Tag: the magic box

Notizie che non erano così lunghe, volendo

Se non altro abbiamo un nuovo nomignolo con cui chiamare il nostro benevolo Kaiser, non più Mr B. ma “papi”, se non altro il diritto a prenderlo in giro ci viene costantemente rinnovato se non nelle parole almeno nei fatti. Il punto è, a chi interessa? domanda infelice, purtroppo interessa a molti, diciamo invece: perchè dovrebbe interessare? domanda legittima, ma non serve un blogger ritardatario per indicare il nocciolo della questione. Un momento, ma io non sto qui per sparare le mie opinioni (argomentando un poco), su quello che succede nel mondo? bene, ecco quindi un riassunto per punti delle ultime vicende occorse al papi

– Il Presidente del Consiglio dei Ministri, in Italia, crede che “svecchiare la politica” consista nel far eleggere delle giovani ragazze fresche d’azienda (Mediaset e affini), che se pur previo rapido corso di alta formazione politica, tenuto da Frattini (sic!), hanno come merito principale quello di essere delle gran belle figliole. Oddio, forse più che un merito è una questione più sottile.

– Lo stesso figuro di cui sopra, non pago, invece di difendere a spada tratta i succosi talenti politici che aveva scoperto sotto una spessa patina di apparente ignoranza, o forse era il trucco, ha ceduto alle lamentele della moglie e ha rifatto le liste spuntando le quote gnocca. Delle due l’una: o non ha interesse a portare giovani di belle speranze in politica, e preferisce loro un po’ di belle ragazze, o non ha interesse a portare giovani di belle speranze in politica, e preferisce loro il suo matrimonio.

– Il matrimonio pare stia finendo lo stesso, perchè la Lario ha deciso che la corda è il momento di strapparla (portando con sè qualche soldo, ma queste sono beghe che diventano personali e non mi interessano), mi chiedo se ora ricompariranno le ragazze (ma forse è scaduto il tempo per presentare le liste, vedremo alle prossime elezioni)

Tutto questo mi ha preso quanto, dodici righe e mezzo? ok, le ho contate, ma contate voi le righe spese in media da ciascun giornale che si sia interessato alla vicenda e ditemi a quanto siamo arrivati, anche considerando che quello che ho scritto andrebbe messo giù in maniera più seriosa io scuse non riesco a trovarle per tutto l’inchiostro che si è speso.

Ora, si potrebbe replicare che in fondo notizie rilevanti vanno approfondite e non ci si può sempre solo limitare a citare l’accaduto, e qui io mi scuso e ammetto che effettivamente qualcosa di più c’è da scrivere. Voglio dire, se io fossi un giornalista e potessi decidere di cosa scrivere, partirei da quelle nomine per fare un discorso più ampio, più che sulla spettacolarizzazione della politica (è un discorso più ampio, anche se sicuramente questa vicenda ne è parzialmente figlia) sulla scarsa considerazione che i nostri partiti hanno per le elezioni europee, e per le occasioni che perdiamo nel mandare poca gente davvero interessata e preparata a Bruxelles, discorso che si fa spesso parlando del notevole assenteismo di tanti nostri parlamentari europei e mai a monte su come siano considerate queste elezioni (brutalmente: se va bene un test per valutare il consenso del governo e se va male un luogo sicuro dove mandare gente che si è “meritata” uno stipendio cospicuo). Nota interessante, ho scritto più io su questo argomento limitandomi a introdurlo che tutti i giornali di cui sopra, e allora ditemi un po’ se a questo punto non conveniva stare zitti.

p.s. vi chiederete cosa c’entra la giovane biondina che chiama papi Mr. B con tutto il resto. Ebbene, sappiate che a chi scrive piace precorrere i tempi

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2009/05/se-non-altro-abbiamo-un-nuovo-nomignolo.html

Notizie che non erano così lunghe, volendo

Se non altro abbiamo un nuovo nomignolo con cui chiamare il nostro benevolo Kaiser, non più Mr B. ma “papi”, se non altro il diritto a prenderlo in giro ci viene costantemente rinnovato se non nelle parole almeno nei fatti. Il punto è, a chi interessa? domanda infelice, purtroppo interessa a molti, diciamo invece: perchè dovrebbe interessare? domanda legittima, ma non serve un blogger ritardatario per indicare il nocciolo della questione. Un momento, ma io non sto qui per sparare le mie opinioni (argomentando un poco), su quello che succede nel mondo? bene, ecco quindi un riassunto per punti delle ultime vicende occorse al papi

– Il Presidente del Consiglio dei Ministri, in Italia, crede che “svecchiare la politica” consista nel far eleggere delle giovani ragazze fresche d’azienda (Mediaset e affini), che se pur previo rapido corso di alta formazione politica, tenuto da Frattini (sic!), hanno come merito principale quello di essere delle gran belle figliole. Oddio, forse più che un merito è una questione più sottile.

– Lo stesso figuro di cui sopra, non pago, invece di difendere a spada tratta i succosi talenti politici che aveva scoperto sotto una spessa patina di apparente ignoranza, o forse era il trucco, ha ceduto alle lamentele della moglie e ha rifatto le liste spuntando le quote gnocca. Delle due l’una: o non ha interesse a portare giovani di belle speranze in politica, e preferisce loro un po’ di belle ragazze, o non ha interesse a portare giovani di belle speranze in politica, e preferisce loro il suo matrimonio.

– Il matrimonio pare stia finendo lo stesso, perchè la Lario ha deciso che la corda è il momento di strapparla (portando con sè qualche soldo, ma queste sono beghe che diventano personali e non mi interessano), mi chiedo se ora ricompariranno le ragazze (ma forse è scaduto il tempo per presentare le liste, vedremo alle prossime elezioni)

Tutto questo mi ha preso quanto, dodici righe e mezzo? ok, le ho contate, ma contate voi le righe spese in media da ciascun giornale che si sia interessato alla vicenda e ditemi a quanto siamo arrivati, anche considerando che quello che ho scritto andrebbe messo giù in maniera più seriosa io scuse non riesco a trovarle per tutto l’inchiostro che si è speso.

Ora, si potrebbe replicare che in fondo notizie rilevanti vanno approfondite e non ci si può sempre solo limitare a citare l’accaduto, e qui io mi scuso e ammetto che effettivamente qualcosa di più c’è da scrivere. Voglio dire, se io fossi un giornalista e potessi decidere di cosa scrivere, partirei da quelle nomine per fare un discorso più ampio, più che sulla spettacolarizzazione della politica (è un discorso più ampio, anche se sicuramente questa vicenda ne è parzialmente figlia) sulla scarsa considerazione che i nostri partiti hanno per le elezioni europee, e per le occasioni che perdiamo nel mandare poca gente davvero interessata e preparata a Bruxelles, discorso che si fa spesso parlando del notevole assenteismo di tanti nostri parlamentari europei e mai a monte su come siano considerate queste elezioni (brutalmente: se va bene un test per valutare il consenso del governo e se va male un luogo sicuro dove mandare gente che si è “meritata” uno stipendio cospicuo). Nota interessante, ho scritto più io su questo argomento limitandomi a introdurlo che tutti i giornali di cui sopra, e allora ditemi un po’ se a questo punto non conveniva stare zitti.

p.s. vi chiederete cosa c’entra la giovane biondina che chiama papi Mr. B con tutto il resto. Ebbene, sappiate che a chi scrive piace precorrere i tempi

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Se non altro abbiamo un nuovo nomignolo con cui chiamare il nostro benevolo Kaiser, non più Mr B. ma “papi”, se non altro il diritto a prenderlo in giro ci viene costantemente rinnovato se non nelle parole almeno nei fatti. Il punto è, a chi interess…

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Notizie che non erano così lunghe, volendo

Se non altro abbiamo un nuovo nomignolo con cui chiamare il nostro benevolo Kaiser, non più Mr B. ma “papi”, se non altro il diritto a prenderlo in giro ci viene costantemente rinnovato se non nelle parole almeno nei fatti. Il punto è, a chi interessa? domanda infelice, purtroppo interessa a molti, diciamo invece: perchè dovrebbe interessare? domanda legittima, ma non serve un blogger ritardatario per indicare il nocciolo della questione. Un momento, ma io non sto qui per sparare le mie opinioni (argomentando un poco), su quello che succede nel mondo? bene, ecco quindi un riassunto per punti delle ultime vicende occorse al papi

– Il Presidente del Consiglio dei Ministri, in Italia, crede che “svecchiare la politica” consista nel far eleggere delle giovani ragazze fresche d’azienda (Mediaset e affini), che se pur previo rapido corso di alta formazione politica, tenuto da Frattini (sic!), hanno come merito principale quello di essere delle gran belle figliole. Oddio, forse più che un merito è una questione più sottile.

– Lo stesso figuro di cui sopra, non pago, invece di difendere a spada tratta i succosi talenti politici che aveva scoperto sotto una spessa patina di apparente ignoranza, o forse era il trucco, ha ceduto alle lamentele della moglie e ha rifatto le liste spuntando le quote gnocca. Delle due l’una: o non ha interesse a portare giovani di belle speranze in politica, e preferisce loro un po’ di belle ragazze, o non ha interesse a portare giovani di belle speranze in politica, e preferisce loro il suo matrimonio.

– Il matrimonio pare stia finendo lo stesso, perchè la Lario ha deciso che la corda è il momento di strapparla (portando con sè qualche soldo, ma queste sono beghe che diventano personali e non mi interessano), mi chiedo se ora ricompariranno le ragazze (ma forse è scaduto il tempo per presentare le liste, vedremo alle prossime elezioni)

Tutto questo mi ha preso quanto, dodici righe e mezzo? ok, le ho contate, ma contate voi le righe spese in media da ciascun giornale che si sia interessato alla vicenda e ditemi a quanto siamo arrivati, anche considerando che quello che ho scritto andrebbe messo giù in maniera più seriosa io scuse non riesco a trovarle per tutto l’inchiostro che si è speso.

Ora, si potrebbe replicare che in fondo notizie rilevanti vanno approfondite e non ci si può sempre solo limitare a citare l’accaduto, e qui io mi scuso e ammetto che effettivamente qualcosa di più c’è da scrivere. Voglio dire, se io fossi un giornalista e potessi decidere di cosa scrivere, partirei da quelle nomine per fare un discorso più ampio, più che sulla spettacolarizzazione della politica (è un discorso più ampio, anche se sicuramente questa vicenda ne è parzialmente figlia) sulla scarsa considerazione che i nostri partiti hanno per le elezioni europee, e per le occasioni che perdiamo nel mandare poca gente davvero interessata e preparata a Bruxelles, discorso che si fa spesso parlando del notevole assenteismo di tanti nostri parlamentari europei e mai a monte su come siano considerate queste elezioni (brutalmente: se va bene un test per valutare il consenso del governo e se va male un luogo sicuro dove mandare gente che si è “meritata” uno stipendio cospicuo). Nota interessante, ho scritto più io su questo argomento limitandomi a introdurlo che tutti i giornali di cui sopra, e allora ditemi un po’ se a questo punto non conveniva stare zitti.

p.s. vi chiederete cosa c’entra la giovane biondina che chiama papi Mr. B con tutto il resto. Ebbene, sappiate che a chi scrive piace precorrere i tempi

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i miracul che succede ad Hammamet

Raccontava Travaglio l’altro giorno delle vette a cui sta giungendo recentemente l’apologia di Bettino Craxi nel mediaverso, parlando di uno speciale televisivo che è sembrato eccessivo anche per Mediaset. Ve lo ricordate, vero, chi era Bettino Craxi? io ad esempio ero un bimbo all’epoca, ma ricordo nitidamente l’episodio delle monetine e il generale clima di ribrezzo nei confronti di chi all’epoca impoersonificava idealmente la corruzione di un sistema ormai diventato troppo pesante anche per le ampie spalle degli italiani (peccato che la successiva catarsi non servì a uscirne, ora si dovranno aspettare altri 50 anni)); ne sono contento, non credo che qualcuno riuscirà mai a convicermi che quell’uomo abbia fatto qualcosa di buono qua in Italia, se non bastasse quello che poi ho letto a proposito.

Ad ogni modo, proprio oggi mi è tornato in mano un album di Paolo Rossi, “Hammamet e altre storie” (qui una playlist dove sono segnalate anche le collaborazioni con Capossela all’interno dell’album), che fu davvero il mio primo incontro con la satira e, effettivamente, anche con la politica. Ero piccolo e capivo metà del testo di metà delle canzoni, ma forse per qualche strano meccanismo della mente quell’ascolto reiterato (consumai quella cassetta) forgiò il mio gusto comico negli anni successivi, e solo oggi me ne rendo davvero conto (l’altro grande tributo sono i Monty Python, scoperti qualche anno dopo grazie a un amico, che riempirono la nicchia surreale-nonsense) riascoltando “Hammamet”, “Sogno all’incontrario”, “Decervellamento” (cantata assieme a Capossela, entrerà poi nell’album “Canzoni a manovella”) e tutte le altre (compresa qualche canzone più recente come “Setto nasale in fiamme“). A volte mi viene da pensare che dopo tutti i discorsi, le letture, i dibattiti la maniera migliore per raccontare un’epoca difficile sia attraverso la comicità che si è prodotta in quel periodo, per questo il mio contributo al tentativo di non perdere il ricordo di ciò che è successo negli anni ’80 e primo ’90 è questo consiglio di ascolto e questo testo:

Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove è finita la fontana, fontana di largo Cairoli?
perché non c’è più?
Era dentro al Castello Sforzesco ad ammuffire
poverina!
Eran tanti anni che era lì a prender l’umido
chissà che dolori!
poi qualcuno allora l’ha trovata…
ah!
e l’ha curata…
che bravo!
e l’ha portata…
ma che gentile…dove?
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet sai dove mettere un oggett!
un oggett!
c’è magazzino con tanti bei rubet
i bei rubet!
Persino il vino vien giù dai rubinett
dai rubinet!
È un dei miracul che succede ad Hammamet!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove son finiti gli animali dello zoo?
perché non ci sono più?
Un leone l’hanno visto dentro un ristorante all’Idroscalo
curioso!
poi qualcuno allora l’ho trovato…
aaah!
e l’ha curato…
ma che bravo!
l’ha medicato…
ma che gentile!
e l’ha nutrito…
ma che zoofilo!
e l’ha ingrassato…
ma che cuore d’oro!
poi l’ha mangiato.
E adesso questo farlocco fagocitatore di felini selvaggio, dov’è?
Mah… ad Hammamet!
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet parlan tutti el nos dialet
el nos dialet!
Che gran palazzo con tanti bei stanzet
i bei stanzet!
Fanno il cous-cous con dentro un feritet
un feritet
è un dei parti che succede ad Hammamet!
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove è finito il capolinea del 38 l’Innocenti e il Samiri?
perché non c’è più?
e tutti quelli che accoppavano i piviù per fare i cuscini?
Che crudeltà!
Dal verme di Gorelli al bazooka col suo rabarbaro?
non c’è più il rabarbaro!
Credo che qualcuno li ha trovati…
ah!
e li ha smontati…
ah!
e trasferiti…
eh!
e riciclati…
ah, sì?
Sì, ma qui si stan ciulando tutto, però!
No, guardi…
È un incubo!
Senta, queste cose qua, succedevano una volta! Adesso non è più così! Adesso c’è il Nuovo che avanza!
Sì, ma il Nuovo che avanza e il Vecchio telefona!
Come?
Spiego, spiego il concetto. Ci sono voci, ci son voci che si telefonano tutti i giorni. Anche quando la sera prima litigano, tutte le mattine la telefonata alle 9: come stai? dormito bene?
ah, pensa!

hai avuto incubi? Io ho sognato Gorelli. Anch’io, cazzo!
eh, vabbè, quello… è un incubo!
è tutto un incubo, capito … oppure si parlan, si dicon le cose anche tipo: come sta Veronica, Van Basten, i figli, Tresaggi…
tutta la famiglia!
tutta la famiglia! dopodichè parlano delle cose importanti, di cui han sempre parlato, non so, Cossiga, di, di di…
Cosa c’entra Cossiga?
Ma scusi, secondo lei uno che ha spiegato, ha raccontato agli Italiani prima come finiva Beautiful, e non ha spiegato dopo come è finito Moro secondo lei non c’entra? Beh, secondo me c’entra! Ma dove vive?
In Italia!
In Italia lei vive
Eh, certo!
Ecco. E invece l’altro, il Vecchio che telefona, no? infatti alla fine della telefonata manda sempre un saluto: “Ti mando un saluto da questa spiaggia lontana…
Oh, Hammamet, la mia prigione mia più bella sei tu!
commovente!
Silvio, consentimi…. che prima o poi vedrai, ci vieni anche tu!”
dove?

Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet

Ahaaaaa!
Ad Hammamet!
Ahaaaaa!

Ma dove è finito il mio spazzolino da denti?

Ad Hammamet!
e la mia mountain bike?
Ad Hammamet!
e la contessina Vacca?
Ad Hammamet!
E la mia protesi?
Ad Hammamet!
È un miracul che succede ad Hammamet!

e per chiudere il fantastico Sogno all’incontrario.
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Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2009/01/i-miracul-che-succede-ad-hammamet.html

i miracul che succede ad Hammamet

Raccontava Travaglio l’altro giorno delle vette a cui sta giungendo recentemente l’apologia di Bettino Craxi nel mediaverso, parlando di uno speciale televisivo che è sembrato eccessivo anche per Mediaset. Ve lo ricordate, vero, chi era Bettino Craxi?…

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i miracul che succede ad Hammamet

Raccontava Travaglio l’altro giorno delle vette a cui sta giungendo recentemente l’apologia di Bettino Craxi nel mediaverso, parlando di uno speciale televisivo che è sembrato eccessivo anche per Mediaset. Ve lo ricordate, vero, chi era Bettino Craxi? io ad esempio ero un bimbo all’epoca, ma ricordo nitidamente l’episodio delle monetine e il generale clima di ribrezzo nei confronti di chi all’epoca impoersonificava idealmente la corruzione di un sistema ormai diventato troppo pesante anche per le ampie spalle degli italiani (peccato che la successiva catarsi non servì a uscirne, ora si dovranno aspettare altri 50 anni)); ne sono contento, non credo che qualcuno riuscirà mai a convicermi che quell’uomo abbia fatto qualcosa di buono qua in Italia, se non bastasse quello che poi ho letto a proposito.

Ad ogni modo, proprio oggi mi è tornato in mano un album di Paolo Rossi, “Hammamet e altre storie” (qui una playlist dove sono segnalate anche le collaborazioni con Capossela all’interno dell’album), che fu davvero il mio primo incontro con la satira e, effettivamente, anche con la politica. Ero piccolo e capivo metà del testo di metà delle canzoni, ma forse per qualche strano meccanismo della mente quell’ascolto reiterato (consumai quella cassetta) forgiò il mio gusto comico negli anni successivi, e solo oggi me ne rendo davvero conto (l’altro grande tributo sono i Monty Python, scoperti qualche anno dopo grazie a un amico, che riempirono la nicchia surreale-nonsense) riascoltando “Hammamet”, “Sogno all’incontrario”, “Decervellamento” (cantata assieme a Capossela, entrerà poi nell’album “Canzoni a manovella”) e tutte le altre (compresa qualche canzone più recente come “Setto nasale in fiamme“). A volte mi viene da pensare che dopo tutti i discorsi, le letture, i dibattiti la maniera migliore per raccontare un’epoca difficile sia attraverso la comicità che si è prodotta in quel periodo, per questo il mio contributo al tentativo di non perdere il ricordo di ciò che è successo negli anni ’80 e primo ’90 è questo consiglio di ascolto e questo testo:

Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove è finita la fontana, fontana di largo Cairoli?
perché non c’è più?
Era dentro al Castello Sforzesco ad ammuffire
poverina!
Eran tanti anni che era lì a prender l’umido
chissà che dolori!
poi qualcuno allora l’ha trovata…
ah!
e l’ha curata…
che bravo!
e l’ha portata…
ma che gentile…dove?
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet sai dove mettere un oggett!
un oggett!
c’è magazzino con tanti bei rubet
i bei rubet!
Persino il vino vien giù dai rubinett
dai rubinet!
È un dei miracul che succede ad Hammamet!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove son finiti gli animali dello zoo?
perché non ci sono più?
Un leone l’hanno visto dentro un ristorante all’Idroscalo
curioso!
poi qualcuno allora l’ho trovato…
aaah!
e l’ha curato…
ma che bravo!
l’ha medicato…
ma che gentile!
e l’ha nutrito…
ma che zoofilo!
e l’ha ingrassato…
ma che cuore d’oro!
poi l’ha mangiato.
E adesso questo farlocco fagocitatore di felini selvaggio, dov’è?
Mah… ad Hammamet!
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet parlan tutti el nos dialet
el nos dialet!
Che gran palazzo con tanti bei stanzet
i bei stanzet!
Fanno il cous-cous con dentro un feritet
un feritet
è un dei parti che succede ad Hammamet!
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove è finito il capolinea del 38 l’Innocenti e il Samiri?
perché non c’è più?
e tutti quelli che accoppavano i piviù per fare i cuscini?
Che crudeltà!
Dal verme di Gorelli al bazooka col suo rabarbaro?
non c’è più il rabarbaro!
Credo che qualcuno li ha trovati…
ah!
e li ha smontati…
ah!
e trasferiti…
eh!
e riciclati…
ah, sì?
Sì, ma qui si stan ciulando tutto, però!
No, guardi…
È un incubo!
Senta, queste cose qua, succedevano una volta! Adesso non è più così! Adesso c’è il Nuovo che avanza!
Sì, ma il Nuovo che avanza e il Vecchio telefona!
Come?
Spiego, spiego il concetto. Ci sono voci, ci son voci che si telefonano tutti i giorni. Anche quando la sera prima litigano, tutte le mattine la telefonata alle 9: come stai? dormito bene?
ah, pensa!

hai avuto incubi? Io ho sognato Gorelli. Anch’io, cazzo!
eh, vabbè, quello… è un incubo!
è tutto un incubo, capito … oppure si parlan, si dicon le cose anche tipo: come sta Veronica, Van Basten, i figli, Tresaggi…
tutta la famiglia!
tutta la famiglia! dopodichè parlano delle cose importanti, di cui han sempre parlato, non so, Cossiga, di, di di…
Cosa c’entra Cossiga?
Ma scusi, secondo lei uno che ha spiegato, ha raccontato agli Italiani prima come finiva Beautiful, e non ha spiegato dopo come è finito Moro secondo lei non c’entra? Beh, secondo me c’entra! Ma dove vive?
In Italia!
In Italia lei vive
Eh, certo!
Ecco. E invece l’altro, il Vecchio che telefona, no? infatti alla fine della telefonata manda sempre un saluto: “Ti mando un saluto da questa spiaggia lontana…
Oh, Hammamet, la mia prigione mia più bella sei tu!
commovente!
Silvio, consentimi…. che prima o poi vedrai, ci vieni anche tu!”
dove?

Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet

Ahaaaaa!
Ad Hammamet!
Ahaaaaa!

Ma dove è finito il mio spazzolino da denti?

Ad Hammamet!
e la mia mountain bike?
Ad Hammamet!
e la contessina Vacca?
Ad Hammamet!
E la mia protesi?
Ad Hammamet!
È un miracul che succede ad Hammamet!

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i miracul che succede ad Hammamet

Raccontava Travaglio l’altro giorno delle vette a cui sta giungendo recentemente l’apologia di Bettino Craxi nel mediaverso, parlando di uno speciale televisivo che è sembrato eccessivo anche per Mediaset. Ve lo ricordate, vero, chi era Bettino Craxi? io ad esempio ero un bimbo all’epoca, ma ricordo nitidamente l’episodio delle monetine e il generale clima di ribrezzo nei confronti di chi all’epoca impoersonificava idealmente la corruzione di un sistema ormai diventato troppo pesante anche per le ampie spalle degli italiani (peccato che la successiva catarsi non servì a uscirne, ora si dovranno aspettare altri 50 anni)); ne sono contento, non credo che qualcuno riuscirà mai a convicermi che quell’uomo abbia fatto qualcosa di buono qua in Italia, se non bastasse quello che poi ho letto a proposito.

Ad ogni modo, proprio oggi mi è tornato in mano un album di Paolo Rossi, “Hammamet e altre storie” (qui una playlist dove sono segnalate anche le collaborazioni con Capossela all’interno dell’album), che fu davvero il mio primo incontro con la satira e, effettivamente, anche con la politica. Ero piccolo e capivo metà del testo di metà delle canzoni, ma forse per qualche strano meccanismo della mente quell’ascolto reiterato (consumai quella cassetta) forgiò il mio gusto comico negli anni successivi, e solo oggi me ne rendo davvero conto (l’altro grande tributo sono i Monty Python, scoperti qualche anno dopo grazie a un amico, che riempirono la nicchia surreale-nonsense) riascoltando “Hammamet”, “Sogno all’incontrario”, “Decervellamento” (cantata assieme a Capossela, entrerà poi nell’album “Canzoni a manovella”) e tutte le altre (compresa qualche canzone più recente come “Setto nasale in fiamme“). A volte mi viene da pensare che dopo tutti i discorsi, le letture, i dibattiti la maniera migliore per raccontare un’epoca difficile sia attraverso la comicità che si è prodotta in quel periodo, per questo il mio contributo al tentativo di non perdere il ricordo di ciò che è successo negli anni ’80 e primo ’90 è questo consiglio di ascolto e questo testo:

Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove è finita la fontana, fontana di largo Cairoli?
perché non c’è più?
Era dentro al Castello Sforzesco ad ammuffire
poverina!
Eran tanti anni che era lì a prender l’umido
chissà che dolori!
poi qualcuno allora l’ha trovata…
ah!
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che bravo!
e l’ha portata…
ma che gentile…dove?
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet sai dove mettere un oggett!
un oggett!
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i bei rubet!
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È un dei miracul che succede ad Hammamet!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove son finiti gli animali dello zoo?
perché non ci sono più?
Un leone l’hanno visto dentro un ristorante all’Idroscalo
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ma che bravo!
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ma che gentile!
e l’ha nutrito…
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poi l’ha mangiato.
E adesso questo farlocco fagocitatore di felini selvaggio, dov’è?
Mah… ad Hammamet!
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet parlan tutti el nos dialet
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è un dei parti che succede ad Hammamet!
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove è finito il capolinea del 38 l’Innocenti e il Samiri?
perché non c’è più?
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Che crudeltà!
Dal verme di Gorelli al bazooka col suo rabarbaro?
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Credo che qualcuno li ha trovati…
ah!
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ah, sì?
Sì, ma qui si stan ciulando tutto, però!
No, guardi…
È un incubo!
Senta, queste cose qua, succedevano una volta! Adesso non è più così! Adesso c’è il Nuovo che avanza!
Sì, ma il Nuovo che avanza e il Vecchio telefona!
Come?
Spiego, spiego il concetto. Ci sono voci, ci son voci che si telefonano tutti i giorni. Anche quando la sera prima litigano, tutte le mattine la telefonata alle 9: come stai? dormito bene?
ah, pensa!

hai avuto incubi? Io ho sognato Gorelli. Anch’io, cazzo!
eh, vabbè, quello… è un incubo!
è tutto un incubo, capito … oppure si parlan, si dicon le cose anche tipo: come sta Veronica, Van Basten, i figli, Tresaggi…
tutta la famiglia!
tutta la famiglia! dopodichè parlano delle cose importanti, di cui han sempre parlato, non so, Cossiga, di, di di…
Cosa c’entra Cossiga?
Ma scusi, secondo lei uno che ha spiegato, ha raccontato agli Italiani prima come finiva Beautiful, e non ha spiegato dopo come è finito Moro secondo lei non c’entra? Beh, secondo me c’entra! Ma dove vive?
In Italia!
In Italia lei vive
Eh, certo!
Ecco. E invece l’altro, il Vecchio che telefona, no? infatti alla fine della telefonata manda sempre un saluto: “Ti mando un saluto da questa spiaggia lontana…
Oh, Hammamet, la mia prigione mia più bella sei tu!
commovente!
Silvio, consentimi…. che prima o poi vedrai, ci vieni anche tu!”
dove?

Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet

Ahaaaaa!
Ad Hammamet!
Ahaaaaa!

Ma dove è finito il mio spazzolino da denti?

Ad Hammamet!
e la mia mountain bike?
Ad Hammamet!
e la contessina Vacca?
Ad Hammamet!
E la mia protesi?
Ad Hammamet!
È un miracul che succede ad Hammamet!

e per chiudere il fantastico Sogno all’incontrario.
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http://paguropagano.blogspot.com/2009/01/i-miracul-che-succede-ad-hammamet.html

Cultura pret-a-porter

È natale e siamo tutti persone migliori, o perlomeno ci proviamo. Per questo non ho intenzione di ammorbarvi nè con lunghe tirate sul Partito Democratico e le sue discussioni interne (anche perchè tanto vale aspettare per vedere se la Befana ci porta un segretario nuovo, di questi tempi) nè con apocalittiche analisi dell’azione di questo governo, per quanto pare che siano questi due argomenti a interessarvi di più, cari i miei lettori. Da ora fino a tutte le vacanze vorrei sfornare solo post leggeri, anche perchè è un periodo (avrete notato) in cui per vari motivi posto poco, e calo (di accessi) per calo vorrei sperimentare un poco già che ci sono. Ma veniamo al pezzo, nato un po’ per scherzo ieri sera (e in fondo scherzo rimane).

Quante volte avete canticchiato “I’m singing in the rain” o sciorinato qualche monologo famoso? (se qui rispondete “stai parlando con me?” siete incredibilmente appropriati, bravi) ecco, ora vorrei sapere quanti di voi hanno visto quei film citati così spesso. Questa verve da citazione è qualcosa di più che una curiosità, e se fossi un capiscione di psicologia ci farei probabilmente qualche ricerca (chissà che la Capacchione non abbia scritto qualcosa a proposito) tanto per sapere se è una maniera per tracciare un ipotetico confine attorno a sè stessi e ai propri compagni di chiacchierata e delimitare così un territorio comune con tanto di senso d’appartenenza, oppure un esibizione di status (“ho visto/letto/ascoltato il tal oggetto culturale universalmente riconosciuto come figo” anche quando poi non è vero). Per fare due esempi veloci, poi chissà qual è la rotellina cerebrale che si muove in queste situazioni, ce ne sono così tante e si muovono così spesso in gruppo che è difficile poi decidere per una, a volte (carina la metafora del cervello come assieme di ingranaggi no? tutto sommato, e al di là della sua efficacia, è ancora la mia preferita).

Se ci pensate lo stesso meccanismo sta probabilmente dietro la recente deriva (auto)citazionistica del “mondo” televisivo, dotato ormai di un’autoreferenzialità impressionante, in tutti i sensi, tanto che esistono da tempo programmi televisivi che commentano altri programmi televisivi. L’esempio principe è Buona Domenica, che quando ero bambino io era un insieme colorato di intrattenimento a buon mercato e giochi a premi condotto da Marco Columbro e Lorella Cuccarini, mentre ora da quanto ho capito è praticamente fondato sulla logica del Talk Show di Costanziana memoria e si occupa di televisione e bassa politica (affrontata cioè con una mediaticità da far spavento).

Una cosa che posso fare però, da profano, è una lista di tutti quegli stralci di cultura che hanno preso la strana via della vita più citata che fruita:

-la canzone “Singin’ in the Rain”, dal film omonimo
-il monologo di De Niro in “Taxi Driver” (stai parlando con me?)
-svariati pezzi di “2001, Odissea nello Spazio”
-l’immagine della madeleine dalla “Ricerca del Tempo Perduto” di Proust
-“L’Idiota” di F. Dostoevskij, col titolo del quale si fanno innumerevoli battute che suonano argute (ho sentito qualcuno usare anche “Delitto e Castigo”, ma con meno convinzione)
“È la stampa, bellezza”, da “Deadline USA”, film del 1952 (in originale, peraltro, era un pochino diversa: “that’s the power of the press, baby, the power of the press”
-una marea di citazioni da film di Nanni Moretti che nessuno vede più da anni (su tutte “Mi si nota di più se vengo o se non vengo?” e “dì una cosa di sinistra!“)

aggiunte (grazie ad asphalto):
-“bisogna cambiare tutto perchè nulla cambi” dal Gattopardo
-“Lottare contro i mulini a vento“, immagine presa dal “DonChischotte” di Cervantes
e poi se mi ricordo ne aggiungo altre.

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http://paguropagano.blogspot.com/2008/12/natale-e-siamo-tutti-persone-migliori-o.html

Cultura pret-a-porter

È natale e siamo tutti persone migliori, o perlomeno ci proviamo. Per questo non ho intenzione di ammorbarvi nè con lunghe tirate sul Partito Democratico e le sue discussioni interne (anche perchè tanto vale aspettare per vedere se la Befana ci porta un segretario nuovo, di questi tempi) nè con apocalittiche analisi dell’azione di questo governo, per quanto pare che siano questi due argomenti a interessarvi di più, cari i miei lettori. Da ora fino a tutte le vacanze vorrei sfornare solo post leggeri, anche perchè è un periodo (avrete notato) in cui per vari motivi posto poco, e calo (di accessi) per calo vorrei sperimentare un poco già che ci sono. Ma veniamo al pezzo, nato un po’ per scherzo ieri sera (e in fondo scherzo rimane).

Quante volte avete canticchiato “I’m singing in the rain” o sciorinato qualche monologo famoso? (se qui rispondete “stai parlando con me?” siete incredibilmente appropriati, bravi) ecco, ora vorrei sapere quanti di voi hanno visto quei film citati così spesso. Questa verve da citazione è qualcosa di più che una curiosità, e se fossi un capiscione di psicologia ci farei probabilmente qualche ricerca (chissà che la Capacchione non abbia scritto qualcosa a proposito) tanto per sapere se è una maniera per tracciare un ipotetico confine attorno a sè stessi e ai propri compagni di chiacchierata e delimitare così un territorio comune con tanto di senso d’appartenenza, oppure un esibizione di status (“ho visto/letto/ascoltato il tal oggetto culturale universalmente riconosciuto come figo” anche quando poi non è vero). Per fare due esempi veloci, poi chissà qual è la rotellina cerebrale che si muove in queste situazioni, ce ne sono così tante e si muovono così spesso in gruppo che è difficile poi decidere per una, a volte (carina la metafora del cervello come assieme di ingranaggi no? tutto sommato, e al di là della sua efficacia, è ancora la mia preferita).

Se ci pensate lo stesso meccanismo sta probabilmente dietro la recente deriva (auto)citazionistica del “mondo” televisivo, dotato ormai di un’autoreferenzialità impressionante, in tutti i sensi, tanto che esistono da tempo programmi televisivi che commentano altri programmi televisivi. L’esempio principe è Buona Domenica, che quando ero bambino io era un insieme colorato di intrattenimento a buon mercato e giochi a premi condotto da Marco Columbro e Lorella Cuccarini, mentre ora da quanto ho capito è praticamente fondato sulla logica del Talk Show di Costanziana memoria e si occupa di televisione e bassa politica (affrontata cioè con una mediaticità da far spavento).

Una cosa che posso fare però, da profano, è una lista di tutti quegli stralci di cultura che hanno preso la strana via della vita più citata che fruita:

-la canzone “Singin’ in the Rain”, dal film omonimo
-il monologo di De Niro in “Taxi Driver” (stai parlando con me?)
-svariati pezzi di “2001, Odissea nello Spazio”
-l’immagine della madeleine dalla “Ricerca del Tempo Perduto” di Proust
-“L’Idiota” di F. Dostoevskij, col titolo del quale si fanno innumerevoli battute che suonano argute (ho sentito qualcuno usare anche “Delitto e Castigo”, ma con meno convinzione)
“È la stampa, bellezza”, da “Deadline USA”, film del 1952 (in originale, peraltro, era un pochino diversa: “that’s the power of the press, baby, the power of the press”
-una marea di citazioni da film di Nanni Moretti che nessuno vede più da anni (su tutte “Mi si nota di più se vengo o se non vengo?” e “dì una cosa di sinistra!“)

aggiunte (grazie ad asphalto):
-“bisogna cambiare tutto perchè nulla cambi” dal Gattopardo
-“Lottare contro i mulini a vento“, immagine presa dal “DonChischotte” di Cervantes
e poi se mi ricordo ne aggiungo altre.

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È natale e siamo tutti persone migliori, o perlomeno ci proviamo. Per questo non ho intenzione di ammorbarvi nè con lunghe tirate sul Partito Democratico e le sue discussioni interne (anche perchè tanto vale aspettare per vedere se la Befana ci port…

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È natale e siamo tutti persone migliori, o perlomeno ci proviamo. Per questo non ho intenzione di ammorbarvi nè con lunghe tirate sul Partito Democratico e le sue discussioni interne (anche perchè tanto vale aspettare per vedere se la Befana ci porta un segretario nuovo, di questi tempi) nè con apocalittiche analisi dell’azione di questo governo, per quanto pare che siano questi due argomenti a interessarvi di più, cari i miei lettori. Da ora fino a tutte le vacanze vorrei sfornare solo post leggeri, anche perchè è un periodo (avrete notato) in cui per vari motivi posto poco, e calo (di accessi) per calo vorrei sperimentare un poco già che ci sono. Ma veniamo al pezzo, nato un po’ per scherzo ieri sera (e in fondo scherzo rimane).

Quante volte avete canticchiato “I’m singing in the rain” o sciorinato qualche monologo famoso? (se qui rispondete “stai parlando con me?” siete incredibilmente appropriati, bravi) ecco, ora vorrei sapere quanti di voi hanno visto quei film citati così spesso. Questa verve da citazione è qualcosa di più che una curiosità, e se fossi un capiscione di psicologia ci farei probabilmente qualche ricerca (chissà che la Capacchione non abbia scritto qualcosa a proposito) tanto per sapere se è una maniera per tracciare un ipotetico confine attorno a sè stessi e ai propri compagni di chiacchierata e delimitare così un territorio comune con tanto di senso d’appartenenza, oppure un esibizione di status (“ho visto/letto/ascoltato il tal oggetto culturale universalmente riconosciuto come figo” anche quando poi non è vero). Per fare due esempi veloci, poi chissà qual è la rotellina cerebrale che si muove in queste situazioni, ce ne sono così tante e si muovono così spesso in gruppo che è difficile poi decidere per una, a volte (carina la metafora del cervello come assieme di ingranaggi no? tutto sommato, e al di là della sua efficacia, è ancora la mia preferita).

Se ci pensate lo stesso meccanismo sta probabilmente dietro la recente deriva (auto)citazionistica del “mondo” televisivo, dotato ormai di un’autoreferenzialità impressionante, in tutti i sensi, tanto che esistono da tempo programmi televisivi che commentano altri programmi televisivi. L’esempio principe è Buona Domenica, che quando ero bambino io era un insieme colorato di intrattenimento a buon mercato e giochi a premi condotto da Marco Columbro e Lorella Cuccarini, mentre ora da quanto ho capito è praticamente fondato sulla logica del Talk Show di Costanziana memoria e si occupa di televisione e bassa politica (affrontata cioè con una mediaticità da far spavento).

Una cosa che posso fare però, da profano, è una lista di tutti quegli stralci di cultura che hanno preso la strana via della vita più citata che fruita:

-la canzone “Singin’ in the Rain”, dal film omonimo
-il monologo di De Niro in “Taxi Driver” (stai parlando con me?)
-svariati pezzi di “2001, Odissea nello Spazio”
-l’immagine della madeleine dalla “Ricerca del Tempo Perduto” di Proust
-“L’Idiota” di F. Dostoevskij, col titolo del quale si fanno innumerevoli battute che suonano argute (ho sentito qualcuno usare anche “Delitto e Castigo”, ma con meno convinzione)
“È la stampa, bellezza”, da “Deadline USA”, film del 1952 (in originale, peraltro, era un pochino diversa: “that’s the power of the press, baby, the power of the press”
-una marea di citazioni da film di Nanni Moretti che nessuno vede più da anni (su tutte “Mi si nota di più se vengo o se non vengo?” e “dì una cosa di sinistra!“)

aggiunte (grazie ad asphalto):
-“bisogna cambiare tutto perchè nulla cambi” dal Gattopardo
-“Lottare contro i mulini a vento“, immagine presa dal “DonChischotte” di Cervantes
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Il significato di Villari

Un po’ lo si intuiva dalla sua biografia politica, un po’ è un periodo un po’ così e certe cose ce le si aspetta, fatto sta che alla notizia di oggi si era tutti un po’ preparati. Ciò nonostante, forse non si è del tutto informati su cosa significhi, ecco quindi un ripassino:

La commissione di vigilanza Rai venne istituita nel 1975 con lo scopo di sorvegliare l’attività del servizio televisivo e radiofonico nazionale e pubblico italiano, o meglio di ereditare questo ruolo dal Governo che lo esercitava precedentemente. Le implicazioni di questo passaggio di testimone sono evidenti: dal controllo monocratico della maggioranza si è passati a un controllo teoricamente pluralistico che chiama tutti i partiti rappresentati in parlamento a gestire il sistema televisivo e radiofonico nazionale (qui il regolamento), ovviamente non in maniera diretta (c’è un consiglio d’amministrazione apposito), ma comunque in maniera sostanziale.

Ora, cosa succede da qualche anno a questa parte? siccome il presidente di questa commissione riveste un ruolo di garanzia, è consuetudine che, mentre i membri della commissione dovrebbero in teoria riflettere la composizione del parlamento, questi venga designato dalla coalizione di minoranza, con lo scopo di assegnare il ruolo più importante all’interno di questa commissione a chi ha più interesse a controllare che la Rai si attenga alle sue funzioni di informatore critico. Tutta questa bella teoria in Italia fa un po’ ridere, e difatti da sempre la Rai è stata di fatto “lottizzata” tra i vari partiti (storicamente: ra1 governativa, rai2 destra e rai3 sinistra, ora le cose sono un po’ più complicate ma lo schema di fondo è quello), e nessun presidente di commissione ha mai fatto davvero molto sotto questo punto di vista. Che sia per questo che la candidatura di Orlando è stata tanto osteggiata dal Pdl, tanto da far naugrafare 45 votazioni? non conosco bene le dichiarazioni d’intenti di Orlando a riguardo, ad ogni modo è forse più cruciale il fatto che sia un deputato dell’Italia dei Valori, un partito che fa dell’Informazione libera e critica una delle sue battaglie cruciali. Non che con Orlando la Rai sarebbe mutata di colpo nella Tv delle meraviglie, ma per l’importanza che il sistema radiotelevisivo riveste per Berlusconi e compagnia è chiaro che anche un canale così stretto per operare qualche cambiamento da parte di chi non si farebbe sfuggire l’occasione è in realtà troppo largo.

Ora, storicamente il centrosinistra ha sempre lasciato un po’ correre sulle pretese assolutistiche di Berlusconi in campo televisivo, dimenticandosi in continuazione del famoso conflitto d’interessi, ed è positivo che questa volta perlomeno Veltroni non sembri avere intenzione di lasciar correre questa nomina che, di fatto, rompe la consuetidine di cui sopra (essenziale è che sia l’opposizione a designare il candidato, non che questi sia membro dell’opposizione). Solo, spero che questa rivendicazione, che a mio parere può sfociare solo nell’espulsione di Villari dal partito, non sia solo parte del recente filone narrativo-veltroniano del “siamo in regime”. Non che sia del tutto fuori luogo come sirena d’allarme, ma per una volta vorrei vedere il Pd schierato con precisione su un tema cruciale come l’informazione libera e critica, anche a costo di lottare per assicurare a un partito con cui si ha rotto, l’Italia dei Valori, un posto che si merita.

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