Tag: Pianeta Bifolchi

(feat. Radio Digi One) L’oroscopo del paguro

È Gennaio e, inaspettatamente, comincia l’anno nuovo. Ogni anno però, la cosa che più mi stupisce è il perseverare di quasi tutte le fonti d’informazione (giornali, radio, riviste, siti internet), anche quelle che dovrebbero in teoria essere più serie, esenti da superstizionismi come appunto gli oroscopi o le religioni, nel fornire al lettore della strada (o dell’ufficio) oroscopi su oroscopi. C’è chi lo fa tutto l’anno, è vero, ma i primi di Gennaio sembrano essere un appuntamento obbligato per questo genere di cose. Per questo ho scandagliato un po’ nel mio archivio e, pescando qua e là le parti meno legate a contingenze, ho fatto questo collage con i vari oroscopi che scrissi (in collaborazione con due amici) per una radio nella quale “lavorai” (ovviamente in maniera molto amatoriale e a titoo gratuito) qualche anno fa per un paio di stagioni. All’epoca io e altri tre amici tenevamo un programma di intrattenimento al sabato pomeriggio (più qualche telecronaca di partite in stile Gialappa’s Band), che si chiamò prima Sabato Gran Varietà, poi Sabato Varietà Grande per una o due puntate, poi di nuovo Sabato Gran Varietà e l’anno successivo Sabato Italiano (mi pare). Io poi scesi a Bologna e pian piano la cosa si fece meno assidua anche per gli altri (ora credo siano rimasti in due, anzi, rispondimi nei commenti Oskar!), ma fu una bella esperienza e strappò più di una risata. Se non agli ascoltatori, quantomeno a noi.


Mazzo di carte
(dal 7 Marzo al 7 Marzo. Si, ci vuole culo per beccarlo)
Chi fa da se fa per tre, ciò non toglie che potreste trovarvi una ragazza…gli occhiali da vista costano.

Carte di mazzo (da lunedì a venerdì, feriali esclusi)
Venere ce l’ha con Marte, che si trova costretto a portare Plutone fuori a fare i bisognini. Dovevamo parlare di voi? oh, tutto bene, in fondo tutta quella gente vestita bene alle vostre feste non era mai venuta.

Sarabanda (speriamo mai più)
Enrico Papi, che era un po’ che non si vedeva, sedurrà Saturno che lascerà Plutone in casa senza farlo pisciare fuori. Risultato? Venere dovrà candeggiare le tende del soggiorno, poverella

Pappafico (In provincia di Bergamo)
Scoprirete quanto una inutile statua di porcellana a forma di alano a grandezza naturale può donare gaudio e sollazzo, sul serio!

Cat Stevens (nelle vicinanze di Orvieto, e un paio di comuni in Val d’Aosta)
Avete mai pensato di andarvene di casa e farvi una famiglia? la plastilina ormai viene pochissimo.

Barbapapà (Tutto il mondo fatato tranne Arezzo)
Se andate in cartoleria state attenti agli astucci, c’è tantissima gente che ci lascia le penne.

Leopardo (la sera del dì di festa e giorni limitrofi)
Avventurarsi in un cunicolo ricolmo di api africane rivestito di miele può non essere così salutare come sembra,d’altra parte vi fornirà numerosi aneddoti da raccontare. A vostro nonno morto dieci anni fa.

Attrice consumata di Soap Opera (nata fra le 12:30 alle 14:30 dal lunedì al venerdì)
Il prossimo martedì vi sveglierete in un letto a tre piazze con a destra il vostro fidanzato e a sinistra suo padre che quindi diventerà il vostro amante, segue che il vostro fidanzato diventerà il vostro probabile figlio. Penserete a come uscire da questa situazione e vi accorgerete che è gia lunedì.

Deterrente (Settembre, Ottobre e Dicembre, e pure Marzo se mi gira)
Troverete la soluzione al problema che vi assilla da tempo e vi stupirete di non averci pensato prima. Probabilmente l’aver imparato a leggere e scrivere nel frattempo vi ha aiutato.

Caracalla (da martedì prossimo a l’altroieri)
è normale scegliersi dei miti da seguire, degli idoli da ammirare ed emulare. Ma proprio Malgioglio e la signora Coriandoli? le stelle disapprovano (e non solo loro)

Febbre (sabato sera, questa era facile)
chiamarsi Ernesto portà anche essere importante, ma equivale a parlare con sè stessi. Fatevi visitare da uno psicanalista, meglio se Giove sotto mentite spoglie.

Il re e la regina degli sfigati (nati durante baccanali fra capi scout)
Presi da un’insopprimibile frenesia e joie de vivre deciderete di compiere un’azione inconsulta, incontrollata, imprudente, azzardata, precipitosa, irriflessiva, cioè di iscrivervi a un corso di sinonimi e contrari.

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2009/01/feat-radio-digi-one-loroscopo-del.html

(feat. Radio Digi One) L’oroscopo del paguro

È Gennaio e, inaspettatamente, comincia l’anno nuovo. Ogni anno però, la cosa che più mi stupisce è il perseverare di quasi tutte le fonti d’informazione (giornali, radio, riviste, siti internet), anche quelle che dovrebbero in teoria essere più serie, esenti da superstizionismi come appunto gli oroscopi o le religioni, nel fornire al lettore della strada (o dell’ufficio) oroscopi su oroscopi. C’è chi lo fa tutto l’anno, è vero, ma i primi di Gennaio sembrano essere un appuntamento obbligato per questo genere di cose. Per questo ho scandagliato un po’ nel mio archivio e, pescando qua e là le parti meno legate a contingenze, ho fatto questo collage con i vari oroscopi che scrissi (in collaborazione con due amici) per una radio nella quale “lavorai” (ovviamente in maniera molto amatoriale e a titoo gratuito) qualche anno fa per un paio di stagioni. All’epoca io e altri tre amici tenevamo un programma di intrattenimento al sabato pomeriggio (più qualche telecronaca di partite in stile Gialappa’s Band), che si chiamò prima Sabato Gran Varietà, poi Sabato Varietà Grande per una o due puntate, poi di nuovo Sabato Gran Varietà e l’anno successivo Sabato Italiano (mi pare). Io poi scesi a Bologna e pian piano la cosa si fece meno assidua anche per gli altri (ora credo siano rimasti in due, anzi, rispondimi nei commenti Oskar!), ma fu una bella esperienza e strappò più di una risata. Se non agli ascoltatori, quantomeno a noi.


Mazzo di carte
(dal 7 Marzo al 7 Marzo. Si, ci vuole culo per beccarlo)
Chi fa da se fa per tre, ciò non toglie che potreste trovarvi una ragazza…gli occhiali da vista costano.

Carte di mazzo (da lunedì a venerdì, feriali esclusi)
Venere ce l’ha con Marte, che si trova costretto a portare Plutone fuori a fare i bisognini. Dovevamo parlare di voi? oh, tutto bene, in fondo tutta quella gente vestita bene alle vostre feste non era mai venuta.

Sarabanda (speriamo mai più)
Enrico Papi, che era un po’ che non si vedeva, sedurrà Saturno che lascerà Plutone in casa senza farlo pisciare fuori. Risultato? Venere dovrà candeggiare le tende del soggiorno, poverella

Pappafico (In provincia di Bergamo)
Scoprirete quanto una inutile statua di porcellana a forma di alano a grandezza naturale può donare gaudio e sollazzo, sul serio!

Cat Stevens (nelle vicinanze di Orvieto, e un paio di comuni in Val d’Aosta)
Avete mai pensato di andarvene di casa e farvi una famiglia? la plastilina ormai viene pochissimo.

Barbapapà (Tutto il mondo fatato tranne Arezzo)
Se andate in cartoleria state attenti agli astucci, c’è tantissima gente che ci lascia le penne.

Leopardo (la sera del dì di festa e giorni limitrofi)
Avventurarsi in un cunicolo ricolmo di api africane rivestito di miele può non essere così salutare come sembra,d’altra parte vi fornirà numerosi aneddoti da raccontare. A vostro nonno morto dieci anni fa.

Attrice consumata di Soap Opera (nata fra le 12:30 alle 14:30 dal lunedì al venerdì)
Il prossimo martedì vi sveglierete in un letto a tre piazze con a destra il vostro fidanzato e a sinistra suo padre che quindi diventerà il vostro amante, segue che il vostro fidanzato diventerà il vostro probabile figlio. Penserete a come uscire da questa situazione e vi accorgerete che è gia lunedì.

Deterrente (Settembre, Ottobre e Dicembre, e pure Marzo se mi gira)
Troverete la soluzione al problema che vi assilla da tempo e vi stupirete di non averci pensato prima. Probabilmente l’aver imparato a leggere e scrivere nel frattempo vi ha aiutato.

Caracalla (da martedì prossimo a l’altroieri)
è normale scegliersi dei miti da seguire, degli idoli da ammirare ed emulare. Ma proprio Malgioglio e la signora Coriandoli? le stelle disapprovano (e non solo loro)

Febbre (sabato sera, questa era facile)
chiamarsi Ernesto portà anche essere importante, ma equivale a parlare con sè stessi. Fatevi visitare da uno psicanalista, meglio se Giove sotto mentite spoglie.

Il re e la regina degli sfigati (nati durante baccanali fra capi scout)
Presi da un’insopprimibile frenesia e joie de vivre deciderete di compiere un’azione inconsulta, incontrollata, imprudente, azzardata, precipitosa, irriflessiva, cioè di iscrivervi a un corso di sinonimi e contrari.

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(feat. Radio Digi One) L’oroscopo del paguro

È Gennaio e, inaspettatamente, comincia l’anno nuovo. Ogni anno però, la cosa che più mi stupisce è il perseverare di quasi tutte le fonti d’informazione (giornali, radio, riviste, siti internet), anche quelle che dovrebbero in teoria essere più serie, esenti da superstizionismi come appunto gli oroscopi o le religioni, nel fornire al lettore della strada (o dell’ufficio) oroscopi su oroscopi. C’è chi lo fa tutto l’anno, è vero, ma i primi di Gennaio sembrano essere un appuntamento obbligato per questo genere di cose. Per questo ho scandagliato un po’ nel mio archivio e, pescando qua e là le parti meno legate a contingenze, ho fatto questo collage con i vari oroscopi che scrissi (in collaborazione con due amici) per una radio nella quale “lavorai” (ovviamente in maniera molto amatoriale e a titoo gratuito) qualche anno fa per un paio di stagioni. All’epoca io e altri tre amici tenevamo un programma di intrattenimento al sabato pomeriggio (più qualche telecronaca di partite in stile Gialappa’s Band), che si chiamò prima Sabato Gran Varietà, poi Sabato Varietà Grande per una o due puntate, poi di nuovo Sabato Gran Varietà e l’anno successivo Sabato Italiano (mi pare). Io poi scesi a Bologna e pian piano la cosa si fece meno assidua anche per gli altri (ora credo siano rimasti in due, anzi, rispondimi nei commenti Oskar!), ma fu una bella esperienza e strappò più di una risata. Se non agli ascoltatori, quantomeno a noi.


Mazzo di carte
(dal 7 Marzo al 7 Marzo. Si, ci vuole culo per beccarlo)
Chi fa da se fa per tre, ciò non toglie che potreste trovarvi una ragazza…gli occhiali da vista costano.

Carte di mazzo (da lunedì a venerdì, feriali esclusi)
Venere ce l’ha con Marte, che si trova costretto a portare Plutone fuori a fare i bisognini. Dovevamo parlare di voi? oh, tutto bene, in fondo tutta quella gente vestita bene alle vostre feste non era mai venuta.

Sarabanda (speriamo mai più)
Enrico Papi, che era un po’ che non si vedeva, sedurrà Saturno che lascerà Plutone in casa senza farlo pisciare fuori. Risultato? Venere dovrà candeggiare le tende del soggiorno, poverella

Pappafico (In provincia di Bergamo)
Scoprirete quanto una inutile statua di porcellana a forma di alano a grandezza naturale può donare gaudio e sollazzo, sul serio!

Cat Stevens (nelle vicinanze di Orvieto, e un paio di comuni in Val d’Aosta)
Avete mai pensato di andarvene di casa e farvi una famiglia? la plastilina ormai viene pochissimo.

Barbapapà (Tutto il mondo fatato tranne Arezzo)
Se andate in cartoleria state attenti agli astucci, c’è tantissima gente che ci lascia le penne.

Leopardo (la sera del dì di festa e giorni limitrofi)
Avventurarsi in un cunicolo ricolmo di api africane rivestito di miele può non essere così salutare come sembra,d’altra parte vi fornirà numerosi aneddoti da raccontare. A vostro nonno morto dieci anni fa.

Attrice consumata di Soap Opera (nata fra le 12:30 alle 14:30 dal lunedì al venerdì)
Il prossimo martedì vi sveglierete in un letto a tre piazze con a destra il vostro fidanzato e a sinistra suo padre che quindi diventerà il vostro amante, segue che il vostro fidanzato diventerà il vostro probabile figlio. Penserete a come uscire da questa situazione e vi accorgerete che è gia lunedì.

Deterrente (Settembre, Ottobre e Dicembre, e pure Marzo se mi gira)
Troverete la soluzione al problema che vi assilla da tempo e vi stupirete di non averci pensato prima. Probabilmente l’aver imparato a leggere e scrivere nel frattempo vi ha aiutato.

Caracalla (da martedì prossimo a l’altroieri)
è normale scegliersi dei miti da seguire, degli idoli da ammirare ed emulare. Ma proprio Malgioglio e la signora Coriandoli? le stelle disapprovano (e non solo loro)

Febbre (sabato sera, questa era facile)
chiamarsi Ernesto portà anche essere importante, ma equivale a parlare con sè stessi. Fatevi visitare da uno psicanalista, meglio se Giove sotto mentite spoglie.

Il re e la regina degli sfigati (nati durante baccanali fra capi scout)
Presi da un’insopprimibile frenesia e joie de vivre deciderete di compiere un’azione inconsulta, incontrollata, imprudente, azzardata, precipitosa, irriflessiva, cioè di iscrivervi a un corso di sinonimi e contrari.

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(feat. Radio Digi One) L’oroscopo del paguro

È Gennaio e, inaspettatamente, comincia l’anno nuovo. Ogni anno però, la cosa che più mi stupisce è il perseverare di quasi tutte le fonti d’informazione (giornali, radio, riviste, siti internet), anche quelle che dovrebbero in teoria essere più s…

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http://paguropagano.blogspot.com/2009/01/feat-radio-digi-one-loroscopo-del.html

Cultura pret-a-porter

È natale e siamo tutti persone migliori, o perlomeno ci proviamo. Per questo non ho intenzione di ammorbarvi nè con lunghe tirate sul Partito Democratico e le sue discussioni interne (anche perchè tanto vale aspettare per vedere se la Befana ci porta un segretario nuovo, di questi tempi) nè con apocalittiche analisi dell’azione di questo governo, per quanto pare che siano questi due argomenti a interessarvi di più, cari i miei lettori. Da ora fino a tutte le vacanze vorrei sfornare solo post leggeri, anche perchè è un periodo (avrete notato) in cui per vari motivi posto poco, e calo (di accessi) per calo vorrei sperimentare un poco già che ci sono. Ma veniamo al pezzo, nato un po’ per scherzo ieri sera (e in fondo scherzo rimane).

Quante volte avete canticchiato “I’m singing in the rain” o sciorinato qualche monologo famoso? (se qui rispondete “stai parlando con me?” siete incredibilmente appropriati, bravi) ecco, ora vorrei sapere quanti di voi hanno visto quei film citati così spesso. Questa verve da citazione è qualcosa di più che una curiosità, e se fossi un capiscione di psicologia ci farei probabilmente qualche ricerca (chissà che la Capacchione non abbia scritto qualcosa a proposito) tanto per sapere se è una maniera per tracciare un ipotetico confine attorno a sè stessi e ai propri compagni di chiacchierata e delimitare così un territorio comune con tanto di senso d’appartenenza, oppure un esibizione di status (“ho visto/letto/ascoltato il tal oggetto culturale universalmente riconosciuto come figo” anche quando poi non è vero). Per fare due esempi veloci, poi chissà qual è la rotellina cerebrale che si muove in queste situazioni, ce ne sono così tante e si muovono così spesso in gruppo che è difficile poi decidere per una, a volte (carina la metafora del cervello come assieme di ingranaggi no? tutto sommato, e al di là della sua efficacia, è ancora la mia preferita).

Se ci pensate lo stesso meccanismo sta probabilmente dietro la recente deriva (auto)citazionistica del “mondo” televisivo, dotato ormai di un’autoreferenzialità impressionante, in tutti i sensi, tanto che esistono da tempo programmi televisivi che commentano altri programmi televisivi. L’esempio principe è Buona Domenica, che quando ero bambino io era un insieme colorato di intrattenimento a buon mercato e giochi a premi condotto da Marco Columbro e Lorella Cuccarini, mentre ora da quanto ho capito è praticamente fondato sulla logica del Talk Show di Costanziana memoria e si occupa di televisione e bassa politica (affrontata cioè con una mediaticità da far spavento).

Una cosa che posso fare però, da profano, è una lista di tutti quegli stralci di cultura che hanno preso la strana via della vita più citata che fruita:

-la canzone “Singin’ in the Rain”, dal film omonimo
-il monologo di De Niro in “Taxi Driver” (stai parlando con me?)
-svariati pezzi di “2001, Odissea nello Spazio”
-l’immagine della madeleine dalla “Ricerca del Tempo Perduto” di Proust
-“L’Idiota” di F. Dostoevskij, col titolo del quale si fanno innumerevoli battute che suonano argute (ho sentito qualcuno usare anche “Delitto e Castigo”, ma con meno convinzione)
“È la stampa, bellezza”, da “Deadline USA”, film del 1952 (in originale, peraltro, era un pochino diversa: “that’s the power of the press, baby, the power of the press”
-una marea di citazioni da film di Nanni Moretti che nessuno vede più da anni (su tutte “Mi si nota di più se vengo o se non vengo?” e “dì una cosa di sinistra!“)

aggiunte (grazie ad asphalto):
-“bisogna cambiare tutto perchè nulla cambi” dal Gattopardo
-“Lottare contro i mulini a vento“, immagine presa dal “DonChischotte” di Cervantes
e poi se mi ricordo ne aggiungo altre.

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/12/natale-e-siamo-tutti-persone-migliori-o.html

Cultura pret-a-porter

È natale e siamo tutti persone migliori, o perlomeno ci proviamo. Per questo non ho intenzione di ammorbarvi nè con lunghe tirate sul Partito Democratico e le sue discussioni interne (anche perchè tanto vale aspettare per vedere se la Befana ci porta un segretario nuovo, di questi tempi) nè con apocalittiche analisi dell’azione di questo governo, per quanto pare che siano questi due argomenti a interessarvi di più, cari i miei lettori. Da ora fino a tutte le vacanze vorrei sfornare solo post leggeri, anche perchè è un periodo (avrete notato) in cui per vari motivi posto poco, e calo (di accessi) per calo vorrei sperimentare un poco già che ci sono. Ma veniamo al pezzo, nato un po’ per scherzo ieri sera (e in fondo scherzo rimane).

Quante volte avete canticchiato “I’m singing in the rain” o sciorinato qualche monologo famoso? (se qui rispondete “stai parlando con me?” siete incredibilmente appropriati, bravi) ecco, ora vorrei sapere quanti di voi hanno visto quei film citati così spesso. Questa verve da citazione è qualcosa di più che una curiosità, e se fossi un capiscione di psicologia ci farei probabilmente qualche ricerca (chissà che la Capacchione non abbia scritto qualcosa a proposito) tanto per sapere se è una maniera per tracciare un ipotetico confine attorno a sè stessi e ai propri compagni di chiacchierata e delimitare così un territorio comune con tanto di senso d’appartenenza, oppure un esibizione di status (“ho visto/letto/ascoltato il tal oggetto culturale universalmente riconosciuto come figo” anche quando poi non è vero). Per fare due esempi veloci, poi chissà qual è la rotellina cerebrale che si muove in queste situazioni, ce ne sono così tante e si muovono così spesso in gruppo che è difficile poi decidere per una, a volte (carina la metafora del cervello come assieme di ingranaggi no? tutto sommato, e al di là della sua efficacia, è ancora la mia preferita).

Se ci pensate lo stesso meccanismo sta probabilmente dietro la recente deriva (auto)citazionistica del “mondo” televisivo, dotato ormai di un’autoreferenzialità impressionante, in tutti i sensi, tanto che esistono da tempo programmi televisivi che commentano altri programmi televisivi. L’esempio principe è Buona Domenica, che quando ero bambino io era un insieme colorato di intrattenimento a buon mercato e giochi a premi condotto da Marco Columbro e Lorella Cuccarini, mentre ora da quanto ho capito è praticamente fondato sulla logica del Talk Show di Costanziana memoria e si occupa di televisione e bassa politica (affrontata cioè con una mediaticità da far spavento).

Una cosa che posso fare però, da profano, è una lista di tutti quegli stralci di cultura che hanno preso la strana via della vita più citata che fruita:

-la canzone “Singin’ in the Rain”, dal film omonimo
-il monologo di De Niro in “Taxi Driver” (stai parlando con me?)
-svariati pezzi di “2001, Odissea nello Spazio”
-l’immagine della madeleine dalla “Ricerca del Tempo Perduto” di Proust
-“L’Idiota” di F. Dostoevskij, col titolo del quale si fanno innumerevoli battute che suonano argute (ho sentito qualcuno usare anche “Delitto e Castigo”, ma con meno convinzione)
“È la stampa, bellezza”, da “Deadline USA”, film del 1952 (in originale, peraltro, era un pochino diversa: “that’s the power of the press, baby, the power of the press”
-una marea di citazioni da film di Nanni Moretti che nessuno vede più da anni (su tutte “Mi si nota di più se vengo o se non vengo?” e “dì una cosa di sinistra!“)

aggiunte (grazie ad asphalto):
-“bisogna cambiare tutto perchè nulla cambi” dal Gattopardo
-“Lottare contro i mulini a vento“, immagine presa dal “DonChischotte” di Cervantes
e poi se mi ricordo ne aggiungo altre.

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
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Cultura pret-a-porter

È natale e siamo tutti persone migliori, o perlomeno ci proviamo. Per questo non ho intenzione di ammorbarvi nè con lunghe tirate sul Partito Democratico e le sue discussioni interne (anche perchè tanto vale aspettare per vedere se la Befana ci porta un segretario nuovo, di questi tempi) nè con apocalittiche analisi dell’azione di questo governo, per quanto pare che siano questi due argomenti a interessarvi di più, cari i miei lettori. Da ora fino a tutte le vacanze vorrei sfornare solo post leggeri, anche perchè è un periodo (avrete notato) in cui per vari motivi posto poco, e calo (di accessi) per calo vorrei sperimentare un poco già che ci sono. Ma veniamo al pezzo, nato un po’ per scherzo ieri sera (e in fondo scherzo rimane).

Quante volte avete canticchiato “I’m singing in the rain” o sciorinato qualche monologo famoso? (se qui rispondete “stai parlando con me?” siete incredibilmente appropriati, bravi) ecco, ora vorrei sapere quanti di voi hanno visto quei film citati così spesso. Questa verve da citazione è qualcosa di più che una curiosità, e se fossi un capiscione di psicologia ci farei probabilmente qualche ricerca (chissà che la Capacchione non abbia scritto qualcosa a proposito) tanto per sapere se è una maniera per tracciare un ipotetico confine attorno a sè stessi e ai propri compagni di chiacchierata e delimitare così un territorio comune con tanto di senso d’appartenenza, oppure un esibizione di status (“ho visto/letto/ascoltato il tal oggetto culturale universalmente riconosciuto come figo” anche quando poi non è vero). Per fare due esempi veloci, poi chissà qual è la rotellina cerebrale che si muove in queste situazioni, ce ne sono così tante e si muovono così spesso in gruppo che è difficile poi decidere per una, a volte (carina la metafora del cervello come assieme di ingranaggi no? tutto sommato, e al di là della sua efficacia, è ancora la mia preferita).

Se ci pensate lo stesso meccanismo sta probabilmente dietro la recente deriva (auto)citazionistica del “mondo” televisivo, dotato ormai di un’autoreferenzialità impressionante, in tutti i sensi, tanto che esistono da tempo programmi televisivi che commentano altri programmi televisivi. L’esempio principe è Buona Domenica, che quando ero bambino io era un insieme colorato di intrattenimento a buon mercato e giochi a premi condotto da Marco Columbro e Lorella Cuccarini, mentre ora da quanto ho capito è praticamente fondato sulla logica del Talk Show di Costanziana memoria e si occupa di televisione e bassa politica (affrontata cioè con una mediaticità da far spavento).

Una cosa che posso fare però, da profano, è una lista di tutti quegli stralci di cultura che hanno preso la strana via della vita più citata che fruita:

-la canzone “Singin’ in the Rain”, dal film omonimo
-il monologo di De Niro in “Taxi Driver” (stai parlando con me?)
-svariati pezzi di “2001, Odissea nello Spazio”
-l’immagine della madeleine dalla “Ricerca del Tempo Perduto” di Proust
-“L’Idiota” di F. Dostoevskij, col titolo del quale si fanno innumerevoli battute che suonano argute (ho sentito qualcuno usare anche “Delitto e Castigo”, ma con meno convinzione)
“È la stampa, bellezza”, da “Deadline USA”, film del 1952 (in originale, peraltro, era un pochino diversa: “that’s the power of the press, baby, the power of the press”
-una marea di citazioni da film di Nanni Moretti che nessuno vede più da anni (su tutte “Mi si nota di più se vengo o se non vengo?” e “dì una cosa di sinistra!“)

aggiunte (grazie ad asphalto):
-“bisogna cambiare tutto perchè nulla cambi” dal Gattopardo
-“Lottare contro i mulini a vento“, immagine presa dal “DonChischotte” di Cervantes
e poi se mi ricordo ne aggiungo altre.

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
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Cultura pret-a-porter

È natale e siamo tutti persone migliori, o perlomeno ci proviamo. Per questo non ho intenzione di ammorbarvi nè con lunghe tirate sul Partito Democratico e le sue discussioni interne (anche perchè tanto vale aspettare per vedere se la Befana ci port…

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Biopalle, Bioballe

Forse non la prima ma comunque una delle prime regole di Internet è che ogni notizia apocalittica o messianica, prima di stupire, deve essere verificata a lungo. L’elenco delle bufale apparse sul web dalla sua creazione a oggi potrebbe riempire un enciclopedia, ed è bene per tutti trovare almeno una fonte autorevole per le verifiche del caso, dato che statisticamente, perlomeno durante il primo periodo, l’entusiasmo per l’ennesima grande invenzione contagia molta più gente di quanta non ne freni il dovuto scetticismo.

Il più famoso, autorevole e prezioso sito italiano del caso è il blog di Paolo Attivissimo, che puntualmente ha smontato (qui l’articolo) anche l’ultima fandonia dal sapore messianico pubblicizzata niente meno che da Beppe Grillo in carne e byte: la Biowashball. Questa miracolosa palla di plastica verde contenente palline di ceramica dovrebbe difatti, non si capisce bene se emettendo potenti raggi infrarossi (sic!) o emettendo ioni negativi (ari-sic!), permettere di lavare i panni a 30 gradi e senza detersivi, il che sarebbe effettivamente un bell’aiuto nella lotta all’inquinamento: sia perchè si eliminerebbe la diffusione di sostanze inquinanti come scarto dei lavaggi sia perchè si ridurrebbe di molto il consumo di energia elettrica. Il tutto è condito da un’altra chicca: per “ricaricare” la palla basterebbe un’oretta di sole al mese, e la durata dell’oggetto sarebbe addirittura di qualche anno. Tutto molto bello, peccato che, a meno che Biowashball non faccia come l’ormai proverbiale coleottero che non può volare ma non sapendolo vola (cosa che peraltro credo sia un’altra bella bufala), questa vera e propria “balla” non ha alcuna speranza di lavare davvero i vostri capi (al di là di quanto l’acqua di per sè non li lavi di suo, insomma, al di là di un curioso effetto placebo nella percezione del pulito). Paolo Attivissimo ha fatto qualche domanda in proposito a un chimico:

Può un oggetto di plastica e ceramica emettere raggi infrarossi, e per di più potenti?
No, non può, se non per l’ovvia emissione che hanno tutti i corpi che emettono calore. Emettere infrarossi ad alta intensità richiederebbe una sorgente di energia continua.

Possono i raggi infrarossi scindere una molecola d’idrogeno?
Possono farla bollire se sono alla giusta intensità. In realtà non è ben chiaro cosa faccia la molecola dell’acqua sottoposta ad intensi campi elettromagnetici. Per ora non ci sono studi accertati che parlano di infrarosso in grado di scindere l’acqua. In ogni caso si tratterebbe di intensità enormi, non generabili senza le strumentazioni adatte.

Il sito Biowashball.ch dice che “la Biowashball elimina i composti cloridrici nell’acqua e diminuisce la sua pressione superficiale, aumentando così il suo potere pulente”. Come fa una palla di plastica e ceramica ad eliminare i composti di cloro nell’acqua? Dove li nasconde? E cos’è la “pressione superficiale”?
Esistono dei mezzi per eliminare il cloro dall’acqua, ma solo tramite l’uso di metalli o di particolari molecole organiche; non se ne vede, poi, lo scopo: i cloruri sono presenti dovunque, anche nell’acqua per la pasta. Al chimico non viene in mente nessun modo per poter tirare via il cloro con delle sfere di plastica e ceramica, ma finché non viene analizzata la Biowashball non si possono esprimere giudizi definitivi. La “pressione superficiale” non esiste. Sembra una brutta traduzione per indicare la tensione superficiale, che può essere effettivamente variata tramite i tensioattivi (presenti nei detersivi) per migliorare la miscibilità dell’acqua (o di altri liquidi) con altri solventi. Se la tensione superficiale diminuisce, aumenta il grado di “lavaggio” ovvero nel caso specifico l’acqua bagna e scioglie meglio le sostanze che normalmente non verrebbero sciolte. I tensioattivi sono il vero motivo per il quale i detersivi puliscono, il resto ha funzioni accessorie come antibatteriche, sbiancanti, eccetera.

Il sito Biowashball dice che “per preservarne l’efficacia, basta posizionare la Biowashball al sole per un’ora al mese, per rigenerarne le microsfere di ceramica.” Ha senso esporre al sole delle microsfere ceramiche per “rigenerarle”? Che cosa vuol dire?
Non vuol dire nulla. Il sole non può rigenerare nulla in questo contesto. Le sfere dovrebbero essere fotosensibili, quindi assorbire la luce e reagire in base ad essa ripristinando il sistema inizialmente presente e liberando tutte le “schifezze” assorbite. Insomma nulla si distrugge: anche ammettendo che il sole potesse rigenerare queste sfere (cosa che non fa) comunque butterebbe fuori in un colpo tutto quello assorbito durante il mese.

Senza contare che:

Un altro dubbio sulla serietà di questo prodotto è l’assenza, a quanto risulta fin qui, di un brevetto che ne tuteli il principio di funzionamento. Sui vari siti ufficiali non c’è alcuna indicazione di tutele brevettuale: ci sono soltanto alcuni “certificati” decisamente surreali. Il 17 novembre ho inviato una mail alla società che commercializza il prodotto in Svizzera (info@lfb.ch) e a quella che sembra essere la casa madre a Hong Kong (biz@biowashball.ch) chiedendo di fornirmi i numeri di riferimento dei brevetti che tutelerebbero l’invenzione. Finora non ho ottenuto risposta.

E tanto per concludere il prodotto viene venduto assieme alle famose coccinelle che dovrebbero bloccare le emissioni dei telefoni cellulari (misteriosamente senza impedire ai telefoni stessi di funzionare). Peccato che Grillo caschi a piè pari, e credo in assoluta buona fede, in queste che sono tra le più pure espressioni di una tendenza ciclica e ineluttabile della Rete: i tentativi di spillare soldi ai faciloni. Si fa tanto parlare di internet come fonte privilegiata (e non subordinata ai media “ufficiali”) di informazioni e io sono assolutamente daccordo, ma aggiungo che questo privilegio costa ricerche e fatica. Forse chi si spaccia per paladino della Rete dovrebbe rendersene conto e rimboccarsi le maniche, una buona volta (soprattutto se fa da fonte autorevole per così tante persone).

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/11/biopalle-bioballe.html

Biopalle, Bioballe

Forse non la prima ma comunque una delle prime regole di Internet è che ogni notizia apocalittica o messianica, prima di stupire, deve essere verificata a lungo. L’elenco delle bufale apparse sul web dalla sua creazione a oggi potrebbe riempire un enciclopedia, ed è bene per tutti trovare almeno una fonte autorevole per le verifiche del caso, dato che statisticamente, perlomeno durante il primo periodo, l’entusiasmo per l’ennesima grande invenzione contagia molta più gente di quanta non ne freni il dovuto scetticismo.

Il più famoso, autorevole e prezioso sito italiano del caso è il blog di Paolo Attivissimo, che puntualmente ha smontato (qui l’articolo) anche l’ultima fandonia dal sapore messianico pubblicizzata niente meno che da Beppe Grillo in carne e byte: la Biowashball. Questa miracolosa palla di plastica verde contenente palline di ceramica dovrebbe difatti, non si capisce bene se emettendo potenti raggi infrarossi (sic!) o emettendo ioni negativi (ari-sic!), permettere di lavare i panni a 30 gradi e senza detersivi, il che sarebbe effettivamente un bell’aiuto nella lotta all’inquinamento: sia perchè si eliminerebbe la diffusione di sostanze inquinanti come scarto dei lavaggi sia perchè si ridurrebbe di molto il consumo di energia elettrica. Il tutto è condito da un’altra chicca: per “ricaricare” la palla basterebbe un’oretta di sole al mese, e la durata dell’oggetto sarebbe addirittura di qualche anno. Tutto molto bello, peccato che, a meno che Biowashball non faccia come l’ormai proverbiale coleottero che non può volare ma non sapendolo vola (cosa che peraltro credo sia un’altra bella bufala), questa vera e propria “balla” non ha alcuna speranza di lavare davvero i vostri capi (al di là di quanto l’acqua di per sè non li lavi di suo, insomma, al di là di un curioso effetto placebo nella percezione del pulito). Paolo Attivissimo ha fatto qualche domanda in proposito a un chimico:

Può un oggetto di plastica e ceramica emettere raggi infrarossi, e per di più potenti?
No, non può, se non per l’ovvia emissione che hanno tutti i corpi che emettono calore. Emettere infrarossi ad alta intensità richiederebbe una sorgente di energia continua.

Possono i raggi infrarossi scindere una molecola d’idrogeno?
Possono farla bollire se sono alla giusta intensità. In realtà non è ben chiaro cosa faccia la molecola dell’acqua sottoposta ad intensi campi elettromagnetici. Per ora non ci sono studi accertati che parlano di infrarosso in grado di scindere l’acqua. In ogni caso si tratterebbe di intensità enormi, non generabili senza le strumentazioni adatte.

Il sito Biowashball.ch dice che “la Biowashball elimina i composti cloridrici nell’acqua e diminuisce la sua pressione superficiale, aumentando così il suo potere pulente”. Come fa una palla di plastica e ceramica ad eliminare i composti di cloro nell’acqua? Dove li nasconde? E cos’è la “pressione superficiale”?
Esistono dei mezzi per eliminare il cloro dall’acqua, ma solo tramite l’uso di metalli o di particolari molecole organiche; non se ne vede, poi, lo scopo: i cloruri sono presenti dovunque, anche nell’acqua per la pasta. Al chimico non viene in mente nessun modo per poter tirare via il cloro con delle sfere di plastica e ceramica, ma finché non viene analizzata la Biowashball non si possono esprimere giudizi definitivi. La “pressione superficiale” non esiste. Sembra una brutta traduzione per indicare la tensione superficiale, che può essere effettivamente variata tramite i tensioattivi (presenti nei detersivi) per migliorare la miscibilità dell’acqua (o di altri liquidi) con altri solventi. Se la tensione superficiale diminuisce, aumenta il grado di “lavaggio” ovvero nel caso specifico l’acqua bagna e scioglie meglio le sostanze che normalmente non verrebbero sciolte. I tensioattivi sono il vero motivo per il quale i detersivi puliscono, il resto ha funzioni accessorie come antibatteriche, sbiancanti, eccetera.

Il sito Biowashball dice che “per preservarne l’efficacia, basta posizionare la Biowashball al sole per un’ora al mese, per rigenerarne le microsfere di ceramica.” Ha senso esporre al sole delle microsfere ceramiche per “rigenerarle”? Che cosa vuol dire?
Non vuol dire nulla. Il sole non può rigenerare nulla in questo contesto. Le sfere dovrebbero essere fotosensibili, quindi assorbire la luce e reagire in base ad essa ripristinando il sistema inizialmente presente e liberando tutte le “schifezze” assorbite. Insomma nulla si distrugge: anche ammettendo che il sole potesse rigenerare queste sfere (cosa che non fa) comunque butterebbe fuori in un colpo tutto quello assorbito durante il mese.

Senza contare che:

Un altro dubbio sulla serietà di questo prodotto è l’assenza, a quanto risulta fin qui, di un brevetto che ne tuteli il principio di funzionamento. Sui vari siti ufficiali non c’è alcuna indicazione di tutele brevettuale: ci sono soltanto alcuni “certificati” decisamente surreali. Il 17 novembre ho inviato una mail alla società che commercializza il prodotto in Svizzera (info@lfb.ch) e a quella che sembra essere la casa madre a Hong Kong (biz@biowashball.ch) chiedendo di fornirmi i numeri di riferimento dei brevetti che tutelerebbero l’invenzione. Finora non ho ottenuto risposta.

E tanto per concludere il prodotto viene venduto assieme alle famose coccinelle che dovrebbero bloccare le emissioni dei telefoni cellulari (misteriosamente senza impedire ai telefoni stessi di funzionare). Peccato che Grillo caschi a piè pari, e credo in assoluta buona fede, in queste che sono tra le più pure espressioni di una tendenza ciclica e ineluttabile della Rete: i tentativi di spillare soldi ai faciloni. Si fa tanto parlare di internet come fonte privilegiata (e non subordinata ai media “ufficiali”) di informazioni e io sono assolutamente daccordo, ma aggiungo che questo privilegio costa ricerche e fatica. Forse chi si spaccia per paladino della Rete dovrebbe rendersene conto e rimboccarsi le maniche, una buona volta (soprattutto se fa da fonte autorevole per così tante persone).

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/11/biopalle-bioballe.html

Biopalle, Bioballe

Forse non la prima ma comunque una delle prime regole di Internet è che ogni notizia apocalittica o messianica, prima di stupire, deve essere verificata a lungo. L’elenco delle bufale apparse sul web dalla sua creazione a oggi potrebbe riempire un enc…

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/11/biopalle-bioballe.html