Uno schema per la nuova vita: Matteo e il sudoku

Nonostante il cioccolato fondente di buona qualità che anche in questa occasione ha dato il proprio contributo alla causa, il campionato mondiale di sudoku del desenzanese Matteo Testa è andato maluccio. Colpa del raffreddore incipiente e del poco tempo per allenarsi. Il trentenne è campione italiano di sudoku classico e si è presentato a Praga per il mondiale: Matteo, unico bresciano in competizione, alla fine si è classificato centocinquantunesimo su 248 partecipanti.

Dei 103 schemi proposti («tutti bellissimi»), è riuscito a farne solo 36. Quasi una Caporetto per il desenzanese, che ad ogni gara non può prescindere dal portarsi una tavoletta di cioccolato fondente: sorta di ricarica energetica, sorta di rito scaramantico per aiutarsi a compiere l’impresa e mantenere desta la concentrazione.

Lui la prende con filosofia, poco male che sia andata così così: «A parte questo campionato mondiale – scherza -, credo che in questi anni di strada ne abbia fatta». Perché a Praga non solo il trentenne ha sfidato i giocatori più forti di tutto il mondo, ma, se vogliamo, ha anche celebrato il compleanno: proprio nei giorni della competizione, infatti, è ricorso il diciassettesimo anniversario dall’inizio della sua seconda vita. Diciassette anni fa venne colpito da un’emorragia cerebrale e, dopo un periodo di coma, si svegliò con la parte destra del corpo paralizzata.

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