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Twitter, Friendfeed, long tail

Vorrei riprendere un interessante post di Mushin riguardo al successo di Twitter a scapito di Friendfeed. Avrei, infatti, qualche considerazione da fare che a voler essere articolata un poco non ci starebbe tra i commenti al post (e chi mi segue sa che la sintesi non è tra le mie doti quando scrivo).

Riassumo brevemente il post di Techcruch dal quale tutto parte.
FriendFeed is in danger of becoming the coolest application that no one uses.”
In base ai dati forniti da Comscore, Twitter conquista ogni mese più utenti di quanti non ne abbia Friendfeed in totale. Nonostante FF sia un aggregatore in continua crescita che offre servizi molto apprezzati non riesce a convincere gli utenti che con lui possono fare molto più che con Twitter. Cosa tra l’altro vera, tant’è che Facebook e altri network continuano a copiargli le idee (a volte anche male, aggiungo io).
Poi c’è poco altro, ma di scarso rilievo per il post di Mushin.

Ora invece un breve riassunto, attraverso alcune frasi originali, del post di Mushin.
E se fosse la conferma che la Coda Lunga sia solo una bella favola?
“Suggerire che Friendfeed sia peggiore di Twitter perché non ne ha i numeri, significa negare la possibilità di un modello basato sulla Coda Lunga, significa dire che l’importante è avere mercato di massa, non massa di mercati.”
“non credo che la questione sull’utilità di Friendfeed sia legata a quanti utenti usano friedfeed.”

Ora il mio post.
È vero, la qualità di un prodotto non va misurata in base al numero di utenti, ma ai servizi offerti. Eppure se il prodotto nel nostro caso è un social network, come si potrebbe definire Friendfeed, allora il numero di iscritti diventa rilevante. Facebook potrebbe anche essere il migliore SN del mondo, ma se non avessi un’alta probabilità di trovare vecchi amici e colleghi, non ci passerei il mio tempo. Il valore di un SN sta innanzitutto nel numero di partecipanti.

Dov’è la lunga coda? C’è e non c’è. Nel senso che c’è nella misura in cui c’è sempre stata da decenni. Perché i video li cerchi prevalentemente su YouTube? Perché ce ne sono a tonnellate, nonostante Vimeo, ad esempio, offra una qualità migliore. Perché quando voglio un libro posso essere sicuro che Feltrinelli è la scelta giusta? Perché lì ne hanno così tanti che se anche non avessi idea di cosa voglio, uno che mi piace lo trovo (e in genere uno tornerebbe a casa con la valigia piena di libri!). Perché Microsoft Office ha così tanto successo? Perché tutti i miei colleghi lo usano e mi torna utile per via dell’alta compatibilità.

E la coda lunga che fine ha fatto? È mascherata come un frattale. Ogni negozio, sito, social network, impesa, discoteca, bar, biblioteca ecc. avrà due tipi di prodotti: quelli che vanno per la maggiore, di largo consumo, e quelli di nicchia, che non vuole quasi nessuno. In pratica riproduce la coda lunga al suo interno, anche se per forza di cose non può essere poi tanto lunga.
A sua volta, questo piccolo rivenditore o quello che è, rientra in un sistema maggiore, collocandosi, ad esempio, sulla coda lunga dei negozi di una città, e poi ancora la città si colloca nel sistema provinciale, regionale e nazionale.

Con internet la lunga coda di accentua perché la rete riesce ad evitare alcuni vincoli fisici, ma alla fine anche qui i siti, i blog, i social network e altri strumenti si collocano ciascuno nella coda del proprio settore, ciascuna delle quali si aggrega producendone una nuova maggiore. E al loro interno hanno essi stessi delle code lunghe. Si guardi ai tag delle immagini su Flickr, alcuni più frequenti di altri. Si guardi all’elenco di etichette dei post dei blog.

Essendo poi che la qualità effettiva può aiutare ad incrementare il numero di utenti e questi a loro volta (portando risorse) permettono al servizio di crescere in quanto ad offerta, si scatenano continuamente nell’economia globale circoli viziosi e virtuosi che premiano e macellano rispettivamente non i migliori e i peggiori, ma quelli che hanno saputo anche solo presentarsi meglio all’inizio, dimostrando anche deboli vantaggi sui concorrenti, scartando quelli che non erano in cima al podio.

Tutto questo per dire che la coda lunga non compare né scompare. È una semplice necessità di mercato e c’è sempre stata. I numeri restano e saranno sempre dannatamente importanti nella scelta di un social network.

Il vero punto, IMHO, non è che Friendfeed sia meglio o peggio, più frequentato o meno, di Twitter. Io li uso entrambi. FF è molto più di Twitter e per questo motivo non credo che debba preoccuparsi della fetta di utenti in più che ha questo rispetto a sé, ma piuttosto aiutare ad integrare ancora meglio Twitter (con i suo dm… e @…) e promuoversi attraverso di esso. Io non li metterei neanche a confronto, se non fosse per una cosa, intelligentemente osservata da TechCrunch: “FriendFeed may just be too complicated for the average user to quickly understand”. Non che lo sia, ma mi rendo conto che il 95% delle persone che mi circondano (per lo più coetanei) sono restii a voler sperimentare cose nuove. Twitter invece è così facile e intuitivo che anche Britney Spears lo usa : )
E poi FF è fatto per gente che passa davvero le ore online e al momento non sono che una minoranza le persone che passano le giornate al computer. Alle volte sembra addirittura troppo prendere che la gente legga la mail una volta al giorno!

[Nell’immagine vedete un grafico che mostra il numero di utenti di Twitter rispetto a Friendfeed. Me lo sono arrubato da Techcrunch]

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http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SCne/~3/vxrNqmd9eAs/vorrei-riprendere-un-interessante-post.html

microsoft tag: questione di timing

Shotcode non ha mai preso piede mentre Microsot Tag parte adesso. 
Roberto mi dice che il successo è solo una questione di ‘timing’…. 
Mha vedremo, per ora rispolvero il mio shotcode e lo metto vicino al nuovo Microsoft Tag:

   

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http://feedproxy.google.com/~r/PensieriSuRuote/~3/iSy1IJ3bajI/

Sprintrade e UnaBuonaCausa insieme per Aidmaker

Come forse alcuni avranno notato ho inserito degli ulteriori banner sul mio blog, un po’ meno mimetizzati di quelli di AdSense. Perché?
1) Per vedere se riesco guadagnare qualcosa con il blog; 2) per capire se la pubblicità coi banner, tanto criticata, ha un senso; 3) perché ritengo che la pubblicità, se ben organizzata, può essere un servizio per chi la percepisce e non solo un peso (e per raggiungere questo stadio serve avere un minimo di esperienza sulle spalle).

I due banner inseriti (uno nella sidebar a destra e uno in fondo al blog) sono promossi da Sprintrade, un servizio appunto di pubblicità online. A differenza di Google AdSense non ti fa guadagnare se i tuoi visitatori ci cliccano sopra, ma se una volta cliccato si sono iscritti al servizio o hanno scaricato il programma pubblicizzato. Non si accontenta delle apparenze, insomma!

Mi sono appena documentato un po’ su quello che pubblicizzo (cosa doverosa, direi) e scopro che UnaBuonaCausa.it (banner sulla sidebar di destra coi pacchetti regalo) promuove l’installazione di un piccolo software che permette di far devolvere ai negozi online aderenti all’iniziativa del denaro a favore di progetti che combattono la fame nel mondo. Il programmino si chiama AidMaker e viene presentato così sulla pagina del Comitato Italiano per il Programma Alimentare Mondiale:

Da oggi c’è un modo nuovo per sostenere i progetti del Programma Alimentare Mondiale.
Basta scaricare, prima di fare un acquisto online, un programma chiamato AidMaker, che è stato sviluppato in collaborazione con UnaBuonaCausa.it.
Scopo della campagna è far si che migliaia di negozi on-line sostengano il Programma Alimentare Mondiale, senza costi aggiuntivi per gli utenti.
Ad ogni acquisto presso di loro, i negozi faranno una donazione al Programma Alimentare Mondiale.

Purtroppo dal link indicato dal banner non si può scaricare Aidmaker per Mac, perché è ancora in fase di sviluppo. Appena verrà rilasciato lo comunicherò. (Fortuna che il 91,5% dei miei visitatori usano SO Microsoft!) (Strano però visto che anche Apple vi ha aderito).

Qui potete vedere quali imprese hanno aderito. Alcune donano addirittura il 18,75% del vostro acquisto.

Quindi se volete fare una doppia buona azione, scaricatevi partendo dal banner sul mio blog Aidmaker. In questa maniera ci guadagno io 85 centesimi e in maniera variabile contribuirete ad una buona causa!
[Potete naturalmente anche usare il banner qui sotto che non cambia niente. Grazie]

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http://danielcolm.blogspot.com/2009/01/come-forse-alcuni-avranno-notato-ho.html

pomeriggio catastrofico

Ieri pomeriggio catastrofico!
Prima "L’inferno di cristallo" (1974) con Steeve McQueen e Paul Newman. Subito dopo "Terremoto" (1974) con Chalton Heston e Ava Gardner.
Mi mancava solo "Airport ‘75" per completare un fantastico pomeriggio catastrofico.

Tag: Linferno di cristallo, terremoto, Airport ’75, Steeve McQueen, Chalton Heston, […]

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http://blog.zuin.info/?p=928

Exchange di m…

Da due giorni siamo da un cliente alle prese con un server di posta (Exchange) che non va … che stress !!!
Microsoft … ti odio !!!
Se non fosse x’ i ragazzi del supporto dall’Irlanda son simpatici … avrei già bruciato tutto …

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http://feeds.feedburner.com/~r/Icostantini/~3/427700850/

Firefox 3 fa il botto

Voleva entrare nel guinness dei primati come maggior numero di download in 24 ore, l’obiettivo era 5 milioni, obiettivo ampiamente raggiunto e superato. Infatti Firefox 3 è stato scaricato ieri e l’altro ieri sera da più di 8 milioni di persone. quota già arrivata a 11 e passa, anche se fuori tempo massimo.
Un grandissimo successo per chi si è opposto al monopolio della microsoft, che poi per salvarsi ha dovuto copiare, vedi explorer 7 copia spudorata di Firefox. Un browser innovativo e sicuro.
Non ce l’avete ancora? Scaricatelo da QUI!

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http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/HMeb/~3/315394389/firefox-3-fa-il-botto.html