Tag: Sport

Il prezzo del petrolio aumenterà dopo le olimpiadi!

Vogliamo fare una scommessa?
Il prezzo del petrolio è precipitato durante le olimpiadi.
Visti i commenti di Andrea, che in cina ci va spesso, credo che ci sia un legame diretto tra la manifestazione sportiva e il prezzo dell’oro nero.
Se la teoria sarà confermata, tempo un paio di settimane (diciamo al massimo 4) il prezzo del petrolio […]

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Olimpiadi

Dopo tante polemiche sono finalmente cominciate le Olimpiadi di Pechino 2008. Suggestiva la cerimonia inaugurale, anche se un po’ lunga, ma bellissima soprattutto all’inizio e alla fine con l’accensione del bracere.
L’Italia è subito partita alla grande con 3 ori, 3 argenti e 2 bronzi, e spero proprio non si fermi qui.
Certo, non bisogna scordare i problemi della Cina, la mancanza di libertà. Tuttavia credo che i giochi restino sempre uno spettacolo estrememente affascinante, un evento che unisce le nazioni, come l’abbraccio sul podio dell’atleta russa e di quella georgiana. Unica nota dolente l’iran che impedisce ai propri atleti di gareggiare insieme agli israeliani, e per questo secondo me andrebbe squalificato dai giochi.
Il villaggio olimpico è lì a dimostrare che un unione pacifica tra i popoli è possibile quando sono tutti impegnati per un unico obiettivo: in questo caso lo sport, nella vita di tutti i giorni potrebbe essere la ricerca di un benessere globale, di una vita senza doversi preoccupare di avere da mangiare.
Certo, sembra un sogno, ma è bello sognare, specialmente in occasione di questi eventi magnifici, partiti migliaia di anni fa con la forza di fermare le guerre, e riproposti nella loro versione moderna con il motto: “L’importante è partecipare”.

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Non fate i bambini, tornate bambini

Le Olimpiadi di Beijing 2008 sono belle da vedere, ben organizzate e appassionanti, guardatele. Seriamente, la varietà di discipline presenti, l’insolita passione espressa dagli atleti e certi commentatori (come il mitico Cassani) fanno riconciliare con lo sport, quindi perchè perdersi uno spettacolo del genere? considerata la penuria televisiva (in Estate poi…), sarebbe un vero peccato.

Ah già, il boicottaggio, i diritti umani, il Tibet…(come dire: la borghesia, il proletariato, la lotta di classe, cazzo!) giusto, giusto. Peccato eh? però per i diritti umani si combatte, sennò è inutile che ci mettiamo a fare i pistolotti sulla democrazia. Però è un peccato davvero…ma aspettate, allora dobbiamo fare la stessa cosa verso gli altri paesi trasgressori dei diritti umani, no? Io non sono un appassionato delle serie tv americane, ma la terza serie di Heroes l’avrei vista volentieri…e noi Italiani? intanto vi voglio vedere a boicottare dall’interno, ma ad ogni modo mica scherziamo in quanto a discriminazioni sociali e religiose. Dite che “si vabbè però la Cina di più“? ma questa non era una questione di principio? le questioni di principio mica si pesano sulla bilancia, tali sono sempre e comunque, indipendentemente dalla “quantità”.

O credete che possa servire a qualcosa? Intendo, non vedere le olimpiadi, non mandare rappresentanti istituzionali, addirittura non mandare gli atleti? e invece non serve a nulla di nulla, tranne forse a mettere a posto, non so bene come, una specie di coscienza collettiva del paese. E io sono più per gli atti concreti, le questioni di immagine mi annoiano. Credete che ignorare il bambino cattivo di turno, fare quelli che “io con te non ci gioco”, possa servire a placare le sue malefatte? andiamo, non ha mai funzionato da bambini, figurarsi quando si tratta non di provocazioni infantili quanto di una maniera di portare avanti la prima o seconda Superpotenza mondiale.

Ma allora manifestare le proprie idee non serve a niente?

Ma certo che serve, sciocchini, ma solo quando può cambiare le cose, o perlomeno in una maniera tale da almeno provarci, a cambiare le cose. Per questo ha senso (tanto per fare un esempio un po’ datato) manifestare contro l’invio di contingenti italiani in Irak ma non ne ha il manifestare contro Saddam Hussein: nel primo caso si cerca di influenzare attivamente la politica di un governo che in teoria dovrebbe ascoltare il popolo sovrano (e che è comunque una democrazia, pertanto sensibile, si spera, al sentire della gente), nel secondo è solo una presa di posizione fine a sè stessa, tanto per mettere bene in chiaro a non si sa bene chi che si sta dalla parte dei buoni.

Volete sapere cosa si potrebbe fare di utile per sfruttare queste olimpiadi? Voialtri appassionati difensori dei diritti umani (mi ci dovrei infilare dentro, ma io tengo ancora troppo alla mia pelle, mentre voi parlate come se il martirio fosse una prospettiva allettante, dopotutto) prendete tutti un bel volo e andate a Pechino. Una volta li, visto che grazie alle olimpiadi la Cina ha qualche riflettore in più del solito puntato addosso e non può permettersi tutto quello che presumibilmente si permette di solito, tirate su una gigantesca manifestazione (cinesi scontenti ne trovate a palate, scommettete?), o qualche azione di boicottaggio seria, ma ai danni degli sfruttatori cinesi, non delle olimpiadi. E lasciate in pace chi vuole solo godersi un po’ di sport ad alti livelli, nell’unica occasione in cui sembra ancora una passione e non un mercato.

Anzi, facciamo così: mentre aspettate il giorno della partenza per Pechino, nelle pause tra una seduta di pianificazione e l’altra, seguitevi qualche gara. Ce n’è per tutti i gusti, e sicuramente qualcuno di questi sport lo avete pure praticato (e al massimo c’è sempre il calcio), cosa vi costa sedervi un paio d’ore sul divano tra amici e guardarvi qualche gara? Io oggi sono riuscito ad appassionarmi di tiro con l’arco, ed è tutto dire. Le olimpiadi tirano fuori (e per quanto mi riguarda è l’unico grande evento sportivo che ci riesce) il bambino che c’è in noi, quello per il quale lo sport è davvero solo un grande gioco e alla fine vincono tutti, anche chi non sale sul podio. Ai suoi occhi, già essere li a giocare è un privilegio da vivere con gioia.

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TOUR 2008 Percorsi turistici alla scoperta del Garda Trentino

Da maggio a settembre, Ingarda Trentino Spa organizza dei tour guidati finalizzati alla valorizzazione delle offerte culturali del proprio territorio.
La zona dell’Alto Garda da sempre conosciuta come meta ideale per una vacanza attiva durante la quale praticare sport outdoor rappresenta, allo stesso tempo, una posizione vantaggiosa per godere della straordinaria bellezza di un paesaggio caratterizzato […]

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Biketour in val Venosta

D-u torna alla grande su tutti i blog con le sue nuove avventure e questa volta è in compagnia. Constatato che in fondo a Bolzano è tutto in ordine ha deciso di prendersi un giorno di vacanza per un po’ di allenamento con i suoi due compagni R-u e Ch-u. Fu così che il trio optò per l’altro ieri (sabato) un biciclettata.

Alle 7 di mattina R-u e D-u zompano in piedi e si organizzano per la biciclettata, comprando panini e sistemando tutto negli zainetti. Alle 8 sono in stazione e si accorgono che il treno delle 8 non c’è di sabato così prendono quello delle 8.30, raggiungono Ch-u a Merano e con un altro treno arrivano infine a Malles per le 11.

La partenza è in salita. A dire il vero la strada resta ripida per un altro pezzo. Adesso che ci penso sembra che sia tutta salita fino al lago di Resia, ma la vista dalle sponde rialzate di questo laghetto artificiale con tanto di campanile semi sommerso è davvero speciale.

Ch-u ha dimostrato qualche difficoltà perché non aveva la superpozione di cui si erano dotati gli altri due campioni. La pozione, trafugata ad uno scienziato pazzo di nome Despar, contiene succo di kiwi + mela + 10 vitamine (di numero) per metà della borraccia, e altre due metà di acqua perché non diluito fa quasi ribrezzo, ma non c’era altro in casa prima di partire. Non che diluito fosse molto meglio…

E dunque, in compagnia di pozioni succose, biciclette e mosche così deficienti da andarsene solo se grattate via dalla mano una volta spiaccichiate sul palmo, i nostri eroi arrivano appunto al lago di Resia per l’una, mangiano i panini rimasti/comperati (Ch-u per compensare la mancanza di pozione se li era mangiati per strada) ripartono. Meta finale: Merano.

D-u indossa ora una bellissima bandana rossa del campo scuola infradiciata di acqua. Ch-u invece gira ormai senza maglietta e R-u è l’unico a mantenere un briciolo di dignità.

La strada è di nuovo in salita. Quando ormai D-u si era quasi convinto che le strade in Alto Adige fossero tutte in salita, indifferentemente da che verso le si prendano, ecco un discesa. Ma che discesa! Per la prima volta D-u raggiunge la soglia del suono, superando i 60 km/h con la mountain bike. Un sacco di moscerini invece per la prima volta nella loro breve vita sono morti andandosi a spappolare a caso sulla faccia di D-u e dei suoi compagni (vorrei ricordare che Ch-u era senza maglietta).

La strada ora è un sali e scendi continuo fino a stabilizzasi in una lieve ma costante salita in mezzo ad un mare di meli e mele, due delle quali non giungeranno mai a completa maturazione, dopo aver attratto un po’ troppo l’attenzione di Ch-u e D-u. R-u che invece non si è fermato a mangiare le mele ha avvisato che poco più avanti, dopo una breve salita ovviamente, c’era una fontana.

Vittime delle risa di quattro bambini tirolesi scatenate dalla natura italiana dei nostri eroi, i tre ciclisti hanno affogato la tristezza nell’acqua gelida. La pozione era ormai finita. Motivati dal count down di Ch-u che ogni dieci chilometri annunciava quanto rimanesse da percorrere, i tre protettori di forti, potenti e persone senza problemi, giunsero a Foresta, frazione di Merano, forse più nota per la denominazione tedesca Forst forse ancora più nota per la birra ivi prodotta, la Forst appunto. Là non poterono passare senza prima essersi fermati a bere e mangiare qualcosina (Strudel, Sacher e da bere Radler) e brindare ai 100 km percorsi nel bellissimo e grandissimo Biergarten.

Con le utlime forze (ed erano davvero le ultime, credetemi!) si trascinarono a Merano City dove delegarono alle linee ferroviarie locali il loro trasporto fino a casa.

Piccole considerazioni personali di D-u:
– voglio vedere domani per la camminata come faremo…
– ho gli avambracci scottati, ma la pancia è bianca come al solito.
– entro la fine dell’estate non riuscirò a fare andare via il segno del braccialetto.

Trovate parecchie foto sul mio account Flickr.

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con questo gioiello potrei anche (ri)mettermi in affari con veloscooter.com

Toyota Winglet potrebbe rivoluzionare il trasporto. Compatto al punto giusto e potente quanto basta potrebbe far finire l’era (mai iniziata) dello Segway.
Solo 26×46 cm (la mia ventiquattrore è più più grande!!) con un peso intorno ai 10 Kg è in grado di raggiungere i 6Km/h e percorrere fino a 10 Km. Si guida spostando il […]

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Vita: una definizione operativa

Trasformo un vecchio post in una rubrica, tanto perchè mi avanza una cassetta di puntini e vedo in giro un sacco di i sprovvistene.

La Vita

Si fa presto a dire la vita va difesa fino al suo termine ultimo naturale, ma qualcuno sa cosa sia, questa vita? La questione è un po’ complicata, molto più di quanto si pensi comunemente. Da un lato non si sa bene quando cominci, dall’altro ci sono problemi talvolta a capire quando finisca, in entrambi i casi la questione, che dovrebbe essere più che altro accademica, finisce per interessare (pare) una larga fetta della popolazione. Voglio dire, spero interessi una larga fetta di popolazione, perchè se tutta questa gente (donne che vogliono abortire, malati gravi, famiglie di corpi morti mantenuti in funzione) deve soffrire, spero almeno che lo faccia per un bacino elettorale decente.

Tralasciando il significato “ontologico” della Vita (assumendo che alla fine non interessi a molte persone), ci serve però una bussola per trovare le famose “soluzioni condivise”. In questi giorni il governo sta infatti cercando di ribaltare la sentenza della Corte di Cassazione (che ha confermato quella della Corte d’Appello) riguardo alla Englaro, e il Partito Democratico si è astenuto dalla votazione alla Camera sostenendo una cosa del tipo “questa maniera di affrontare la cosa è grossolana, noi vogliamo trovare soluzioni condivise e mature”. Bravi! io avrei votato contrario, ma mi piace la parte di chi tira le orecchie a chi strepita e prende a fare i discorsi seri, quindi ho deciso di dare una mano e di mettere sul tavolo qualche punto di partenza, non si dica che io critichi e basta (anzi, mi sto astenendo dal commentare Buttiglione, e sappiate che mi prudono le dita). Come fare? semplice, creiamoci una bella definizione operativa di Vita-da-proteggere.

1. Proteggiamo la vita in quanto tale solo se possiede le caratteristiche proprie della vita dell’homo sapiens, per gli altri animali vale solo la difesa della dignità della vita, per quanto riguarda le piante ci preoccupiamo solo che non si estinguano le specie. Vita-da-proteggere sembra essere quindi solo la vita dotata di coscienza e autocoscienza, di capacità di progettazione a breve e a lungo termine (ovvero di capacità di scelta) e tutto ciò che queste facoltà comportano. Per quanto ne sappiamo negli animali la coscienza è presente semmai in forme lievi o più o meno abbozzate, ma anche se non fosse così la scelta è tra accettare questo principio o proteggere gli animali con la stessa intensità con cui si proteggono gli esseri umani, il che porterebbe o a spese mediche elevatissime e vegetarianismo imposto. Credo si possa, per amor di semplificazione, assumere un divario netto tra homo sapiens e gli altri animali e legiferare di conseguenza; ma se un divario c’è si trova in quelle caratteristiche.

2. Proteggiamo la vita in quanto tale anche qualora questa non presenti le caratteristiche dell’homo sapiens a patto che sia solo una questione di tempo (bambini, feti ecc). Questo secondo principio salvaguarda i bambini (che, ad esempio, nel primo anno di vita presentano lo stesso tasso di apprendimento dei piccoli di scimpanzè), ci permette di giustificare la difesa dei feti (che a un certo punto si possono effettivamente dire “vivi”), e crea qualche problema quando si debba decidere del punto d’inizio. Difatti, se il principio difende in funzione della prospettiva futura, allo stesso modo quello che difende è una vita in prospettiva futura, non la prospettiva futura di una vita (altrimenti si dovrebbero proteggere gli spermatozio vietando financo la masturbazione). Il limite attuale (tre mesi se non sbaglio) sembra non essere causa di grandi discussioni (chi discute vorrebbe o eliminare l’aborto tout court, e quindi la possibilità di individuare un confine tra la non-vita e la vita, o semplicemente scoraggiare l’aborto con consultori e affini), prendiamolo quindi per buono.

3.Proteggiamo la vita in quanto tale finchè sussistono le condizioni poste dai primi due principi. Questo principio è invece una questione di coerenza: se proteggiamo la Vita non proteggiamo semplicemente l’involucro di carne che a seconda della propria visione del mondo fa da mezzo di trasporto o da componenti materiali. Ma attenzione, non vuol dire che stiamo proteggendo un principio, ma che stiamo proteggendo uno stato di cose, una maniera di essere che assumiamo come importante al punto da dispendere energie gratis (nel senso, pur non avendo un ritorno) per la sua salvaguardia.

I corollari immediati (con un occhio alla situazione di Eluana Englaro) sono:

– Se proteggiamo la vita in quanto “capacità di volere” non possiamo non mettere davanti a tutto il diritto di scelta. Non ha molto senso costringere qualcuno a volere qualcosa e pretendere di farlo per permettergli di mantenere la sua capacità di scegliere (ovvero la vita umana, in un certo senso)

– Se qualcuno perde permanentemente la propria autocoscienza (e assieme ad essa, necessariamente, la capacità di scegliere) perde anche la vita-da-proteggere che possedeva. Pertanto, va trattato come un vegetale in senso stretto (e quindi lasciato morire o ucciso, se si fosse espresso in tal senso). Si può derogare a ciò nel caso in cui la persona avesse espresso chiara, documentata e incontrovertibile volontà che il proprio corpo fosse mantenuto in funzione in casi come questo, per via del primo corollario.

– Chiunque sia pienamente in grado di decidere della propria vita può farlo, fosse anche per portarla a termine “prematuramente”, sempre per il primo corollario. Compito dello Stato è semmai controllare che chi prende tale drastica decisione sia in grado di intendere e di volere e non stia subendo plagio da parte di persone o istituzioni

Concludendo, la Vita-da-proteggere è una cosa seria, e parlarne significa parlare di persone in carne, ossa e cervello, non di un concetto astratto da definire a un tavolo comune tra Fede e Ragione. Per questo sono daccordo nel far parlare tutti quanti al tavolo della discussione, ma a patto che partano dalla bruta realtà delle cose, e non da un’astrazione buona solo per le discussioni teologiche che, parlando in maniera sinceramente laica, non interessano e non devono interessare al legislatore.

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Quando le cose funzionano…

… Internet facilita la vita!
E’ tempo di iscrizioni all’asilo nido per l’anno educativo 2008-2009. Sono richiesti dei moduli e copia della dichiarazione dei redditi: “I documenti dovranno essere presentati all’ufficio entro il 30 luglio”.
La consegna dei documenti avrebbe richiesto, a me o a Fabiana, una mattinata di tempo. Ho chiamato l’ufficio (tutte persone cordialissime) e […]

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Bresciaoggi 24 luglio 2008

Giovedì 24 luglio 2008 provincia pag. 23
SAN FELICE. Ad agosto l’esito del premio
Da una fontana sgorgherà acqua gassata
di Enrico Grazioli
San Felice del Benaco è un Comune virtuoso? La risposta è sì, ma quanto lo si saprà ad agosto quando sarà pubblicata la graduatoria della seconda edizione del “Premio nazionale Comuni a 5 stelle”.
Organizzata dall’”Associazione dei […]

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Che Gambe!

Quando ero piccolo tutti mi scherzavano per le dimensioni del….. le mie gambe (eh no… non sono John Holmes).
Il top è stato quando erano di moda i jeans attillatissimi con la cerniera in fondo con le mitiche clarks.
I miei amici dovevano mettere il borotalco… io non ci provavo nemmeno… Finalmente poi sono arrivati gli “Americanino” e gli Enrico Coveri che avevano la gamba larga e le cose sono un po’ migliorate. Riuscivo a nasconderle meglio.. fino all’estate almeno.

Spero che l’eredità data ai miei figli, che già promettono bene, non sia troppo pesante (soprattutto per le femmine!).

Ora ogni tanto qualche sportivo mi dice di invidiarle… io non le ho mai amate, ed inoltre non è che mi abbiano fatto eccellere nello sport! A calcio ero una schiappa. In bici magari avrei potuto avere soddisfazioni, ma chi aveva il tempo di allenarsi? Se sentite parlare il 90% dei ciclisti capite che non hanno speso molto tempo sui libri…
Nella corsa vorrei farle provare a quelli che mi dicono di invidiarle (accompagnate dai miei 81/82 kg)…

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Una bella notizia

Vi potrà sembrare una stupidaggine ma per me è proprio una bella notizia:
Le carte d’identità ora valgono 10 anni anzichè 5.
A stabilirlo e’ il Decreto Legge n. 112 del 25.06.2008 secondo il quale le nuove carte d’identità avranno indicato chiaramente già al momento dell’emissione la validità decennale.
Il nuovo periodo di validità vale anche per i […]

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Vertice G8 nel Garda Bresciano?

Quel poco sole di questo piovoso luglio ha dato alla testa a qualcuno.
Leggo da ADNKRONOS un lancio di agenzia dove si dice che la Comunità del Garda propone il Garda bresciano per la prossima seduta del G8 che si dovrà proprio tenere in Italia.
Questa brillante idea è venuta al Presidente Aventino Frau secondo quale da […]

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Nel blu dipinto di rosso

ROMA, 30 GIU – Alitalia ed AirOne insieme per dar vita ad una sola compagnia piu’ snella, alleggerita dagli esuberi – i 4-5 mila di cui si e’ parlato potrebbero arrivare, secondo alcune ipotesi, anche fino a quota 7.000 – pronta per essere consegnata ad un partner straniero. (fonte Ansa.it)

Oggi il management di Alitalia si riunisce per incontrare le parti sindacali e professionali, non dopo aver appreso di essere il management di Alitalia, cosa che non darei con certezza come già avvenuta data la confusione che ha attorniato la vicenda. Qua sopra ho riportato un pezzo dell’articolo Ansa con le previsioni realistiche di cosa dovrebbe uscire dal tunnel delle varie trattative e cotrotrattative, tunnel del quale, forse, si comincia a intravedere non dico la luce ma almeno il cartello con la distanza che rimane da percorrere. Facciamo un gioco, vi ricordate qual era l’offerta inaccettabile, per il Cavaliere, in periodo elettorale? vi lascio una riga bianca per pensarci.

Rieccoci! ve lo siete ricordato? ad ogni modo era di 2.120 esuberi, (e altri 3.300 circa sarebbero rimasti in Az Servizi sotto Fintecna), nella migliore delle ipotesi la metà di quelli che si faranno. Vabbè, uno dice “l’AirFrance era straniera!”, ma se avete letto bene il pezzo in ex ergo l’Alitalia finirà ad ogni modo nelle mani di un partner straniero, e qualche tempo fa girava proprio la voce AirFrance (sempre meglio dell’AirFlot, ma saremmo davvero al punto di dover considerare i Vanzina dei registi neorealisti). l’unico risultato ottenuto da Berlusconi in questa vicenda è stato, a quanto pare, quello di ottenere un bel po’ di voti.

E nel frattempo, dopo i 300 milioni di prestito ponte (che se ho capito bene non sono nemmeno un prestito ma un regalo dello Stato ad Alitalia), vengono bruciati in debito che si accumula 3 milioni di euro al giorno. In soldoni, se non ci si sbriga a trovare qualche gonzo che si accolli la patata bollente senza fare troppe domande (e più gonzi dei francesi non so chi ci sia sul mercato, sinceramente) serviranno altri soldi o si dovrà far chiudere baracca e burattini a un’azienda che qualcuno è ancora convinto sia (o sia stato) un orgoglio italico. A proposito, ma a che serve l’Alitalia? qui ammetto la mia ignoranza (d’altra parte la questione centrale del post è un’altra), ma non potremmo farne bellamente a meno? ora, io ho una teoria a proposito (ma non ne sono sicuro, quindi in caso fatemi qualche dovuta pernacchia): Alitalia serve alla Lega per conservare una ragione di vita a Malpensa, che a sua volta serve a mantenere in vita traffici di vario genere (danaro, posti dirigenziali e influenze politiche..cose di questo genere). In pratica se i Rom sono il contentino per l’elettorato leghista, Alitalia (e Malpensa) sono il vero prezzo che il Pdl deve pagare per mantenere la presa su 70 parlamentari tradizionalmente bizzosi. Di qui anche il basso profilo mediatico, dopotutto la Lega non è così cristallina con la sua base come vuol farci credere e di fronte agli sprechi e alle idiozie che stanno succedendosi nella vicenda nemmeno l’orgoglio lumbard più verace potrebbe ancora difendere quel buco nero che è ormai il binomio Alitalia-Malpensa.

Oppure sto un po’ esagerando ed è solo una delle tante promesse elettorali di Berlusconi, buone per fare parco voti e poi abbandonate come cani (a proposito, visto che è stagione, non fate gli stronzi!). Intendiamoci, questa parte della verità sulla questione è indubitabile, dopotutto alla faccia Berlusconi ancora un po’ ci tiene e il basso profilo è spiegabile anche solo in questa maniera, ma non rinuncio a credere che un boomerang come questo (a disastro avvenuto il Cavaliere non potrà più fare finta di niente) possa essere stato lanciato solo con la complicità della Lega Nord.

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Premiazioni del campionato di Calcio a 5 (2007/08)

Giovedì 19 giugno 2008 si è svolta la serata di premiazioni del campionato di calcio a 5 del Centro Sportivo del Garda edizione 2007/2008.
Presenti per l’occasione due grandi ospiti d’onore: Ciro Corradini e Luana Vollero (volti noti delle programmazioni sportive di Brescia Punto TV). Numerosi anche i giocatori, simpatizzanti e responsabili delle squadre che si […]

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Raccontarsela, ma non riuscire a ignorare il calcio

Appena terminata la prima fase dell’europeo, forse non stona se smetto di fare l’intellettualoide noioso e ci scrivo sopra qualcosa (notate che c’è un tag nuovo: “Pianeta bifolchi“, non vi offendete e siatene fieri! di essere bifolchi, intendo), d’altra parte la carne al fuoco è tanta. Credevate che non seguissi il calcio? A parte che sembra obbligatorio per un giovane esemplare di maschio italico (come sembra obbligatorio tifare la nazionale italiana), ho trovato anche per questi europei il mio motivo per farlo: le scommesse. Davvero, non credevo fosse così divertente scommettere sul calcio! peccato solo che io non sia un idiota o continuerei regolarmente, e invece dopo gli europei incasserò la vincita (finora circa 100 euro partendo da 10) e aspetterò la prossima grande manifestazione sportiva per non perdere soldi con singoli eventi, più rischiosi.

A proposito, il trucco sembra proprio essere quello di giocare molte partite con puntate basse ma smanettando con le quote e le scommesse multiple all’interno di una serie di partite collegate (come, perlappunto, in una grande manifestazione). Ad esempio l’altra sera ho giocato in una scommessa Croazia e Germania vincenti e in un altra Croazia e Germania vincenti ma pareggianti nel primo tempo, almeno una delle due era probabile e pagava abbondantemente i costi di entrambe le scommesse, “assicurando” una piccola vincita (in realtà quella sera ho fatto 90 euro). Una serie di piccole scommesse messe in coppia con le loro versioni un poco meno probabili assicura sul lungo periodo un ritorno più o meno assicurato, a patto di imbroccare una delle prime in modo da avere un gruzzoletto da spendere in queste scommessine senza estrarre troppi soldi dal proprio portafogli.

Ma andiamo oltre e parliamo anche di cose che interessano voialtri bifolchi (ormai la fase in cui si poteva scommettere con la sicurezza di uscirne con dei soldi è passata, d’ora in avanti non mi fido), e pure il bifolco che c’è in me, purtroppo sempre più rinnegato in vista di non si capisce ancora bene cosa.

Ma i mondiali li abbiamo vinti giocando così?

Si e no. Di certo non abbiamo giocato solo i supplementari con la Germania in quei mondiali, ma qualcosa di diverso c’era. Per carità, scarpari eravamo e scarpari siamo, ma ai mondiali ne eravamo consapevoli almeno, ed è proprio e su quella consapevolezza abbiamo costruito la nostra vittoria: correndo come degli idioti, sudando, mettendo in campo la voglia di giocare tipica del ragazzino povero che va a giocare al campetto e ci trova il figlio di papà con le nike e il completo dell’Inter. Al mondiale gli avversari li mandavamo a f a n c u l o (o ci mandavamo le sorelle, a seconda): ora i figli di papà siamo noi, e si nota. L’unica speranza della partita con la Spagna sta proprio nel fatto che gli spagnoli sono molto, molto più bravi di noi, e nel fatto che sono i vincitori annunciati (assieme al Portogallo, dai): con un po’ di fortuna i nostri torneranno a essere i giocatori ignoranti che abbiamo visto in Germania, invece che continuare a studiare da primi della classe senza averne le capacità.

A proposito, sto cadendo nel vecchio tranello della prima persona plurale. Esattamente perchè dovrei tifare per la nazionale? no, sul serio, c’è qualche legame metafisico tra me e Buffon o tra me e tutti gli altri italiani quandi ci infiliamo una maglietta azzurra e gridiamo popopopo? Eppure viene dato per scontato. Viene ancora ancora compreso chi non segue il calcio (più compatito che compreso), basta che non si azzardi a vedere le partite o viene automaticamente arruolato tra i supporter della nazionale. E davvero, non ci può fare niente. A meno di tifare un’altra nazionale, ma in tal caso deve esibire il passaporto straniero o rischia il linciaggio (non che sia del tutto al sicuro se lo esibisce).

E nella fallace aritmetica del italiano+partitaazzurro=italianotifaazzurri ci ho visto cadere chiunque, dal più sbrigativo dei supporter da baretto al più colto ed eclettico uomo di cultura, faccio prima a contare le persone che non ci cascano. Perchè dovrei poter scegliere di tifare (come in effetti faccio/facevo) una squadra come l’Inter che è sostanzialmente priva per vocazione di una rappresentanza italiana consistente ma sarei vincolato dall’amor patrio ad amare 23 uomini mediamente stronzi che con me condividono perlappunto solo la nazionalità? Voglio dire, non credo che i giocatori stranieri meritino il nobel, ma i più cafoni (perlomeno tra i Big) sono i nostri.

Misteri della fede, nella Nazionale, s’intende.

Ma allora chi lo vince questo europeo?

Non l’Italia, mettetevi il cuore in pace (e cominciate a scegliere chi tifare). Squadre buone che hanno passato i gironi ce ne sono, squadre che possono vincere qualcuna in più (alla fine quasi tutte possono vincere, se ce l’ha fatta la Grecia), personalmente se mi fidassi punterei soldi sulla Spagna, che è decisamente troppo forte. Tralaltro diciamolo, se vogliamo dare una dimensione simbolica alle grandi manifestazioni calcistiche (non lo farei di mio, ma tanto qualcuno cederà all’irresistibile tentazione) Zapatero e compagnia meritano almeno tre europei e quattro mondiali.

Volete un altro pronostico? la Germania, che sono abbastanza sicuro batterà il Portogallo e planerà facilmente in finale. In effetti è l’unica scommessa che potrei ancora fare, devo trovare un’altra partita da accoppiarci. Non che la Germania sia una squadra particolarmente forte, ma una volta in finale (e fidatevi, in finale questi ci arrivano) non si sa mai.

Voi direte, e perchè il Portogallo no? andiamo oltre:

– il Portogallo non ha ancora trovato un attaccante centrale, e ormai siamo alla barzelletta: cosa vi costa naturalizzare a forza un tedescaccio qualsiasi? un bel marcantonio alto due metri e ignorante come un Bratwurst a cui affidare il compito di mettere in rete qualsiasi palla scagliata da uno dei tanti geni del calcio lusitani ci sarà pure, nascosto in qualche Birreria di Monaco magari. Stonerebbe un po’ con quell’aria da eterni depressi tipica dei portoghesi, ma per una coppa si fa questo e altro.

– l’Olanda non vince perchè…oddio, non sarebbe nemmeno male come squadra, ma finora ha incontrato tre squadre che non sono di certo composte da fulmini di guerra. A occhio e croce non mi sembra all’altezza delle altre, e i migliori giocatori sono reduci da infortuni. E poi c’è ancora Van Bronckhorst sulla fascia, insomma, a tutto c’è un limite.

– La Russia ha pur sempre Hiddink in panchina, ma ci giocano dei comunisti atei materialisti. E a un certo punto un interventuccio divino non guasta, soprattutto quando si è la Russia e si deve giocare contro certe squadre.

Croazia e Turchia fanno a gara a chi fa più ridere, oltre che a chi va in semifinale, mentre dell’Italia ho già parlato e no, non credo davvero che possano ricominciare a pensare da ignoranti. Quando uno diventa figlio di papà lo resta a vita.

Insomma, il calcio il calcio ma poi lo segui lo stesso

Mah, devo dire che belle partite non è che ne abbia viste tante finora (c’è da dire che le più belle, come la rimonta della Turchia, me le sono perse) e grandi stelle pochine. Sarà che l’europeo mi è sempre parsa una versione scolorita del mondiale , ma nemmeno questa volta mi sono entusiasmato nel seguirlo. Sto crescendo io o sta implodendo anche questo sport? Più probabile che stia crescendo io, rigettando forzatamente anche quelle cose buone dell’essere bifolchi, come l’entusiasmarsi sinceramente per un gol.

E mentre decido se questo post è più radical chic o più finto nostalgico, in pratica mentre decido per quale motivo odiarmi, rispondo anche alla domanda sottintesa dall’inizio del post: Si, l’ho scritto per aumentare gli accessi.

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