Tavolini da un metro al bar, a Salò s’infiamma la polemica

A Salò scoppia la «polemica del tavolino». Al centro del contendere ci sono le misure anti-contagio introdotte dal Comune per garantire il rispetto del distanziamento sociale nei plateatici del locali, che l’Amministrazione ha concesso agli esercenti di poter ampliare gratuitamente per collocare tavolini per un numero comunque non superiore a quello già concesso in situazioni di normalità, ma fissando dei paletti. Uno di questi ha fatto storcere il naso ai baristi.

Dato che il solo riferimento certo è rappresentato dal metro di distanza che gli avventori devono mantenere tra loro, sul quale si fonda la norma sul distanziamento sociale, il Comune ha pensato che il posizionamento di un tavolo della dimensione di un metro (di lato o di diametro) riesca più agevolmente ad assicurare il rispetto di tale distanza minima tra due avventori seduti allo stesso tavolo. Se i tavolini sono più piccoli, come accade nella maggior parte dei bar, gli stessi devono assere affiancati, cioè posti uno accanto all’altro, per garantire il corretto distanziamento. Le sedie, insomma, non possono essere poste una di fronte all’altra, con l’obbligo di indicare quelle utilizzabili e quelle no.

Una decisione che è stata criticata anche dal direttivo salodiano del Partito Democratico, che parla di «situazione penalizzante che crea un danno al turismo e all’economia locale. Seguendo il protocollo del Governo – sostiene il Pd -, tutti gli esercenti avrebbero ridotto i posti offerti del 50%; a Salò invece coloro che ampliano il loro plateatico per recuperare qualche posto, lo riducono di un ulteriore 33%. Conti alla mano, un bar con 50 posti a sedere ante Covid, rispettando le norme del governo, può accogliere 25 clienti. II nostro sindaco, per coloro che hanno chiesto l’ampliamento del plateatico, ha pensato bene di appesantire maggiormente questo enorme carico togliendo ancora posti a sedere».

Per il Comune si tratta invece di una misura che, secondo logica e buon senso, facilita il rispetto della normativa sulla distanza sociale. In municipio ricordano inoltre che l’autorizzazione dell’ampliamento temporaneo e gratuito dei plateatici reca misure specifiche che, trattandosi di concessione comunale, sono appunto di competenza comunale, mentre per le misure volte a prevenire il contagio all’interno del locale il riferimento è costituito dalle linee guida statali e regionali.

 

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