Tag: Riva

I VileVinile e Mina

Il ferragosto a San Felice lo abbiamo festeggiato con i VileVinile.
Un concerto memorabile all’insegna di Mina. In una freddissima serata di agosto i VileVinile hanno saputo riscaldare le nostre anime con una magistrale interpretazione delle migliori canzoni dell’artista più amata. Peccato solo che mancasse, nel repertorio proposto, la mia preferita: "Mi sei scoppiato dento al […]

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Fregatura Tim

A tutti quelli che hanno sul proprio cellulare il profilo Tim Tribù qualche settimana fa sarà arrivato un misterioso messaggio che annunciava un cambiamento del piano tariffario.
Non era molto chiaro ciò che ci fosse scritto, comunque ecco cosa succederà:
dal 9 settembre 2008 tutte le chiamate costeranno 5 centesimi in più al minuto, quindi verso i tribù si pagherà 6 cent. al minuto anzichè 1, verso gli altri 24 cent. invece di 19.
Lo scatto alla risposta sarà sempre 16 centesimi, e non cambierà il prezzo degli SMS.
Ritengo questo vergognoso, non è possibile cambiare ai clienti il piano tariffario così all’improvviso.
Personalmente sto analizzando le offerte degli altri operatori per valutare se cambiare gestore, intanto la Tim si vergogni.

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NOTTI DEI MUSEI Al Museo di Riva del Garda

Secondo appuntamento serale al Museo di Riva del Garda, mercoledì 20 agosto, con l’apertura del rinnovato allestimento della Pinacoteca e le mostre temporanee, dedicate ai paesaggisti Camille Corot e Giuseppe Canella e alla presenza dei Futuristi a Dosso Casina.

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Escursione al monte Civetta

Intorpidito dal clima vacanziero, ho posposto di parecchio la stesura di una breve descrizione del mio ultimo giro in montagna. Giovedì torno da Bolzano e come accordato chiamo il Giò per organizzare il weekend, allora ci troviamo subito prima di cena e vediamo un percorso sul monte Civetta in provincia di Belluno. Sistemati i dettagli ci accordiamo per la partenza l’indomani subito dopo pranzo.

Partiti dopo un veloce rifornimento al supermercato dei pasti al sacco (Insalatissime Rio Mare, Simmenthal, barrette di cereali e cioccolato, frutta…) prendiamo una strada sbagliata a Longarone, così dopo 15 min torniamo indietro e chiediamo indicazioni al primo signore che troviamo sul marciapiede per individuare la via che sale per Zoldo Alto. E a chi chiediamo? Probabilmente all’unico muto del paese, ma non abbiamo problemi a interpretare i suoi gesti e infatti arriviamo al camping Palafavera dove parcheggiamo l’auto.

Dato l’errore di percorso siamo arrivati su un po’ in ritardo. Non dico che stesse già facendo buio, ma dopo le 18 in montagna non c’è più il sole del mezzogiorno e la temperatura già era scesa a 16 gradi. E così siamo partiti di ottima lena bruciando i tempi indicati dai cartelli che seguivamo.

A metà strada, coerentemente alle previsioni meteo, ci inghiottisce la nebbia, poi inizia a piovigginare, il tutto condito di freddo e vento. Gli incentivi ad accelerare il passo non mancavano, se non fosse che eravamo già al massimo. Alla fine comunque siamo arrivati bagnati e affaticati al rifugio Sonnino al Coldai, 600 m sopra Palafavera, dove mangiamo qualcosa, in parte preso lì, in parte dai nostri zaini e ci accorgiamo che il contante è davvero scarso e visto che il bancomat a 2132 m non esiste, prima di organizzare la seconda notte al Vazzoler, telefoniamo al rifugio e neanche lì si accetta carta di credito o altro.

Dunque decidiamo di coricarci a letto e decidere in base al tempo del giorno dopo il da farsi. La notte iniziata tardi a causa del vociare dei vicini di stanza, finisce resto per via del russare di uno dei nostri due compagni di camerata. Alle 6 decidiamo di preparaci e scendiamo a colazione. Fuori dalle finestre non solo è ancora brutto il tempo, ma di tanto in tanto, intravedendo la cime del Pelmo, ci siamo accorti che quella che a 2000 metri è pioggia, a 3000 è neve e l’idea di una ferrata con vento, freddo e neve non ci piaceva molto.

Accompagnati dal nevischio di bassa quota arriviamo all’attacco della ferrata, giusto per salutarla e poi scendiamo a Pecol per poi risalire fino a Palafavera. Chiaramente a metà discesa è uscito il sole, ma il Civetta rimaneva avvolto nel bianco e quindi era impensabile tornare su.

Prima di Palafavera però siamo saliti per un pezzo riallacciandoci al percorso del giorno prima per poi scendere il pendio lungo un prato bello ripido, che di’inverno sarebbe stata una bella pista rossa passando sotto alla seggiovia. Non vi dico le caviglie.

Piccola pausa e poi via in macchina per 274 km fino a Desenzano. La ferrata sarà per l’anno prossimo.

Nella prima foto il m. Pelmo. Nella seconda eccomi in una ben’occultata pubblicità per le Insalatissime Rio Mare.

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Ricapitolando

In questi giorni, a forza di cercare (con successo) scuse per non studiare, ho fatto parecchie cose, meno che aggiornare il blog. Venerdì scorso sono andato a Sesto in treno portandomi dietro la bicicletta. Lì ho passato quattro giorni ospite di Gigi, Marina e compagnia bella facendo qualche camminata con Giulio e Piero.

Martedì poi ho preso quello che ci stava in uno zaino (e a giudicare dal peso non era poco) e sono partito alla volta di Bolzano con Giulio in bicicletta. Saremo partiti per le 10 e senza troppa fretta, dopo una lunga pausa a Bressanone siamo arrivati a casa mia, dove Giulio mi ha fatto compagnia per due giorni.

Stamattina ha ripreso il treno per tornare in val Pusteria, mentre io, sistemate un po’ di faccende domestiche, ho viaggiato verso i lidi di Desenzano, dove avrò una riunione col don per il catechismo dell’anno alle porte e poi inizierò a organizzarmi per Taizé, intervallando il far le valigie con qualche escursione (domani si parte per il monte Civetta sopra Belluno).

Questo giusto per fare il quadro della situazione visto che non scrivo da una settimana circa sul blog (sul mio, perché ho aggiornato stamattina il blog della FKWI). L’unica cosa che tende ad avere un aggiornamento semi continuo è il mio stato su Twitter, visto che il microblogging ha molte meno pretese del blog normale.

Visto che ormai sono nella scia dell’autogossip, nei momenti liberi leggo I Barbari di Baricco (un libro che si legge anche quando si è stanchi, con un italiano molto scorrevole e colloquiale), traduco un saggio di storia dell’arte incentrato sulla pittura dalla caduta dell’impero romano d’occidente al VII secolo dal tedesco (non chiedetemi perché!), o mi dedico al ripasso di microeconomia, che in fondo non è molto logorante visto che la materia mi piace.

Per le ammiratrici di D-u, devo comunicare che non sarà in servizio più o meno fino a inizio settembre.

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Io non c’ero, e se c’ero prendevo il sole

Curiosità: lo sapevate che la dicitura “bianco caucasico” per quella che si riteneva essere anche la nostra razza deriva proprio dalla regione che comprende la Georgia? Blumenbach, l’inventore del nome, era convinto che i georgiani fossero i più belli tra tutti gli esseri umani della razza cui facevano parte (ovvero, secondo lui, i più belli in assoluto), pertanto usò il nome di quella regione per definirla. La classificazione blumenbachiana della specie umana in cinque razze si basava difatti su un’ipotetica decadenza estetica da quella caucasica verso modelli più degenerati. Sembra orribile vero? eppure, curiosamente, Blumenbach era a suo modo un uomo di pace, convinto dell’eguaglianza morale e mentale delle diverse razze.

Oggi siamo convinti, o perlomeno la comunità scientifica è abbastanza concorde (e io con lei), che non esistano razze umane, semmai popolazioni più o meno divise da pool genici distintivi. Eppure, popoli diversi continuano a odiarsi e farsi la guerra: forse non sanno di non essere poi così diversi? domanda stupida, come se importasse qualcosa. La guerra, tutte le guerre, hanno sempre una o più motivazioni economiche in fondo agli strati di ideologie sovrapposte, strati che tipicamente vengono gettati sopra i reali interessi a coprirne il lezzo e a rendere più appetibile il martirio. Per questo mi leggerete raramente parlare di guerra, perchè purtroppo non mastico così bene l’economia da risultare interessante. O, più probabilmente, non voglio scrivere interventi che sarebbero perlopiù ricopiati da fonti più autorevoli (il Manifesto ad esempio, o Leonardo e altri blog più bravi di questo). Una sola cosa ci tengo a precisare: ci sarà pure qualcuno convinto di combattere per il ritorno nel seno della Grande Madre Russia, o qualcun altro disposto a farlo per difendere l’orgoglio georgiano, ma quelle persone sono poco più che degli illusi che non sanno di combattere principalmente per un territorio strategico. O, perlomeno, non sanno che se venissero meno alcune circostanze (importanza di un territorio, povertà diffusa, necessità di far girare l’economia bellica) si ritroverebbero in quattro, a spararsi addosso.

Per questo sono intimamente convinto che tutto o la maggiorparte del lavoro da fare per far cessare ogni conflitto sulla faccia della terra sia l’attività diplomatica in primis, e la redistribuzione delle risorse subito dopo (ma subito! non dopo decenni). Capirete che una situazione come quella appena esplosa, e in preparazione da mesi, nel Caucaso mi riempie di apprensione: non solo la zona promette anche troppo male da tempo, ma l’inevitabile coinvolgimento della Russia sta tirando insidiosamente nel mezzo l’America, storicamente la testa più calda tra tutte le teste calde. Vi sembra irreale uno scenario bellico Russia vs America? un poco anche a me, ma l’idea mi fa rimbalzare in testa una vecchia frase: “La Storia è aperta e ha molta più fantasia di noi“. Al di là della fantageopolitica, comunque, la situazione resta tragica per numero di morti ed estensione del conflitto, e l’azione diplomatica per far innanzitutto cessare il fuoco è cruciale. Non so voi, ma io credo che ogni vita risparmiata sia una conquista, e se fossi il ministro degli esteri mi starei battendo come un leone.

Appunto, cosa fa il nostro ministro degli esteri? magari qualcuno di voi è convinto che sia stato in prima linea in questi giorni difficili, che abbia strappato il cessate il fuoco con la rabbia e l’orgoglio di fallaciana memoria. A onor del vero lui sostiene di aver contribuito, al famoso cessate il fuoco (che sembra preso poco sul serio da tutte le parti in causa), fatto sta che mentre Kouchner si sbatteva lui era non dico sul fronte, ma nemmeno alla Farnesina pronto a gestire la situazione. Voi direte “eh, magari c’aveva la zia che stava male, la nonna in fin di vita, l’esame di maturità il giorno dopo…” e invece no, stava alle Maldive. Secondo voi è tornato con la coda tra le gambe facendo a finta di niente? e invece no: Franco “MenteLimpida” Frattini sta ancora alle Maldive convinto di essere il più furbo, e gli altri ministri europei tornino pure a lavorare se non possono permettersi un teelfonino satellitare.

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La BlogFest arRiva (…ma cos’è?)

Manca solo 1 mesetto ed io mi sono pre-prenotata.
Intanto ieri sera, alla domanda “come mai vai 2 giorni a Riva del Garda?” postami da alcuni amici 1.0, ho cercato di spiegare che cos’era la BlogFest. Perplessità.
Poi ho introdotto l’argomento Barcamp. Confusione.
Allora ho cercato di perorare la causa di Flickr. Scetticismo.
Infine ho parlato di community, socializzazione, […]

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FLUIDAMENTE Evento teatrale speciale dedicato all’Acqua

Giovedi 14 agosto 2008 alle 21.15 presso Villino Campi di Riva del Garda sul Lungolago Sabbioni è di scena
Fluidamente, uno spettacolo teatrale itinerante dedicato all’acqua, e in particolare al fiume Sarca, che utlizza diversi linguaggi linguaggi: dal teatro, alla danza, dalla performance, del video.
Il tema portante è la vita del fiume, studiato e raccontato lungo […]

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VA DOVE TI PORTA IL PIEDE Laura Kibel chiude Arco Burattini

Grande successo per Arco Burattini, rassegna organizzata dall’Associazione Teatrale Iride che chiuderà con uno spettacolo importante, animato dalla burattinaia di fama internazionale, Laura Kibel, il 12 agosto ad ore 21.00 in piazzale Segantini ad Arco e in replica il 14 agosto ad ore 18.30 alla Rocca di Riva del Garda.

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Appiedati

A ottobre dell’anno scorso vi avevo parlato di Peter e Soma. Un’avventura che avevo seguito sin dalla sua nascita.
Quest’estate mi sono imbattuto in un’altra avventura altrattanto interessante: Appiedati
L’avventura di Luca (un pò acciaccato) e di Simone che partiti da Civitavecchia vogliono arrivare a San Benedetto del Tronto seguendo questo percorso.
Luca e Simone tengono un aggiornatissimo […]

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Che caldo!

La scelta dell’orario x il rientro (14.15) era decisamente azzardata, ma se non fosse arrivato il battello più piccolo, lento e gremito di gente della flotta Navigarda (il Solferino) forse ci saremmo “salvati”. Fortunatamente x Nico è tutto un divertimento, anche il semplice fazzoletto bagnato sulla testa x alleggerire il caldo durante le soste (ora […]

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“NOTTI DEI MUSEI” al Museo di Riva del Garda

Gli appuntamenti previsti dall’iniziativa “Notti dei Musei” interessano ora, a partire da questa sera, giovedì 7 fino al 20 agosto 2008, il Museo di Riva del Garda le cui sale rimarranno aperte al pubblico durante la ore serali – dalle 20.45 alle 22.45 – per consentire agli interessati di visitare i preziosi allestimenti della Pinacoteca […]

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DU LAC ET DU PARC Uno spettacolo pirotecnico per l’intera città di Riva del Garda!

Oramai da anni, l’Hotel Du Lac et Du Parc organizza presso il propio parco il “Garden Party”, una festa che, dedicata agli ospiti del resort, rappresenta comunque un evento atteso dall’intera città di Riva del Garda.
Prevista per la serata di giovedì 7 agosto, la festa rappresenta un ottimo momento di relax caratterizzato dal connubio […]

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Una poltrona x Nico

Stasera siamo stati con Betty Alberto e i bimbi a Moniga. Bella serata con pizza in riva al lago e splendida passeggiata sulla spiaggia (pare che solo a Desenzano non si decidano a fare una camminata a lago degna di questo nome).
Al rientro Betty ha recuperato l’ennesimo bel regalo x Nico. Una poltrona a misura […]

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Pizza rumors confermati

Attenzione! La lettura di questo post è poco adatta alla gente che crede nella logicità dell’agire umano. Il post costituisce il proseguimento di un’intuizione geniale. Se non vedo non credo.

“Zitto”, dice a se stesso. “Non vorrai farti scoprire proprio adesso!”. Con passo cauto il nostro super D-u si avvicina alla sua meta dopo mesi di preparazione, appostamenti e analisi di dati statistici sulla probabilità si riuscita della missione. Ormai manca poco. Sposta il vassoio con sopra la macchina fotografica lungo il percorso forzato del self-service della mensa. Yoghurt e insalata fanno compagnia alle posate e al tovagliolo sul vassoio.

Ormai è vicino alla postazione della signora alla cassa. Che poi adesso che siamo in periodo di vacanza non c’è la solita signora, ma ce n’è un’altra. Quella che chiedeva se volevi il grana sulla pasta. Quella alla quale toccava spiegare agli Erasmus a cosa serve mettere il grana sulla pasta. Quella che metteva il grana sulla pasta. Quella coi capelli marroni. Però non era alla postazione.

Intanto D-u appoggia il portafolgi sul coso della mensa dove si paga alla fine.

Il credito segnato non arriva a € 3,10! D-u prende il portafogli. D-u corre all’uscita della mensa. D-u carica € 20 sulla tessera. D-u torna al suo vassoio abbandonato. D-u appoggia il portafogli sul coso della mensa dove si paga alla fine.

Arriva la signora, quella di prima del formaggio. D-u le comunica che prenderà la pizza. Allora questa stacca un tocco di carta come quelli del panettiere o delle poste col numerino sopra e glielo porge. Finalmente davanti al forno della pizza. Dietro al bancone c’è la signora che dava il contorno e i secondi piatti. Quella che quando chiedi “Solo patate.” diceva “Solo patate?” e poi non sai mai cosa risponderle perché non vuoi essere ridondante.

D-u chiede che pizze ci sono: Quattroformaggi, Margherita, Coicarciofini, Conrucola. Mi pare, almeno… “Quattroformaggi per piacere” e intanto scatta foto, raccoglie materiale. La signora, quella delle patate, gli dice che se vuole può aggiungere della rucola. “Sì sì la rucola, aggiunga la rucola! Ma si sbrighi, sono inseguito”.

D-u prende posto vicino a facce note e meno e scatta una foto. Ecco le foto:


Questa è una foto.

Anche questa è una foto.


Questo è il mio vassoio.

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