SAN PIETRO IN MAVINO: restauro degli affreschi in corso

A Sirmione sono iniziati i lavori di restauro degli affreschi di San Pietro in Mavino, splendida chiesa romanica adagiata fra gli ulivi sul promontorio della penisola.

La pratica di restauro degli affreschi della più antica chiesa di Sirmione, San Pietro in Mavino, è iniziata nel 2014 grazie al Parroco di allora Monsignor Evelino Dal Bon. Una serie di fortunate opportunità ha reso possibile ora dar corso ai lavori: a partire dallo stanziamento della Fondazione Comunità Bresciana, che ha accolto il Progetto presentato sul Bando Patrimonio 2018, grazie all’interessamento del Dott. Silvio Valtorta all’elargizione della Società Terme di Sirmione oltre al contributo economico stanziato annualmente dal Comune di Sirmione alle Parrocchie del territorio. L’attuale Parroco, Monsignor Mario Masina, ha tempestivamente affidato l’incarico alle restauratrici d’ trevigiane Dott.sse Elena Dal Moro e Monica Casagrande e si è dato inizio ai lavori di restauro, seguiti direttamente dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Brescia. Gli affreschi, sovrapposti, appartengono a quattro epoche distinte che vanno dal XII al XVI secolo e costituiscono un importante ciclo di decorazioni iconografiche in cui i primi due strati risultano anteriori al 1321, anno in cui venne eseguito il terzo strato di decorazioni che coinvolge gran parte della chiesa, mentre il quarto intervento risale al 1526. L’edificio, rimaneggiato più volte nei secoli, presenta una complessa stratigrafia muraria in cui prevale l’intervento del 1320 che ha determinato l’impianto architettonico attuale. La chiesa di San Pietro in Mavino ha origini antiche. La tradizione la narra costruita dai pescatori del luogo. L’edificio è citato per la prima volta in un manoscritto del 756 in relazione alla confisca dei beni del longobardo Cunimondo in favore del monastero bresciano di San Salvatore. La Chiesa è dedicata al culto di Pietro, principe degli apostoli, come fede di romanità e di fede cattolica oltre che adesione al primato del omano Pontefice rappresentato dal primo Vicario costituito da Gesù Cristo nella sua Chiesa. San Pietro è anche patrono dei pescatori, attività rilevante per l’economia della Sirmione del passato. La chiesa, durante il restauro, è accessibile al pubblico.

Gli affreschi

Sulla parete a sinistra dell’ingresso si può ammirare un affresco staccato con raffigurata una serie di santi apostoli, tra cui San Simone. Nella cappella dedicata ai caduti si può ammirare un affresco ripartito in tre sezioni con S. Michele, che con la lancia trafigge un drago o il diavolo, un santo con la palma del martirio in mano che, sotto il braccio sinistro, tiene un libro e un nobiluomo identificabile con S. Rocco. L’emiciclo dell’absidiola nord è completamente dipinto: vi sono raffigurati una Madonna con Bambino e figure di santi. Nell’abside centrale la decorazione si sviluppa su due livelli: in quello superiore si trovano dipinte le anime dei dannati e quelle dei beati oranti con il Cristo Pantocratore in mandorla, la Vergine e il Battista e angeli, mentre nel registro inferiore ci sono sei figure di santi all’interno di cornici, tra cui San Giacomo e San Paolo. Nell’abside sud la parete affrescata è divisa in due settori, in cui si ha la raffigurazione di una Crocifissione, con Maria e le donne piangenti e una figura di santa in preghiera. Nei rimanenti affreschi si riconoscono S. Antonio Abate, San Pietro, Maria Maddalena, una Madonna in trono con Bambino

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