A Maristè, ma che stai a dì?

Mammà mi segnala un articolo interessante apparso sul corriere del 4 settembre che racconta una vicenda che già conoscevo:
Mariastella , oggi ministro dell’Istruzione, mia coscritta, concittadina e compagna di corso alla facoltà di giurisprudenza di Brescia fece (e passò) l’esame di avvocato a Reggio Calabria.

Per chi non lo sapesse, Reggio in quegli anni (ora non sono più aggiornato) vantava una percentuale di promossi all’esame di stato di circa il 95%, mentre Brescia (foro naturale dei candidati residenti nella nostra zona) vedeva la promozione di un numero di candidati ben inferiore al 50%.

Maristella sostiene l’esame, così ad occhio, tra il 2001 ed il 2002 e decide, come molti altri “furbetti”, di recarsi a Reggio Calabria, non troppo lontana (non solo geograficamente) da quella Catanzaro tristemente nota per lo scandalo del 2001: all’esame del 98 su 2301 candidati si accertò che 2295 di loro avevano copiato (tutti tranne 6, per la cronaca) (fonte: la Stampa).

Sull’articolo del Corriere (e su quello de “la Stampa” che ho citato poc’anzi) la Gelmini si difende dichiarando:

“La sensazione era che esistesse un tetto del 30% che comprendeva i figli di avvocati ed altri pochi fortunati che riuscivano ogni anno a superare l’esame. Per gli altri, nulla. C’era una logica di casta, per fortuna poi modificata perché il sistema è stato completamente rivisto. Allora, ad esempio, anche le modalità in base alle quali veniva corretto il compito erano molto opinabili. E, allora, insieme con altri 30-40 amici molto demotivati da questa situazione, abbiamo deciso di andare a fare l’esame a Reggio Calabria”

Pazzesco, oserei dire! Molti miei compagni di studi, laureatisi come me nel 1997, fecero l’esame a Brescia in quegli anni e, chi prima, chi dopo, passarono ed oggi esercitano la professione. Rispetto a quanto dice la ministra, la verità è, semmai, un’altra! Al sud le maglie erano più larghe, questo lo sapevano tutti! I compiti erano spesso noti con anticipo e le commissioni moooolto più tolleranti rispetto a quelle del Nord Italia.

L’affermazione di Maristella è tanto più deplorevole quanto più la leggo: a Brescia ci sarebbero state più raccomandazioni che in altre parti d’Italia? Beh, detto da un ministro è decisamente forte e, aggiungo, richiede un intervento!

No comment ragazzi … no comment!

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