione uscente se avesse votato questo piano?
Ci pensate al danno che questi amministratori, se riconfermati, continuerebbero a fare pagandosi il consenso elettorale a suon di contributi a tutte le sanguisughe che, pur di vedersi riconfermato anche per quest’anno il loro cospicuo contributo, sono disposte a candidarsi con Marsiletti?
Ci pensate all’incoerenza di Zuin, che come assessore al turismo (e alla comunicazione, ma di questa forse si è dimenticato) ci ha fatto spendere in cinque anni una barca di soldi, molti dei quali derivanti dagli oneri di urbanizzazione e dunque dal consumo della nostra risorsa più preziosa, il territorio, per non lasciarci assolutamente nulla in termini di politiche per il turismo? Talmente coerente che ora ci chiede il voto per diventare consigliere provinciale, usando parole come risparmio, decrescita, …. Si fa presto a scriverle nei programmi elettorali certe cose, altra cosa è poi avere le palle per sostenerle in consiglio comunale o provinciale.

Chiudo il mio bilancio con una riflessione pre-elettorale, riprendendo una frase che ho sentito citare in questi giorni di campagna elettorale.
Diceva Einstein: non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.
Allora a chi dare il mio voto?

A Marsiletti, che per alimentare il suo egocentrismo continuerebbe a spendere i soldi della nostra comunità per poter essere assessore dell’Unione dei comuni, membro del consiglio di amministrazione della Comunità del Garda ecc. ecc., e continuerebbe a foraggiare le sanguisughe di cui si è circondato con l’aiuto di Zuin?
Oppure all’azzeccagarbugli di San Felice del Benaco, che da trent’anni elemosina il consenso e inganna la gente facendo credere di poter risolvere i problemi che lui stesso ha creato, magari attraverso una piccola consulenza legale? Ha detto di non condividere il PGT e di non essere venuto per questo in consiglio comunale, ma guarda caso in lista con lui c’è l’assessore ai lavori pubblici Savoldi, che in consiglio comunale c’era e ha dato il suo voto favorevole all’adozione del PGT. In questo modo, come è nello stile Florioli, potrà rassicurare quelli che hanno già avuto ma anche quelli che ancora non hanno avuto e, se voteranno per lui, sicuramente avranno.

Di fronte allo scenario che ci si prospetta, se proprio troverò il coraggio di andare a votare, sicuramente lo farò per provare a cambiare! Magari scegliendo una persona credibile, con una squadra credibile, che abbia una minima idea di quello che sta andando a fare.

Michela Tiboni
Consigliere comunale San Felice del Benaco
Delegato nazionale dell’assemblea
costituente del Partito Democratico

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il dovere della comunicazione
Ci sono parecchie cose difficili, una di queste è dire le cose come stanno, anche perché si corre sicuramente il rischio di farsi molti nemici. Nonostante ciò ho ritenuto doveroso scrivere questa lettera ai cittadini di San Felice del Benaco per condividere con loro il mio bilancio di cinque anni di esperienza in consiglio comunale.
Così come è probabilmente impossibile spiegare ad un elettore di centro-destra che il nostro premier sta portando avanti un’azione finalizzata allo smantellamento della democrazia e allo screditamento della classe politica, danneggiando anche chi, nel centro-destra, porta avanti con correttezza e passione l’attività di amministratore, allo stesso modo è una missione impossibile convincere un sostenitore del centro-sinistra dell’incapacità, per usare un eufemismo, di alcuni dei suoi rappresentanti che, quando sono “nella stanza dei bottoni”, si comportano al pari dei peggiori amministratori della prima repubblica.
Credo che la cattiva amministrazione portata avanti dai nostri rappresentanti locali che si professavano di centro-sinistra sia quanto di più negativo ci possa essere per una rinascita del nostro paese.
Eppure, nonostante sia convinta che pochi o forse nessuno dei lettori cambierà la sua intenzione di voto per ciò che ho scritto, mi sono sentita comunque in dovere di dire le cose come stanno.

È tempo di un bilancio

Quando cinque anni fa mi lasciai convincere ad entrare nella lista Centro e rinnovamento con Gianluigi Marsiletti candidato Sindaco per il nostro Comune, non pensavo proprio che sarebbe stata una strada tutta in salita.

Oggi io sono arrivata alla fine di questa salita, e mi sembra doveroso azzardare un bilancio di questi cinque anni.
Lo devo sicuramente a coloro che cinque anni fa mi diedero la loro preferenza, e la loro fiducia, che ho la presunzione di ritenere di non aver tradito, e lo devo a chi, direttamente o indirettamente, mi ha accompagnata in questa avventura.

Come molti già sanno, la mia esperienza come amministratore del Comune di San Felice si divide in due periodi.
Dal giugno 2004 al dicembre 2006 sono stata vicesindaco e assessore all’urbanistica.
Dal gennaio 2007 ad oggi sono stata consigliere di minoranza.
Sono stati, per ovvi motivi, due periodi profondamente diversi tra loro, ma che mi hanno aiutata a comprendere cosa significhi amministrare un territorio come il nostro, che ha sicuramente grandi potenzialità ma è altrettanto soggetto a forti pressioni e minacce.
L’esperienza come assessore mi ha permesso di seguire attività importanti, che mi hanno dato grandi soddisfazioni.

Per esempio il processo di certificazione ambientale EMAS per il nostro comune (con un finanziamento che, grazie al mio personale interessamento e impegno avevamo ottenuto da Regione Lombardia), che ha portato a verificare l’impostazione delle attività nell’amministrazione nell’ottica della sostenibilità e migliorarla di conseguenza.

O ancora la stesura del Piano urbano del traffico, che individua le principali criticità presenti nel sistema della mobilità e ne propone soluzioni. Tale strumento è stato di fondamentale utilità per ottenere un contributo di 137.000 €, da restituire alla Regione in venti quote annue a tasso nullo, con un risparmio per il nostro comune di circa 80.000 €. Contributo che è stato utilizzato per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza delle intersezioni a rotatoria maggiormente pericolose (incrocio del Carmine, strada per il porto di San Felice e incrocio tra via Zerneri e viale Italia).
Peccato che questa amministrazione abbia poi tenuto nel cassetto per due anni il Piano urbano del traffico, senza pensare di attuare, per esempio, l’intervento risolutorio che esso prevede per la via Cavour nel centro storico di San Felice.

Grandi soddisfazioni mi ha dato l’attivazione del Pedibus, per accompagnare i bambini della scuola elementare a piedi. Come ho avuto occasione di scrivere nel maggio 2006 in una lettera al Giornale di Brescia, “in un comune come San Felice del Benaco, caratterizzato da un territorio di notevole valenza paesistica e ambientale, è fondamentale aiutare i bambini a percepire la bellezza di ciò che li circonda, affinché da qui scaturisca poi il rispetto del territorio in cui vivono. È mia convinzione che anche attraverso questo tipo di iniziative si gettano le basi per un governo del territorio che abbia come fine primario migliorare la qualità della vita di chi vive nel nostro paese. Ma un’altra idea forte sta alla base del progetto Pedibus: quella di favorire la nascita di relazioni sociali che vanno ben oltre l’esperienza stessa. Si è infatti chiesto a gruppi del mondo del volontariato presenti sul territorio di collaborare all’iniziativa e la risposta è stata eccezionale […]. Fin dai primi viaggi si è creato un rapporto particolare tra gli “autisti” e i piccoli utenti del Pedibus, e la paura e la preoccupazione dei genitori per la sicurezza dei bambini è stata scacciata dall’entusiasmo di tutti. Sicuramente anche quando la scuola finirà e con essa il Pedibus, i bambini non dimenticheranno i volti delle persone che in questo mese li hanno accompagnati, e forse questo li aiuterà anche a capire che ci sono persone che si mettono a disposizione degli altri semplicemente perché credono in ciò che fanno. E non è poco, in un mondo in cui c’è chi si adopera per convincerci che solo i furbi vanno avanti.” (dal Giornale di Brescia del 17 maggio 2006).
Per il progetto Pedibus non ho avuto alcun supporto da parte dell’amministrazione, ma non per questo ho agito a titolo personale. Dico questo perché ero riuscita anche ad ottenere per la scuola di San Felice un finanziamento da parte della Provincia di Brescia dell’importo di 2.888,88 € (tra l’altro fu una delle poche ammesse al contributo in tutta la Provincia!). Tale contributo sarebbe dovuto servire per pagare il materiale utilizzato, come i cartelloni plastificati messi in corrispondenza delle fermate, i cappellini (con il logo del Pedibus e il nome del nostro comune) e le pettorine catarifrangenti regalate ai bambini (spese che io stessa, presa da entusiasmo, avevo anticipato) e per dare un piccolo contributo a chi mi aveva aiutata a far camminare questa iniziativa (Alpini, nonne e nonni, …).
Ma dopo le mie dimissioni, il sindaco e l’assessore Elena Lombardi scrissero alla Provincia, lasciando intendere che io avevo agito a titolo personale nell’organizzazione del Pedibus e nella richiesta del contributo (firmato dal direttore didattico!!), e chiesero di non utilizzare quel denaro per pagare le spese già sostenute, ma tenerselo per l’anno successivo. Avendo ottenuto risposta negativa, preferirono restituirli.

Grandissima soddisfazione mi ha dato l’avvio dei lavori del Piano di Governo del Territorio.
Il 6 ottobre del 2006 iniziava infatti a San Felice l’avventura della Partecipazione verso il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT), attraverso una serie di incontri su diversi temi, a cui parteciparono parecchie persone, interessate a costruire insieme una risposta alla domanda “Quale sviluppo per San Felice del Benaco?”.
Peccato che questa amministrazione abbia poi ritenuto del tutto inutili le osservazioni emerse da quegli incontri e abbia preferito fare da sé nella definizione delle scelte del PGT.

Durante i due anni e mezzo in cui sono stata vicesindaco e assessore all’urbanistica avevo azzardato in giunta anche una proposta di intervento per sistemare la struttura dell’ex asilo di San Felice, con la previsione anche di uno spazio da adibirsi a sala polifunzionale. Sono passati altri due anni e mezzo e nulla è stato fatto.
Ma soprattutto avevo portato in giunta un progetto di sistemazione dell’area delle Paludi. Nella mia bozza progettuale (riportata qui sotto) trovava posto una struttura polifunzionale con anfiteatro all’aperto per le manifestazioni estive e una parte di edilizia economico-popolare ed edilizia libera al posto della mastodontica casa-albergo. Prevedevo inoltre la realizzazione di un percorso pedonale tra il giardino della scuola elementare e della scuola media (percorso che si potrebbe realizzare con un impegno modesto ma con un ottimo risultato di collegamento tra via Marconi e via Mazzini).
Era l’estate del 2006 e tutto questo poteva essere fatto immediatamente attraverso un Programma Integrato di Intervento se solo lo avessero voluto.

Oggi siamo a giugno 2009 e nulla è stato fatto.
L’ultima proposta di intervento nella zona Paludi è però cruciale, a mio avviso, per fare pure un bilancio di quello che poi è accaduto nei mesi successivi.
La mia proposta si poneva infatti in alternativa ad un’altra che avevo portato avanti nei mesi precedenti, sempre per dare una risposta all’esigenza di edilizia economica-popolare, nella zona di Via delle Pozze. Come ho già avuto modo di scrivere in passato, avevo poi deciso di accantonare la proposta in via delle Pozze quando emerse che l’avvocato Florioli, all’epoca Presidente del Consiglio comunale, era coinvolto nell’operazione come consulente del proprietario dei terreni. Di questo ne discutemmo in giunta e l’avvocato Florioli si difese dicendo che in cambio ne aveva avuto solo due galline e un coniglio!
Sta di fatto che il 30 novembre 2006 io venni attaccata pesantemente in Consiglio comunale dalla consigliere Berlendis, per il fatto che mio marito (ingegnere come me) aveva presentato all’ufficio tecnico di San Felice una richiesta di parere preliminare per la sistemazione di un edificio, a firma sua ma con il logo, nel cartiglio, della società di ingegneria in cui siamo entrambi soci.
La consigliere Berlendis usò nei miei riguardi parole durissime, chiedendo le mie dimissioni, facendo riferimento addirittura a cosa nostra, alla presenza di una giornalista in sala, che poi scrisse un articolo sul Giornale di Brescia in cui mi si attribuivano fatti non veri (nessun giornalista è più venuto in consiglio comunale in seguito).
Ho poi saputo dal segretario comunale che il Prefetto dispose un’ispezione in merito (stante la pesantezza delle accuse della minoranza nei miei riguardi e l’articolo del Giornale di Brescia che riportava fatti distorti). Ispezione che venne fatta presso gli uffici del comune per accertare il mio operato, e dalla quale risultò che io non avevo commesso alcuna irregolarità.
Scoprii inoltre la sera stessa del consiglio comunale in cui fui attaccata che l’avvocato Florioli (che presiedeva il consiglio), era al corrente della cosa e ne aveva parlato con la consigliere Paola Cavedagh, come si premurò di scrivermi alcuni giorni dopo in una sua lettera. Io lo accusai di aver fatto il gioco della minoranza. Chiunque fosse interessato a leggere la lettera autografa di Florioli mi contatti.

Dopo quella sera non ebbi alcun sostegno dalla maggioranza: il sindaco mi sospese la delega all’urbanistica, per cui io il 20 dicembre diedi le dimissioni da vicesindaco, rimanendo però consigliere.

Quando annunciai in giunta la mia volontà di dimettermi, mi dissero brava, così potrai difenderti e dimostrare di non avere interessi da difendere. Non presero invece altrettanto bene la mia decisione di rimanere in consiglio comunale. Ricordo che l’avvocato Florioli mi disse che in questo modo li avrei messi in difficoltà…
Ricordo, perchè anche questo credo che sia necessario per fare un bilancio finale, che a seguito delle mie dimissioni Simone Zuin divenne assessore con delega al turismo e alla comunicazione e Elena Lombardi vicesindaco. Poco tempo dopo il cerchio parve chiudersi: l’avvocato Florioli si dimise da Presidente del Consiglio e al suo posto venne eletta Paola Cavedaghi. Tutti erano stati accontentati.

In realtà per me la chiusura del cerchio di tutta questa vicenda non si è avuta due anni fa, ma pochi giorni fa, quando ho visto, con non troppa sorpresa a dire il vero, che in lista con l’avvocato Florioli per le prossime elezioni amministrative si è candidato il figlio della signora Berlendis, che guarda caso si è dimessa da consigliere comunale a pochi mesi dalle elezioni.

Vorrei ora fare un breve bilancio della seconda fase della mia esperienza amministrativa, quella che mi ha vista ricoprire il ruolo di consigliere di minoranza.
Paradossalmente è stato il periodo in cui ho avuto maggiore accesso ai documenti pubblici, in quanto ai consiglieri di minoranza viene consegnato tutto il materiale relativo ai consigli comunali (forse si presuppone che i consiglieri di maggioranza siano al corrente di tutto!). In questi due anni e mezzo ho così avuto modo di “mettere il naso” in altre cose rispetto a quelle di cui mi ero occupata direttamente nei due anni precedenti, chiedendone pure conto al sindaco, attraverso numerose interpellanze e interrogazioni in Consiglio comunale, senza (aimè!) ottenere risposte sensate in merito.
Per esempio, chiesi conto della scorretta informazione che viene fatta attraverso il sito comunale, sul quale vengono pubblicate alcune delibere di giunta (escludendone volutamente altre). L’assessore Zuin, che avrebbe dovuto occuparsi in questi cinque anni di comunicazione, non aprì bocca per darmi spiegazioni (del resto in cinque anni non si è mai degnato di parlare in consiglio comunale, strano per uno che si dovrebbe occupare di comunicazione).

Ho fatto del mio meglio (purtroppo senza alcun risultato) per evidenziare l’inutilità di aderire all’Unione dei comuni della Valtenesi, ente che avrebbe comportato solo spese aggiuntive ed un inutile aggravio burocratico. Mi dissero che era fondamentale per gestire insieme i servizi (molti dei quali, come la polizia locale e la biblioteca erano già gestiti in forma consorziata) e per preparare un unico calendario delle manifestazioni estive!
L’unico aspetto positivo della nostra partecipazione all’Unione riguarda l’informazione: sul sito dell’unione si trovano tutte le delibere della giunta e le determine dirigenziali.
Vi assicuro che è estremamente interessante dare un’occhiata per vedere come vengono spesi i nostri soldi. Leggere per esempio che nel 2008
· la manifestazione “Mosaico: Cultura E Musiche In Dialogo” ci è costata 3.096€,
· l’organizzazione e realizzazione dell’esposizione di grafiche d’arte “Corpo/reo De Portesio 2008” (con relativo catalogo) è costata 5.575,6 €,
· i concerti de “I classici di Mina” e il tributo ai Nomadi sono costati 4.320€,
· gli incontri di approfondimento culturale per adulti sono costati 2.642€,
· gli intrattenimenti musicali in occasione della 2^ edizione della manifestazione turistica denominata “bioritmo”, agricoltura biologica, ritmo musicale alla modica cifra di 2.800 €;
· è interessante leggere che al Cineforum Cinit Feliciano nel 2008 sono andati contributi per più di 4.000 € per i soli film proiettati per i bambini, cifra a cui si deve aggiungere il “contributo annuale” e l’impegno per il Filmfestival del Garda;
· restando nel settore dell’intrattenimento fra diritti SIAE e noleggio palchi per le manifestazioni sono stati spesi oltre 7.500 Euro.
Si rimane infine sbalorditi quando si legge fra le determine dirigenziali che l’assessorato al turismo Zuin investe soldi pubblici per l’organizzazione del “raduno provinciale nuova Fiat 500”.
Poi magari è più facile capire perché la lista del sindaco uscente Marsiletti è tanto vicina a certi gruppi…
Ricordo che per l’associazione Olea, che dovrebbe avere il compito di far conoscere il nostro olio nel mondo(!) spendiamo 10.000-15.000 € all’anno.
Anche a questo pensate quanto guardate i nomi che ci sono nella lista di Marsiletti.

Ma torniamo alle mie attività in consiglio comunale.

Ho fatto del mio meglio per evidenziare l’inutilità dell’adesione alla Comunità del Garda e alla Riviera dei Castelli, creazione e feudo di Florioli fino all’espugnazione da parte di Zuin nell’inverno 2008, ovviamente adesioni onerose, e non di poco (alcune decine di migliaia di euro), per la nostra comunità. Analoga la risposta: sono fondamentali per la promozione turistica!

Per non tediarvi oltre, ricordo solo quanto accaduto durante l’ultimo consiglio comunale.
All’ordine del giorno vi era l’adozione del Piano di recupero di Villa Portesina, che prevedeva la realizzazione di un albergo di lusso, come peraltro già deciso da anni (è stata una delle prime cose che ho seguito io come assessore). La novità stava invece nella contropartita: in cambio dell’incremento volumetrico, la proprietà era disposta a cedere all’amministrazione (e quindi alla nostra comunità di San Felice) 6.000 mq circa di terreno, per farci un parco naturalistico.
Interessante. Peccato che il terreno in questione si trovi a monte dell’ex campeggio della Portesina, al di là della strada che collega Salò con Portese. Per dirla in parole povere volevano rifilarci una scarpata (30 metri di dislivello tra il punto più basso e quello più alto). Il Sindaco sosteneva che però ci fosse anche un piccolo pianoro panoramico….
Ovviamente per la proprietà sarebbe stato molto più conveniente tirarci in schiena un argine rispetto alla monetizzazione degli standard, che avrebbero potuto aggirarsi attorno ai 300.000 €.
Io quando ho visto questa proposta strampalata non ho potuto fare a meno di pensare che l’amministrazione di Marsiletti volesse fare un omaggio al grande Renato Pozzetto, anche lui tanto orgoglioso di essersi comprato un bel pezzo di terreno per farci un supermercato di tacchi, dadi e datteri: “un colpo di fortuna, un appezzamento non proprio in piano, non direi neanche scosceso,… insomma un precipizio… in pianta sono sette centimetri… ma sopra c’è una vista!”.
Ci è voluta un’ora ma poi l’assessore Zuin ha cominciato a far girare un fogliettino (perché lui in consiglio comunale non parla…) e il Sindaco ha deciso di ritirare dalla votazione il piano.
Quindi un piccolo risultato sono riuscita ad ottenerlo anche come consigliere di minoranza! Almeno i nostri figli e nipoti non si troveranno a dover sborsare denaro per la manutenzione di una scarpata pagata più di 300.000 €.

Ci pensate al danno che avrebbe fatto questa amministrazione uscente se avesse votato questo piano?
Ci pensate al danno che questi amministratori, se riconfermati, continuerebbero a fare pagandosi il consenso elettorale a suon di contributi a tutte le sanguisughe che, pur di vedersi riconfermato anche per quest’anno il loro cospicuo contributo, sono disposte a candidarsi con Marsiletti?
Ci pensate all’incoerenza di Zuin, che come assessore al turismo (e alla comunicazione, ma di questa forse si è dimenticato) ci ha fatto spendere in cinque anni una barca di soldi, molti dei quali derivanti dagli oneri di urbanizzazione e dunque dal consumo della nostra risorsa più preziosa, il territorio, per non lasciarci assolutamente nulla in termini di politiche per il turismo? Talmente coerente che ora ci chiede il voto per diventare consigliere provinciale, usando parole come risparmio, decrescita, …. Si fa presto a scriverle nei programmi elettorali certe cose, altra cosa è poi avere le palle per sostenerle in consiglio comunale o provinciale.

Chiudo il mio bilancio con una riflessione pre-elettorale, riprendendo una frase che ho sentito citare in questi giorni di campagna elettorale.
Diceva Einstein: non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.
Allora a chi dare il mio voto?

A Marsiletti, che per alimentare il suo egocentrismo continuerebbe a spendere i soldi della nostra comunità per poter essere assessore dell’Unione dei comuni, membro del consiglio di amministrazione della Comunità del Garda ecc. ecc., e continuerebbe a foraggiare le sanguisughe di cui si è circondato con l’aiuto di Zuin?
Oppure all’azzeccagarbugli di San Felice del Benaco, che da trent’anni elemosina il consenso e inganna la gente facendo credere di poter risolvere i problemi che lui stesso ha creato, magari attraverso una piccola consulenza legale? Ha detto di non condividere il PGT e di non essere venuto per questo in consiglio comunale, ma guarda caso in lista con lui c’è l’assessore ai lavori pubblici Savoldi, che in consiglio comunale c’era e ha dato il suo voto favorevole all’adozione del PGT. In questo modo, come è nello stile Florioli, potrà rassicurare quelli che hanno già avuto ma anche quelli che ancora non hanno avuto e, se voteranno per lui, sicuramente avranno.

Di fronte allo scenario che ci si prospetta, se proprio troverò il coraggio di andare a votare, sicuramente lo farò per provare a cambiare! Magari scegliendo una persona credibile, con una squadra credibile, che abbia una minima idea di quello che sta andando a fare.

Michela Tiboni
Consigliere comunale San Felice del Benaco
Delegato nazionale dell’assemblea
costituente del Partito Democratico

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il dovere della comunicazione
Ci sono parecchie cose difficili, una di queste è dire le cose come stanno, anche perché si corre sicuramente il rischio di farsi molti nemici. Nonostante ciò ho ritenuto doveroso scrivere questa lettera ai cittadini di San Felice del Benaco per condividere con loro il mio bilancio di cinque anni di esperienza in consiglio comunale.
Così come è probabilmente impossibile spiegare ad un elettore di centro-destra che il nostro premier sta portando avanti un’azione finalizzata allo smantellamento della democrazia e allo screditamento della classe politica, danneggiando anche chi, nel centro-destra, porta avanti con correttezza e passione l’attività di amministratore, allo stesso modo è una missione impossibile convincere un sostenitore del centro-sinistra dell’incapacità, per usare un eufemismo, di alcuni dei suoi rappresentanti che, quando sono “nella stanza dei bottoni”, si comportano al pari dei peggiori amministratori della prima repubblica.
Credo che la cattiva amministrazione portata avanti dai nostri rappresentanti locali che si professavano di centro-sinistra sia quanto di più negativo ci possa essere per una rinascita del nostro paese.
Eppure, nonostante sia convinta che pochi o forse nessuno dei lettori cambierà la sua intenzione di voto per ciò che ho scritto, mi sono sentita comunque in dovere di dire le cose come stanno.

È tempo di un bilancio

Quando cinque anni fa mi lasciai convincere ad entrare nella lista Centro e rinnovamento con Gianluigi Marsiletti candidato Sindaco per il nostro Comune, non pensavo proprio che sarebbe stata una strada tutta in salita.

Oggi io sono arrivata alla fine di questa salita, e mi sembra doveroso azzardare un bilancio di questi cinque anni.
Lo devo sicuramente a coloro che cinque anni fa mi diedero la loro preferenza, e la loro fiducia, che ho la presunzione di ritenere di non aver tradito, e lo devo a chi, direttamente o indirettamente, mi ha accompagnata in questa avventura.

Come molti già sanno, la mia esperienza come amministratore del Comune di San Felice si divide in due periodi.
Dal giugno 2004 al dicembre 2006 sono stata vicesindaco e assessore all’urbanistica.
Dal gennaio 2007 ad oggi sono stata consigliere di minoranza.
Sono stati, per ovvi motivi, due periodi profondamente diversi tra loro, ma che mi hanno aiutata a comprendere cosa significhi amministrare un territorio come il nostro, che ha sicuramente grandi potenzialità ma è altrettanto soggetto a forti pressioni e minacce.
L’esperienza come assessore mi ha permesso di seguire attività importanti, che mi hanno dato grandi soddisfazioni.

Per esempio il processo di certificazione ambientale EMAS per il nostro comune (con un finanziamento che, grazie al mio personale interessamento e impegno avevamo ottenuto da Regione Lombardia), che ha portato a verificare l’impostazione delle attività nell’amministrazione nell’ottica della sostenibilità e migliorarla di conseguenza.

O ancora la stesura del Piano urbano del traffico, che individua le principali criticità presenti nel sistema della mobilità e ne propone soluzioni. Tale strumento è stato di fondamentale utilità per ottenere un contributo di 137.000 €, da restituire alla Regione in venti quote annue a tasso nullo, con un risparmio per il nostro comune di circa 80.000 €. Contributo che è stato utilizzato per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza delle intersezioni a rotatoria maggiormente pericolose (incrocio del Carmine, strada per il porto di San Felice e incrocio tra via Zerneri e viale Italia).
Peccato che questa amministrazione abbia poi tenuto nel cassetto per due anni il Piano urbano del traffico, senza pensare di attuare, per esempio, l’intervento risolutorio che esso prevede per la via Cavour nel centro storico di San Felice.

Grandi soddisfazioni mi ha dato l’attivazione del Pedibus, per accompagnare i bambini della scuola elementare a piedi. Come ho avuto occasione di scrivere nel maggio 2006 in una lettera al Giornale di Brescia, “in un comune come San Felice del Benaco, caratterizzato da un territorio di notevole valenza paesistica e ambientale, è fondamentale aiutare i bambini a percepire la bellezza di ciò che li circonda, affinché da qui scaturisca poi il rispetto del territorio in cui vivono. È mia convinzione che anche attraverso questo tipo di iniziative si gettano le basi per un governo del territorio che abbia come fine primario migliorare la qualità della vita di chi vive nel nostro paese. Ma un’altra idea forte sta alla base del progetto Pedibus: quella di favorire la nascita di relazioni sociali che vanno ben oltre l’esperienza stessa. Si è infatti chiesto a gruppi del mondo del volontariato presenti sul territorio di collaborare all’iniziativa e la risposta è stata eccezionale […]. Fin dai primi viaggi si è creato un rapporto particolare tra gli “autisti” e i piccoli utenti del Pedibus, e la paura e la preoccupazione dei genitori per la sicurezza dei bambini è stata scacciata dall’entusiasmo di tutti. Sicuramente anche quando la scuola finirà e con essa il Pedibus, i bambini non dimenticheranno i volti delle persone che in questo mese li hanno accompagnati, e forse questo li aiuterà anche a capire che ci sono persone che si mettono a disposizione degli altri semplicemente perché credono in ciò che fanno. E non è poco, in un mondo in cui c’è chi si adopera per convincerci che solo i furbi vanno avanti.” (dal Giornale di Brescia del 17 maggio 2006).
Per il progetto Pedibus non ho avuto alcun supporto da parte dell’amministrazione, ma non per questo ho agito a titolo personale. Dico questo perché ero riuscita anche ad ottenere per la scuola di San Felice un finanziamento da parte della Provincia di Brescia dell’importo di 2.888,88 € (tra l’altro fu una delle poche ammesse al contributo in tutta la Provincia!). Tale contributo sarebbe dovuto servire per pagare il materiale utilizzato, come i cartelloni plastificati messi in corrispondenza delle fermate, i cappellini (con il logo del Pedibus e il nome del nostro comune) e le pettorine catarifrangenti regalate ai bambini (spese che io stessa, presa da entusiasmo, avevo anticipato) e per dare un piccolo contributo a chi mi aveva aiutata a far camminare questa iniziativa (Alpini, nonne e nonni, …).
Ma dopo le mie dimissioni, il sindaco e l’assessore Elena Lombardi scrissero alla Provincia, lasciando intendere che io avevo agito a titolo personale nell’organizzazione del Pedibus e nella richiesta del contributo (firmato dal direttore didattico!!), e chiesero di non utilizzare quel denaro per pagare le spese già sostenute, ma tenerselo per l’anno successivo. Avendo ottenuto risposta negativa, preferirono restituirli.

Grandissima soddisfazione mi ha dato l’avvio dei lavori del Piano di Governo del Territorio.
Il 6 ottobre del 2006 iniziava infatti a San Felice l’avventura della Partecipazione verso il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT), attraverso una serie di incontri su diversi temi, a cui parteciparono parecchie persone, interessate a costruire insieme una risposta alla domanda “Quale sviluppo per San Felice del Benaco?”.
Peccato che questa amministrazione abbia poi ritenuto del tutto inutili le osservazioni emerse da quegli incontri e abbia preferito fare da sé nella definizione delle scelte del PGT.

Durante i due anni e mezzo in cui sono stata vicesindaco e assessore all’urbanistica avevo azzardato in giunta anche una proposta di intervento per sistemare la struttura dell’ex asilo di San Felice, con la previsione anche di uno spazio da adibirsi a sala polifunzionale. Sono passati altri due anni e mezzo e nulla è stato fatto.
Ma soprattutto avevo portato in giunta un progetto di sistemazione dell’area delle Paludi. Nella mia bozza progettuale (riportata qui sotto) trovava posto una struttura polifunzionale con anfiteatro all’aperto per le manifestazioni estive e una parte di edilizia economico-popolare ed edilizia libera al posto della mastodontica casa-albergo. Prevedevo inoltre la realizzazione di un percorso pedonale tra il giardino della scuola elementare e della scuola media (percorso che si potrebbe realizzare con un impegno modesto ma con un ottimo risultato di collegamento tra via Marconi e via Mazzini).
Era l’estate del 2006 e tutto questo poteva essere fatto immediatamente attraverso un Programma Integrato di Intervento se solo lo avessero voluto.

Oggi siamo a giugno 2009 e nulla è stato fatto.
L’ultima proposta di intervento nella zona Paludi è però cruciale, a mio avviso, per fare pure un bilancio di quello che poi è accaduto nei mesi successivi.
La mia proposta si poneva infatti in alternativa ad un’altra che avevo portato avanti nei mesi precedenti, sempre per dare una risposta all’esigenza di edilizia economica-popolare, nella zona di Via delle Pozze. Come ho già avuto modo di scrivere in passato, avevo poi deciso di accantonare la proposta in via delle Pozze quando emerse che l’avvocato Florioli, all’epoca Presidente del Consiglio comunale, era coinvolto nell’operazione come consulente del proprietario dei terreni. Di questo ne discutemmo in giunta e l’avvocato Florioli si difese dicendo che in cambio ne aveva avuto solo due galline e un coniglio!
Sta di fatto che il 30 novembre 2006 io venni attaccata pesantemente in Consiglio comunale dalla consigliere Berlendis, per il fatto che mio marito (ingegnere come me) aveva presentato all’ufficio tecnico di San Felice una richiesta di parere preliminare per la sistemazione di un edificio, a firma sua ma con il logo, nel cartiglio, della società di ingegneria in cui siamo entrambi soci.
La consigliere Berlendis usò nei miei riguardi parole durissime, chiedendo le mie dimissioni, facendo riferimento addirittura a cosa nostra, alla presenza di una giornalista in sala, che poi scrisse un articolo sul Giornale di Brescia in cui mi si attribuivano fatti non veri (nessun giornalista è più venuto in consiglio comunale in seguito).
Ho poi saputo dal segretario comunale che il Prefetto dispose un’ispezione in merito (stante la pesantezza delle accuse della minoranza nei miei riguardi e l’articolo del Giornale di Brescia che riportava fatti distorti). Ispezione che venne fatta presso gli uffici del comune per accertare il mio operato, e dalla quale risultò che io non avevo commesso alcuna irregolarità.
Scoprii inoltre la sera stessa del consiglio comunale in cui fui attaccata che l’avvocato Florioli (che presiedeva il consiglio), era al corrente della cosa e ne aveva parlato con la consigliere Paola Cavedagh, come si premurò di scrivermi alcuni giorni dopo in una sua lettera. Io lo accusai di aver fatto il gioco della minoranza. Chiunque fosse interessato a leggere la lettera autografa di Florioli mi contatti.

Dopo quella sera non ebbi alcun sostegno dalla maggioranza: il sindaco mi sospese la delega all’urbanistica, per cui io il 20 dicembre diedi le dimissioni da vicesindaco, rimanendo però consigliere.

Quando annunciai in giunta la mia volontà di dimettermi, mi dissero brava, così potrai difenderti e dimostrare di non avere interessi da difendere. Non presero invece altrettanto bene la mia decisione di rimanere in consiglio comunale. Ricordo che l’avvocato Florioli mi disse che in questo modo li avrei messi in difficoltà…
Ricordo, perchè anche questo credo che sia necessario per fare un bilancio finale, che a seguito delle mie dimissioni Simone Zuin divenne assessore con delega al turismo e alla comunicazione e Elena Lombardi vicesindaco. Poco tempo dopo il cerchio parve chiudersi: l’avvocato Florioli si dimise da Presidente del Consiglio e al suo posto venne eletta Paola Cavedaghi. Tutti erano stati accontentati.

In realtà per me la chiusura del cerchio di tutta questa vicenda non si è avuta due anni fa, ma pochi giorni fa, quando ho visto, con non troppa sorpresa a dire il vero, che in lista con l’avvocato Florioli per le prossime elezioni amministrative si è candidato il figlio della signora Berlendis, che guarda caso si è dimessa da consigliere comunale a pochi mesi dalle elezioni.

Vorrei ora fare un breve bilancio della seconda fase della mia esperienza amministrativa, quella che mi ha vista ricoprire il ruolo di consigliere di minoranza.
Paradossalmente è stato il periodo in cui ho avuto maggiore accesso ai documenti pubblici, in quanto ai consiglieri di minoranza viene consegnato tutto il materiale relativo ai consigli comunali (forse si presuppone che i consiglieri di maggioranza siano al corrente di tutto!). In questi due anni e mezzo ho così avuto modo di “mettere il naso” in altre cose rispetto a quelle di cui mi ero occupata direttamente nei due anni precedenti, chiedendone pure conto al sindaco, attraverso numerose interpellanze e interrogazioni in Consiglio comunale, senza (aimè!) ottenere risposte sensate in merito.
Per esempio, chiesi conto della scorretta informazione che viene fatta attraverso il sito comunale, sul quale vengono pubblicate alcune delibere di giunta (escludendone volutamente altre). L’assessore Zuin, che avrebbe dovuto occuparsi in questi cinque anni di comunicazione, non aprì bocca per darmi spiegazioni (del resto in cinque anni non si è mai degnato di parlare in consiglio comunale, strano per uno che si dovrebbe occupare di comunicazione).

Ho fatto del mio meglio (purtroppo senza alcun risultato) per evidenziare l’inutilità di aderire all’Unione dei comuni della Valtenesi, ente che avrebbe comportato solo spese aggiuntive ed un inutile aggravio burocratico. Mi dissero che era fondamentale per gestire insieme i servizi (molti dei quali, come la polizia locale e la biblioteca erano già gestiti in forma consorziata) e per preparare un unico calendario delle manifestazioni estive!
L’unico aspetto positivo della nostra partecipazione all’Unione riguarda l’informazione: sul sito dell’unione si trovano tutte le delibere della giunta e le determine dirigenziali.
Vi assicuro che è estremamente interessante dare un’occhiata per vedere come vengono spesi i nostri soldi. Leggere per esempio che nel 2008
· la manifestazione “Mosaico: Cultura E Musiche In Dialogo” ci è costata 3.096€,
· l’organizzazione e realizzazione dell’esposizione di grafiche d’arte “Corpo/reo De Portesio 2008” (con relativo catalogo) è costata 5.575,6 €,
· i concerti de “I classici di Mina” e il tributo ai Nomadi sono costati 4.320€,
· gli incontri di approfondimento culturale per adulti sono costati 2.642€,
· gli intrattenimenti musicali in occasione della 2^ edizione della manifestazione turistica denominata “bioritmo”, agricoltura biologica, ritmo musicale alla modica cifra di 2.800 €;
· è interessante leggere che al Cineforum Cinit Feliciano nel 2008 sono andati contributi per più di 4.000 € per i soli film proiettati per i bambini, cifra a cui si deve aggiungere il “contributo annuale” e l’impegno per il Filmfestival del Garda;
· restando nel settore dell’intrattenimento fra diritti SIAE e noleggio palchi per le manifestazioni sono stati spesi oltre 7.500 Euro.
Si rimane infine sbalorditi quando si legge fra le determine dirigenziali che l’assessorato al turismo Zuin investe soldi pubblici per l’organizzazione del “raduno provinciale nuova Fiat 500”.
Poi magari è più facile capire perché la lista del sindaco uscente Marsiletti è tanto vicina a certi gruppi…
Ricordo che per l’associazione Olea, che dovrebbe avere il compito di far conoscere il nostro olio nel mondo(!) spendiamo 10.000-15.000 € all’anno.
Anche a questo pensate quanto guardate i nomi che ci sono nella lista di Marsiletti.

Ma torniamo alle mie attività in consiglio comunale.

Ho fatto del mio meglio per evidenziare l’inutilità dell’adesione alla Comunità del Garda e alla Riviera dei Castelli, creazione e feudo di Florioli fino all’espugnazione da parte di Zuin nell’inverno 2008, ovviamente adesioni onerose, e non di poco (alcune decine di migliaia di euro), per la nostra comunità. Analoga la risposta: sono fondamentali per la promozione turistica!

Per non tediarvi oltre, ricordo solo quanto accaduto durante l’ultimo consiglio comunale.
All’ordine del giorno vi era l’adozione del Piano di recupero di Villa Portesina, che prevedeva la realizzazione di un albergo di lusso, come peraltro già deciso da anni (è stata una delle prime cose che ho seguito io come assessore). La novità stava invece nella contropartita: in cambio dell’incremento volumetrico, la proprietà era disposta a cedere all’amministrazione (e quindi alla nostra comunità di San Felice) 6.000 mq circa di terreno, per farci un parco naturalistico.
Interessante. Peccato che il terreno in questione si trovi a monte dell’ex campeggio della Portesina, al di là della strada che collega Salò con Portese. Per dirla in parole povere volevano rifilarci una scarpata (30 metri di dislivello tra il punto più basso e quello più alto). Il Sindaco sosteneva che però ci fosse anche un piccolo pianoro panoramico….
Ovviamente per la proprietà sarebbe stato molto più conveniente tirarci in schiena un argine rispetto alla monetizzazione degli standard, che avrebbero potuto aggirarsi attorno ai 300.000 €.
Io quando ho visto questa proposta strampalata non ho potuto fare a meno di pensare che l’amministrazione di Marsiletti volesse fare un omaggio al grande Renato Pozzetto, anche lui tanto orgoglioso di essersi comprato un bel pezzo di terreno per farci un supermercato di tacchi, dadi e datteri: “un colpo di fortuna, un appezzamento non proprio in piano, non direi neanche scosceso,… insomma un precipizio… in pianta sono sette centimetri… ma sopra c’è una vista!”.
Ci è voluta un’ora ma poi l’assessore Zuin ha cominciato a far girare un fogliettino (perché lui in consiglio comunale non parla…) e il Sindaco ha deciso di ritirare dalla votazione il piano.
Quindi un piccolo risultato sono riuscita ad ottenerlo anche come consigliere di minoranza! Almeno i nostri figli e nipoti non si troveranno a dover sborsare denaro per la manutenzione di una scarpata pagata più di 300.000 €.

Ci pensate al danno che avrebbe fatto questa amministrazione uscente se avesse votato questo piano?
Ci pensate al danno che questi amministratori, se riconfermati, continuerebbero a fare pagandosi il consenso elettorale a suon di contributi a tutte le sanguisughe che, pur di vedersi riconfermato anche per quest’anno il loro cospicuo contributo, sono disposte a candidarsi con Marsiletti?
Ci pensate all’incoerenza di Zuin, che come assessore al turismo (e alla comunicazione, ma di questa forse si è dimenticato) ci ha fatto spendere in cinque anni una barca di soldi, molti dei quali derivanti dagli oneri di urbanizzazione e dunque dal consumo della nostra risorsa più preziosa, il territorio, per non lasciarci assolutamente nulla in termini di politiche per il turismo? Talmente coerente che ora ci chiede il voto per diventare consigliere provinciale, usando parole come risparmio, decrescita, …. Si fa presto a scriverle nei programmi elettorali certe cose, altra cosa è poi avere le palle per sostenerle in consiglio comunale o provinciale.

Chiudo il mio bilancio con una riflessione pre-elettorale, riprendendo una frase che ho sentito citare in questi giorni di campagna elettorale.
Diceva Einstein: non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.
Allora a chi dare il mio voto?

A Marsiletti, che per alimentare il suo egocentrismo continuerebbe a spendere i soldi della nostra comunità per poter essere assessore dell’Unione dei comuni, membro del consiglio di amministrazione della Comunità del Garda ecc. ecc., e continuerebbe a foraggiare le sanguisughe di cui si è circondato con l’aiuto di Zuin?
Oppure all’azzeccagarbugli di San Felice del Benaco, che da trent’anni elemosina il consenso e inganna la gente facendo credere di poter risolvere i problemi che lui stesso ha creato, magari attraverso una piccola consulenza legale? Ha detto di non condividere il PGT e di non essere venuto per questo in consiglio comunale, ma guarda caso in lista con lui c’è l’assessore ai lavori pubblici Savoldi, che in consiglio comunale c’era e ha dato il suo voto favorevole all’adozione del PGT. In questo modo, come è nello stile Florioli, potrà rassicurare quelli che hanno già avuto ma anche quelli che ancora non hanno avuto e, se voteranno per lui, sicuramente avranno.

Di fronte allo scenario che ci si prospetta, se proprio troverò il coraggio di andare a votare, sicuramente lo farò per provare a cambiare! Magari scegliendo una persona credibile, con una squadra credibile, che abbia una minima idea di quello che sta andando a fare.

Michela Tiboni
Consigliere comunale San Felice del Benaco
Delegato nazionale dell’assemblea
costituente del Partito Democratico

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il dovere della comunicazione
Ci sono parecchie cose difficili, una di queste è dire le cose come stanno, anche perché si corre sicuramente il rischio di farsi molti nemici. Nonostante ciò ho ritenuto doveroso scrivere questa lettera ai cittadini di San Felice del Benaco per condividere con loro il mio bilancio di cinque anni di esperienza in consiglio comunale.
Così come è probabilmente impossibile spiegare ad un elettore di centro-destra che il nostro premier sta portando avanti un’azione finalizzata allo smantellamento della democrazia e allo screditamento della classe politica, danneggiando anche chi, nel centro-destra, porta avanti con correttezza e passione l’attività di amministratore, allo stesso modo è una missione impossibile convincere un sostenitore del centro-sinistra dell’incapacità, per usare un eufemismo, di alcuni dei suoi rappresentanti che, quando sono “nella stanza dei bottoni”, si comportano al pari dei peggiori amministratori della prima repubblica.
Credo che la cattiva amministrazione portata avanti dai nostri rappresentanti locali che si professavano di centro-sinistra sia quanto di più negativo ci possa essere per una rinascita del nostro paese.
Eppure, nonostante sia convinta che pochi o forse nessuno dei lettori cambierà la sua intenzione di voto per ciò che ho scritto, mi sono sentita comunque in dovere di dire le cose come stanno.

Piano di Governo del Territorio e partecipazione

Il 6 ottobre del 2006 iniziava a San Felice l’avventura della Partecipazione verso il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT).
Ieri sera ho avuto occasione di ripensare a quelle belle serate, difficili da portare avanti ma sicuramente un’esperienza forte e positiva per chi, come me, nella partecipazione ci crede veramente.
Abbiamo parlato di PGT, e di partecipazione, con l’arch.Cicognetti, grazie ad un’iniziativa voluta e portata avanti dall’Associazione Culturale Giovani, che ha organizzato un corso di formazione ed aggiornamento per amministratori comunali e cittadini.
Più di settanta persone erano presenti, a manifestare ancora una volta la voglia di essere parte attiva, preparata ed informata, del processo decisionale.
Il tema di ieri sera riguardava il Governo del territorio, dal PRG al PGT.
E per me, come dicevo, è stato come tornare indietro di un anno, all’ottobre del 2006, quando con la gente di San Felice ci si era chiesti: Quale sviluppo per San Felice del Benaco?
Questo il calendario degli incontri

Erano emerse riflessioni interessanti, su cui mi piacerebbe nei prossimi giorni riflettere, perché non ci si dimentichi le cose che sono state dette.

L’architetto Cicognetti, parlando dell’importanza della partecipazione nel processo verso il PGT, ha sottolineato un fatto che condivido appieno: bisogna però crederci, perché la gente capisce subito se gli amministratori credono veramente nella partecipazione o la vivono come un fastidio.

Piano di Governo del Territorio e partecipazione

Il 6 ottobre del 2006 iniziava a San Felice l’avventura della Partecipazione verso il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT).
Ieri sera ho avuto occasione di ripensare a quelle belle serate, difficili da portare avanti ma sicuramente un’esperienza forte e positiva per chi, come me, nella partecipazione ci crede veramente.
Abbiamo parlato di PGT, e di partecipazione, con l’arch.Cicognetti, grazie ad un’iniziativa voluta e portata avanti dall’Associazione Culturale Giovani, che ha organizzato un corso di formazione ed aggiornamento per amministratori comunali e cittadini.
Più di settanta persone erano presenti, a manifestare ancora una volta la voglia di essere parte attiva, preparata ed informata, del processo decisionale.
Il tema di ieri sera riguardava il Governo del territorio, dal PRG al PGT.
E per me, come dicevo, è stato come tornare indietro di un anno, all’ottobre del 2006, quando con la gente di San Felice ci si era chiesti: Quale sviluppo per San Felice del Benaco?
Questo il calendario degli incontri

Erano emerse riflessioni interessanti, su cui mi piacerebbe nei prossimi giorni riflettere, perché non ci si dimentichi le cose che sono state dette.

L’architetto Cicognetti, parlando dell’importanza della partecipazione nel processo verso il PGT, ha sottolineato un fatto che condivido appieno: bisogna però crederci, perché la gente capisce subito se gli amministratori credono veramente nella partecipazione o la vivono come un fastidio.

Piano di Governo del Territorio e partecipazione

Il 6 ottobre del 2006 iniziava a San Felice l’avventura della Partecipazione verso il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT).
Ieri sera ho avuto occasione di ripensare a quelle belle serate, difficili da portare avanti ma sicuramente un’esperienza forte e positiva per chi, come me, nella partecipazione ci crede veramente.
Abbiamo parlato di PGT, e di partecipazione, con l’arch.Cicognetti, grazie ad un’iniziativa voluta e portata avanti dall’Associazione Culturale Giovani, che ha organizzato un corso di formazione ed aggiornamento per amministratori comunali e cittadini.
Più di settanta persone erano presenti, a manifestare ancora una volta la voglia di essere parte attiva, preparata ed informata, del processo decisionale.
Il tema di ieri sera riguardava il Governo del territorio, dal PRG al PGT.
E per me, come dicevo, è stato come tornare indietro di un anno, all’ottobre del 2006, quando con la gente di San Felice ci si era chiesti: Quale sviluppo per San Felice del Benaco?
Questo il calendario degli incontri

Erano emerse riflessioni interessanti, su cui mi piacerebbe nei prossimi giorni riflettere, perché non ci si dimentichi le cose che sono state dette.

L’architetto Cicognetti, parlando dell’importanza della partecipazione nel processo verso il PGT, ha sottolineato un fatto che condivido appieno: bisogna però crederci, perché la gente capisce subito se gli amministratori credono veramente nella partecipazione o la vivono come un fastidio.

La storia infinita

Non mi riferisco alla storia di Michael Ende ambientata nel mondo della fantasia, ma ad una storia reale, ambientata a Portese, che sembra proprio non avere fine…

A metà degli anni Novanta a Portese viene realizzato un nuovo insediamento residenziale: 26 alloggi di edilizia economico-popolare costruiti dalla Cooperativa bresciana La Famiglia.

Il progetto urbanistico prevede, oltre agli alloggi, alla strada e ai parcheggi, la realizzazione di un’area verde. Come previsto per legge, l’area viene ceduta come standard urbanistico al comune Non è ben chiaro se sia compito della cooperativa o del comune trasformare quest’area incolta in qualcosa che possa essere veramente definito area verde.
La cosa certa è che quel prato è stato pagato (e non poco) dai soci della cooperativa che hanno acquistato gli alloggi.

All’inizio del 1997 le case sono quasi tutte abitate, come pure il condominio dell’ALER che si trova nello stesso insediamento (altri 10 appartamenti), ma dell’area verde attrezzata nessuna traccia.

Nel giugno 1999, durante la campagna elettorale per le amministrative, il candidato Sindaco Ambrogio Florioli promette che sistemerà l’area verde, con i soldi che il comune ricaverà dagli oneri derivanti dalla costruzione di due ville adiacenti all’area verde.
Con lui, durante l’assemblea di presentazione della lista, c’erano Gianluigi Marsiletti (attuale sindaco), Paola Cavedaghi (attuale presidente del consiglio, dopo essere stata dal 1999 consigliere con delega al bilancio), Elena Lombardi (attuale vicesindaco), Cristina Berlendis (attuale leader della minoranza Vivere San Felice ecc. ecc.)… tutti eletti alle amministrative del 1999 (come pure nel 2004).

Nel 2004 si torna alle elezioni senza che nulla sia cambiato per l’area incolta di Via Benaco.
Anzi, il tema diventa cavallo di battaglia delle liste: c’è chi (ri)promette di trasformarla in parco, c’è chi promette ai confinanti di spezzettarla e venderla. Con quel che vale il terreno a San Felice, questa è sicuramente una bella merce di scambio.. val bene qualche voto.

Nel frattempo la gente comune che abita le case della cooperativa non sta zitta: si raccolgono firme, ci si mette la faccia per andare e riandare a parlare con il sindaco.
E intanto nascono un sacco di bambini. Ma proprio tanti. E quelli che erano arrivati nelle nuove case continuano a crescere.

Alla fine del 2004, quando viene predisposto il piano triennale delle opere pubbliche, viene prevista per il 2005 la realizzazione del parco.
Ma poi i soldi non ci sono e nel 2005 non se ne fa nulla.
Alla fine del 2005 l’opera viene riproposta per l’anno successivo.
Finalmente nell’estate del 2006 l’amministrazione predispone il bando per l’assegnazione dei lavori, con scadenza settembre 2006.
Ma i lavori non partono. Non c’è la copertura finanziaria, mi si dice.

Pochi giorni prima del 25 aprile 2007 iniziano i lavori!
Grandi e piccini vanno in pellegrinaggio a vedere le ruspe. Non ci si poteva credere!

Dopo un mesetto l’ennesima delusione: realizzate le opere di muratura (i parcheggi, la rotatoria in corrispondenza di via dei Roseti, la pista ciclabile e l’area “recintata” in cui sono previsti i giochi per i bambini) tutto si ferma. Il resto rimane area ancora più incolta di prima.
Ma come?
È si, mica si poteva far realizzare l’opera per intero alla ditta che si era aggiudicata l’appalto. Sarebbe costato troppo.
Il resto lo faranno gli operai del comune, ma quando avranno tempo.

All’inizio di questa settimana (siamo ad ottobre del 2007!) a quanto pare hanno avuto tempo: sono venuti a sistemare il resto del prato.

Adesso, quanto tempo ancora dovremo aspettare per vedere la palizzata, uno scivolo, due panchine e gli attrezzi del percorso vita previsti dal progetto?
Girano già le voci che le panchine possiamo scordarcele, perché poi magari qualcuno si siede a chiacchierare e non sia mai! Poi chissà cosa si dicono.
Intanto l’area recintata destinata ai più piccoli (che continuano a nascere in via Il fante d’Italia e quindi si potranno prima o poi godere il nostro parco!) viene utilizzata come cacatoio per chi accompagna i cani a passeggiare ( e non solo). È così bella, recintata, cosa vuoi di piu?

Sicuramente non possiamo pretendere di più da un comune piccolo, con scarse risorse e per di più turistico, che quindi si deve far carico di soddisfare i suoi “ospiti” prima dei suoi cittadini.

La storia infinita

Non mi riferisco alla storia di Michael Ende ambientata nel mondo della fantasia, ma ad una storia reale, ambientata a Portese, che sembra proprio non avere fine…

A metà degli anni Novanta a Portese viene realizzato un nuovo insediamento residenziale: 26 alloggi di edilizia economico-popolare costruiti dalla Cooperativa bresciana La Famiglia.

Il progetto urbanistico prevede, oltre agli alloggi, alla strada e ai parcheggi, la realizzazione di un’area verde. Come previsto per legge, l’area viene ceduta come standard urbanistico al comune Non è ben chiaro se sia compito della cooperativa o del comune trasformare quest’area incolta in qualcosa che possa essere veramente definito area verde.
La cosa certa è che quel prato è stato pagato (e non poco) dai soci della cooperativa che hanno acquistato gli alloggi.

All’inizio del 1997 le case sono quasi tutte abitate, come pure il condominio dell’ALER che si trova nello stesso insediamento (altri 10 appartamenti), ma dell’area verde attrezzata nessuna traccia.

Nel giugno 1999, durante la campagna elettorale per le amministrative, il candidato Sindaco Ambrogio Florioli promette che sistemerà l’area verde, con i soldi che il comune ricaverà dagli oneri derivanti dalla costruzione di due ville adiacenti all’area verde.
Con lui, durante l’assemblea di presentazione della lista, c’erano Gianluigi Marsiletti (attuale sindaco), Paola Cavedaghi (attuale presidente del consiglio, dopo essere stata dal 1999 consigliere con delega al bilancio), Elena Lombardi (attuale vicesindaco), Cristina Berlendis (attuale leader della minoranza Vivere San Felice ecc. ecc.)… tutti eletti alle amministrative del 1999 (come pure nel 2004).

Nel 2004 si torna alle elezioni senza che nulla sia cambiato per l’area incolta di Via Benaco.
Anzi, il tema diventa cavallo di battaglia delle liste: c’è chi (ri)promette di trasformarla in parco, c’è chi promette ai confinanti di spezzettarla e venderla. Con quel che vale il terreno a San Felice, questa è sicuramente una bella merce di scambio.. val bene qualche voto.

Nel frattempo la gente comune che abita le case della cooperativa non sta zitta: si raccolgono firme, ci si mette la faccia per andare e riandare a parlare con il sindaco.
E intanto nascono un sacco di bambini. Ma proprio tanti. E quelli che erano arrivati nelle nuove case continuano a crescere.

Alla fine del 2004, quando viene predisposto il piano triennale delle opere pubbliche, viene prevista per il 2005 la realizzazione del parco.
Ma poi i soldi non ci sono e nel 2005 non se ne fa nulla.
Alla fine del 2005 l’opera viene riproposta per l’anno successivo.
Finalmente nell’estate del 2006 l’amministrazione predispone il bando per l’assegnazione dei lavori, con scadenza settembre 2006.
Ma i lavori non partono. Non c’è la copertura finanziaria, mi si dice.

Pochi giorni prima del 25 aprile 2007 iniziano i lavori!
Grandi e piccini vanno in pellegrinaggio a vedere le ruspe. Non ci si poteva credere!

Dopo un mesetto l’ennesima delusione: realizzate le opere di muratura (i parcheggi, la rotatoria in corrispondenza di via dei Roseti, la pista ciclabile e l’area “recintata” in cui sono previsti i giochi per i bambini) tutto si ferma. Il resto rimane area ancora più incolta di prima.
Ma come?
È si, mica si poteva far realizzare l’opera per intero alla ditta che si era aggiudicata l’appalto. Sarebbe costato troppo.
Il resto lo faranno gli operai del comune, ma quando avranno tempo.

All’inizio di questa settimana (siamo ad ottobre del 2007!) a quanto pare hanno avuto tempo: sono venuti a sistemare il resto del prato.

Adesso, quanto tempo ancora dovremo aspettare per vedere la palizzata, uno scivolo, due panchine e gli attrezzi del percorso vita previsti dal progetto?
Girano già le voci che le panchine possiamo scordarcele, perché poi magari qualcuno si siede a chiacchierare e non sia mai! Poi chissà cosa si dicono.
Intanto l’area recintata destinata ai più piccoli (che continuano a nascere in via Il fante d’Italia e quindi si potranno prima o poi godere il nostro parco!) viene utilizzata come cacatoio per chi accompagna i cani a passeggiare ( e non solo). È così bella, recintata, cosa vuoi di piu?

Sicuramente non possiamo pretendere di più da un comune piccolo, con scarse risorse e per di più turistico, che quindi si deve far carico di soddisfare i suoi “ospiti” prima dei suoi cittadini.

La storia infinita

Non mi riferisco alla storia di Michael Ende ambientata nel mondo della fantasia, ma ad una storia reale, ambientata a Portese, che sembra proprio non avere fine…

A metà degli anni Novanta a Portese viene realizzato un nuovo insediamento residenziale: 26 alloggi di edilizia economico-popolare costruiti dalla Cooperativa bresciana La Famiglia.

Il progetto urbanistico prevede, oltre agli alloggi, alla strada e ai parcheggi, la realizzazione di un’area verde. Come previsto per legge, l’area viene ceduta come standard urbanistico al comune Non è ben chiaro se sia compito della cooperativa o del comune trasformare quest’area incolta in qualcosa che possa essere veramente definito area verde.
La cosa certa è che quel prato è stato pagato (e non poco) dai soci della cooperativa che hanno acquistato gli alloggi.

All’inizio del 1997 le case sono quasi tutte abitate, come pure il condominio dell’ALER che si trova nello stesso insediamento (altri 10 appartamenti), ma dell’area verde attrezzata nessuna traccia.

Nel giugno 1999, durante la campagna elettorale per le amministrative, il candidato Sindaco Ambrogio Florioli promette che sistemerà l’area verde, con i soldi che il comune ricaverà dagli oneri derivanti dalla costruzione di due ville adiacenti all’area verde.
Con lui, durante l’assemblea di presentazione della lista, c’erano Gianluigi Marsiletti (attuale sindaco), Paola Cavedaghi (attuale presidente del consiglio, dopo essere stata dal 1999 consigliere con delega al bilancio), Elena Lombardi (attuale vicesindaco), Cristina Berlendis (attuale leader della minoranza Vivere San Felice ecc. ecc.)… tutti eletti alle amministrative del 1999 (come pure nel 2004).

Nel 2004 si torna alle elezioni senza che nulla sia cambiato per l’area incolta di Via Benaco.
Anzi, il tema diventa cavallo di battaglia delle liste: c’è chi (ri)promette di trasformarla in parco, c’è chi promette ai confinanti di spezzettarla e venderla. Con quel che vale il terreno a San Felice, questa è sicuramente una bella merce di scambio.. val bene qualche voto.

Nel frattempo la gente comune che abita le case della cooperativa non sta zitta: si raccolgono firme, ci si mette la faccia per andare e riandare a parlare con il sindaco.
E intanto nascono un sacco di bambini. Ma proprio tanti. E quelli che erano arrivati nelle nuove case continuano a crescere.

Alla fine del 2004, quando viene predisposto il piano triennale delle opere pubbliche, viene prevista per il 2005 la realizzazione del parco.
Ma poi i soldi non ci sono e nel 2005 non se ne fa nulla.
Alla fine del 2005 l’opera viene riproposta per l’anno successivo.
Finalmente nell’estate del 2006 l’amministrazione predispone il bando per l’assegnazione dei lavori, con scadenza settembre 2006.
Ma i lavori non partono. Non c’è la copertura finanziaria, mi si dice.

Pochi giorni prima del 25 aprile 2007 iniziano i lavori!
Grandi e piccini vanno in pellegrinaggio a vedere le ruspe. Non ci si poteva credere!

Dopo un mesetto l’ennesima delusione: realizzate le opere di muratura (i parcheggi, la rotatoria in corrispondenza di via dei Roseti, la pista ciclabile e l’area “recintata” in cui sono previsti i giochi per i bambini) tutto si ferma. Il resto rimane area ancora più incolta di prima.
Ma come?
È si, mica si poteva far realizzare l’opera per intero alla ditta che si era aggiudicata l’appalto. Sarebbe costato troppo.
Il resto lo faranno gli operai del comune, ma quando avranno tempo.

All’inizio di questa settimana (siamo ad ottobre del 2007!) a quanto pare hanno avuto tempo: sono venuti a sistemare il resto del prato.

Adesso, quanto tempo ancora dovremo aspettare per vedere la palizzata, uno scivolo, due panchine e gli attrezzi del percorso vita previsti dal progetto?
Girano già le voci che le panchine possiamo scordarcele, perché poi magari qualcuno si siede a chiacchierare e non sia mai! Poi chissà cosa si dicono.
Intanto l’area recintata destinata ai più piccoli (che continuano a nascere in via Il fante d’Italia e quindi si potranno prima o poi godere il nostro parco!) viene utilizzata come cacatoio per chi accompagna i cani a passeggiare ( e non solo). È così bella, recintata, cosa vuoi di piu?

Sicuramente non possiamo pretendere di più da un comune piccolo, con scarse risorse e per di più turistico, che quindi si deve far carico di soddisfare i suoi “ospiti” prima dei suoi cittadini.

Questioni di casa nostra…

Il 13 settembre 2007 in Consiglio comunale a San Felice del Benaco è stata presentata una mozione da parte di una minoranza per chiedere l’istituzione di una commissione consigliare che si occupi di bilancio, constata l’incapacità da parte della maggioranza di fare un bilancio degno di questo nome.
La maggioranza unanime ha votato a favore dell’istituzione della commissione (come pure i consiglieri di minoranza). L’unico voto contrario è stato il mio.
Il 27 settembre il Consiglio comunale ha votato per la composizione della commissione.
Io ero assente giustificata perché impegnata all’estero per lavoro.
L’assessore Zuin in questi giorni scrive sul suo blog:
“Il consigliere Tiboni ha votato contro la formazione della commissione bilancio in quanto ritiene che la composizione del bilancio debba essere esclusivo compito della maggioranza.
Ha parlato poi di Bilancio partecipato. Da una parte si afferma che il bilancio deve essere fatto dalla maggioranza, dall’altra si chiede sia fatto dalle assemblee pubbliche del bilancio partecipato”.
E mi accusa di non avere le idee chiare.

Riporto qui il testo del mio intervento; intervento che è stato letto in consiglio e dato poi al segretario perché lo mettesse a verbale, e quindi non ho detto niente di diverso rispetto a quanto scritto qui:

In relazione alla mozione presentata dalla minoranza Vivere San Felice, Portese e Cisano, sebbene io condivida l’analisi fatta circa l’incapacità da parte di questa amministrazione di fondare la gestione del bilancio comunale su una progettualità (aspetto questo che ho evidenziato in sede di discussione del bilancio consuntivo 2006), sono tuttavia contraria rispetto alla richiesta di nominare una commissione consiliare che abbia il compito di fare ciò che ci si auspicherebbe debba fare un’amministrazione comunale, ovvero analizzare ogni aspetto del bilancio, verificare entrate e uscite, elaborare un bilancio degno di questo nome.
Ritengo invece che sarebbe da perseguire la strada, ormai intrapresa da un numero sempre maggiore di comuni virtuosi, di un Bilancio Partecipativo.
Il Bilancio Partecipativo o partecipato è una forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita della propria città (si parla in questo caso di democrazia diretta).
Nel corso di riunioni pubbliche la popolazione è invitata a precisare i suoi bisogni e a stabilire delle priorità in vari campi o settori (ambiente, educazione, salute…).
A questo si aggiunge una partecipazione complementare organizzata su base tematica attraverso il coinvolgimento di categorie professionali o lavorative (imprenditori, commercianti, studenti..).
Ciò permette di avere una visione più completa di una comunità, anche attraverso il coinvolgimento dei settori produttivi, ma in primis attraverso il coinvolgimento dei cittadini.
L’amministrazione deve essere presente a tutte le riunioni, fornendo le informazioni tecniche, legali, finanziarie e per fare delle proposte, senza però influenzare le decisioni dei partecipanti alle riunioni.
Da questi incontri dovrebbero emergere delle priorità, di cui l’amministrazione dovrebbe tener conto nella stesura del bilancio.
Nel corso dell’anno, attraverso apposite riunioni la cittadinanza, valuta la realizzazione dei lavori e dei servizi decisi nel bilancio partecipativo dell’anno precedente.
Di solito le amministrazioni comunali, visti anche i vincoli di bilancio cui sono tenuti per legge, riconoscono alle proposte avanzate dai gruppi di cittadini la possibilità di incidere su una certa percentuale del Bilancio comunale.
Nelle prime esperienze di bilancio partecipativo si è partiti dal 10% del bilancio comunale, fino ad arrivare, lentamente, al 25%.
La buona riuscita di questo strumento necessita evidentemente di una certa stabilità politico-amministrativa e soprattutto di una volontà di coinvolgimento che va ben oltre gli attori politici.

Ovviamente è un processo questo che andrebbe avviato immediatamente, anzi avrebbe dovuto essere avviato all’inizio dell’anno.
Ma per un’amministrazione che è abituata a prendere in mano il bilancio nel mese di dicembre ritengo che partire oggi con un percorso di bilancio partecipativo nel mese di settembre sarebbe comunque un cambiamento epocale.

Ho sottolineato nel testo alcuni concetti chiave su cui invito a riflettere.

“ci si auspicherebbe” : l’uso del condizionale è d’obbligo; noi tutti, credo, ci auspicheremmo che fosse l’amministrazione comunale a fare un bilancio degno di tale nome; io non ho affatto detto che il bilancio deve essere fatto dalla maggioranza.

“Bilancio partecipativo”: so bene che è allergico l’assessore Zuin alla partecipazione, molto di più lo è il resto della maggioranza. Ma io alla partecipazione credo fermamente e ho fatto tutto il possibile per metterla in atto, ottenendo grandi soddisfazioni in termini di partecipazione dei nostri concittadini agli incontri che ho organizzato.

“Cambiamento epocale”: abbiamo proprio bisogno di cambiare, e non è certo una commissione con dentro nomi stantii come quelli del consigliere Maruelli (aveva poco più di trent’anni quando ha cominciato ad occuparsi del “bene” di San Felice…) o della consigliere Cavedaghi (che si occupa del nostro bilancio comunale da più di 7 anni).

Per rispondere all’assessore Zuin, che mi accusa di avere confusione in testa, quando mai io ho detto che il bilancio deve essere di esclusivo compito della maggioranza?
Ho solo detto che a mio parere una commissione consiliare non avrebbe spostato di una virgola il problema.

Mi sembra più un “vogliamoci tutti bene e facciamo vedere al consigliere Tiboni, che è così cattiva con tutti noi, come siamo bravi a lavorare insieme…”
Se veramente vogliamo cambiare, dobbiamo sentire il parere della gente, ma non a cose fatte, quando tutto è ormai deciso, solo per avere il beneplacito dai sostenitori che vengono chiamati a raccolta.
Ma da parte di un’amministrazione che non crede neppure nella comunicazione e nell’informazione ai cittadini, come pretendere che si faccia il salto verso la partecipazione?

Almeno tu, assessore Zuin, piantala di scrivere cose non corrette sul tuo blog, come hai fatto in questo caso dandomi della confusa.
È vero che i nostri post ce li leggiamo solo tra di noi…. ma almeno cerchiamo di essere corretti.

Io ho le idee ben chiare al riguardo, come si può vedere anche leggendo qui http://cambiamoinsieme.blogspot.com/2007/08/quali-compiti-per-un-consiglio-comunale.html.

Questioni di casa nostra…

Il 13 settembre 2007 in Consiglio comunale a San Felice del Benaco è stata presentata una mozione da parte di una minoranza per chiedere l’istituzione di una commissione consigliare che si occupi di bilancio, constata l’incapacità da parte della maggioranza di fare un bilancio degno di questo nome.
La maggioranza unanime ha votato a favore dell’istituzione della commissione (come pure i consiglieri di minoranza). L’unico voto contrario è stato il mio.
Il 27 settembre il Consiglio comunale ha votato per la composizione della commissione.
Io ero assente giustificata perché impegnata all’estero per lavoro.
L’assessore Zuin in questi giorni scrive sul suo blog:
“Il consigliere Tiboni ha votato contro la formazione della commissione bilancio in quanto ritiene che la composizione del bilancio debba essere esclusivo compito della maggioranza.
Ha parlato poi di Bilancio partecipato. Da una parte si afferma che il bilancio deve essere fatto dalla maggioranza, dall’altra si chiede sia fatto dalle assemblee pubbliche del bilancio partecipato”.
E mi accusa di non avere le idee chiare.

Riporto qui il testo del mio intervento; intervento che è stato letto in consiglio e dato poi al segretario perché lo mettesse a verbale, e quindi non ho detto niente di diverso rispetto a quanto scritto qui:

In relazione alla mozione presentata dalla minoranza Vivere San Felice, Portese e Cisano, sebbene io condivida l’analisi fatta circa l’incapacità da parte di questa amministrazione di fondare la gestione del bilancio comunale su una progettualità (aspetto questo che ho evidenziato in sede di discussione del bilancio consuntivo 2006), sono tuttavia contraria rispetto alla richiesta di nominare una commissione consiliare che abbia il compito di fare ciò che ci si auspicherebbe debba fare un’amministrazione comunale, ovvero analizzare ogni aspetto del bilancio, verificare entrate e uscite, elaborare un bilancio degno di questo nome.
Ritengo invece che sarebbe da perseguire la strada, ormai intrapresa da un numero sempre maggiore di comuni virtuosi, di un Bilancio Partecipativo.
Il Bilancio Partecipativo o partecipato è una forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita della propria città (si parla in questo caso di democrazia diretta).
Nel corso di riunioni pubbliche la popolazione è invitata a precisare i suoi bisogni e a stabilire delle priorità in vari campi o settori (ambiente, educazione, salute…).
A questo si aggiunge una partecipazione complementare organizzata su base tematica attraverso il coinvolgimento di categorie professionali o lavorative (imprenditori, commercianti, studenti..).
Ciò permette di avere una visione più completa di una comunità, anche attraverso il coinvolgimento dei settori produttivi, ma in primis attraverso il coinvolgimento dei cittadini.
L’amministrazione deve essere presente a tutte le riunioni, fornendo le informazioni tecniche, legali, finanziarie e per fare delle proposte, senza però influenzare le decisioni dei partecipanti alle riunioni.
Da questi incontri dovrebbero emergere delle priorità, di cui l’amministrazione dovrebbe tener conto nella stesura del bilancio.
Nel corso dell’anno, attraverso apposite riunioni la cittadinanza, valuta la realizzazione dei lavori e dei servizi decisi nel bilancio partecipativo dell’anno precedente.
Di solito le amministrazioni comunali, visti anche i vincoli di bilancio cui sono tenuti per legge, riconoscono alle proposte avanzate dai gruppi di cittadini la possibilità di incidere su una certa percentuale del Bilancio comunale.
Nelle prime esperienze di bilancio partecipativo si è partiti dal 10% del bilancio comunale, fino ad arrivare, lentamente, al 25%.
La buona riuscita di questo strumento necessita evidentemente di una certa stabilità politico-amministrativa e soprattutto di una volontà di coinvolgimento che va ben oltre gli attori politici.

Ovviamente è un processo questo che andrebbe avviato immediatamente, anzi avrebbe dovuto essere avviato all’inizio dell’anno.
Ma per un’amministrazione che è abituata a prendere in mano il bilancio nel mese di dicembre ritengo che partire oggi con un percorso di bilancio partecipativo nel mese di settembre sarebbe comunque un cambiamento epocale.

Ho sottolineato nel testo alcuni concetti chiave su cui invito a riflettere.

“ci si auspicherebbe” : l’uso del condizionale è d’obbligo; noi tutti, credo, ci auspicheremmo che fosse l’amministrazione comunale a fare un bilancio degno di tale nome; io non ho affatto detto che il bilancio deve essere fatto dalla maggioranza.

“Bilancio partecipativo”: so bene che è allergico l’assessore Zuin alla partecipazione, molto di più lo è il resto della maggioranza. Ma io alla partecipazione credo fermamente e ho fatto tutto il possibile per metterla in atto, ottenendo grandi soddisfazioni in termini di partecipazione dei nostri concittadini agli incontri che ho organizzato.

“Cambiamento epocale”: abbiamo proprio bisogno di cambiare, e non è certo una commissione con dentro nomi stantii come quelli del consigliere Maruelli (aveva poco più di trent’anni quando ha cominciato ad occuparsi del “bene” di San Felice…) o della consigliere Cavedaghi (che si occupa del nostro bilancio comunale da più di 7 anni).

Per rispondere all’assessore Zuin, che mi accusa di avere confusione in testa, quando mai io ho detto che il bilancio deve essere di esclusivo compito della maggioranza?
Ho solo detto che a mio parere una commissione consiliare non avrebbe spostato di una virgola il problema.

Mi sembra più un “vogliamoci tutti bene e facciamo vedere al consigliere Tiboni, che è così cattiva con tutti noi, come siamo bravi a lavorare insieme…”
Se veramente vogliamo cambiare, dobbiamo sentire il parere della gente, ma non a cose fatte, quando tutto è ormai deciso, solo per avere il beneplacito dai sostenitori che vengono chiamati a raccolta.
Ma da parte di un’amministrazione che non crede neppure nella comunicazione e nell’informazione ai cittadini, come pretendere che si faccia il salto verso la partecipazione?

Almeno tu, assessore Zuin, piantala di scrivere cose non corrette sul tuo blog, come hai fatto in questo caso dandomi della confusa.
È vero che i nostri post ce li leggiamo solo tra di noi…. ma almeno cerchiamo di essere corretti.

Io ho le idee ben chiare al riguardo, come si può vedere anche leggendo qui http://cambiamoinsieme.blogspot.com/2007/08/quali-compiti-per-un-consiglio-comunale.html.

Questioni di casa nostra…

Il 13 settembre 2007 in Consiglio comunale a San Felice del Benaco è stata presentata una mozione da parte di una minoranza per chiedere l’istituzione di una commissione consigliare che si occupi di bilancio, constata l’incapacità da parte della maggioranza di fare un bilancio degno di questo nome.
La maggioranza unanime ha votato a favore dell’istituzione della commissione (come pure i consiglieri di minoranza). L’unico voto contrario è stato il mio.
Il 27 settembre il Consiglio comunale ha votato per la composizione della commissione.
Io ero assente giustificata perché impegnata all’estero per lavoro.
L’assessore Zuin in questi giorni scrive sul suo blog:
“Il consigliere Tiboni ha votato contro la formazione della commissione bilancio in quanto ritiene che la composizione del bilancio debba essere esclusivo compito della maggioranza.
Ha parlato poi di Bilancio partecipato. Da una parte si afferma che il bilancio deve essere fatto dalla maggioranza, dall’altra si chiede sia fatto dalle assemblee pubbliche del bilancio partecipato”.
E mi accusa di non avere le idee chiare.

Riporto qui il testo del mio intervento; intervento che è stato letto in consiglio e dato poi al segretario perché lo mettesse a verbale, e quindi non ho detto niente di diverso rispetto a quanto scritto qui:

In relazione alla mozione presentata dalla minoranza Vivere San Felice, Portese e Cisano, sebbene io condivida l’analisi fatta circa l’incapacità da parte di questa amministrazione di fondare la gestione del bilancio comunale su una progettualità (aspetto questo che ho evidenziato in sede di discussione del bilancio consuntivo 2006), sono tuttavia contraria rispetto alla richiesta di nominare una commissione consiliare che abbia il compito di fare ciò che ci si auspicherebbe debba fare un’amministrazione comunale, ovvero analizzare ogni aspetto del bilancio, verificare entrate e uscite, elaborare un bilancio degno di questo nome.
Ritengo invece che sarebbe da perseguire la strada, ormai intrapresa da un numero sempre maggiore di comuni virtuosi, di un Bilancio Partecipativo.
Il Bilancio Partecipativo o partecipato è una forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita della propria città (si parla in questo caso di democrazia diretta).
Nel corso di riunioni pubbliche la popolazione è invitata a precisare i suoi bisogni e a stabilire delle priorità in vari campi o settori (ambiente, educazione, salute…).
A questo si aggiunge una partecipazione complementare organizzata su base tematica attraverso il coinvolgimento di categorie professionali o lavorative (imprenditori, commercianti, studenti..).
Ciò permette di avere una visione più completa di una comunità, anche attraverso il coinvolgimento dei settori produttivi, ma in primis attraverso il coinvolgimento dei cittadini.
L’amministrazione deve essere presente a tutte le riunioni, fornendo le informazioni tecniche, legali, finanziarie e per fare delle proposte, senza però influenzare le decisioni dei partecipanti alle riunioni.
Da questi incontri dovrebbero emergere delle priorità, di cui l’amministrazione dovrebbe tener conto nella stesura del bilancio.
Nel corso dell’anno, attraverso apposite riunioni la cittadinanza, valuta la realizzazione dei lavori e dei servizi decisi nel bilancio partecipativo dell’anno precedente.
Di solito le amministrazioni comunali, visti anche i vincoli di bilancio cui sono tenuti per legge, riconoscono alle proposte avanzate dai gruppi di cittadini la possibilità di incidere su una certa percentuale del Bilancio comunale.
Nelle prime esperienze di bilancio partecipativo si è partiti dal 10% del bilancio comunale, fino ad arrivare, lentamente, al 25%.
La buona riuscita di questo strumento necessita evidentemente di una certa stabilità politico-amministrativa e soprattutto di una volontà di coinvolgimento che va ben oltre gli attori politici.

Ovviamente è un processo questo che andrebbe avviato immediatamente, anzi avrebbe dovuto essere avviato all’inizio dell’anno.
Ma per un’amministrazione che è abituata a prendere in mano il bilancio nel mese di dicembre ritengo che partire oggi con un percorso di bilancio partecipativo nel mese di settembre sarebbe comunque un cambiamento epocale.

Ho sottolineato nel testo alcuni concetti chiave su cui invito a riflettere.

“ci si auspicherebbe” : l’uso del condizionale è d’obbligo; noi tutti, credo, ci auspicheremmo che fosse l’amministrazione comunale a fare un bilancio degno di tale nome; io non ho affatto detto che il bilancio deve essere fatto dalla maggioranza.

“Bilancio partecipativo”: so bene che è allergico l’assessore Zuin alla partecipazione, molto di più lo è il resto della maggioranza. Ma io alla partecipazione credo fermamente e ho fatto tutto il possibile per metterla in atto, ottenendo grandi soddisfazioni in termini di partecipazione dei nostri concittadini agli incontri che ho organizzato.

“Cambiamento epocale”: abbiamo proprio bisogno di cambiare, e non è certo una commissione con dentro nomi stantii come quelli del consigliere Maruelli (aveva poco più di trent’anni quando ha cominciato ad occuparsi del “bene” di San Felice…) o della consigliere Cavedaghi (che si occupa del nostro bilancio comunale da più di 7 anni).

Per rispondere all’assessore Zuin, che mi accusa di avere confusione in testa, quando mai io ho detto che il bilancio deve essere di esclusivo compito della maggioranza?
Ho solo detto che a mio parere una commissione consiliare non avrebbe spostato di una virgola il problema.

Mi sembra più un “vogliamoci tutti bene e facciamo vedere al consigliere Tiboni, che è così cattiva con tutti noi, come siamo bravi a lavorare insieme…”
Se veramente vogliamo cambiare, dobbiamo sentire il parere della gente, ma non a cose fatte, quando tutto è ormai deciso, solo per avere il beneplacito dai sostenitori che vengono chiamati a raccolta.
Ma da parte di un’amministrazione che non crede neppure nella comunicazione e nell’informazione ai cittadini, come pretendere che si faccia il salto verso la partecipazione?

Almeno tu, assessore Zuin, piantala di scrivere cose non corrette sul tuo blog, come hai fatto in questo caso dandomi della confusa.
È vero che i nostri post ce li leggiamo solo tra di noi…. ma almeno cerchiamo di essere corretti.

Io ho le idee ben chiare al riguardo, come si può vedere anche leggendo qui http://cambiamoinsieme.blogspot.com/2007/08/quali-compiti-per-un-consiglio-comunale.html.

Perché non ho aderito a Puliamo il Mondo

Il 30 settembre 2007 anche a San Felice del Benaco, come nel resto del nostro Paese, è stata organizzata l’iniziativa Puliamo il mondo, la più grande manfestazione di volontariato ambientale nel mondo, organizzata in Italia da Legambiente.
Il merito è di Mauro Uberti, con cui tante volte abbiamo discusso dell’importanza di prenderci cura del nostro territorio, di sentirlo nostro per poterlo lasciare ai nostri figli almeno nello stato in cui noi abbiamo avuto la possibilità di goderlo. Solo per questo valeva la pena di esserci…
Ma non me la sono sentita di partecipare a questa iniziativa, che prevedeva la pulizia della spiaggia del Porto di Portese. A tale decisione sono giunta dopo che ho ricevuto la locandina, con tanto di logo del comune di San Felice del Benaco.
Certe volte mi chiedo se i nostri amministratori mettano un po’ di cervello in ciò che fanno o se invece si facciano travolgere dagli eventi.
Sarei più per la seconda.
Comunque, tornando al nocciolo della questione, come potevo partecipare a questa iniziativa dopo quello che avevo detto in consiglio comunale pochi giorni prima?
Si stava parlando di piano per il diritto allo studio ed io nel mio intervento ho parlato di scuolabus, ma anche di spiagge….

Per chi fosse interessato riporto qui il testo del mio intervento

Con riferimento alla proposta di Piano per il diritto allo studio per l’anno scolastico 2007/2008, vorrei innanzitutto evidenziare l’importanza, in termini anche economici che tale documento ha, avendo praticamente raggiunto quota 300.000 €, con un incremento del 3,5% rispetto allo scorso anno.
Io credo si sia tutti concordi nel riconoscere il ruolo strategico, per la nostra comunità, che assume il destinare risorse alla formazione dei bambini e dei ragazzi.
Ed è per questo che io credo che proprio l’aspetto quantitativo meriti di essere affrontato, ricollegandoci all’argomento già affrontato al punto n.2 dell’OdG di questo consiglio, quando si è parlato di bilancio.

In questo piano per il diritto allo studio rientra il servizio comunale di trasporto alunni, per una previsione di 48.480 €.
A tale spesa si devono a mio avviso aggiungere le previsioni di 2.000 € per uscite didattiche della scuola primaria e 2.000€ per uscite didattiche della scuola secondaria.
Ma io aggiungerei pure la spesa da sostenersi per il trasporto dei bambini che frequentano il centro estivo, che per questo anno è ammontata a 5.100€ circa.
Quindi il nostro comune si trova a spendere (nell’arco temporale di un anno scolastico e comprendendo anche il periodo estivo del Grest) una cifra complessiva di 57.580 €, che in minima parte è coperta dalla quota annua pagata dalle famiglie.
A fronte di tale esborso, il numero degli alunni e dunque delle famiglie che usufruiscono di tale servizio è bassissimo (nell’anno scolastico 2006/2007 gli alunni iscritti erano poco più di 40), con un onere a loro carico peraltro non così basso (può arrivare a poco meno di 400€ per una famiglia con due figli nel terzo scaglione di reddito).
Di contro, il nostro comune è assolutamente privo di un mezzo di trasporto pubblico che perlomeno colleghi tra di loro le frazioni e colleghi le frazioni con i comuni limitrofi (in particolare Salò). Un servizio che, se esistesse e funzionasse magari nelle ore in cui non è occupato per il trasporto alunni, sarebbe una risorsa preziosissima soprattutto per gli anziani e per coloro che non hanno la possibilità di muoversi con il mezzo privato.
E ancora, nel periodo estivo questo servizio potrebbe effettuare il collegamento tra le frazioni e i campeggi, che in tale stagione diventano essi stessi delle grandi frazioni. Questo potrebbe essere un modo per fa sì che il turismo a San Felice non comporti solo impatti negativi in termini di pressione derivante dalle elevate presenze turistiche, per far si che i turisti escano dai campeggi e “vivano” il nostro territorio.

So benissimo che mi verrà risposto che già in passato si sono fatti i conti per valutare se appaltare il servizio all’esterno o acquistare un mezzo e gestire il servizio internamente al comune.
So bene che mi verrà detto che dai vostri conti (fatti almeno tre anni fa perché io non ne ho mai visti di conti fatti) economicamente non conviene perché, oltre all’acquisto del mezzo idoneo, servirebbe assumere 2 persone che coprano i diversi turni nel rispetto dei contratti sindacali.
Io chiedo che i conti vengano fatti nuovamente, E vengano fatti bene, perché due persone in più sicuramente graverebbero sul nostro bilancio, ma ci permetterebbero di avere un servizio ben più ampio rispetto a quello attuale.
E poi i conti, ripeto, non vanno fatti solo considerando i 48.480 € specifici per il trasporto, ma anche le altre voci di spesa, in quanto, se ben pianificate, anche le uscite didattiche e le uscite del Grest potrebbero utilizzare l’ipotetico mezzo di trasporto comunale.

Mi piacerebbe inoltre capire se, ipoteticamente, le due persone che dovessero essere assunte per svolgere il servizio di trasporto, potrebbero in alcune ore del giorno o in alcuni giorni dell’anno svolgere anche altre funzioni connesse evidentemente con le attività comunali.
Mi riferisco in particolare alla gestione delle aree verdi e alla pulizia delle spiagge.
Se così fosse, nel bilancio andrebbero aggiunte anche spese che il comune sostiene per queste voci di spesa (per inciso mi è stato risposto che la cosa sarebbe ovviamente fattibile).
Per esempio, si potrebbe risparmiare la cifra di 5.500€ che abbiamo speso nel 2007 per la pulizia di alcune (poche a dire il vero) spiagge.
È si perché a fronte della manifestata volontà da parte della Società Polisportiva San Felice del Benaco di assumere nuovamente l’incarico di manutenzione e pulizia delle spiagge a titolo volontario e gratuito, la giunta comunale ha ritenuto di erogare alla stessa un contributo di 5.500 € (per inciso, lo scorso anno la cifra erogata alla Polisportiva per la pulizia delle spiagge è stata quasi il doppio), agendo sicuramente nello spirito di piena collaborazione e trasparenza che regola il rapporto (ripeto volontario e gratuito) tra i due soggetti.

Se così fosse, si arriverebbe a poter disporre di oltre 63.000 €.
Le nostre risorse verrebbero in questo modo spese meglio e otterremmo sicuramente un innalzamento del livello di qualità per chi vive e lavora a San Felice.

Avessero scelto qualsiasi altro luogo da pulire… ma proprio le spiagge!
Mi sembrava una presa per i fondelli andare a pulire una spiaggia dopo aver sborsato, come cittadini, 5.500€ che sono finiti nelle tasche della Polisportiva che si è offerta di farlo “gratuitamente”.
Una Polisportiva che si mette ad organizzare i corsi di cucina forse perchè non sa come spendere tutti i soldi che l’amministrazione gli dà… a fronte del fatto che gli anziani si devono pagare il corso di ginnastica e pure la palestra, che è del comune e quindi NOSTRA!
Anche lo spendere bene i NOSTRI soldi è parte integrante del concetto di sostenibilità.
Un’informazione che può essere utile a tutti: dal 2007 sarà possibile detrarre dalla denuncia dei redditi le spese sostenute per attività sportive.
Quindi, chiediamo la ricevuta quando paghiamo i corsi!

Perché non ho aderito a Puliamo il Mondo

Il 30 settembre 2007 anche a San Felice del Benaco, come nel resto del nostro Paese, è stata organizzata l’iniziativa Puliamo il mondo, la più grande manfestazione di volontariato ambientale nel mondo, organizzata in Italia da Legambiente.
Il merito è di Mauro Uberti, con cui tante volte abbiamo discusso dell’importanza di prenderci cura del nostro territorio, di sentirlo nostro per poterlo lasciare ai nostri figli almeno nello stato in cui noi abbiamo avuto la possibilità di goderlo. Solo per questo valeva la pena di esserci…
Ma non me la sono sentita di partecipare a questa iniziativa, che prevedeva la pulizia della spiaggia del Porto di Portese. A tale decisione sono giunta dopo che ho ricevuto la locandina, con tanto di logo del comune di San Felice del Benaco.
Certe volte mi chiedo se i nostri amministratori mettano un po’ di cervello in ciò che fanno o se invece si facciano travolgere dagli eventi.
Sarei più per la seconda.
Comunque, tornando al nocciolo della questione, come potevo partecipare a questa iniziativa dopo quello che avevo detto in consiglio comunale pochi giorni prima?
Si stava parlando di piano per il diritto allo studio ed io nel mio intervento ho parlato di scuolabus, ma anche di spiagge….

Per chi fosse interessato riporto qui il testo del mio intervento

Con riferimento alla proposta di Piano per il diritto allo studio per l’anno scolastico 2007/2008, vorrei innanzitutto evidenziare l’importanza, in termini anche economici che tale documento ha, avendo praticamente raggiunto quota 300.000 €, con un incremento del 3,5% rispetto allo scorso anno.
Io credo si sia tutti concordi nel riconoscere il ruolo strategico, per la nostra comunità, che assume il destinare risorse alla formazione dei bambini e dei ragazzi.
Ed è per questo che io credo che proprio l’aspetto quantitativo meriti di essere affrontato, ricollegandoci all’argomento già affrontato al punto n.2 dell’OdG di questo consiglio, quando si è parlato di bilancio.

In questo piano per il diritto allo studio rientra il servizio comunale di trasporto alunni, per una previsione di 48.480 €.
A tale spesa si devono a mio avviso aggiungere le previsioni di 2.000 € per uscite didattiche della scuola primaria e 2.000€ per uscite didattiche della scuola secondaria.
Ma io aggiungerei pure la spesa da sostenersi per il trasporto dei bambini che frequentano il centro estivo, che per questo anno è ammontata a 5.100€ circa.
Quindi il nostro comune si trova a spendere (nell’arco temporale di un anno scolastico e comprendendo anche il periodo estivo del Grest) una cifra complessiva di 57.580 €, che in minima parte è coperta dalla quota annua pagata dalle famiglie.
A fronte di tale esborso, il numero degli alunni e dunque delle famiglie che usufruiscono di tale servizio è bassissimo (nell’anno scolastico 2006/2007 gli alunni iscritti erano poco più di 40), con un onere a loro carico peraltro non così basso (può arrivare a poco meno di 400€ per una famiglia con due figli nel terzo scaglione di reddito).
Di contro, il nostro comune è assolutamente privo di un mezzo di trasporto pubblico che perlomeno colleghi tra di loro le frazioni e colleghi le frazioni con i comuni limitrofi (in particolare Salò). Un servizio che, se esistesse e funzionasse magari nelle ore in cui non è occupato per il trasporto alunni, sarebbe una risorsa preziosissima soprattutto per gli anziani e per coloro che non hanno la possibilità di muoversi con il mezzo privato.
E ancora, nel periodo estivo questo servizio potrebbe effettuare il collegamento tra le frazioni e i campeggi, che in tale stagione diventano essi stessi delle grandi frazioni. Questo potrebbe essere un modo per fa sì che il turismo a San Felice non comporti solo impatti negativi in termini di pressione derivante dalle elevate presenze turistiche, per far si che i turisti escano dai campeggi e “vivano” il nostro territorio.

So benissimo che mi verrà risposto che già in passato si sono fatti i conti per valutare se appaltare il servizio all’esterno o acquistare un mezzo e gestire il servizio internamente al comune.
So bene che mi verrà detto che dai vostri conti (fatti almeno tre anni fa perché io non ne ho mai visti di conti fatti) economicamente non conviene perché, oltre all’acquisto del mezzo idoneo, servirebbe assumere 2 persone che coprano i diversi turni nel rispetto dei contratti sindacali.
Io chiedo che i conti vengano fatti nuovamente, E vengano fatti bene, perché due persone in più sicuramente graverebbero sul nostro bilancio, ma ci permetterebbero di avere un servizio ben più ampio rispetto a quello attuale.
E poi i conti, ripeto, non vanno fatti solo considerando i 48.480 € specifici per il trasporto, ma anche le altre voci di spesa, in quanto, se ben pianificate, anche le uscite didattiche e le uscite del Grest potrebbero utilizzare l’ipotetico mezzo di trasporto comunale.

Mi piacerebbe inoltre capire se, ipoteticamente, le due persone che dovessero essere assunte per svolgere il servizio di trasporto, potrebbero in alcune ore del giorno o in alcuni giorni dell’anno svolgere anche altre funzioni connesse evidentemente con le attività comunali.
Mi riferisco in particolare alla gestione delle aree verdi e alla pulizia delle spiagge.
Se così fosse, nel bilancio andrebbero aggiunte anche spese che il comune sostiene per queste voci di spesa (per inciso mi è stato risposto che la cosa sarebbe ovviamente fattibile).
Per esempio, si potrebbe risparmiare la cifra di 5.500€ che abbiamo speso nel 2007 per la pulizia di alcune (poche a dire il vero) spiagge.
È si perché a fronte della manifestata volontà da parte della Società Polisportiva San Felice del Benaco di assumere nuovamente l’incarico di manutenzione e pulizia delle spiagge a titolo volontario e gratuito, la giunta comunale ha ritenuto di erogare alla stessa un contributo di 5.500 € (per inciso, lo scorso anno la cifra erogata alla Polisportiva per la pulizia delle spiagge è stata quasi il doppio), agendo sicuramente nello spirito di piena collaborazione e trasparenza che regola il rapporto (ripeto volontario e gratuito) tra i due soggetti.

Se così fosse, si arriverebbe a poter disporre di oltre 63.000 €.
Le nostre risorse verrebbero in questo modo spese meglio e otterremmo sicuramente un innalzamento del livello di qualità per chi vive e lavora a San Felice.

Avessero scelto qualsiasi altro luogo da pulire… ma proprio le spiagge!
Mi sembrava una presa per i fondelli andare a pulire una spiaggia dopo aver sborsato, come cittadini, 5.500€ che sono finiti nelle tasche della Polisportiva che si è offerta di farlo “gratuitamente”.
Una Polisportiva che si mette ad organizzare i corsi di cucina forse perchè non sa come spendere tutti i soldi che l’amministrazione gli dà… a fronte del fatto che gli anziani si devono pagare il corso di ginnastica e pure la palestra, che è del comune e quindi NOSTRA!
Anche lo spendere bene i NOSTRI soldi è parte integrante del concetto di sostenibilità.
Un’informazione che può essere utile a tutti: dal 2007 sarà possibile detrarre dalla denuncia dei redditi le spese sostenute per attività sportive.
Quindi, chiediamo la ricevuta quando paghiamo i corsi!

Perché non ho aderito a Puliamo il Mondo

Il 30 settembre 2007 anche a San Felice del Benaco, come nel resto del nostro Paese, è stata organizzata l’iniziativa Puliamo il mondo, la più grande manfestazione di volontariato ambientale nel mondo, organizzata in Italia da Legambiente.
Il merito è di Mauro Uberti, con cui tante volte abbiamo discusso dell’importanza di prenderci cura del nostro territorio, di sentirlo nostro per poterlo lasciare ai nostri figli almeno nello stato in cui noi abbiamo avuto la possibilità di goderlo. Solo per questo valeva la pena di esserci…
Ma non me la sono sentita di partecipare a questa iniziativa, che prevedeva la pulizia della spiaggia del Porto di Portese. A tale decisione sono giunta dopo che ho ricevuto la locandina, con tanto di logo del comune di San Felice del Benaco.
Certe volte mi chiedo se i nostri amministratori mettano un po’ di cervello in ciò che fanno o se invece si facciano travolgere dagli eventi.
Sarei più per la seconda.
Comunque, tornando al nocciolo della questione, come potevo partecipare a questa iniziativa dopo quello che avevo detto in consiglio comunale pochi giorni prima?
Si stava parlando di piano per il diritto allo studio ed io nel mio intervento ho parlato di scuolabus, ma anche di spiagge….

Per chi fosse interessato riporto qui il testo del mio intervento

Con riferimento alla proposta di Piano per il diritto allo studio per l’anno scolastico 2007/2008, vorrei innanzitutto evidenziare l’importanza, in termini anche economici che tale documento ha, avendo praticamente raggiunto quota 300.000 €, con un incremento del 3,5% rispetto allo scorso anno.
Io credo si sia tutti concordi nel riconoscere il ruolo strategico, per la nostra comunità, che assume il destinare risorse alla formazione dei bambini e dei ragazzi.
Ed è per questo che io credo che proprio l’aspetto quantitativo meriti di essere affrontato, ricollegandoci all’argomento già affrontato al punto n.2 dell’OdG di questo consiglio, quando si è parlato di bilancio.

In questo piano per il diritto allo studio rientra il servizio comunale di trasporto alunni, per una previsione di 48.480 €.
A tale spesa si devono a mio avviso aggiungere le previsioni di 2.000 € per uscite didattiche della scuola primaria e 2.000€ per uscite didattiche della scuola secondaria.
Ma io aggiungerei pure la spesa da sostenersi per il trasporto dei bambini che frequentano il centro estivo, che per questo anno è ammontata a 5.100€ circa.
Quindi il nostro comune si trova a spendere (nell’arco temporale di un anno scolastico e comprendendo anche il periodo estivo del Grest) una cifra complessiva di 57.580 €, che in minima parte è coperta dalla quota annua pagata dalle famiglie.
A fronte di tale esborso, il numero degli alunni e dunque delle famiglie che usufruiscono di tale servizio è bassissimo (nell’anno scolastico 2006/2007 gli alunni iscritti erano poco più di 40), con un onere a loro carico peraltro non così basso (può arrivare a poco meno di 400€ per una famiglia con due figli nel terzo scaglione di reddito).
Di contro, il nostro comune è assolutamente privo di un mezzo di trasporto pubblico che perlomeno colleghi tra di loro le frazioni e colleghi le frazioni con i comuni limitrofi (in particolare Salò). Un servizio che, se esistesse e funzionasse magari nelle ore in cui non è occupato per il trasporto alunni, sarebbe una risorsa preziosissima soprattutto per gli anziani e per coloro che non hanno la possibilità di muoversi con il mezzo privato.
E ancora, nel periodo estivo questo servizio potrebbe effettuare il collegamento tra le frazioni e i campeggi, che in tale stagione diventano essi stessi delle grandi frazioni. Questo potrebbe essere un modo per fa sì che il turismo a San Felice non comporti solo impatti negativi in termini di pressione derivante dalle elevate presenze turistiche, per far si che i turisti escano dai campeggi e “vivano” il nostro territorio.

So benissimo che mi verrà risposto che già in passato si sono fatti i conti per valutare se appaltare il servizio all’esterno o acquistare un mezzo e gestire il servizio internamente al comune.
So bene che mi verrà detto che dai vostri conti (fatti almeno tre anni fa perché io non ne ho mai visti di conti fatti) economicamente non conviene perché, oltre all’acquisto del mezzo idoneo, servirebbe assumere 2 persone che coprano i diversi turni nel rispetto dei contratti sindacali.
Io chiedo che i conti vengano fatti nuovamente, E vengano fatti bene, perché due persone in più sicuramente graverebbero sul nostro bilancio, ma ci permetterebbero di avere un servizio ben più ampio rispetto a quello attuale.
E poi i conti, ripeto, non vanno fatti solo considerando i 48.480 € specifici per il trasporto, ma anche le altre voci di spesa, in quanto, se ben pianificate, anche le uscite didattiche e le uscite del Grest potrebbero utilizzare l’ipotetico mezzo di trasporto comunale.

Mi piacerebbe inoltre capire se, ipoteticamente, le due persone che dovessero essere assunte per svolgere il servizio di trasporto, potrebbero in alcune ore del giorno o in alcuni giorni dell’anno svolgere anche altre funzioni connesse evidentemente con le attività comunali.
Mi riferisco in particolare alla gestione delle aree verdi e alla pulizia delle spiagge.
Se così fosse, nel bilancio andrebbero aggiunte anche spese che il comune sostiene per queste voci di spesa (per inciso mi è stato risposto che la cosa sarebbe ovviamente fattibile).
Per esempio, si potrebbe risparmiare la cifra di 5.500€ che abbiamo speso nel 2007 per la pulizia di alcune (poche a dire il vero) spiagge.
È si perché a fronte della manifestata volontà da parte della Società Polisportiva San Felice del Benaco di assumere nuovamente l’incarico di manutenzione e pulizia delle spiagge a titolo volontario e gratuito, la giunta comunale ha ritenuto di erogare alla stessa un contributo di 5.500 € (per inciso, lo scorso anno la cifra erogata alla Polisportiva per la pulizia delle spiagge è stata quasi il doppio), agendo sicuramente nello spirito di piena collaborazione e trasparenza che regola il rapporto (ripeto volontario e gratuito) tra i due soggetti.

Se così fosse, si arriverebbe a poter disporre di oltre 63.000 €.
Le nostre risorse verrebbero in questo modo spese meglio e otterremmo sicuramente un innalzamento del livello di qualità per chi vive e lavora a San Felice.

Avessero scelto qualsiasi altro luogo da pulire… ma proprio le spiagge!
Mi sembrava una presa per i fondelli andare a pulire una spiaggia dopo aver sborsato, come cittadini, 5.500€ che sono finiti nelle tasche della Polisportiva che si è offerta di farlo “gratuitamente”.
Una Polisportiva che si mette ad organizzare i corsi di cucina forse perchè non sa come spendere tutti i soldi che l’amministrazione gli dà… a fronte del fatto che gli anziani si devono pagare il corso di ginnastica e pure la palestra, che è del comune e quindi NOSTRA!
Anche lo spendere bene i NOSTRI soldi è parte integrante del concetto di sostenibilità.
Un’informazione che può essere utile a tutti: dal 2007 sarà possibile detrarre dalla denuncia dei redditi le spese sostenute per attività sportive.
Quindi, chiediamo la ricevuta quando paghiamo i corsi!