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Mail al sindaco

Leggo ora su ilSole24Ore di oggi alla pagina 9 un articolo e sento chiamato in causa per due motivi. Il titolo è “L’email al sindaco resta senza risposta” e racconta che su 10 sindaci di capoluoghi provinciali italiani e due capitali europee (Londra e Parigi) solo il sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli ha risposto di proprio pugno alla mail di un cittadino che si lamenta.

Primo motivo per cui ne parlo nel post è che sto appunto a Bolzano. Leggere che il sindaco qui, anche se non “mio” visto che io resto residente a Desenzano, è così disponibile è un incoraggiamento a far sentire la propria opinione. Bolzano tra le città elencate è la più piccola, e forse anche per questo il sindaco si occupa delle mail che gli giungono. Londra è 70 volte più grande in quanto ad abitanti.

Il secondo motivo è più tecnico. A Desenzano esiste il Progetto E21. Continuo a scriverne perché ha i numeri per diventare un buon servizio anche se per quanto mi risulta, al momento è un po’ snobbato dai cittadini. Si può certamente migliorare, ma è già un passo avanti rispetto alle vecchie email.

Al sindaco dubito che interessi leggere se avete rispettato tutti i canoni di una lettera con tanto di intestazione, presentazione e chi più ne ha più ne metta, addobbando il tutto di formalità inutili. Meno tempo impiega a raggiungere il nocciolo della questione e a farsi un’idea di quanto il problema è sentito anche dagli altri cittadini e meglio è. E21 permette anche questo.

Un click per localizzare la discussione su una cartina Google Maps, e già puoi inserire il cosa non va. L’assessore competente se ne occuperà poi al più presto si spera. A tal proposito, ecco un consiglio che si legge sull’articolo del Sole quando parla di Obama: ogni pomeriggio il Presidente prende in considerazione 10 mail che gli vengono proposte.
A Desenzano ogni quanto il sindaco o gli assessori accedono al portale di E21? Ci sono garanzie? Sarebbe interessante, così mi regolo.

Quando ho fatto richiesta per gli atti di una seduta del Consiglio Comunale (che poi non mi hanno mai mandato perché non ho adempiuto alla procedura burocratica necessaria) la risposta è arrivata dopo due mesi. Non il documento, ma la risposta!

Penso che altri commenti siano inutili. Ora la parola a quelli di E21. Ci sono garanzie nella frequenza del portale da parte degli assessori?

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Come far funzionare Flash Player su Ubuntu 64 bit

Avete provato ad installare Gnash o le varie cose inutili che vi si propinavano come utenti di Ubuntu 64 bit per poter vedere i filmati in Flash?

 

Dimenticate tutto: questa è la soluzione definitiva.

Testa nel sacco, chiudete firefox, aprite il terminale e fate un bel copia ed incolla

 

sudo apt-get remove -y –purge flashplugin-nonfree gnash gnash-common mozilla-plugin-gnash swfdec-mozilla libflashsupport nspluginwrapper

sudo rm -f /usr/lib/mozilla/plugins/*flash*
sudo rm -f ~/.mozilla/plugins/*flash*
sudo rm -f /usr/lib/firefox/plugins/*flash*
sudo rm -rfd /usr/lib/nspluginwrapper

echo “Stopping any Firefox that might be running”
sudo killall -9 firefox

echo “Removing any other flash plugin previously installed:”
sudo apt-get remove -y –purge flashplugin-nonfree gnash gnash-common mozilla-plugin-gnash swfdec-mozilla libflashsupport nspluginwrapper
sudo rm -f /usr/lib/mozilla/plugins/*flash*
sudo rm -f ~/.mozilla/plugins/*flash*
sudo rm -f /usr/lib/firefox/plugins/*flash*
sudo rm -f /usr/lib/firefox-addons/plugins/*flash*
sudo rm -rfd /usr/lib/nspluginwrapper

echo “Installing Flash Player 10”
cd ~
wget http://download.macromedia.com/pub/labs/flashplayer10/libflashplayer-10.0.d20.7.linux-x86_64.so.tar.gz
tar zxvf libflashplayer-10.0.d20.7.linux-x86_64.so.tar.gz
sudo cp libflashplayer.so /usr/lib/mozilla/plugins/

echo “Linking the libraries so Firefox and apps depending on XULRunner (vuze, liferea, rsswol) can find it.”
sudo ln -sf /usr/lib/mozilla/plugins/libflashplayer.so /usr/lib/firefox-addons/plugins/
sudo ln -sf /usr/lib/mozilla/plugins/libflashplayer.so  /usr/lib/xulrunner-addons/plugins/

# now doing some cleaning up:
sudo rm -rf libflashplayer.so
sudo rm -rf libflashplayer-10.0.d20.7.linux-x86_64.so.tar.gz

 

Ripeto copiare ed incollare tutto. 

Riavviare Firefox ed il gioco è fatto, funziona tutto!

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Twitter, Friendfeed, long tail

Vorrei riprendere un interessante post di Mushin riguardo al successo di Twitter a scapito di Friendfeed. Avrei, infatti, qualche considerazione da fare che a voler essere articolata un poco non ci starebbe tra i commenti al post (e chi mi segue sa che la sintesi non è tra le mie doti quando scrivo).

Riassumo brevemente il post di Techcruch dal quale tutto parte.
FriendFeed is in danger of becoming the coolest application that no one uses.”
In base ai dati forniti da Comscore, Twitter conquista ogni mese più utenti di quanti non ne abbia Friendfeed in totale. Nonostante FF sia un aggregatore in continua crescita che offre servizi molto apprezzati non riesce a convincere gli utenti che con lui possono fare molto più che con Twitter. Cosa tra l’altro vera, tant’è che Facebook e altri network continuano a copiargli le idee (a volte anche male, aggiungo io).
Poi c’è poco altro, ma di scarso rilievo per il post di Mushin.

Ora invece un breve riassunto, attraverso alcune frasi originali, del post di Mushin.
E se fosse la conferma che la Coda Lunga sia solo una bella favola?
“Suggerire che Friendfeed sia peggiore di Twitter perché non ne ha i numeri, significa negare la possibilità di un modello basato sulla Coda Lunga, significa dire che l’importante è avere mercato di massa, non massa di mercati.”
“non credo che la questione sull’utilità di Friendfeed sia legata a quanti utenti usano friedfeed.”

Ora il mio post.
È vero, la qualità di un prodotto non va misurata in base al numero di utenti, ma ai servizi offerti. Eppure se il prodotto nel nostro caso è un social network, come si potrebbe definire Friendfeed, allora il numero di iscritti diventa rilevante. Facebook potrebbe anche essere il migliore SN del mondo, ma se non avessi un’alta probabilità di trovare vecchi amici e colleghi, non ci passerei il mio tempo. Il valore di un SN sta innanzitutto nel numero di partecipanti.

Dov’è la lunga coda? C’è e non c’è. Nel senso che c’è nella misura in cui c’è sempre stata da decenni. Perché i video li cerchi prevalentemente su YouTube? Perché ce ne sono a tonnellate, nonostante Vimeo, ad esempio, offra una qualità migliore. Perché quando voglio un libro posso essere sicuro che Feltrinelli è la scelta giusta? Perché lì ne hanno così tanti che se anche non avessi idea di cosa voglio, uno che mi piace lo trovo (e in genere uno tornerebbe a casa con la valigia piena di libri!). Perché Microsoft Office ha così tanto successo? Perché tutti i miei colleghi lo usano e mi torna utile per via dell’alta compatibilità.

E la coda lunga che fine ha fatto? È mascherata come un frattale. Ogni negozio, sito, social network, impesa, discoteca, bar, biblioteca ecc. avrà due tipi di prodotti: quelli che vanno per la maggiore, di largo consumo, e quelli di nicchia, che non vuole quasi nessuno. In pratica riproduce la coda lunga al suo interno, anche se per forza di cose non può essere poi tanto lunga.
A sua volta, questo piccolo rivenditore o quello che è, rientra in un sistema maggiore, collocandosi, ad esempio, sulla coda lunga dei negozi di una città, e poi ancora la città si colloca nel sistema provinciale, regionale e nazionale.

Con internet la lunga coda di accentua perché la rete riesce ad evitare alcuni vincoli fisici, ma alla fine anche qui i siti, i blog, i social network e altri strumenti si collocano ciascuno nella coda del proprio settore, ciascuna delle quali si aggrega producendone una nuova maggiore. E al loro interno hanno essi stessi delle code lunghe. Si guardi ai tag delle immagini su Flickr, alcuni più frequenti di altri. Si guardi all’elenco di etichette dei post dei blog.

Essendo poi che la qualità effettiva può aiutare ad incrementare il numero di utenti e questi a loro volta (portando risorse) permettono al servizio di crescere in quanto ad offerta, si scatenano continuamente nell’economia globale circoli viziosi e virtuosi che premiano e macellano rispettivamente non i migliori e i peggiori, ma quelli che hanno saputo anche solo presentarsi meglio all’inizio, dimostrando anche deboli vantaggi sui concorrenti, scartando quelli che non erano in cima al podio.

Tutto questo per dire che la coda lunga non compare né scompare. È una semplice necessità di mercato e c’è sempre stata. I numeri restano e saranno sempre dannatamente importanti nella scelta di un social network.

Il vero punto, IMHO, non è che Friendfeed sia meglio o peggio, più frequentato o meno, di Twitter. Io li uso entrambi. FF è molto più di Twitter e per questo motivo non credo che debba preoccuparsi della fetta di utenti in più che ha questo rispetto a sé, ma piuttosto aiutare ad integrare ancora meglio Twitter (con i suo dm… e @…) e promuoversi attraverso di esso. Io non li metterei neanche a confronto, se non fosse per una cosa, intelligentemente osservata da TechCrunch: “FriendFeed may just be too complicated for the average user to quickly understand”. Non che lo sia, ma mi rendo conto che il 95% delle persone che mi circondano (per lo più coetanei) sono restii a voler sperimentare cose nuove. Twitter invece è così facile e intuitivo che anche Britney Spears lo usa : )
E poi FF è fatto per gente che passa davvero le ore online e al momento non sono che una minoranza le persone che passano le giornate al computer. Alle volte sembra addirittura troppo prendere che la gente legga la mail una volta al giorno!

[Nell’immagine vedete un grafico che mostra il numero di utenti di Twitter rispetto a Friendfeed. Me lo sono arrubato da Techcrunch]

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http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SCne/~3/vxrNqmd9eAs/vorrei-riprendere-un-interessante-post.html

Nuovo e vecchio blog a Bolzano

Nel panorama del blogging bolzanino ho due novità. La prima riguarda il neonato blog di Michael scritto un po’ in inglese e un po’ in tedesco. È già pieno di contenuti per avere neanche un mese. Ammetto che mi fa un po’ specie vedere un blog senza contatore visite, ma così è : )
La seconda news in realtà lo è per me. È il blog ospitato sul sito della Provincia dell’Alto Adige nel quale chiunque può contribuire. L’ho scoperto pochi giorni fa e segnalato su Twitter, ma penso che l’idea meriti una presentazione un pelo più elaborata.

Il blog è più vecchio del mio, almeno a giudicare dal primo post accessibile dall’archivio che risale al 20 giugno 2006. Altro che novità, dunque. Sta di fatto che io l’ho scoperto lo scorso fine settimana e di blog simili non ne ho trovati molti in giro. Credo sia l’unico nel suo genere.

“Il Blog Alto Adige è uno spazio aperto creato per confrontarsi direttamente, per condividere esperienze e vacanze in Alto Adige, per farsi consigliare o per aiutare altri ad organizzare la propria vacanza in montagna. Non utilizzando filtri preventivi, ci appelliamo ad un comportamento corretto.” – [tratto dalle Regole]

A me pare un’idea molto carina. Per contribuire al blog, è sufficiente inserire alcuni dati propri insieme al contenuto del post. Nessuna iscrizione, nessun documento. C’è pure un concorso per incentivare la partecipazione, anche se non credo che sia il vero stimolo per gli scrittori.
Per la sua finalità, creare confronto e dialogo tra gli utenti, penso che un forum sarebbe più adatto, ma posso capire la scelta del blog, perché la cosa veramente importante è il resoconto della vacanza del primo scrittore e dunque il blog concede la giusta visibilità e formalità al contenuto principale. Il dialogo si sviluppa poi nei commenti, completamente autogestiti dagli utenti.

Per quanto riguarda produzione e consumo dei contenuti, credo che si fosse pensato ad un uso “mordi e fuggi”. Se questo fosse il caso, mi sembra che l’utenza si sia sviluppata nel senso opposto creando una piccola community intorno ad ogni post o a certe categorie di post (turismo culturale, sportivo, festaiolo …). A volte tra i commenti si trovano il botta e risposta solo di due o tre utenti.

Non so se lo strumento del blog sia proprio efficiente per gli obiettivi del servizio. Forse è il più efficiente tra i vari. La cosa più adatta che mi viene in mente è una struttura personalizzata simile a quella di Yahoo! Answers, ma richiederebbe un investimento elevato.
Sta di fatto che è un bel servizio e, se qualcuno ne conoscesse di simili, mi piacerebbe conoscerne degli altri.

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http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SCne/~3/xBIQGLElyHo/nuovo-e-vecchio-blog-bolzano.html

Giornata del Software Libero a Riva del Garda


Sabato 25 Aprile dalle ore 14.00 alle ore 18.00 , presso la sede del GNUcchi Lab ( Ex Colonia Sabbioni ) a Riva del Garda, si svolgerà la sesta edizione della festa del Patrono del Software Libero.

Sarà possibile provare installazioni Live del sistema operativo Linux, dimostrazioni pratiche e utili consigli per neofiti e utenti esperti.

Presentazioni in programma :

  • Progetto So.Di.Linux , progetto Piano Giovani per le scuole.
  • Linux per il software libero a scuola, Lavagna multimediale a basso costo.
  • Wordpress, scrivere un blog e non solo con il software libero.
  • Openstreetmap.org, le mappe geografiche finalmente libere.


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http://feedproxy.google.com/~r/EventiENotizieDellaltoGarda/~3/k7S9hkelRRM/giornata-del-software-libero-riva-del.html

Nasce un comitato dei commercianti a Gardone Riviera

Riportiamo in seguito la relazione della riunione avvenuta il giorno 25-03-09.

INCONTRO DEI COMMERCIANTI ED ESERCENTI
DI GARDONE RIVIERA

RELAZIONE
Il giorno 23 marzo 2009 alle ore 20.30 nella sala del ristorante “La Terrazza” in via Roma n. 45 si incontravano i commercianti e gli esercenti di Gardone Riviera (in numero di 25).
La riunione si sarebbe dovuta tenere, come da richiesta protocollata, presso una sala nel centro anziani adiacente il municipio ma questa era già occupata causa attività di un corso di decoupage evidentemente “dimenticato” dai preposti del comune, allorchè i partecipanti accettavano di buon grado l’invito immediato dei ragazzi della Terrazza che aprivano la loro bella sala e li ospitavano.
Lo scopo primario della riunione era quello di ritrovarci e rivederci (o conoscerci) all’alba di una nuova stagione lavorativa, darci un in bocca al lupo e un crepi il lupo prima di affrontarne le “insidie e i pericoli” e anche quello di renderci conto se si possa provare (di nuovo) da quest’ anno a fare gruppo e ad istituzionalizzarci come struttura riconoscibile nel nostro comune, data anche la congiuntura delle elezioni imminenti.
Si sono trattati così, in modo informale e a ruota libera alcuni dei temi più scottanti che influenzano la nostra attività di commercianti e esercenti, tra cui:
– la questione “Ex area esso”: il significato e la tempistica della bonifica in atto, l’effettiva apertura del cantiere nel corso del 2009, l’eventuale possibilità di ridiscutere i termini dell’appalto con la nuova proprietà.
– La carenza delle infrastrutture, dei parcheggi o quantomeno della segnaletica e dello sfruttamento dei parcheggi esistenti, la scarsa segnaletica turistica e la mancanza di punti informativi, l’ illuminazione non adeguata (lungolago), la non sviluppata accoglienza al turismo lacuale (attracchi e boe), l’ utilità di un servizio di mini-trasporto interno al comune (trenino), l’ attenzione al decoro urbano.
– Il Vittoriale e i modi di un possibile maggiore sfruttamento della sua presenza ai fini dell’economia cittadina.
– Le manifestazioni durante la stagione estiva e la possibilità di un totale o parziale apporto dei commercianti all’ideazione e all’organizzazione delle stesse.
Venivano anche contemporaneamente avanzate alcune proposte e idee, ma si conveniva che cosa migliore si facesse compilando ognuno una lista con le questioni da risolvere e con le idee da proporre e la comunicasse ai rappresentanti nell’arco della settimana seguente.
Si passava quindi alla nomina dei rappresentanti di questo nascente comitato dei commercianti, in numero di sei, i quali si incaricheranno di tenere viva e operante una struttura che può rivelarsi utile e importante: come organo di autocontrollo e comunicazione “interna”, per i rapporti con l’amministrazione e con altri enti come albergatori, comuni limitrofi, Navigarda, Vittoriale ecc. nonché come struttura organizzativa di eventi o manifestazioni promozionali. Di seguito i rappresentanti e i rispettivi contatti:
– Manni Andrea (
andrea@hoteldianagardone.it – tel 340 5066959)
– Menini Camillo (Ristorante Pizzeria Wimmer – tel 0365 20631)
– Tessoni Luigi (
luigi.tessoni@alice.it – tel 333 7256050)
– Erculiani Mario (
mario@lapensilina.191.it – tel 0365 290576)
– Rathert Ebba (Atelier Ebba Rathert – tel 335 6088240)
– Mezzadri Giovanni (Forneria “Al Vittoriale” – tel 347 7108776)
Siete quindi da subito tutti invitati a redigere la vostra lista di priorità e di suggerimenti e ad inviarla tramite mail all’indirizzo di Manni Andrea o di riporla nel raccoglitore adibito presso la Pensilina in via Zanardelli. I rappresentanti provvederanno a vagliare le vostre proposte e a creare un “cartello” a disposizione delle liste candidate all’elezione comunale.
Il comitato renderà nota la data di una prossima riunione plenaria, porgiamo a tutti gli auguri di Buona Pasqua e di un incoraggiante inizio di stagione!
Andrea Manni Gardone Riviera, il 25/03/2009

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http://gardapanorama.blogspot.com/2009/03/nasce-un-comitato-dei-commercianti.html

Bici per i dipendenti del Comune di Riva del Garda


Il Comune di Riva del Garda ha da pochi giorni messo a disposizione delle 25 biciclette per i propri dipendenti comunali. Questi bici sono liberamente utilizzabili per gli spostamenti tra casa e lavoro , nonchè per svolgere attività lavorative che prevedano lo spostamento nell’area cittadina. Un plauso all’amministrazione comunale per la iniziativa che vuol promuovere un mezzo ecologico e che consente di diminuire l’uso dell’auto e dell’occupazione di parcheggi pubblici.

Fonte : Comune di Riva del Garda

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http://feedproxy.google.com/~r/EventiENotizieDellaltoGarda/~3/hm5zHEzzdhc/bici-per-i-dipendenti-del-comune-di.html

L’effetto Kaye

“Non so fornire spiegazioni su questo fenomeno”.
Questo fu il lapidario commento dell’ingegnere britannico Arthur Kaye quando, nel 1963, notò che facendo colare un getto di shampoo su una superficie piana, per un brevemomento (circa 300 millisecondi) dal liquido che si era già posato sul ripiano iniziava a schizzare un nuovo getto.

 

I primi studi del fenomeno

Quello che fu denominato “Effetto Kaye” era tuttavia altamente instabile, in quanto il getto fuoriuscente –di maggior spessore e di minor velocità di quello entrante- aumentava rapidamente d’inclinazione, fino a divenire verticale ed interferire con il getto originario.

Da allora, il fenomeno è stato sottoposto all’attenzione di numerosi ricercatori; i vari studi hanno portato innanzitutto ad isolarne la veridicità per i soli fluidi non-newtoniani.

Questi fluidi sono piuttosto rari in natura, in quanto aria, acqua, e quasi tutti i tipi di olio sono newtoniani, vale a dire che la loro viscosità rimane costante al variare della velocità; al contrario, per un fluido non-newtoniano, la viscosità sarà diversa a seconda che il fluido sia in quiete o in moto.

L’esempio più comune di questa tipologia è lo shampoo: molto viscoso quando è in quiete, ma diventa più liquido (quindi diminuisce la sua viscosità) quando viene frizionato sui capelli.

In seguito, si e scoperta anche la causa innescante l’Effetto Kaye: il getto in ingresso resta separato dalla pellicola di fluido sottostante tramite un sottilissimo strato di aria (dello spessore di pochi micron); le alte velocità di deformazione createsi all’interfaccia favoriscono una diminuzione di viscosità del fluido; le particelle poco viscose quindi scivolano via dal resto del fluido, creando lo spruzzo (Immagine – 1).

Nel frattempo, il getto in ingresso continua a cadere sempre sullo stesso punto, incrementando le dimensioni del grumo viscoso alla base; aumentando la lunghezza della zona di contatto (costituita dal grumo stesso), aumentano l’intensità del getto in uscita e la sua angolazione, finchè quest’ultimo non va ad interferire con il flusso entrante, interrompendo il fenomeno (in fondo a questa pagin a è disponibile il link al filmato dell’intero processo).

Le ricerche olandesi

Studi successivi condotti nel 2001 da un team di ricercatori olandesi dell’Università di Twente, guidato dal fisico Michel Versluis, hanno portato ad una stabilizzazione dell’Effetto Kaye, utilizzando come superficie d’impatto un piano inclinato su cui scorresse lo stesso fluido del getto d’ingresso.

In questo modo, il flusso in uscita si dirige automaticamente verso la parte “in discesa” del piano inclinato, impattando una seconda volta sul sottile strato fluido; questo a sua volta genera un Effetto Kaye secondario e così via, creando una cascata il cui getto ha una portata via via decrescente (Immagine – 2).

La serie di rimbalzi risulta stabile, in quanto la potenza del getto in ingresso (che, per l’equilibrio, deve essere pari a quella in uscita) non viene più bilanciata solo da quella dell’unico getto uscente, ma da tanti contributi quanti sono i rami della cascata, con una sensibile diminuzione degli effetti dissipativi.

Le ultime ricerche all’università del Texas

Tutto ciò è stato realizzato sempre basandosi su fluidi non-newtoniani, quasi completamente assenti in natura, quindi ottenibili prevalentemente in laboratorio; il mese scorso tuttavia al Centro sulle Dinamiche Non Lineari del Dipartimento di Fisica (Center for Nonlinear Dynamics and Department of Physics) dell’Università del Texas sono riusciti a rimuovere questa limitazione.

Utilizzando una vasca rotante, contenente un bagno di olio di silicone in movimento ed un getto dello stesso fluido, si è dimostrato che anche i fluidi newtoniani possono rimbalzare su una superficie della medesima composizione.

Il getto verticale entra nel bagno, restandone separato da un sottile strato di aria, viene trascinato dal moto circolare del bagno, per poi schizzare oltre la superficie (Immagine – 4). Il tutto ovviamente avviene solo in un determinato intervallo dei parametri controllati: velocità di rotazione del bagno e velocità, altezza e portata del getto.

L’operato dell’Università del Texas ha quindi in qualche modo allargato il fenomeno dell’Effetto Kaye anche ai fluidi newtoniani.

 Immagine - 5 - Matthew Thrasher
Immagine – 4 – Matthew Thrasher ©utexas.edu

Possibili Applicazioni

Le possibili applicazioni proposte sono molteplici, prima fra tutte quella riguardante il campo dei combustibili liquidi, argomento importante, fra le altre cose, in ambito motoristico; la frammentazione di un getto in una moltitudine di schizzi incontrollati (fenomeno visibile anche con la pioggia che cade su una pozzanghera) è sorgente di numerose preoccupazioni, quando si ha a che fare con liquidi infiammabili come i carburanti.

Il gruppo di ricerca statunitense, alla cui testa c’è Matthew Thrasher, considera la scoperta di poter controllare stabilmente un getto per prevenire o incentivare l’unione con il fluido circostante “un nuovo esempio di separazione stabile ed un nuovo esempio di flusso fluido con molteplici stati stabili”.

Esperimento “casalingo”

Nella loro pubblicazione “The Bouncing Jet: A Newtonian Liquid Rebounding off a Free Surface”, Thrasher ed il suo team propongono inoltre un facile esperimento casalingo, realizzabile con una teglia rotonda per dolci riempita di 4 cm di olio da cucina: sarà sufficiente imprimere al contenitore un moto rotatorio ad intervalli di circa 2 secondi, mentre si fa colare dell’altro olio da un’altezza di 3-6 cm, per constatare con esperienza diretta i risultati ottenuti ad Austin – Texas.

 

Fonte:

www.lswn.it/fisica/articoli/effetto_kaye_ed_i_fluidi_newtoniani

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http://carlonicolini.altervista.org/index.php/Fisica-e-scienze/News-e-curiosita/leffetto-kaye.html

33 Edizione del Giro del Trentino

Da Martedi 21 aprile a Sabato 25 aprile 2009 si terrà la 33 edizione del GIRO DEL TRENTINO.

La partenza della prima tappa a cronometro verrà data il 21 aprile da Torbole in circuito tra le strade di Riva del Garda, ed arrivo ad Arco.

Giovedi 23 aprile, partenza da Riva del Garda, e arrivo all’Alpe di Pampeago.

In questa edizione del giro , che ricordiamo ha visto Damiano Cunego vincitore nelle ultime due edizioni, vedrà al via alla partenza anche Lance Armstrong, recordman del Tour de France con sette vittorie assolute.

Maggiori informazioni nel corso dei prossimi giorni con l’albo d’oro, le tappe e le informazioni utili per seguire nel modo migliore questo importante avvenimento sportivo.

Fonte : Giro del Trentino

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http://feedproxy.google.com/~r/EventiENotizieDellaltoGarda/~3/nd5aIiBcCdw/33-edizione-del-giro-del-trentino.html

Come convertire tante immagini

Il pacchetto di programmi ImageMagick risponde alla domanda che tutti abbiamo avuto almeno una volta: “Devo convertire 100 immagini da bmp a jpeg, come faccio?” Si tratta di un tipico processo batch attuabile anche con Photoshop…però io consiglio

 http://www.imagemagick.org/

 

Per utenti Ubuntu Linux è al solito tutto più facile:

sudo apt-get install imagemagick

abbiamo ora disponibili nella nostra console i seguenti programmi

1) mogrify

2) convert

3) identify

 

Questi 3 programmi (ce ne sono altri) hanno una marea di opzioni.

Ad esempio se vogliamo ridimensionare tutti i file di estensione .jpeg contenuti in una cartella sovrascrivendoli?Allora digitiamo:

mogrify -resize 1280×960 *.jpeg 

è possibile tenere fissa l’altezza, supponiamo a 960 pixel

mogrify -resize x960 *.jpeg

o la larghezza a 1280 pixel

mogrify -resize 1280x *.jpeg

 

La utility convert invece ci risolve un altro problema convertire da un formato all’altro:

convert nomefile.jpg nomefileconvertito.bmp

dove ho scelto due formati qualsiasi giusto per fare un esempio. I formati supportati sono quasi tutti quelli immaginabili.

L’azione batch si può svolgere come segue: convertiamo tutti i tiff contenuti in una cartella nei loro rispettivi in jpg.

for i in *tiff; do convert $i $i.jpg; done
 
Buona conversione! 

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http://carlonicolini.altervista.org/index.php/Informatica-e-Web/Varie/come-convertire-tante-immagini.html

Il testamento biologico …

Leggo su molti siti web un testo di “testamento biologico” che mi fa veramente inkakkiare.
Apparentemente ben scritto e ragionato, non lo è per nulla e anziché risolvere un problema rischia di complicarlo e crearne di nuovi!
Il tema è complicato e delicato, dannatamente delicato. Oggi pomeriggio nn ho molto tempo, e forse neppure voglia per approfondirlo […]

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://feedproxy.google.com/~r/icostantini/feed/~3/Pv4nV-x2A6A/

Telefonare gratis su iPhone con VOIP

Ecco qua un semplice tutorial per telefonare gratis con il vostro iPhone con VOIP.

Il programma si chiama iCall ed è una simpatica applicazione VOIP per il telefono col marchio della mela.

http://www.iwriteaboutit.com/telefonare-gratis-voip-sul-tuo-iphone-tramite-icall/

 

La sua versione beta non favorisce un uso di massa al pubblico e dal suo sito internet non è chiaro se quest’applicazione possa essere utilizzata al di fuori degli Stati Uniti, eppure iCall permette di:

  • Fare e ricevere chiamate utilizzando la rete wireless;
  • Trasferire le chiamate in entrata dalla rete GSM alla rete Wi-Fi;
  • Accedere alla rubrica indirizzi;
  • Personalizzare le opzioni della casella vocale;

Inoltre, come riportato dal sito, iCall fa parte del programma di sviluppo per iPhone e che ogni passo di sviluppo è effettuato in modi chiari e precisi.

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://carlonicolini.altervista.org/index.php/Informatica-e-Web/Varie/telefonare-gratis-su-iphone-con-voip.html

M’illumino di meno! 13 febbraio 2009

Per il quinto anno consecutivo Caterpillar , il noto programma di Radio2 in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, lancia per il 13 febbraio 2009 M’illumino di meno , una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.
Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente ai loro ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio.
L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18.

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Colist: un bel servizio di… [SPAM]

Colist è solo SPAM, stanne bel lontano e non ci perdere tempo

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Sostituire la batteria iPOD nano 2° gen

In questa guida una pratica indicazione su come sostituire la batteria a iPod Nano 2° generazione.

1) Prendere un cacciavite

2) Estrarre una vite alla volta tutte le viti

3) Ottenere questo spingendo cose e staccandone involontariamente altre.

 

Ipod Puzzle – Con la funzione speciale “ricomponi”

 

4) Notare come l’apertura abbia spaccato diversi pezzi rendendolo inutilizzabile

5) Chiamare l’assistenza Apple dicendo: “Mi è caduto il martello sopra l’iPod, potete cambiarmelo fuori garanzia?”

6) Sperare.

 

P.S.

Se non avete capito questa guida fa acqua…però è una bella esperienza ti fa sentire un “tecnico”

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