Vuelta 2018, Davide Formolo a caccia del definitivo salto di qualità

Il 25 agosto ha preso il via la Vuelta 2018. La corsa ha preso il via da Malaga e, dopo 21 tappe, si chiuderà in quel di Madrid con la solita passerella. Ci sarà come sempre una grande battaglia per la maglia rossa, con tanti corridori che saranno protagonisti e che proveranno a dare spettacolo. Un percorso che sarà durissimo, anche perché caratterizzato da tantissime salite. Già nella quarta tappa c’è stato il primo banco di prova per gli uomini di classifica. Il tutto ovviamente è stato soltanto un semplice antipasto e un modo per testare gambe e condizioni.

La sensazione è che il bello debba ancora venire e che le prime sentenze non possano ancora essere date viste le difficoltà del percorso disegnato dagli organizzatori della Vuelta. La prima svolta potrà però arrivare domenica 2 settembre. Dopo circa 40 chilometri si affronterà il Puerto del Pico, una scalata di 15,4 chilometri al 5,5%. A seguire ci sarà l’ascesa di Puerto de Peña Negra, 11,7 chilometri al 4,7%. Il gran finale ci sarà con il traguardo in quel di La Covatilla: 11,7 chilometri con una pendenza media del 6,8%. Insomma, una giornata tutt’altro che banale e tutta da seguire.

Ma il clou ci sarà, come sempre accade nei grandi giri, nell‘ultima settimana. Si partirà da sabato 8 settembre e dalla 14esima tappa, dove ci saranno ben cinque gran premi della montagna. A essere decisiva sarà anche la cronometro individuale di 32,7 chilometri che si terrà due giorni dopo. La tappa più dura sarà però quella di mercoledì 12 settembre, che si chiuderà, dopo ben sei gpm, con l’ascesa verso il Monte Oiz. Gli ultimi km avranno una pendenza che va ben oltre il 10%. Tutto però probabilmente si deciderà nella ventesima tappa, quella che precederà la passerella di Madrid. I chilometri saranno soltanto 105, ma per la gran parte saranno fatti di salite. La Vuelta 2018 si deciderà qui. Lo spettacolo è garantito e assicurato.

E gli italiani? La più grande speranza è sicuramente legata a Fabio Aru. Il sardo si è già aggiudicato la corsa a tappe iberica nel 2015, ma ora è alla ricerca di quelle certezze che sembra avere un po’ perso. Diverso il discorso per Vincenzo Nibali, definito dalla critica come l’ultimo dei polivalenti del ciclismo moderno, arrivato alla Vuelta per preparare il Mondiale dopo l’operazione delicata ad una vertebra fratturata durante l’ormai famigerata caduta all’ultimo Tour de France.

Per quel che riguarda gli altri rappresentanti del Belpaese c’è una piccola curiosità: molti provengono dalle zone vicine al lago di Garda. Uno di questi è Davide Formolo. Il nativo di Negrar è a caccia del definitivo salto di qualità e punta a entrare nella top ten. Chi invece lotterà per le volate e per portarsi a casa più tappe è l’originario di Isola della Scala Elia Viviani. Le occasioni di arrivo allo sprint non saranno tante e occorrerà farsi valere. Lo stesso obiettivo lo avrà Giacomo Nizzolo. Provare a dire la sua anche il giovane Simone Consonni. Chi invece avrà il ruolo di gregario sarà Edward Ravasi. Il nativo di Besnate, giovane scalatore, avrà infatti il compito di scortare Aru nelle tappe in salita.

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