Tag: Mangiare

Anelli, Abate e il ruolo del sindaco

Leggo in questi giorni del macello in consiglio comunale a Desenzano e, in particolare, dell’abbandono della Lega con appoggio esterno alla maggioranza. Stendiamo un velo pietosisssssssimo sul rientro di Enrico Frosi tra i banchi della maggioranza, a fianco di quella Forza Italia nei cui piatti ha prima mangiato, poi sputato violentemente ed ora torna a […]

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Cappuccetto rosso

Nico ci fa impazzire dal ridere in mille occasioni, ma mai come quando racconta le favole:
“cappuccetto rosso, la sua nonna, c’era il lupo. Che bocca grande! Ahm! (nota: simula l’atto di mangiare la piccola) Un cacciatore, Pam pam pam! E tutti felici e contenti”
Che dire … è un riassunto del riassunto … lo definirei un […]

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Che cosa c’è stato

E insomma ho deciso di non lamentarmi.
Di contrarre volontariamente i muscoli facciali in un grande sorriso e ripensare alle cose buone di questo 2008. Che non è andato come forse avrei sperato, ma che di cose buone invero ne ha portate eccome.
Eccome.
Ci sono stati tanti viaggi, in giro per il mondo, che io adoro vedere […]

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A Fai

Stasera sono a Fai con Cristiano, uno dei miei soci. Siamo a Trento da un cliente nuovo ed il lavoro era troppo lungo quindi x farlo in un giorno solo ci siamo fermati qui. La montagna è desolata, neppure un posticino dove mangiare un boccone. Siamo dovuti scendere a valle x cenare.
Ho appena sentito Silvy […]

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Escursione da San Genesio

Per il fine settimana si pensava di andare con vicine e amici a fare una ferrata qui in zona a Bolzano, ma il tempo negli ultimi giorni è peggiorato troppo e quindi i piani sono sfumati, prima ancora di essere definiti. Ormai avevo deciso di rimanere a Bolzano comunque, cosa che di norma non faccio a causa degli impegni a Desenzano. Domenica, quando stavo lavorando al computer, mi suona Steffi chiedendo se avevo voglia di fare una camminata sopra San Genesio, proposta che ho subito accettato. In 5 min ero vestito come si deve e per le 11.30 eravamo a prendere la funivia.

La vista da là, appesi nella cabina, era bellissima per via della luce e dei colori che si sono decise a prendere le piante sia nella valle che sul pendio. Genesio poi merita che torni su a visitarla da turista facendo foto e quant’altro. È il classico paesino di montagna, per quanto moderno e vicino alla città. Si respirava un’aria completamente diversa che giù a Bolzano.

Da lì abbiamo deciso di avviarci per Afing dove avrebbe dovuto trovarsi un rifugio dove avremmo potuto mangiare anche se in ritardo. Dopo circa un’ora e mezza o due di sentieri in discesa (ai visto un rifugio che per raggiungerlo bisogna scendere a valle) non abbiamo trovato niente e ormai si faceva un po’ troppo tardi per tornare su alla funivia perché ormai alle 5 diventa buio e nel bosco anche prima.

Quando ormai avevamo messo mano alle scarse scorte di cibo provvidenzialmente portate dalla Steffi ancora più provvidenziale fu il passaggio di un ragazzo al quale abbiamo chiesto un passaggio fino a Bolzano, dove anche lui era diretto. La domenica non passano pullman.

Riccardo ho notato che in 15 giorni hanno fatto due escursioni e questa era la seconda volta in due settimane che doveva fare l’autostop per tornare a Bolzano.

Ringrazio il mister B per la foto con il sentiero coperto di foglie

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4 Film Festival

Ieri sera, su invito di Irene, sono andato con la mia neighbourgroup al Film Festival. Il 4 Film Festival o anche 4FF per la precisione. Come potete vedere anche dal programma ieri abbiamo visto FERESHTEGAN DAR KHAK MIMIRAND, un cortometraggio iraniano in iraniano con sottotitoli in inglesi risottotitolato, un po’ più sotto, con sottotitoli, dunque sottosottotitoli, in italiano. Dopo i trenta minuti di questo, è stata la volta di ARABIAN NIGHTS, prodotto lussemburghese parlato con dialoghi in francese, dialetto lussemburghese (non sapevo manco che esisteva) e algerino, sottotitolato a seconda del caso con francese, inglese e italiano.

I film fanno parte della selezione Borderlands – Terre di confine. Il primo infatti trattava delle guerra tra Iran ed Iraq, mentre il secondo era ambientato un po’ in Lussemburgo e un po’ in Algeria. Le altre categorie presenti al festival sono Rimusicazioni, add a new soundtrack to an ld silent movie, Shortland, concorso regioanle (Trentino Alto Adige) e infine Indieland, Milano che emigra: la linea lombarda del cinema.

Al contenuto cinematografico si aggiunge la possibilità di mangiare “a gratis” dalla mezzanotte (ieri sera c’era il birmano, tra l’altro cucinato da uno studente di Economia del secondo anno, come abbiamo scoperto una certa sorpresa), poi ci sono mele offerte dalla Marlene un po’ ovunque e poi c’è il concorso che ogni sera estrae un vincitore di un iPod Shuffle. Per parteciparvi basta compilare la scheda di valutazione dei film che poi a caso verrà estratta la sera seguente. A giudicare dal numero di spettatori di ieri sera le probabilità di tornare a casa con un iPod sono abbastanza alte.

Alla proiezione di norma sono presenti anche i registi e segue un dibattito che purtroppo ieri non c’è stato, anche se a dire il vero io non avrei saputo cosa dire, soprattutto del secondo film, visto che manco avevo capito che il protagonista poco prima della fine moriva… Ops! (L’informazione non vale come spoiler, ma, semmai, come indizio su una chiave di lettura!)

Per gli studenti dell’università di Bolzano membri dell’associazione kikero (quota associativa € 6,00 per tutto l’anno) si entra gratis, altrimenti sarebbero € 3,00 per l’ingresso (di film se ne possono vedere quanti se ne riescono).

Le proiezioni partono nel tardo pomeriggio e proseguono fino a notte inoltrata. La sala delle proiezioni è al Videodrome di via Roen di Bolzano.

Non mi resta che lasciare di nuovo il link alla homepage ufficiale e sperare di riuscire ad andarci anche stasera dopo il debating in uni (stasera in italiano, tutti invitati!).

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Metti una sera a cena… senza adsl

Ieri sera sono arrivata a casa dopo l’ufficio, pronta alla mia bella dose di cazzeggio serale con l’aggeggio infernale, ma ancora non sapevo che terribile sciagura mi stesse aspettando.
Ore 19.00 circa. Accendo il pc e attendo. Eh, non è un Mac: devo attendere.
Apro Chrome e non succede nulla. Lancio skype e non succede nulla.
Controllo le […]

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Aziende illuminate

Ieri sera ho visto Italoamericano, programma di Fabio Volo, che in questa occasione ha visitato le due più significative aziende che hanno cambiato il mondo di Internet: Google e YouTube (anche se la seconda è comunque proprietà della prima).
Volevo soffermarmi in particolare su Google.
All’entrata biciclette non legate a disposizione dei dipendenti, all’interno campi da pallavolo, mense e bar gratuiti aperti 24 ore su 24, spazi per progetti dei dipendenti indipendenti dal lavoro dell’azienda, come un orto funzionante ad energia solare, al posto delle macchinette del caffè frigoriferi e dispense a libera disposizione.
Ogni venerdì si festeggia l’inizio del week end con una birra al bar aziendale, e i proprietari sono a disposizione per chiedere loro qualsiasi cosa.
Un ingegnere che lavora per Google deve fare nel tempo stabilito un progetto, e per farlo può gestirsi come meglio crede, ecco perchè tutti questi servizi per mettere a proprio agio il lavoratore, dato che è seguita la filosofia: “una persona felice rende di più”.
Si può lavorare il mattino, farsi una partita di pallavolo, lavorare ancora un po’, mangiare, dedicarsi al proprio hobby, lavorare un po’, giocare a biliardo e farsi una birra. L’importante è fare il lavoro assegnato bene.
Inoltre nel valutare i curriculum non possono essere guardati età, fotografia, sesso, religione, ma ci si basa sulle esperienze professionali e non solo, di una persona.
Tutto questo sembra incredibile in confronto all’ottusità delle aziende italiane, dove sembra che l’importante sia andare in ufficio vestiti bene (mi chiedo come si possa essere creativi in camicia, cravatta e giacca quando fa caldo), e non avere idee troppo intelligenti per non essere visti come pericoli dai vecchi manager italiani.
Eppure sembra che questo metodo funzioni, google è una realtà che conoscono tutti, che offre sempre nuovi servizi.
Mi sembra scontato quale filosofia di approccio al lavoro renda di più…
Ecco il link alla puntata:
http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=509&page=1&id=255755

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Olimpiadi

Dopo tante polemiche sono finalmente cominciate le Olimpiadi di Pechino 2008. Suggestiva la cerimonia inaugurale, anche se un po’ lunga, ma bellissima soprattutto all’inizio e alla fine con l’accensione del bracere.
L’Italia è subito partita alla grande con 3 ori, 3 argenti e 2 bronzi, e spero proprio non si fermi qui.
Certo, non bisogna scordare i problemi della Cina, la mancanza di libertà. Tuttavia credo che i giochi restino sempre uno spettacolo estrememente affascinante, un evento che unisce le nazioni, come l’abbraccio sul podio dell’atleta russa e di quella georgiana. Unica nota dolente l’iran che impedisce ai propri atleti di gareggiare insieme agli israeliani, e per questo secondo me andrebbe squalificato dai giochi.
Il villaggio olimpico è lì a dimostrare che un unione pacifica tra i popoli è possibile quando sono tutti impegnati per un unico obiettivo: in questo caso lo sport, nella vita di tutti i giorni potrebbe essere la ricerca di un benessere globale, di una vita senza doversi preoccupare di avere da mangiare.
Certo, sembra un sogno, ma è bello sognare, specialmente in occasione di questi eventi magnifici, partiti migliaia di anni fa con la forza di fermare le guerre, e riproposti nella loro versione moderna con il motto: “L’importante è partecipare”.

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Ferrata del Rio Secco

Per continuare la cronaca dell’allenamento supereroi, domenica il trio (Ch-u, R-u e ovviamente D-u) affiancato dalla Julia sono andati a fare la ferrata del Rio Secco in Trentino vicino a San Michele all’Adige. Finora la mia esperienza in fatto di ferrate si limitava ad un episodio in val Brenta un po’ di anni fa.

Adesso che ne ho un’altra alle spalle, penso che mi comprerò tutta l’attrezzatura necessaria e magari la collauderò prima di partire per Taizé questo mese. Sicuramente non mi dimenticherò di prendermi anche dei guanti per la scalata visto che la mano destra ha ancora qualche “traccia” dolente sul palmo.

Dopo la scalata a tratti verticale e soprattutto a tratti scivolosa, abbiamo proseguito lungo vari sentieri fino al rifugio Sauch dove abbiamo provveduto a mangiare polenta, fagioli, coniglio, crauti e gulasch fino a scoppiare (era il menù della domenica. La porzione da tre è bastata e avanzata per quattro). Un’oretta all’ombra sdraiati nell’erba per contemplare gli alberi dal basso, per poi ripartire verso l’auto di R-u parcheggia a tre quarti d’ora dal rifugio.

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Biketour in val Venosta

D-u torna alla grande su tutti i blog con le sue nuove avventure e questa volta è in compagnia. Constatato che in fondo a Bolzano è tutto in ordine ha deciso di prendersi un giorno di vacanza per un po’ di allenamento con i suoi due compagni R-u e Ch-u. Fu così che il trio optò per l’altro ieri (sabato) un biciclettata.

Alle 7 di mattina R-u e D-u zompano in piedi e si organizzano per la biciclettata, comprando panini e sistemando tutto negli zainetti. Alle 8 sono in stazione e si accorgono che il treno delle 8 non c’è di sabato così prendono quello delle 8.30, raggiungono Ch-u a Merano e con un altro treno arrivano infine a Malles per le 11.

La partenza è in salita. A dire il vero la strada resta ripida per un altro pezzo. Adesso che ci penso sembra che sia tutta salita fino al lago di Resia, ma la vista dalle sponde rialzate di questo laghetto artificiale con tanto di campanile semi sommerso è davvero speciale.

Ch-u ha dimostrato qualche difficoltà perché non aveva la superpozione di cui si erano dotati gli altri due campioni. La pozione, trafugata ad uno scienziato pazzo di nome Despar, contiene succo di kiwi + mela + 10 vitamine (di numero) per metà della borraccia, e altre due metà di acqua perché non diluito fa quasi ribrezzo, ma non c’era altro in casa prima di partire. Non che diluito fosse molto meglio…

E dunque, in compagnia di pozioni succose, biciclette e mosche così deficienti da andarsene solo se grattate via dalla mano una volta spiaccichiate sul palmo, i nostri eroi arrivano appunto al lago di Resia per l’una, mangiano i panini rimasti/comperati (Ch-u per compensare la mancanza di pozione se li era mangiati per strada) ripartono. Meta finale: Merano.

D-u indossa ora una bellissima bandana rossa del campo scuola infradiciata di acqua. Ch-u invece gira ormai senza maglietta e R-u è l’unico a mantenere un briciolo di dignità.

La strada è di nuovo in salita. Quando ormai D-u si era quasi convinto che le strade in Alto Adige fossero tutte in salita, indifferentemente da che verso le si prendano, ecco un discesa. Ma che discesa! Per la prima volta D-u raggiunge la soglia del suono, superando i 60 km/h con la mountain bike. Un sacco di moscerini invece per la prima volta nella loro breve vita sono morti andandosi a spappolare a caso sulla faccia di D-u e dei suoi compagni (vorrei ricordare che Ch-u era senza maglietta).

La strada ora è un sali e scendi continuo fino a stabilizzasi in una lieve ma costante salita in mezzo ad un mare di meli e mele, due delle quali non giungeranno mai a completa maturazione, dopo aver attratto un po’ troppo l’attenzione di Ch-u e D-u. R-u che invece non si è fermato a mangiare le mele ha avvisato che poco più avanti, dopo una breve salita ovviamente, c’era una fontana.

Vittime delle risa di quattro bambini tirolesi scatenate dalla natura italiana dei nostri eroi, i tre ciclisti hanno affogato la tristezza nell’acqua gelida. La pozione era ormai finita. Motivati dal count down di Ch-u che ogni dieci chilometri annunciava quanto rimanesse da percorrere, i tre protettori di forti, potenti e persone senza problemi, giunsero a Foresta, frazione di Merano, forse più nota per la denominazione tedesca Forst forse ancora più nota per la birra ivi prodotta, la Forst appunto. Là non poterono passare senza prima essersi fermati a bere e mangiare qualcosina (Strudel, Sacher e da bere Radler) e brindare ai 100 km percorsi nel bellissimo e grandissimo Biergarten.

Con le utlime forze (ed erano davvero le ultime, credetemi!) si trascinarono a Merano City dove delegarono alle linee ferroviarie locali il loro trasporto fino a casa.

Piccole considerazioni personali di D-u:
– voglio vedere domani per la camminata come faremo…
– ho gli avambracci scottati, ma la pancia è bianca come al solito.
– entro la fine dell’estate non riuscirò a fare andare via il segno del braccialetto.

Trovate parecchie foto sul mio account Flickr.

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E non contenti infierire

”Come sapete, avevo gia’ detto pubblicamente che non mi sarei avvalso della clausola che dava la possibilita’ alla magistratura di sospendere per un anno i processi anteriori al 2000”. Silvio Berlusconi parla di giustizia a margine di una conferenza stampa a palazzo Chigi dopo un incontro con il premier maltese. Il presidente del Consiglio ribadisce che non utilizzera’ le cosiddette norma salva-processi e non si sbilancia quando gli chiedono se si avvarra’ del lodo Alfano. (fonte Adnkronos)

L’Italia è una Repubblica fondata sullo sfottò, ma a un certo punto si esagera. In ordine di comparizione:

1) i processi fino al 2000 in cui Berlusconi è imputato sono tutti finiti da tempo (per prescrizione, assoluzione con formula dubitativa, amnistia ecc…), dato che tutti quelli attualmente pendenti sono cominciati dopo (forse Silvio si riferiva a quelli per reati precedenti al 2000?)
2) il Lodo Alfano lo proteggo egualmente, anzi meglio, da quei processi
3) Se anche il Lodo Alfano verrà cancellato dalla Consulta (cosa probabile, checchè ne dica Napolitano), Silvio si potrà facilmente rimangiare questa dichiarazione, essendo, per l’occasione in cui è stata fatta, vincolata al Lodo

Allora ci prende in giro?. A proposito, sul lodo alfano credo di non aver ancora preso posizione, bene, lo faccio ora.

Il lodo Alfano è una cagata pazzesca

facile, no? si, è abbastanza facile, troppo facile (ecco perchè non avevo ancora preso posizione, mi annoia). Come è troppo facile ricordare le balle che stanno raccontanto questi giorni sulle presunte immunità alle alte cariche degli altri Stati, per questo vi rimando all’intervento di Travaglio di questo lunedì (a proposito, devo appuntarmi di scrivere un pezzo su Travaglio uno di questi giorni) e salto a piè pari la questione. Della questione “morale” ho già parlato, tanto per spiegare per quale motivo a mio parere un immunità del genere è dannosa anzichè “civile” come la vogliono spacciare, riassumendo per i pigri (quel pezzo è decisamente anti-pigro) lasciare che chi vada al potere non venga controllato è dannatamente ingenuo, denota una fiducia nella capacità di “transustansazione” da parte del voto popolare difficilmente spiegabile altrimenti che con la stupidità. Ecco, andiamo pure avanti con l’ingenuità che sembra un tema più fecondo:

Napolitano: Grillo dice che sonnecchia, dimostrando quanto poco capisce (o è interessato a capire) le persone che prende di mira. Non credo che i suoi strali siano vilipendi, ma a volte (questo caso è emblematico) manca clamorosamente il bersaglio. Napolitano non sonnecchia affatto, è solo convinto che Berlusconi in fondo punti solo ai suoi processi e tolti di mezzo quelli sia disposto quantomeno a occuparsi della grossa crisi in cui l’Italia si barcamena. Non si rende conto che Berlusconi ha tutta l’intenzione di cavalcarla, la crisi.

La Lega: Qualche elettore scontento c’è già, qualche segnale di rottura interna mi è parso di coglierlo (ma devo fare qualche ricerca), i motivi per essere incazzati con il partito (da parte dei loro elettori dico) ci sono tutti: in questi mesi gli uomini in verde non hanno ancora portato “a casa” niente, eccetto qualche polverone sui rom (che purtroppo sono gli unici ad aver pagato l’alleanza Lega-Pdl). Il federalismo fiscale viene continuamente rimandato (credo si stiano inventando qualcosa che ci assomigli abbastanza da poter essere spacciato per tale), il ministero dell’istruzione è in mano a una berlusconiana, la sicurezza nelle strade peggiorerà nonostante i proclami (e qualcuno se ne sta accogendo), persino il contentino Alitalia galleggia sempre peggio (e non sembra davvero che qualcuno sia interessato a salvarla), nel frattempo Berlusconi fa quello che vuole con la giustizia italiana. E loro? navigano a vista, con qualche sparata ogni tanto per rassicurare l’elettorato, pur se avrebbero la forza politica per imporre praticamente qualsiasi cosa al Cavaliere, dal quale però, ingenuamente, credono di poter ancora ottenere qualcosa.

Il Pd: …no dai, oggi non mi va di infierire sul Partito Democratico, che sta pure risalendo un poco la china (un poco) dal dialogo all’opposizione seria. Ingenui si, ma la base ha ancora qualche occasione di essere ascoltata (vedremo al congresso).

E in tutto questo Berlusconi non solo fa i comodi suoi avvantaggiato dalla pochezza intellettuale di chi lo “affronta”, ma sfotte pure. Per me non è educato, diteglielo se lo vedete.

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Eluana Englaro è il suo corpo

Il caso della Englaro (mi rifiuto di chiamarla per nome, e per fortuna Engly suona troppo male o l’avrebbero usato, manco fosse la cara amica di sempre o, peggio, il cagnolino) si presta a molteplici riflessioni, ma soprattutto richiede che qualcuno getti secchiate di realtà in faccia ai numerosi commentatori che, come sempre in queste occasioni, si buttano a pesce sull’argomento carichi dei propri interessi. Andiamo per gradi.

Per venire incontro alle necessità di molti tra voi non voglio escludere che da qualche parte noi si abbia un’anima (purtroppo non viene mai nelle foto, per rubare una battuta a Denis). Vi vengo ulteriormente incontro credendo a quella storia del Paradiso e dell’Inferno, pertanto: a patto che a voi freghi qualcosa del dove finisrà l’anima della Englaro, sicuramente non passerebbe per suicida, no? quindi sta decisamente per fare il salto di qualità, lasciatela andare.

Bene, sistemati i cattolici più ortodossi (e sinceri) andiamo avanti e cominciamo con le secchiate di realtà: la Englaro ha la corteccia cerebrale narcotizzata. Sapete cosa significa? vuol dire che praticamente non ha più un cervello. Se vi stupite del fatto che apra gli occhi, possa mangiare se assistita eccetera, sappiate che questo non è incompatibile con la perdita totale della coscienza. Totale e senza ritorno, a meno di miracoli divini (ma se non sbaglio nel menù c’è anche la resurrezioneche, ed è persino più scenografica), non ci potrà mai essere una cura, tranne forse la sostituzione cerebrale o un massiccio impiego di (ops!) cellule staminali (sto facendo fantascienza, sia chiaro). A che giova tenerla in vita? Non sta nemmeno vivendo, in realtà, semmai si sta godendo una non so quanto piacevole escursione nel regno vegetale (a proposito, lo dico in anticipo: io non ci tengo). O considerate vivere il ritrovarsi senza coscienza di sè, senza la capacità di riportare alla mente ricordi o elaborarne di nuovi e senza la possibilità di operare delle scelte riguardo al proprio agire? Perchè tutto questo sta “vivendo” Eluana Englaro, e in molti mi date l’impressione di non tenerne conto.

La prima riflessione che questo caso e i suoi commentatori mi impongono è che prima di decidere della vita o della sopravvivenza di qualcuno dovrei sempre conoscere a fondo la sua situazione, per rendermi conto di quello che sto per fare. Chi si prodiga per tenere in vita la Englaro (ho letto di manifestazioni di persone che portavano in giro bottigliette d’acqua) mi da l’impressione di non sapere davvero di starsi battendo per la sopravvivenza di un corpo, e non più di una persona. Un’altra considerazione prima di andare avanti: molti dicono “si, in un momento di debolezza uno decide che non vorrebbe vivere così…ma poi trovandosi in quella situazione…”, ma dicono una scemata, perchè in questa situazione non ci si trova, non si ha più coscienza, se va bene (si fa per dire) si riesce a percepire un po’ di dolore, sicuramente non ad elaborare pensieri e desideri.

E passiamo a fare qualche nome:

Cossiga e Schifani, non hanno niente di meglio da fare che rendersi ridicoli. Sollevare un conflitto di attribuzione se la Corte d’Appello, in mancanza di una legge specifica, interpreta la Costutuzione Italiana è un’azione difficilmente spiegabile, forse un segnale al Papa? ogni tanto questo governo, orfano di una vera e propria presenza cristiana, ha bisogno di far vedere a Benedetto XVI quanto sia cattolicissimo (il baciamano di Mr B, la norma per cui per indagare un prete si deve avvisare il suo vescovo ecc…). Probabilmente sapevano benissimo (perlomeno Schifani, Cossiga si era solo stufato dell’ombra in cui è finito da un po’, credo) di non approdare a nulla di concreto, ma non è che Benedetto sottilizzi troppo in fondo.

il Foglio ha riunito una serie di esperti di diritto penale per sostenere che 1)idratazione e alimentazione non dovrebbero essere considerati accanimento terapeutico, nel caso in cui il corpo sia in gradi di assimilarle sono infatti considerate parte del trattamento palliativo ai malati terminali, quindi 2)in questa maniera si rende lecita una specie di “eutanasia omissiva”, che non ha radici giuridiche, oltre tutto in base alla ricostruzione del consenso su basi indiziarie. In conclusione, dato inoltre che non sembra sia una condizione dolorosa per la paziente, perlomeno il principio di precauzione dovrebbe farla tenere in vita. Tutto questo è molto intelligente e denota grande competenza, ma ci dice solo che la legge è palesemente inadeguata a tutelare le vere vittime della situazione, ovvero familiari e amici della Englaro. Forse è il caso di ricordarsi che, anche dentro a un dibattito giurisprudenziale di alto livello, si sta sempre parlando di una persona in coma e della sua sfera affettiva.

Per quanto riguarda la Chiesa mi limito a riportare le parole di Bagnasco: “Togliere idratazione e nutrimento nel caso specifico è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno, come ne ha bisogno ognuno di noi”. Cosa resta da aggiungere? ah, già, vorrei chiedere a Bagnasco se la stessa cosa valeva nel caso di Karol Wojtyla.

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All you can eat

Esistono anche in Italia! Sto parlando degli “all you can eat”, i self-service tipici negli Usa dove si paga l’ingresso e si mangia e si beve quanto si vuole.
L’altro ieri sera l’ho scoperto per caso: si tratta del rock ‘n roll restaurant, in parte a Caneva world (subito dopo il ristorante medievale).
L’ingresso è più caro rispetto ai corrispettivi americani: 15 euro contro gli 8 dollari circa (se non ricordo male), e si ha tempo un’ora e mezza per mangiare, anche se non ti controlla nessuno, però ci sono abbastanza schifezze per non rimanere delusi: coscette di pollo fritte, pannocchie, patatine, le varie parti del fritto misto, mozzarelline fritte, olive ascolane, hot dog, pizze, sandwich, insalatone, bibite, birra ecc. Tutto accompagnato da buona musica e un bell’ambiente.
Lo proporrei come prossimo ritrovo per la cena dell olympus bloggorum desenzani…

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Facciamoci male, facciamolo bene

Io oggi volevo parlare dei giovani che pare stiano assaltando il Pd, volevo scrivere qualcosa sulle varie fondazioni, associazioni, pensatoie (preferisco il femminile, pensatoi sembra una cosa seria mentre così fa tanto bovidi che placidamente s’approvvigionano alla stessa vascata di liquami commestibili) che proprio in questi giorni cercano un po’ di dare il proprio contributo un po’ di assicurarsi qualche bottone nella famosa stanza preposta. E invece ho dato un’occhiata all’articolo di Repubblica sulla conferenza di Veltroni a proposito del “buco” di Roma. Non l’avessi mai fatto.

Ora, già programmare la conferenza praticamente in contemporanea allo show di D’Alema è un po’ come dire “vabbè dai, non serve che venite a sentirmi, non me la prendo, davvero” e sicuramente non fa risaltare nemmeno sui media le tue parole. Ma metti che c’aveva solo sto buco, capiscilo, è uno occupato. E invece era proprio lui a non pensare che l’accusa del “principale esponente dello schieramento a noi avverso” di aver creato una voragine finanziaria fosse importante da smentire

“Veltroni aspetta tre giorni prima di rispondere a tono, cioè numero su numero, all’attacco di Berlusconi. “Avrei preferito – dice – far sgonfiare la cosa da sola, come sta accadendo con la certificazione della Ragioneria generale e di Standard and Poor’s, l’agenzia di certificazione dei bilanci…”

Difatti il bollettino della Ragioneria Generale (ammesso che esista) è la mia lettura abituale al mattino, e quelli della Standard and Poor’s hanno un grande risalto mediatico, in fondo posseggono tre televisioni. Ah no, è vero, quello è Berlusconi. Ma Veltroni è davvero convinto che basti professarsi bravi e onesti perchè la gente ci creda? io credevo fosse più questione di controbattere colpo su colpo e far rimangiare le sparate ai mistificatori. Veltroni no, lui crede nella fiducia della gente, fiducia che sinceramente non ricordo quando avrebbe guadagnato. Fatto sta che sono passati tre giorni e lui dice la sua quando ormai l’idea “Veltroni amministra male i conti” si è cristallizzata in buona parte dell’opinione pubblica, e hai voglia ora a metterla in discussione.

Ed è solo l’ennesima conferma di quella che se Veltroni fosse un giovincello chiamerei ingenuità, di cui l’altro esempio principe è il fiorire delle paracorrenti all’interno del Partito Democratico contro il quale non fa (o non può fare?) niente. Niente a parte affermare che “la leadership non è in discussione”, come se bastasse dire le parole magiche per sistemare la situazione (peraltro a questo punto potrebbe provare con abracadabra). Io non vorrei passare per il disfattista, ma se non si comincia a dare una forma a questo partito non si andrà da nessuna parte, e Veltroni non ha fatto ancora un passo in questa direzione. Oltre alle belle parole, s’intende.

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