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All you can eat

Esistono anche in Italia! Sto parlando degli “all you can eat”, i self-service tipici negli Usa dove si paga l’ingresso e si mangia e si beve quanto si vuole.
L’altro ieri sera l’ho scoperto per caso: si tratta del rock ‘n roll restaurant, in parte a Caneva world (subito dopo il ristorante medievale).
L’ingresso è più caro rispetto ai corrispettivi americani: 15 euro contro gli 8 dollari circa (se non ricordo male), e si ha tempo un’ora e mezza per mangiare, anche se non ti controlla nessuno, però ci sono abbastanza schifezze per non rimanere delusi: coscette di pollo fritte, pannocchie, patatine, le varie parti del fritto misto, mozzarelline fritte, olive ascolane, hot dog, pizze, sandwich, insalatone, bibite, birra ecc. Tutto accompagnato da buona musica e un bell’ambiente.
Lo proporrei come prossimo ritrovo per la cena dell olympus bloggorum desenzani…

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Una promessa è una promessa!

Oggi avevo promesso al piccolo Nico che sarei tornato presto e saremmo andati un po’ in bici io e lui. Detto fatto! alle 17.30 ci siam messi in bici e abbiam fatto un bel giretto, con visita da Flover a Sirmione (cercavamo il diserbante … abbiam trovato solo i profuma abiti alla vaniglia … va […]

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La battaglia per Pratomaggiore, l’ultimo prato di Salò

A Salò, nella zona tra le località di Villa e Cunettone, c’è l’ultimo grande campo rimasto su tutto il territorio comunale, Pratomaggiore, un’importantissima area agricola di grande pregio ambientale, storico, paesistico e funzionale.
Pratomaggiore è importante per varie ragioni, per la sua funzione di salvaguardia dell’identità storica ed ambientale del nucleo storico di Villa, oltre che fisica per la zona […]

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Nel blu dipinto di rosso

ROMA, 30 GIU – Alitalia ed AirOne insieme per dar vita ad una sola compagnia piu’ snella, alleggerita dagli esuberi – i 4-5 mila di cui si e’ parlato potrebbero arrivare, secondo alcune ipotesi, anche fino a quota 7.000 – pronta per essere consegnata ad un partner straniero. (fonte Ansa.it)

Oggi il management di Alitalia si riunisce per incontrare le parti sindacali e professionali, non dopo aver appreso di essere il management di Alitalia, cosa che non darei con certezza come già avvenuta data la confusione che ha attorniato la vicenda. Qua sopra ho riportato un pezzo dell’articolo Ansa con le previsioni realistiche di cosa dovrebbe uscire dal tunnel delle varie trattative e cotrotrattative, tunnel del quale, forse, si comincia a intravedere non dico la luce ma almeno il cartello con la distanza che rimane da percorrere. Facciamo un gioco, vi ricordate qual era l’offerta inaccettabile, per il Cavaliere, in periodo elettorale? vi lascio una riga bianca per pensarci.

Rieccoci! ve lo siete ricordato? ad ogni modo era di 2.120 esuberi, (e altri 3.300 circa sarebbero rimasti in Az Servizi sotto Fintecna), nella migliore delle ipotesi la metà di quelli che si faranno. Vabbè, uno dice “l’AirFrance era straniera!”, ma se avete letto bene il pezzo in ex ergo l’Alitalia finirà ad ogni modo nelle mani di un partner straniero, e qualche tempo fa girava proprio la voce AirFrance (sempre meglio dell’AirFlot, ma saremmo davvero al punto di dover considerare i Vanzina dei registi neorealisti). l’unico risultato ottenuto da Berlusconi in questa vicenda è stato, a quanto pare, quello di ottenere un bel po’ di voti.

E nel frattempo, dopo i 300 milioni di prestito ponte (che se ho capito bene non sono nemmeno un prestito ma un regalo dello Stato ad Alitalia), vengono bruciati in debito che si accumula 3 milioni di euro al giorno. In soldoni, se non ci si sbriga a trovare qualche gonzo che si accolli la patata bollente senza fare troppe domande (e più gonzi dei francesi non so chi ci sia sul mercato, sinceramente) serviranno altri soldi o si dovrà far chiudere baracca e burattini a un’azienda che qualcuno è ancora convinto sia (o sia stato) un orgoglio italico. A proposito, ma a che serve l’Alitalia? qui ammetto la mia ignoranza (d’altra parte la questione centrale del post è un’altra), ma non potremmo farne bellamente a meno? ora, io ho una teoria a proposito (ma non ne sono sicuro, quindi in caso fatemi qualche dovuta pernacchia): Alitalia serve alla Lega per conservare una ragione di vita a Malpensa, che a sua volta serve a mantenere in vita traffici di vario genere (danaro, posti dirigenziali e influenze politiche..cose di questo genere). In pratica se i Rom sono il contentino per l’elettorato leghista, Alitalia (e Malpensa) sono il vero prezzo che il Pdl deve pagare per mantenere la presa su 70 parlamentari tradizionalmente bizzosi. Di qui anche il basso profilo mediatico, dopotutto la Lega non è così cristallina con la sua base come vuol farci credere e di fronte agli sprechi e alle idiozie che stanno succedendosi nella vicenda nemmeno l’orgoglio lumbard più verace potrebbe ancora difendere quel buco nero che è ormai il binomio Alitalia-Malpensa.

Oppure sto un po’ esagerando ed è solo una delle tante promesse elettorali di Berlusconi, buone per fare parco voti e poi abbandonate come cani (a proposito, visto che è stagione, non fate gli stronzi!). Intendiamoci, questa parte della verità sulla questione è indubitabile, dopotutto alla faccia Berlusconi ancora un po’ ci tiene e il basso profilo è spiegabile anche solo in questa maniera, ma non rinuncio a credere che un boomerang come questo (a disastro avvenuto il Cavaliere non potrà più fare finta di niente) possa essere stato lanciato solo con la complicità della Lega Nord.

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Arriva Umberto!

Aaaahh, ah ah ah ah.
Arriva Umberto – Eccomi qua! -,
il fratel Umberto – Aah ah -,
direttamente qui dal varietà.
Irresistibile, irrefrenabile – Oh oh oh -,
chissà che cosa ci racconterà – Mah?!? -.
Stasera qui con noi, a routa libera per farci divertire a più non posso.
Arriva Umberto – Eccomi! -,
con la sua orchestra – Eccoci!
per trasformar la sera in una feeeesta, in una festa, in una festa.
Ehi, ragazzi, sentite qua: Prrrrr -. Ah ah ah ah.
Irresistibile, irrefrenabile, tu sì della risata sei il campione.
Arriva Umberto – Sono qua -,
col suo furgone – brum brum
ripieno di allegria e di felicità, E ne ho in serbo altre fortissime!
Felicità, felicità, felicità

Ci pensa lui al dialogo, non vi preoccupate voialtri, orfani del Partito Democratico vecchia maniera. Più credibile della Carfagna alle pari opportunità (ma non quanto lo sarebbe Sbirulino all’istruzione, per fare un confronto), il ministro alle Riforme si propone come paciere tra Berlusconi e Veltroni nel nome di un federalismo fiscale che sarebbe ora di fare, a sentir lui. Non mi fa piacere dire “te l’avevo detto” (anche perchè mi hanno insegnato di non dare confidenza ai tipi loschi), ma l’avevo detto tempo fa che il federalismo se lo scordavano i leghisti, per il semplice motivo che l’Italia (e a questo giro nemmeno Berlusconi) non se lo può permettere. Per questo motivo si è insistito tanto sui temi forzatamente correlati di sicurezza e immigrazione: andavano costruiti obiettivi più urgenti e facilmente spacciabili per in via di risoluzione (il pugno di ferro tira e tirerà sempre, elettoralmente parlando).

Ora, era prevedibile che pure Bossi prima o poi si sarebbe accorto di essere preso per il culo, ma Umberto questa volta ha tutta l’aria di chiedere il bis. Anche perchè lo scivolone dell’altra settimana sui rifiuti campani che verranno accolti (oggi ad ogni modo smentisce) dalla Lombardia tradisce una certa familiarità col modo arcoriano di fare: grandi proclami e soluzioni grossolane ma roboanti sui temi più sensibili e sulle promesse elettorali più complicate da mantenere basso profilo e compromessi. Per i più attenti non c’è molto di nuovo sotto il sole, questa volta i leghisti stanno solo durando un po’ di più prima di scoppiare come fecero nel ’94, quando erano più giovani e incazzati. O forse dovevano semplicemente far ancora presa del tutto su un elettorato presso il quale, fino a pochi giorni fa, erano visibilmente convinti di non rischiare il minimo dissenso.

Per ora erano corsi ai ripari in maniera al solito un po’ caciarona ma efficace, ma la svolta dialogante di Bossi potrebbe rivelarsi un passo falso. Se arriveranno alla fine della legislatura senza il federalismo e con una posizione più ammorbidita nei confronti della sinistra si faranno cannibalizzare dai tanti piccoli gruppi regionali (vi ricordate il Progetto Nord Est?) sempre in agguato, fino a vedere decisamente ridimensionata la loro presenza in parlamento. Che , per inciso, sarebbe magnifico. La domanda chiave è quindi: ci sono o ci fanno? o un allegro mix delle due cose?

Probabilmente è la terza opzione, anche perchè sulle effettive intenzioni di questo partito bravo più che altro a cavalcare la tigre ho sempre mantenuto un sano ammontare dubbi.

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Facciamoci male, facciamolo bene

Io oggi volevo parlare dei giovani che pare stiano assaltando il Pd, volevo scrivere qualcosa sulle varie fondazioni, associazioni, pensatoie (preferisco il femminile, pensatoi sembra una cosa seria mentre così fa tanto bovidi che placidamente s’approvvigionano alla stessa vascata di liquami commestibili) che proprio in questi giorni cercano un po’ di dare il proprio contributo un po’ di assicurarsi qualche bottone nella famosa stanza preposta. E invece ho dato un’occhiata all’articolo di Repubblica sulla conferenza di Veltroni a proposito del “buco” di Roma. Non l’avessi mai fatto.

Ora, già programmare la conferenza praticamente in contemporanea allo show di D’Alema è un po’ come dire “vabbè dai, non serve che venite a sentirmi, non me la prendo, davvero” e sicuramente non fa risaltare nemmeno sui media le tue parole. Ma metti che c’aveva solo sto buco, capiscilo, è uno occupato. E invece era proprio lui a non pensare che l’accusa del “principale esponente dello schieramento a noi avverso” di aver creato una voragine finanziaria fosse importante da smentire

“Veltroni aspetta tre giorni prima di rispondere a tono, cioè numero su numero, all’attacco di Berlusconi. “Avrei preferito – dice – far sgonfiare la cosa da sola, come sta accadendo con la certificazione della Ragioneria generale e di Standard and Poor’s, l’agenzia di certificazione dei bilanci…”

Difatti il bollettino della Ragioneria Generale (ammesso che esista) è la mia lettura abituale al mattino, e quelli della Standard and Poor’s hanno un grande risalto mediatico, in fondo posseggono tre televisioni. Ah no, è vero, quello è Berlusconi. Ma Veltroni è davvero convinto che basti professarsi bravi e onesti perchè la gente ci creda? io credevo fosse più questione di controbattere colpo su colpo e far rimangiare le sparate ai mistificatori. Veltroni no, lui crede nella fiducia della gente, fiducia che sinceramente non ricordo quando avrebbe guadagnato. Fatto sta che sono passati tre giorni e lui dice la sua quando ormai l’idea “Veltroni amministra male i conti” si è cristallizzata in buona parte dell’opinione pubblica, e hai voglia ora a metterla in discussione.

Ed è solo l’ennesima conferma di quella che se Veltroni fosse un giovincello chiamerei ingenuità, di cui l’altro esempio principe è il fiorire delle paracorrenti all’interno del Partito Democratico contro il quale non fa (o non può fare?) niente. Niente a parte affermare che “la leadership non è in discussione”, come se bastasse dire le parole magiche per sistemare la situazione (peraltro a questo punto potrebbe provare con abracadabra). Io non vorrei passare per il disfattista, ma se non si comincia a dare una forma a questo partito non si andrà da nessuna parte, e Veltroni non ha fatto ancora un passo in questa direzione. Oltre alle belle parole, s’intende.

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ItaliaDati: l’Italia a confronto con l’Europa

Marco Camisani , insieme al Prof. Diego Martone dell’Università di Trieste e alla società Demia, ha creato ItaliaDati che simula l’andamento in tempo reale di alcuni dati in forma aggregata per milione di abitanti e fa un confronto fra Italia e Europa.
Le fonti sono varie (ISTAT, Eurostat, Banca d’Italia, Banca Mondiale .. ) e sono […]

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Senza parole


Non ho ancora scritto un commento su Le fenicie, e intendo rimediare, dato che l’altro ieri ho assistito a qualcosa di bellissimo.
Era veramente inaspettato, non immaginavo proprio di vedere un lavoro del genere, anche perchè in effetti è la prima volta da 5 anni a questa parte che vedo lo spettacolo del Bagatta, dato che gli altri anni ero sul palco, e sul palco lo spettacolo non si vede…
Giulio qualche tempo fa mi aveva annunciato uno spettacolo noioso, evidentemente lo faceva per stupirmi!
La narrazione è stata abbastanza veloce, e molto ritmata, in puro stile faustiano. Non c’erano intervalli tra una scena e l’altra, non c’era neanche tempo di applaudire!
Ogni scena era curata, dai movimenti e dal comportamento del coro che legavano le varie scene, ai costumi veramente originali e azzeccati.
I ragazzi sono stati tutti bravissimi! fantastiche le 4 ragazze, Micaela, Giulia, Lucia e Martina nel ruolo di Giocasta, divini Giulio e Andrea nel ruolo dei due fratelli Polinice ed Eteocle; in particolare quest’ultimo aveva un’espressione da folle mentre parlava del suo potere che era assolutamente geniale.
Adesso la smetto con i nomi, altrimenti rischierei di dimenticare qualcuno, ma ripeto che sono stati tutti bravissimi.
Alla fine dello spettacolo io ed altri ex teatranti siamo andati con i teatranti attuali a mangiare e bere, ed è divertente scoprire tutti i retroscena, che quando partecipi conosci, ma quando sei un semplice spettatore ignori.
Per concludere non vedo l’ora di assistere alla replica in castello il 30 maggio, e devo dire che non è così male essere un ex se si può assistere a certi capolavori!

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Le Fenicie

Oggi per la prima volta vivrò da spettatore lo spettacolo messo in atto dalla compagnia teatrale del liceo Bagatta, che quest’anno è Le fenicie.
Purtroppo il tempo è molto incerto, e se fino a poco fa sembrava sicuro lo svolgimento al castello, adesso il cielo si è coperto e tira un brutto vento, quindi è probabile lo spostamento al chiuso del Paolo VI.
Mi dispiacerebbe se fosse nel teatro, perchè molte persone resterebbero fuori (200 posti contro i 700 e rotti del castello), inoltre lo spettacolo è stato preparato per un palco ben più ampio.
Per fortuna c’è la replica il 30 maggio, che chiuderà la settimana iniziata oggi della quindicesima edizione di inventari superiori, che vedrà esibirsi a Desenzano varie scuole, oltre che uno spettacolo professionale e uno quasi visto che sarà presente la scuola teatrale di Milano.
Sarà molto strano dopo 4 anni assistere da esterno allo spettacolo teatrale della mia ex compagnia…
Anche se gli attori non mi possono leggere prima dello spattacolo gli auguro:
MERDA!!!

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Gemellaggi

Il 29 e 30 settembre 2006 con una grande festa a Desenzano è stato suggellato il gemellaggio con la città tedesca di Amberg. Naturalmente il 27 e 28 ottobre un numero imprecisato di autorità e politici nostrani si sarà recato ad Amberg in vacanza. Il bello è che che questi continui scambi e visite si […]

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