Tag: Max Lotti

Cercando una via alternativa

Max Lotti mi ha segnalato un resoconto pubblicato dall’ IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) sul mercato digitale nel mondo. I dati sono molto dettagliati e pieni di particolari che dovrebbero servire per fare un quadro della situazione.
Il resoconto è pubblicato e tradotto in italiano dal FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) e lo si puo’ trovare in questa pagina. Tralascio le varie considerazioni e analisi di mercato. Le due cose che a me saltano agli occhi da questo resoconto sono: la pirateria ammazza la musica e solo i governi, legiferando, possono fare qualcosa per arginare il problema. Quindi il vero problema è di legalità? O di ineguatezza ad un nuovo sistema culturale?
Sia ben chiaro, io penso che se un autore/compositore/artista non mette esplicitamente a disposizione gratuitamente i propri brani non posso di certo essere io, con modalità non previste dal proprietario dell’opera, ad avere il diritto di appropiarmene.
Da qui ho passato alcuni giorni a pensare: ma se improvvisamente i governi riuscissero, in un qualche modo, ad avere un controllo effettivo sulla pirateria? Se nessuno avesse piu’ accesso al download illegale? Che mondo ne uscirebbe? Sarebbe un passo avanti verso un mercato piu’ libero e onesto, oppure un passo falso sulla strada per cercare di immaginare un nuovo modo di percepire e consumare la musica?
In compenso Google e Apple in questi giorni sembra che si stiano contendendo il mercato musicale del futuro che sembra essere quello della musica in streaming. Chissà che non avendo neppure l’ MP3 nel nostro iPod e riducendo cosi’ la musica a qualcosa di definitivamente inconsistente, possa essere d’aiuto per ritornare a vendere supporti fisici, CD, vinile…
L’ altra cosa che mi impressiona è che milioni di fruitori di musica siano in mano a dieci società che spesso hanno interessi in social net e cose analoghe. Non vorrei che questi 10 dettassero le regole del gioco…
Ma per fortuna, in questa valle di rassegnazione ho avuto uno spiraglio.
Gaetano Leotta, sul forum di Rockit, mi ha segnalato un video a dir poco entusiasmante. Si tratta di una conferenza di Larry Lessig in cui dà la sua visione del mondo. Se avete 20 minuti godetevela con tanto di sottotitoli in italiano (link al video). Quel che ne esce, come spesso accade, è che la verità sta nel centro e spesso il buonsenso ti dà la giusta visione delle cose. E forse è il momento di pensare che le vecchie regole sul diritto d’autore e la relativa gestione editoriale, create all’ inizio del 1800 da Ricordi,  non si possono piu’ applicare alla lettera e che forse è ora di pensare a cosa invece queste nuove possibilità digitali ci possono dare.
Per questo mi sto interessando a Creative Commons e vorrei capirne i meccanismi possibili per chi di musica deve vivere.
P.S. andate a vedere questa  pagina del FIMI in cui si elencano le operazioni antipirateria: sembra un bolletino di guerra…

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://feedproxy.google.com/~r/LeBarriereDelSuono/~3/3Z2yBfOGVgY/cercando-una-via-alternativa.html

Cercando una via alternativa

Max Lotti mi ha segnalato un resoconto pubblicato dall’ IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) sul mercato digitale nel mondo. I dati sono molto dettagliati e pieni di particolari che dovrebbero servire per fare un quadro della si…

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Omar Pedrini, Francesco Caprini, Verdena e perchè no, anche CCCP

Max Lotti mi ha segnalato questa puntata di “Rock e i suoi fratelli”, una serie televisiva trasmessa da Rai5 e condotta da Omar Pedrini. Il rocker bresciano dibatte con Francesco Caprini, patron di Rock targato Italia, sull’ argomento della produzione musicale in Italia, confrontando gli anni dei Litfiba con il periodo attuale. Purtroppo non sono riuscito a isolare il punto interessante dell’ intervista, comunque potete sentirla andando a 6 min e 10 secondi circa di questo link: Rai5 Rock ei suoi fratelli
Quello che mi chiedo, e chiedo a Francesco Caprini, a cui ho mandato una mail perchè mi sembra giusto che se gli va’ possa replicare, tutta questa apparente modernità e disponibilità di mezzi (oggi si puo’ fare un disco in casa, in 24 ore…) ha reso il mondo della musica piu’ libero? piu’ consapevole? piu’ interessante? e  in definitiva ha reso il mondo migliore? Cosa ci stavano a fare una volta gli artisti in studio dei mesi? Meno male che adesso questo non viene piu’ richiesto…..
Altra comunicazione efficace, ma fuorviante.
Se digitate su Google Verdena Pollaio escono una serie di link in cui si racconta dell’ ultimo disco dei Verdena “Wow”. Il messaggio che passa è che abbiano realizzato questo disco, appunto, in un pollaio adibito a sala prove. Il disco, nelle settiamane scorse, è arrivato secondo nella classifica di vendita del FMI .
La cosa mi incuriosisce e cercando di capire qualcosa di piu’ trovo due bellissimi video/interviste realizzate da Rockit in cui si capisce quale è la filosofia di tutto il loro lavoro Intervista Verdena. Non per farne una questione tecnica, ma alle spalle degli intervistati si vede un 24 tracce Studer analogico e un rack in cui gli addetti ai lavori possono benissimo individuare dell’ attrezzatura di prim’ordine. E’ evidente che i tre Verdena sanno bene come si fanno i dischi, sanno usare la tecnologia per quello che è, sanno che il tempo per la ricerca e la sperimentazione ha il  suo peso e il suo valore, e i risultati lo confermano.
Mi ricorda il disco dei CCCP a cui ho avuto la fortuna, anche se marginalmente, di partecipare: Epica Etica Etnica Pathos . Anche li’ un casolare, anche li’ l’ analogico, anche lla consapevolezza che il processo creativo è determinato dal modo in cui affronti il viaggio.
Il doppio cd che hanno realizzato i Verdena è stato realizzato in tre anni (oggi si puo’ fare un disco in casa, in 24 ore…)
Vannuccio Zanella della MP records mi faceva notare, in uno scambio di idee su facebook, che spesso gli artisti che incontra nel suo lavoro prima di sapere se il lavoro puo’ essere interessante chiedono che tipo di promozione lui puo’ offrire, credo che anche questo sia il risultato di un “pensiero vacuo” di cui la musica è circondata. 
Il viaggio non ha piu’ nessuna importanza, la cosa importante è la meta….

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Omar Pedrini, Francesco Caprini, Verdena e perchè no, anche CCCP

Max Lotti mi ha segnalato questa puntata di “Rock e i suoi fratelli”, una serie televisiva trasmessa da Rai5 e condotta da Omar Pedrini. Il rocker bresciano dibatte con Francesco Caprini, patron di Rock targato Italia, sull’ argomento della produzione …

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