Tag: Wave

Startup Night a Brescia

La Wave Group ha deciso di aprire una unità locale negli States per seguire e supportare le startup italiane. Il prossimo 15 Dicembre alla Wave Photogallery di via Trieste 32/a a  Brescia ci sarà l’evento StartUp Night in Brescia Per quanti hanno un’idea da sviluppare, un progetto in cerca di finanziatori o una azienda da […]

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Google Me vs. Facebook: il SN perfetto?

In un post di ieri sul sito di Wired.it si annuncia Google Me, il futuro concorrente di Facebook. Una notizia senz’altro interessante ed eccitante. Pensiamo agli investimenti di risorse, non tanto economiche quanto di attenzione e di “reimparare” la co…

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http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SCne/~3/PlEW9wAbagw/google-we-vs-facebook-il-sn-perfetto.html

Google Me vs. Facebook: il SN perfetto?

In un post di ieri sul sito di Wired.it si annuncia Google Me, il futuro concorrente di Facebook. Una notizia senz’altro interessante ed eccitante. Pensiamo agli investimenti di risorse, non tanto economiche quanto di attenzione e di “reimparare” la co…

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Regali di compleanno da GoogleWave

Ogni tanto qualcuno che mi chiede se GoogleWave abbia ancora un senso o meno. Onestamente, a parte non essere un esperto, non so più bene. All’inizio ero veramente ottimista sul nuovo servizio di Google. È veramente innovativo, ma l’inerzia che ci lega alle vecchie abitudini (vedi mail e chat) rende difficile la migrazione a nuovi lidi tecnologici, anche quando potrebbero aumentare la nostra produttività. Resto dell’idea che Wave sia veramente un bel servizio e che vada valorizzato, sia dagli utenti che dai produttori, che per il momento non hanno certo spinto la visibilità del prodotto (cosa che comunque non è da Google).

Oggi però sul mio GoogleReader (sì, sono abbastanza fanatico) ho trovato un post del blog ufficiale di Google che celebra il primo compleanno del servizio con un video di poco meno di 7 minuti.

Quali sono le belle notizie che porta il video? Farò un breve elenco di quello che è di maggior rilievo a parer mio per l’utente medio (quale che sono).

  1. Inviti: per iscriversi a Wave non sarà più necessario avere un invito. Cosa molto elitaria che non mi piace e che finalmente pone le basi per una diffusione maggiore. Come tutti i servizi in rete (o la maggior parte almeno), anche Wave vive di un’economia di rete, ovvero aumenta la sua utilità per l’utente finale (e quindi il suo valore) con l’aumento degli utenti presenti. Di conseguenza troveremo più amici cui sarà possibile lavorare con noi.
  2. Codice aperto: il fatto in sé che adesso chiunque possa accedere agli strumenti necessari per creare delle applicazioni basate su Wave non è certo un vantaggio diretto per chi non è un nerd. Ma lasciando carta bianca agli smanettoni ci guadagniamo tutti, in quanto aumentano le applicazioni disponibili a noi utenti medi. Citate nel video sono i sistemi di notifica via mail (ci voleva proprio!) e la possibilità di creare applicazioni per client mobili, vedi smartphone e cellulari, e fissi, vedi portatile e computer fisso di casa. In questa maniera potremo lavorare dal desktop senza passare dal browser. In genere le applicazioni permettono un maggior numero di opzioni e ovviamente (per quanto poco utile in questo caso, ma magari poi riusciremo a sfruttarla meglio) la possibilità di lavorare -parzialmente- offline.
  3. “Peli superflui”: quando per errore abbiamo ficcato un contatto in una wave prima non si riusciva a cavarlo e si era costretti a iniziare una nuova wave da capo senza “l’intruso”. Ora lo si può eliminare, facilitando un po’ le cose.

Quello che a me manca è l’integrazione della wave con GoogleDocs. Quando lavoro a un documento condiviso finora sono costretto a tenere sotto Skype aperto. Avere a lato una colonna per discutere del documento sulla stessa finestra del browser e poter salvare la discussione relativa a ogni documento insieme ad esso non sarebbe male. Così si evitano i commenti sul documento, così poco comodi quando hai un’impaginazione che non vuoi sballare. Speriamo di non dover aspettare il prossimo compleanno di GoogleWave per avere questo miglioramento!

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Timelapse Mac + SofortBild + ffmpeg + image magick + Nikon D90

Finalmente sono riuscito a trovare un modo facile e veloce per fare il timelapse senza spendere una lira di software strambi.

 

Per chi ha un Mac OSX, si scarichi ed installi SofortBild (ne ho già parlato), si installi ffmpeg, si installi image-magick (che dovrebbe essere già presente a dir la verità)

L’installazione di ffmpeg è un po’ macchinosa, ma basta seguire alla lettere quanto indicato da

http://stephenjungels.com/jungels.net/articles/ffmpeg-howto.html

 Una volta che tutte le immagini saranno in una cartella ad esempio ~/Immagini , allora si deve creare un file make_time_lapse.sh

vi make_time_lapse.sh

e copiarci dentro il seguente contenuto:


# /bin/sh
## SCRIPT PER FARE UN TIMELAPSE A PARTIRE DA N IMMAGINI PRESENTI IN UNA DIRECTORY

mkdir ${1}resized;
COUNTER=0;
echo “Converting images to resized 1024x Quality 85%…”
for f in `ls ${1}/*.jpg`;
    do
    convert -resize 1024x -quality 85 $f ${1}resized/image${COUNTER}.jpg;
    let COUNTER=COUNTER+1;
    echo “Image converted $COUNTER /`ls ${1}/*.jpg | wc -l`”
done

cd ${1}resized;
echo “NOW CONVERTING IMAGES TO VIDEO: filename timelapse.mpg”
ffmpeg -f image2 -s 1024×768 -b 3000k -i image%d.jpg timelapse.mp4
mv timelapse.mpg ../
rm -r resized/
echo “DONE”

Salvare ed uscire. Dopo avere creato il file rendiamolo eseguibile:

chmod +x make_time_lapse.sh

ed infine lanciamolo, indicando come argomento la cartella nella quale sono presenti le nostre fotografie:

./make_time_lapse.sh /Users/nomeutente/Immagini/

questo script crea una nuova cartella resized in cui mette le fotografie diminuite di risoluzione a 1024×768 con qualità 85 formato jpg, dopodichè su queste lancia ffmpeg per creare un filmato timelapse.mpg, dovrebbe dare anche una sorta di percentuale d’avanzamento.

Chiaramente i parametri si possono cambiare, ma questa è una impostazione abbastanza buona per creare dei filmati decenti.

 

Fatemi sapere come è andata!

Il mio primo video di time-lapse l’ho messo su youtube:

 

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http://carlonicolini.altervista.org/index.php/timelapse-mac-sofortbild-ffmpeg-image-magick-nikon-d90.html

Quello che manca a Google Wave

Su Friendfeed e su Meemi (dove gira la gente informata) sembra che ci si aspettasse di più da Google Wave. Io lo sto usando per lavorare online con i miei compagni di corso con cui stiamo seguendo alcuni progetti per i nostri corsi in università. Che sia meglio della mail, non si discute. Che sia meglio di un wiki…
Di vantaggioso rispetto al wiki è che è più facile convincere un non-geek ad estendere il suo account Google anche a Wave, piuttosto che crearsi un account nuovo su Wikispaces o altro. In più la conversazione resta privata, e non devi aprire un nuovo wiki per ogni argomento (nel senso che aprire una nuova Wave è indubbiamente più comodo e veloce).
È pensato per aggiungere interlocutori con la semplicità di una mail, anzi forse è più facile ancora per via del drag&drop.

Il fatto è che tutti questi vantaggi vengono sottovalutati dai geek (con geek intendo quel ristretto gruppo di internauti che non vanno in panico quando c’è da iscriversi a un nuovo social network, ma anzi si entusiasmano e che nel 90% ce l’hanno già un account in quello o quell’altro social network prima ancora che glielo chiedi). Perché i geek se ne stanno tra loro, parlano tra loro e lavorano tra loro. Dunque Google Wave arriva in un mercato dove il bisogno si è sentito poco. E guarda caso, la maggior parte degli inviti sono in mano loro (soprattutto all’inizio), perché erano loro i primi ad essersi informati e ad essersi messi in fila per l’attivazione sul proprio account.

Dobbiamo però aspettare che esca dalla beta e che ne parlino un po’ gli altri media e che parta un po’ di pubblicità da Mountain View.

Google in generale si è conquistata ormai la fiducia di molti, geek e non. Ecco perché penso che potrebbe cambiare in meglio l’esperienza online di tutti. Perché sia però davvero rivoluzionaria a suo stesso vantaggio per incrementare la diffusione, finora ho riscontrato due gravi handicap:
– l’assenza di una desktop application (che tra l’altro la differenzierebbe ancor più da un banale wiki)
– la mancata integrazione con gli altri servizi Google, in particolare Google Docs e Chrome (che sono i due che uso maggiormente).

Forse sono io che non ho ancora capito come metterli in comunicazione, forse arriveranno quando uscirà dalla beta. Sta di fatto che io mi aspetto grandi vantaggi, in particolare dal momento in cui non servirà più un invito per accedervi. Aspettiamo che si esca dalla beta e poi ne riparliamo.

Recensione di Google Wave

La mattina del 23 novembre apro la mia Gmail e mi trovo con grande sorpresa una mail che aspettavo da parecchio: Google Wave [link: Wikipedia] mi ha inserito nella sempre meno ristretta cerchia di prescelti per l’utilizzo in beta di questo nuovo prodotto/servizio di Google. Quando l’ho detto in giro ai miei amici nessuno sapeva cos’era. Un po’ meglio le reazioni sui social network sul piano nozionistico (almeno lì c’era qualcuno che sapeva di cosa si trattava a spanne), un po’ meno sul piano… empatico. A quanto pare chi l’ha provato ne è rimasto un po’ deluso.

Forse il megavideo di presentazione, sì quello da un’ora e venti (anche quelli di Google hanno capito che era un’esagerazione e ne hanno fatto uno identico ma di otto minuti), aveva creato aspettavive troppo alte. In effetti, anche quando ho cercato di spiegare di cosa si trattava credo di non essere stato chiaro, visto che il feedback è stato: “quindi in pratica un tipo di mail?”.

Google Wave in realtà non è niente di quello che finora abbiamo utilizzato e contemporaneamente non è nulla di nuovo. In parole povere è un misciotto di alcuni degli odierni strumenti comunicativi e collaborativi: ci trovi i vantaggi del wiki, della mail, della chat, del filesharing e forse anche di altro, ma non ho avuto moltissimo tempo per giochicchiarci sufficientemente.

Considerate una mail non inviata al destinatario ma caricata su un server e dare accesso al destinatario alla mail. La differenza è che la risposta a questa mail, non è una nuova mail, ma la modifica della stessa mail direttamente sul server integrando al messaggio di andata quello di ritorno. Forse è più facile capirlo con un esempio. Ammettiamo che io utilizzi una pagina privata di Wikipedia con i miei amici per scambiarci informazioni.
Io scrivo ad esempio: “vi va di andare a vedere un film domani sera?”
Un mio amico (autorizzato da me) aggiunge sotto alla domanda l’elenco dei film in programmazione nel cinema più vicino. Un altro aggiunge sotto al titolo del secondo film che l’ha già visto e fa schifo. Accanto io apro una chatbox visibile solo a me e al mio primo amico in cui possiamo sparlare del secondo amico che ha già visto il film, che lui se la tira che li vede prima di tutti, che fa l’espertone ecc. Il tutto in un unico luogo.

Questi sono solo esempi di quello che ho provato a fare finora con l’aiuto di Christian e Rudi. Come vedete è un misto di un wiki (un sito collaborativo), una mail, una chat. Voi potete obiettare che finora le serate al cinema le organizzavate scambiandovi mail. Sì, anch’io, ma in genere quando si è più di due, si va a finire che ci sono più versioni della stessa mail che girano. Mai capitato? Diventa poi un bordello riunire le opinioni di tutti in maniera ordinata. Con G Wave non capita, perché si lavora tutti sullo stesso file, se così si può definire.

Tra l’altro si può lavorare sul documento contemporaneamente (e vedere in tempo reale gli altri digitare il testo! Una ganzata!) o lavorare in maniera asincrona (le modifiche avvenute in nostra assenza vengono evidenziate quando riapriamo il documento).

Poi se vi guardate uno dei video in alto vi verranno spiegati i dettagli dai creatori di questo sistema. Fatto sta che credo che Google Wave si dimostrerà così comodo quando gli utenti impareranno ad utilizzarlo, che inizieranno a snobbare un po’ Facebook. Ovviamente non lo sostituisce, ma certe cose, come appunto l’organizzare un’uscita o una vacanza, si fanno meglio su Wave che su Facebook.

Spero di aver chiarito le idee a qualcuno. Altrimenti stimolatemi pure coi commenti.

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