Tag: i Giardinieri della Libertà

Distrai et impera

Allora, a quanto pare sono (siamo, dai) cascato di nuovo nella ormai abusata Strategia della Distrazione, dico abusata perchè sta sconfinando dove non te l’aspetti, e forse è il caso, più che spenderci due paroline teoriche, fare qualche segnalazion…

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/12/distrai-et-impera.html

Distrai et impera

Allora, a quanto pare sono (siamo, dai) cascato di nuovo nella ormai abusata Strategia della Distrazione, dico abusata perchè sta sconfinando dove non te l’aspetti, e forse è il caso, più che spenderci due paroline teoriche, fare qualche segnalazione. In fondo c’è poco da spiegare sul funzionamento di questa pratica, banale in sè e parzialmente innovativa solo per le dimensioni che ha raggiunto la sua applicazione, per questo vale la pena di rendere conto della sua estensione.

PDL

La notizia davvero preoccupante è ovviamente il taglio agli incentivi per l’efficenza energetica, che fortunatamente ha visto un parziale dietrofront (e forse è stato grazie a quei pochi che hanno fatto girare la notizia, che ringrazio), quantomeno sul versante della retroattività. Per coprirla ci sono state svariate dichiarazioni di Berlusconi (sul “regolamento di internet”, sui giornalisti e la televisione…) e tutta la querelle Sky, che, complice (inconsapevole, spero) il Partito Democratico, ha fatto passare quest’ultimo decreto come il decreto che abolisce i privilegi che la sinistra ha disseminato. Ma tutto questo è quasi banale da dire, da tanto sono ormai esperti i berluscones in questa pratica.

PD

Qui la questione è un po’ più sottile, e non sono sicuro si sia già notata la somiglianza (se non proprio la sostanza comune) con la tecnica in auge da anni ormai nel partito di Berlusconi. Non è un caso, inoltre, che questa tendenza si intensifichi ora che Veltroni sembra deciso a dotarsi anch’egli delle armi (quantomeno per quanto riguarda la politica di gestione del partito) del principale esponente dello schieramento a lui avverso. Il grande problema del Partito Democratico, ormai da tempo immemorabile, è la mancanza di una direzione politica precisa. Messa così sembra meno importante dei famosi problemi del paese, e ha buon gioco chi sostiene che ora ci si deve impegnare per adeguare salari e pensioni, e uscire dalla crisi, tuttavia un partito che non sappia dove andare non può muoversi di molto, e sarà rallentato nella sua azione da continue questioni irrilevanti. Per essere più chiaro: non sto dicendo che si deve innanzitutto decidere, ad esempio, la collocazione europea del partito, ma che si deve risolvere la questione identitaria originaria (Rutelli cosa ci fa? che peso hanno i cattolici? che peso ha la tradizione socialista? vecchie guardie come D’Alema le cacciamo o le rendiamo utili e non destabilizzanti?) una volta per tutte, e poi scompariranno anche tutte le questioncine che ne scaturiscono inevitabilmente.

Ecco, insistere come fa Veltroni (e non solo lui) sulla questione della leadership è una maniera per distrarre l’elettorato dalla vera questione. Non è Veltroni il problema (anche perchè non voglio dover scegliere tra lui è D’Alema, per esempio), o meglio lo è solo nella misura in cui non vuole risolvere una situazione di stallo che dura da prima della fondazione del Pd. Non nego l’importanza di avere un leader pronto e preparato, ma non serve a nulla se non sa nemmeno bene a che elettorato fa riferimento. Credo sia una maniera per distrarre l’elettorato perchè ho la convinzione che questa situazione sia ormai voluta quando non pianificata, visto che questa incertezza di fondo permette a una classe dirigente ormai autoreferenziale di rimanere a galla e alla direzione di un partito ancora corposo (per quanto?). Non è la maniera rozza e guascona di Berlusconi, ma sempre di distrazione si tratta.Inserisci link
LEGA
Sulla Lega, per completezza, solo una nota: dall’instaurazione del governo ha portato a casa tantissimo rumore, ma poche cose concrete (e ciononostante ha incasinato di molto la vita di questo paese). Sappiamo tutti che quello che davvero preme all’elettorato leghista è un certo grado di indipendenza fiscale (oltre che politica, ma solo in seconda battuta), ma da questo punto di vista hanno ottenuto solo una specie di legge largamente lacunosa per la quale sarà necessario stabilire un sacco di parametri che ne definiscano l’efficacia, scommettiamo che allora non avrà questo gran risalto mediatico? Già il fatto che pochi giorni dopo quella legge si facesse piovere denaro su Catania mi fa sospettare sulle effettive intenzioni di questo governo di inimicarsi il Sud.

In compenso il partito padano fa largo uso della distrazione politica, sfornando proclami e misure discutibili a getto continuo, da ultimo Maroni che straparla sulle moschee (ovviamente non si farà nulla in proposito). Tanto sugli immigrati si può far sfogare l’elettorato leghista, a Berlusconi non interessano.

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http://paguropagano.blogspot.com/2008/12/distrai-et-impera.html

Distrai et impera

Allora, a quanto pare sono (siamo, dai) cascato di nuovo nella ormai abusata Strategia della Distrazione, dico abusata perchè sta sconfinando dove non te l’aspetti, e forse è il caso, più che spenderci due paroline teoriche, fare qualche segnalazione. In fondo c’è poco da spiegare sul funzionamento di questa pratica, banale in sè e parzialmente innovativa solo per le dimensioni che ha raggiunto la sua applicazione, per questo vale la pena di rendere conto della sua estensione.

PDL

La notizia davvero preoccupante è ovviamente il taglio agli incentivi per l’efficenza energetica, che fortunatamente ha visto un parziale dietrofront (e forse è stato grazie a quei pochi che hanno fatto girare la notizia, che ringrazio), quantomeno sul versante della retroattività. Per coprirla ci sono state svariate dichiarazioni di Berlusconi (sul “regolamento di internet”, sui giornalisti e la televisione…) e tutta la querelle Sky, che, complice (inconsapevole, spero) il Partito Democratico, ha fatto passare quest’ultimo decreto come il decreto che abolisce i privilegi che la sinistra ha disseminato. Ma tutto questo è quasi banale da dire, da tanto sono ormai esperti i berluscones in questa pratica.

PD

Qui la questione è un po’ più sottile, e non sono sicuro si sia già notata la somiglianza (se non proprio la sostanza comune) con la tecnica in auge da anni ormai nel partito di Berlusconi. Non è un caso, inoltre, che questa tendenza si intensifichi ora che Veltroni sembra deciso a dotarsi anch’egli delle armi (quantomeno per quanto riguarda la politica di gestione del partito) del principale esponente dello schieramento a lui avverso. Il grande problema del Partito Democratico, ormai da tempo immemorabile, è la mancanza di una direzione politica precisa. Messa così sembra meno importante dei famosi problemi del paese, e ha buon gioco chi sostiene che ora ci si deve impegnare per adeguare salari e pensioni, e uscire dalla crisi, tuttavia un partito che non sappia dove andare non può muoversi di molto, e sarà rallentato nella sua azione da continue questioni irrilevanti. Per essere più chiaro: non sto dicendo che si deve innanzitutto decidere, ad esempio, la collocazione europea del partito, ma che si deve risolvere la questione identitaria originaria (Rutelli cosa ci fa? che peso hanno i cattolici? che peso ha la tradizione socialista? vecchie guardie come D’Alema le cacciamo o le rendiamo utili e non destabilizzanti?) una volta per tutte, e poi scompariranno anche tutte le questioncine che ne scaturiscono inevitabilmente.

Ecco, insistere come fa Veltroni (e non solo lui) sulla questione della leadership è una maniera per distrarre l’elettorato dalla vera questione. Non è Veltroni il problema (anche perchè non voglio dover scegliere tra lui è D’Alema, per esempio), o meglio lo è solo nella misura in cui non vuole risolvere una situazione di stallo che dura da prima della fondazione del Pd. Non nego l’importanza di avere un leader pronto e preparato, ma non serve a nulla se non sa nemmeno bene a che elettorato fa riferimento. Credo sia una maniera per distrarre l’elettorato perchè ho la convinzione che questa situazione sia ormai voluta quando non pianificata, visto che questa incertezza di fondo permette a una classe dirigente ormai autoreferenziale di rimanere a galla e alla direzione di un partito ancora corposo (per quanto?). Non è la maniera rozza e guascona di Berlusconi, ma sempre di distrazione si tratta.Inserisci link
LEGA
Sulla Lega, per completezza, solo una nota: dall’instaurazione del governo ha portato a casa tantissimo rumore, ma poche cose concrete (e ciononostante ha incasinato di molto la vita di questo paese). Sappiamo tutti che quello che davvero preme all’elettorato leghista è un certo grado di indipendenza fiscale (oltre che politica, ma solo in seconda battuta), ma da questo punto di vista hanno ottenuto solo una specie di legge largamente lacunosa per la quale sarà necessario stabilire un sacco di parametri che ne definiscano l’efficacia, scommettiamo che allora non avrà questo gran risalto mediatico? Già il fatto che pochi giorni dopo quella legge si facesse piovere denaro su Catania mi fa sospettare sulle effettive intenzioni di questo governo di inimicarsi il Sud.

In compenso il partito padano fa largo uso della distrazione politica, sfornando proclami e misure discutibili a getto continuo, da ultimo Maroni che straparla sulle moschee (ovviamente non si farà nulla in proposito). Tanto sugli immigrati si può far sfogare l’elettorato leghista, a Berlusconi non interessano.

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
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Distrai et impera

Allora, a quanto pare sono (siamo, dai) cascato di nuovo nella ormai abusata Strategia della Distrazione, dico abusata perchè sta sconfinando dove non te l’aspetti, e forse è il caso, più che spenderci due paroline teoriche, fare qualche segnalazione. In fondo c’è poco da spiegare sul funzionamento di questa pratica, banale in sè e parzialmente innovativa solo per le dimensioni che ha raggiunto la sua applicazione, per questo vale la pena di rendere conto della sua estensione.

PDL

La notizia davvero preoccupante è ovviamente il taglio agli incentivi per l’efficenza energetica, che fortunatamente ha visto un parziale dietrofront (e forse è stato grazie a quei pochi che hanno fatto girare la notizia, che ringrazio), quantomeno sul versante della retroattività. Per coprirla ci sono state svariate dichiarazioni di Berlusconi (sul “regolamento di internet”, sui giornalisti e la televisione…) e tutta la querelle Sky, che, complice (inconsapevole, spero) il Partito Democratico, ha fatto passare quest’ultimo decreto come il decreto che abolisce i privilegi che la sinistra ha disseminato. Ma tutto questo è quasi banale da dire, da tanto sono ormai esperti i berluscones in questa pratica.

PD

Qui la questione è un po’ più sottile, e non sono sicuro si sia già notata la somiglianza (se non proprio la sostanza comune) con la tecnica in auge da anni ormai nel partito di Berlusconi. Non è un caso, inoltre, che questa tendenza si intensifichi ora che Veltroni sembra deciso a dotarsi anch’egli delle armi (quantomeno per quanto riguarda la politica di gestione del partito) del principale esponente dello schieramento a lui avverso. Il grande problema del Partito Democratico, ormai da tempo immemorabile, è la mancanza di una direzione politica precisa. Messa così sembra meno importante dei famosi problemi del paese, e ha buon gioco chi sostiene che ora ci si deve impegnare per adeguare salari e pensioni, e uscire dalla crisi, tuttavia un partito che non sappia dove andare non può muoversi di molto, e sarà rallentato nella sua azione da continue questioni irrilevanti. Per essere più chiaro: non sto dicendo che si deve innanzitutto decidere, ad esempio, la collocazione europea del partito, ma che si deve risolvere la questione identitaria originaria (Rutelli cosa ci fa? che peso hanno i cattolici? che peso ha la tradizione socialista? vecchie guardie come D’Alema le cacciamo o le rendiamo utili e non destabilizzanti?) una volta per tutte, e poi scompariranno anche tutte le questioncine che ne scaturiscono inevitabilmente.

Ecco, insistere come fa Veltroni (e non solo lui) sulla questione della leadership è una maniera per distrarre l’elettorato dalla vera questione. Non è Veltroni il problema (anche perchè non voglio dover scegliere tra lui è D’Alema, per esempio), o meglio lo è solo nella misura in cui non vuole risolvere una situazione di stallo che dura da prima della fondazione del Pd. Non nego l’importanza di avere un leader pronto e preparato, ma non serve a nulla se non sa nemmeno bene a che elettorato fa riferimento. Credo sia una maniera per distrarre l’elettorato perchè ho la convinzione che questa situazione sia ormai voluta quando non pianificata, visto che questa incertezza di fondo permette a una classe dirigente ormai autoreferenziale di rimanere a galla e alla direzione di un partito ancora corposo (per quanto?). Non è la maniera rozza e guascona di Berlusconi, ma sempre di distrazione si tratta.Inserisci link
LEGA
Sulla Lega, per completezza, solo una nota: dall’instaurazione del governo ha portato a casa tantissimo rumore, ma poche cose concrete (e ciononostante ha incasinato di molto la vita di questo paese). Sappiamo tutti che quello che davvero preme all’elettorato leghista è un certo grado di indipendenza fiscale (oltre che politica, ma solo in seconda battuta), ma da questo punto di vista hanno ottenuto solo una specie di legge largamente lacunosa per la quale sarà necessario stabilire un sacco di parametri che ne definiscano l’efficacia, scommettiamo che allora non avrà questo gran risalto mediatico? Già il fatto che pochi giorni dopo quella legge si facesse piovere denaro su Catania mi fa sospettare sulle effettive intenzioni di questo governo di inimicarsi il Sud.

In compenso il partito padano fa largo uso della distrazione politica, sfornando proclami e misure discutibili a getto continuo, da ultimo Maroni che straparla sulle moschee (ovviamente non si farà nulla in proposito). Tanto sugli immigrati si può far sfogare l’elettorato leghista, a Berlusconi non interessano.

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/12/distrai-et-impera.html

Cash cash cash

Pare che, nonostante nessuno là fuori voglia pagare questa crisi, i solerti giardinieri della Libertà non stiano perdendo tempo a chiedere pareri, tanto che nuovi tagli sempre più fantasiosi appaiono ogni giorno, accompagnati da esilaranti prove d’abilità comica.

“Prima di tutto Sky non e’ un concorrente di Mediaset in quanto viaggia sul satellite e ha altre regole. Quanto al provvedimento adottato dal governo, esso ha penalizzato anche Mediaset che sta per far partire una tv su abbonamento. Questo dimostra che la sinistra ha inventato il conflitto di interessi. E se Sky fino ad oggi ha goduto di un privilegio, questo lo deve ai suoi buoni rapporti con la sinistra. Noi siamo andati a eliminare questo privilegio e si sono inventati che e’ una norma punitiva. Non si sono accorti che qualche settimana fa abbiamo introdotto una norma che stabilisce che i libri di testo non si possono cambiare prima di cinque anni eppure questa norma colpisce la Mondadori nella quale la famiglia del premier ha qualche interesse. La sinistra e’ in divorzio con la realta’. La sua capacita’ di volgere a suo vantaggio, con assolute menzogne, quello che facciamo, e’ straordinaria”. (fonte addirittura il sito di Forza Italia)

Allora, va bene che stanno facendo cassa e da qualche parte i soldi devono uscire, ma è un peccato che, mentre ce lo mettono, per il culo ci debbano pure pigliare (anche se in effetti una presa salda aiuta, ma vabbè). Difatti Sky e Mediaset sono praticamente sullo stesso mercato, nel senso che Mediaset è di fatto la televisione a costo zero (la Rai è sempre meno un vero e proprio nemico) quindi far aumentare i costi della televisione a pagamento serve eccome a dirottare clienti sui tre canali di casa Berlusconi. Chiaro, non sono concorrenti diretti, ma questo non significa che Mediaset non benefici di eventuali flessioni nel mercato della tv via parabola (e la storia del canale commerciale di Mediaset non compensa poi più di tanto). Se Sky abbia avuto buoni rapporti con la sinistra non lo so, ma arrivare a dire che questo governo è occupato a riparare torti mi sembra degno al massimo del Bagaglino (ah, già)

È anche questo conflitto d’interessi? sinceramente non ne ho idea, potrebbe anche essere che l’IVA fosse effettivamente bassa, ma non essendo un esperto di questo genere di cose vi rimando a consultare blogger migliori (io mi sto solo divertendo con l’ennesimo, semplice post filologico-livoroso su Berlusconi e le sue dichiarazioni). Però il 10% in più sull’IVA porterà un 10% in più sugli abbonamenti, voglio vedere cosa si inventano per la campagna pubblicitaria di Natale. E infine affermare che una cosa del genera possa dimostrare che la sinistra ha inventato il conflitto d’interessi è addirittura incommentabile (sulla questione dei libri suppongo abbia invece ragione, ma non mi stupirei di scoprire che la Mondadori non ha interessi in quel campo).

Torna la porno tax, prelievo fiscale aggiuntivo che colpisce l’industria dell’eros più spinto. È una delle misure introdotte dal piano anti-crisi del governo, articolo 31. Non lieve: chi produce e commercializza materiale pornografico dovrà pagare un’addizionale del 25% sui redditi che ne derivano. (fonte il Corriere)

Un taglio invece sconfina nel surreale è questa famosa porno tax, “finalmente” da applicare dopo anni dalla prima proposta. Di per sè sarebbe già di suo una tassa difficile da applicare, dato che la maggiorparte del fatturato dell’industria porno è sommerso se non addirittura prodotto all’estero e “rivenduto” su internet, ma tanto per aggiungere ancora una spruzzata di ridicolo pare che la valutazione di cosa sia porno e cosa no (dato che esiste, oltretutto, una notevole mole di materiale borderline) spetti a Sandro Bondi. Il discrimine pare che sia la simulazione o meno dell’atto sessuale, il che ci fa pensare a un Bondi attivo già sul set per capire se v’è effettivamente penetrazione (ammesso che riesca a capirci qualcosa, s’intende) o più probabilmente un Bondi che ha finalmente un pretesto per compiere qualche sano atto censorio, che un po’ si era capito desiderasse da tempo attuare. Se poi ne uscirà anche qualche soldo per le casse dello Stato non si capisce bene, ma ho la netta impressione che ci credano davvero.

Tutto qui? no, il dl è lunghetto e andrebbe studiato a fondo, cosa che probabilmente farò nei prossimi giorni se troverò il tempo. Ma un po’ spero che lo faccia qualcuno per me (segnalate segnalate segnalate). (EDIT: non ho tempo, considerato che leggere economia per me è impegnativo, ma sono sicuro troverete blogger migliori in questo ambito)

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/11/cash-cash-cash.html

Cash cash cash

Pare che, nonostante nessuno là fuori voglia pagare questa crisi, i solerti giardinieri della Libertà non stiano perdendo tempo a chiedere pareri, tanto che nuovi tagli sempre più fantasiosi appaiono ogni giorno, accompagnati da esilaranti prove d’a…

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Cash cash cash

Pare che, nonostante nessuno là fuori voglia pagare questa crisi, i solerti giardinieri della Libertà non stiano perdendo tempo a chiedere pareri, tanto che nuovi tagli sempre più fantasiosi appaiono ogni giorno, accompagnati da esilaranti prove d’abilità comica.

“Prima di tutto Sky non e’ un concorrente di Mediaset in quanto viaggia sul satellite e ha altre regole. Quanto al provvedimento adottato dal governo, esso ha penalizzato anche Mediaset che sta per far partire una tv su abbonamento. Questo dimostra che la sinistra ha inventato il conflitto di interessi. E se Sky fino ad oggi ha goduto di un privilegio, questo lo deve ai suoi buoni rapporti con la sinistra. Noi siamo andati a eliminare questo privilegio e si sono inventati che e’ una norma punitiva. Non si sono accorti che qualche settimana fa abbiamo introdotto una norma che stabilisce che i libri di testo non si possono cambiare prima di cinque anni eppure questa norma colpisce la Mondadori nella quale la famiglia del premier ha qualche interesse. La sinistra e’ in divorzio con la realta’. La sua capacita’ di volgere a suo vantaggio, con assolute menzogne, quello che facciamo, e’ straordinaria”. (fonte addirittura il sito di Forza Italia)

Allora, va bene che stanno facendo cassa e da qualche parte i soldi devono uscire, ma è un peccato che, mentre ce lo mettono, per il culo ci debbano pure pigliare (anche se in effetti una presa salda aiuta, ma vabbè). Difatti Sky e Mediaset sono praticamente sullo stesso mercato, nel senso che Mediaset è di fatto la televisione a costo zero (la Rai è sempre meno un vero e proprio nemico) quindi far aumentare i costi della televisione a pagamento serve eccome a dirottare clienti sui tre canali di casa Berlusconi. Chiaro, non sono concorrenti diretti, ma questo non significa che Mediaset non benefici di eventuali flessioni nel mercato della tv via parabola (e la storia del canale commerciale di Mediaset non compensa poi più di tanto). Se Sky abbia avuto buoni rapporti con la sinistra non lo so, ma arrivare a dire che questo governo è occupato a riparare torti mi sembra degno al massimo del Bagaglino (ah, già)

È anche questo conflitto d’interessi? sinceramente non ne ho idea, potrebbe anche essere che l’IVA fosse effettivamente bassa, ma non essendo un esperto di questo genere di cose vi rimando a consultare blogger migliori (io mi sto solo divertendo con l’ennesimo, semplice post filologico-livoroso su Berlusconi e le sue dichiarazioni). Però il 10% in più sull’IVA porterà un 10% in più sugli abbonamenti, voglio vedere cosa si inventano per la campagna pubblicitaria di Natale. E infine affermare che una cosa del genera possa dimostrare che la sinistra ha inventato il conflitto d’interessi è addirittura incommentabile (sulla questione dei libri suppongo abbia invece ragione, ma non mi stupirei di scoprire che la Mondadori non ha interessi in quel campo).

Torna la porno tax, prelievo fiscale aggiuntivo che colpisce l’industria dell’eros più spinto. È una delle misure introdotte dal piano anti-crisi del governo, articolo 31. Non lieve: chi produce e commercializza materiale pornografico dovrà pagare un’addizionale del 25% sui redditi che ne derivano. (fonte il Corriere)

Un taglio invece sconfina nel surreale è questa famosa porno tax, “finalmente” da applicare dopo anni dalla prima proposta. Di per sè sarebbe già di suo una tassa difficile da applicare, dato che la maggiorparte del fatturato dell’industria porno è sommerso se non addirittura prodotto all’estero e “rivenduto” su internet, ma tanto per aggiungere ancora una spruzzata di ridicolo pare che la valutazione di cosa sia porno e cosa no (dato che esiste, oltretutto, una notevole mole di materiale borderline) spetti a Sandro Bondi. Il discrimine pare che sia la simulazione o meno dell’atto sessuale, il che ci fa pensare a un Bondi attivo già sul set per capire se v’è effettivamente penetrazione (ammesso che riesca a capirci qualcosa, s’intende) o più probabilmente un Bondi che ha finalmente un pretesto per compiere qualche sano atto censorio, che un po’ si era capito desiderasse da tempo attuare. Se poi ne uscirà anche qualche soldo per le casse dello Stato non si capisce bene, ma ho la netta impressione che ci credano davvero.

Tutto qui? no, il dl è lunghetto e andrebbe studiato a fondo, cosa che probabilmente farò nei prossimi giorni se troverò il tempo. Ma un po’ spero che lo faccia qualcuno per me (segnalate segnalate segnalate). (EDIT: non ho tempo, considerato che leggere economia per me è impegnativo, ma sono sicuro troverete blogger migliori in questo ambito)

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/11/cash-cash-cash.html

Cash cash cash

Pare che, nonostante nessuno là fuori voglia pagare questa crisi, i solerti giardinieri della Libertà non stiano perdendo tempo a chiedere pareri, tanto che nuovi tagli sempre più fantasiosi appaiono ogni giorno, accompagnati da esilaranti prove d’abilità comica.

“Prima di tutto Sky non e’ un concorrente di Mediaset in quanto viaggia sul satellite e ha altre regole. Quanto al provvedimento adottato dal governo, esso ha penalizzato anche Mediaset che sta per far partire una tv su abbonamento. Questo dimostra che la sinistra ha inventato il conflitto di interessi. E se Sky fino ad oggi ha goduto di un privilegio, questo lo deve ai suoi buoni rapporti con la sinistra. Noi siamo andati a eliminare questo privilegio e si sono inventati che e’ una norma punitiva. Non si sono accorti che qualche settimana fa abbiamo introdotto una norma che stabilisce che i libri di testo non si possono cambiare prima di cinque anni eppure questa norma colpisce la Mondadori nella quale la famiglia del premier ha qualche interesse. La sinistra e’ in divorzio con la realta’. La sua capacita’ di volgere a suo vantaggio, con assolute menzogne, quello che facciamo, e’ straordinaria”. (fonte addirittura il sito di Forza Italia)

Allora, va bene che stanno facendo cassa e da qualche parte i soldi devono uscire, ma è un peccato che, mentre ce lo mettono, per il culo ci debbano pure pigliare (anche se in effetti una presa salda aiuta, ma vabbè). Difatti Sky e Mediaset sono praticamente sullo stesso mercato, nel senso che Mediaset è di fatto la televisione a costo zero (la Rai è sempre meno un vero e proprio nemico) quindi far aumentare i costi della televisione a pagamento serve eccome a dirottare clienti sui tre canali di casa Berlusconi. Chiaro, non sono concorrenti diretti, ma questo non significa che Mediaset non benefici di eventuali flessioni nel mercato della tv via parabola (e la storia del canale commerciale di Mediaset non compensa poi più di tanto). Se Sky abbia avuto buoni rapporti con la sinistra non lo so, ma arrivare a dire che questo governo è occupato a riparare torti mi sembra degno al massimo del Bagaglino (ah, già)

È anche questo conflitto d’interessi? sinceramente non ne ho idea, potrebbe anche essere che l’IVA fosse effettivamente bassa, ma non essendo un esperto di questo genere di cose vi rimando a consultare blogger migliori (io mi sto solo divertendo con l’ennesimo, semplice post filologico-livoroso su Berlusconi e le sue dichiarazioni). Però il 10% in più sull’IVA porterà un 10% in più sugli abbonamenti, voglio vedere cosa si inventano per la campagna pubblicitaria di Natale. E infine affermare che una cosa del genera possa dimostrare che la sinistra ha inventato il conflitto d’interessi è addirittura incommentabile (sulla questione dei libri suppongo abbia invece ragione, ma non mi stupirei di scoprire che la Mondadori non ha interessi in quel campo).

Torna la porno tax, prelievo fiscale aggiuntivo che colpisce l’industria dell’eros più spinto. È una delle misure introdotte dal piano anti-crisi del governo, articolo 31. Non lieve: chi produce e commercializza materiale pornografico dovrà pagare un’addizionale del 25% sui redditi che ne derivano. (fonte il Corriere)

Un taglio invece sconfina nel surreale è questa famosa porno tax, “finalmente” da applicare dopo anni dalla prima proposta. Di per sè sarebbe già di suo una tassa difficile da applicare, dato che la maggiorparte del fatturato dell’industria porno è sommerso se non addirittura prodotto all’estero e “rivenduto” su internet, ma tanto per aggiungere ancora una spruzzata di ridicolo pare che la valutazione di cosa sia porno e cosa no (dato che esiste, oltretutto, una notevole mole di materiale borderline) spetti a Sandro Bondi. Il discrimine pare che sia la simulazione o meno dell’atto sessuale, il che ci fa pensare a un Bondi attivo già sul set per capire se v’è effettivamente penetrazione (ammesso che riesca a capirci qualcosa, s’intende) o più probabilmente un Bondi che ha finalmente un pretesto per compiere qualche sano atto censorio, che un po’ si era capito desiderasse da tempo attuare. Se poi ne uscirà anche qualche soldo per le casse dello Stato non si capisce bene, ma ho la netta impressione che ci credano davvero.

Tutto qui? no, il dl è lunghetto e andrebbe studiato a fondo, cosa che probabilmente farò nei prossimi giorni se troverò il tempo. Ma un po’ spero che lo faccia qualcuno per me (segnalate segnalate segnalate). (EDIT: non ho tempo, considerato che leggere economia per me è impegnativo, ma sono sicuro troverete blogger migliori in questo ambito)

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/11/cash-cash-cash.html

Epiloghi

Mi sono accorto che spesso su questo blog capita di trovare lunghe (e noiose) trattazioni di iniziative, casi politici o fatti di cronaca “aperti al futuro”, ovvero che prevedono sviluppi successivi. Succede allora che, scrivendo io solo occasionalment…

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/11/epiloghi.html

Epiloghi

Mi sono accorto che spesso su questo blog capita di trovare lunghe (e noiose) trattazioni di iniziative, casi politici o fatti di cronaca “aperti al futuro”, ovvero che prevedono sviluppi successivi. Succede allora che, scrivendo io solo occasionalmente e scegliendo gli argomenti un po’ a naso, spesso io di questi sviluppi non abbia occasione di parlare e se pure sono tutte informazioni facili da trovare e da ricevere per una volta voglio chiudere qualche vecchio file.

Dai più antichi ai più recenti:

Eluana Englaro è stata definitivamente, totalmente e senza alcun indugio autorizzata a spegnere anche il proprio corpo, facendo sì che possa seguire il destino della mente andatasene anni fa. Dopo la corte di Cassazione ora anche la Corte Europea per i diritti dell’uomo nega il ricorso alle svariate associazioni che si sono schierate sul fronte della lotta per la vita (che a dire il vero non corre fuori dalla clinica della Englaro, ma un po’ più a Sud nel mondo, anche se nessuno li ha avvisati).

La Costituzione è sulla strada per essere salvata, dopo il vulnus del Lodo Alfano. Mentre si attende lo scontato pronunciamento in proposito della Consulta, Di Pietro ha già superato abbondantemente il milione di firme per il referendum abrogativo. È vero, si può discutere sull’efficacia delle battaglie referendarie in Italia, ma questa volta difficilmente si riuscirà a giocare la carta dell’astensione dato che il lodo lo vuole praticamente solo Berlusconi, e gli stessi elettori leghisti, per fare un esempio, potrebbero finire per votare l’abrogazione.

Riccardo Levi ha ufficialmente fatto una mezza retromarcia, assicurando tutti che i blog non sono il suo bersaglio. Con una chiarezza e un’apertura inaspettate (per un deputato Pd), Levi ha fatto sapere che prima di discutere il disegno di legge in Parlamento verrà tolto ogni riferimento in proposito e si aprirà una discussione per “riempire quello spazio” nell’ottica non di censurare ma semmai di valorizzare tutto ciò che la Rete riesce a produrre.

Villari non si dimetterà dal suo incarico, come tutto sommato era scontato facesse. Per quanto Berlusconi neghi anche solo di averlo mai incontrato, si intravede un piano sotto a questa vicenda, piano che in effetti qualcuno sostiene essere opera della “corrente” dalemiana interna al Pd (e sarebbe l’ennesima prova che D’Alema è il male, perlomeno un maligno minore). Nel mentre, il Partito Democratico da prova di cominciare a imparare quando fare la cosa giusta, espellendo Villari dal gruppo Pd al senato (e presumibilmente anche dal partito, se si può fare).

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http://paguropagano.blogspot.com/2008/11/epiloghi.html

Epiloghi

Mi sono accorto che spesso su questo blog capita di trovare lunghe (e noiose) trattazioni di iniziative, casi politici o fatti di cronaca “aperti al futuro”, ovvero che prevedono sviluppi successivi. Succede allora che, scrivendo io solo occasionalmente e scegliendo gli argomenti un po’ a naso, spesso io di questi sviluppi non abbia occasione di parlare e se pure sono tutte informazioni facili da trovare e da ricevere per una volta voglio chiudere qualche vecchio file.

Dai più antichi ai più recenti:

Eluana Englaro è stata definitivamente, totalmente e senza alcun indugio autorizzata a spegnere anche il proprio corpo, facendo sì che possa seguire il destino della mente andatasene anni fa. Dopo la corte di Cassazione ora anche la Corte Europea per i diritti dell’uomo nega il ricorso alle svariate associazioni che si sono schierate sul fronte della lotta per la vita (che a dire il vero non corre fuori dalla clinica della Englaro, ma un po’ più a Sud nel mondo, anche se nessuno li ha avvisati).

La Costituzione è sulla strada per essere salvata, dopo il vulnus del Lodo Alfano. Mentre si attende lo scontato pronunciamento in proposito della Consulta, Di Pietro ha già superato abbondantemente il milione di firme per il referendum abrogativo. È vero, si può discutere sull’efficacia delle battaglie referendarie in Italia, ma questa volta difficilmente si riuscirà a giocare la carta dell’astensione dato che il lodo lo vuole praticamente solo Berlusconi, e gli stessi elettori leghisti, per fare un esempio, potrebbero finire per votare l’abrogazione.

Riccardo Levi ha ufficialmente fatto una mezza retromarcia, assicurando tutti che i blog non sono il suo bersaglio. Con una chiarezza e un’apertura inaspettate (per un deputato Pd), Levi ha fatto sapere che prima di discutere il disegno di legge in Parlamento verrà tolto ogni riferimento in proposito e si aprirà una discussione per “riempire quello spazio” nell’ottica non di censurare ma semmai di valorizzare tutto ciò che la Rete riesce a produrre.

Villari non si dimetterà dal suo incarico, come tutto sommato era scontato facesse. Per quanto Berlusconi neghi anche solo di averlo mai incontrato, si intravede un piano sotto a questa vicenda, piano che in effetti qualcuno sostiene essere opera della “corrente” dalemiana interna al Pd (e sarebbe l’ennesima prova che D’Alema è il male, perlomeno un maligno minore). Nel mentre, il Partito Democratico da prova di cominciare a imparare quando fare la cosa giusta, espellendo Villari dal gruppo Pd al senato (e presumibilmente anche dal partito, se si può fare).

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/11/epiloghi.html

Epiloghi

Mi sono accorto che spesso su questo blog capita di trovare lunghe (e noiose) trattazioni di iniziative, casi politici o fatti di cronaca “aperti al futuro”, ovvero che prevedono sviluppi successivi. Succede allora che, scrivendo io solo occasionalmente e scegliendo gli argomenti un po’ a naso, spesso io di questi sviluppi non abbia occasione di parlare e se pure sono tutte informazioni facili da trovare e da ricevere per una volta voglio chiudere qualche vecchio file.

Dai più antichi ai più recenti:

Eluana Englaro è stata definitivamente, totalmente e senza alcun indugio autorizzata a spegnere anche il proprio corpo, facendo sì che possa seguire il destino della mente andatasene anni fa. Dopo la corte di Cassazione ora anche la Corte Europea per i diritti dell’uomo nega il ricorso alle svariate associazioni che si sono schierate sul fronte della lotta per la vita (che a dire il vero non corre fuori dalla clinica della Englaro, ma un po’ più a Sud nel mondo, anche se nessuno li ha avvisati).

La Costituzione è sulla strada per essere salvata, dopo il vulnus del Lodo Alfano. Mentre si attende lo scontato pronunciamento in proposito della Consulta, Di Pietro ha già superato abbondantemente il milione di firme per il referendum abrogativo. È vero, si può discutere sull’efficacia delle battaglie referendarie in Italia, ma questa volta difficilmente si riuscirà a giocare la carta dell’astensione dato che il lodo lo vuole praticamente solo Berlusconi, e gli stessi elettori leghisti, per fare un esempio, potrebbero finire per votare l’abrogazione.

Riccardo Levi ha ufficialmente fatto una mezza retromarcia, assicurando tutti che i blog non sono il suo bersaglio. Con una chiarezza e un’apertura inaspettate (per un deputato Pd), Levi ha fatto sapere che prima di discutere il disegno di legge in Parlamento verrà tolto ogni riferimento in proposito e si aprirà una discussione per “riempire quello spazio” nell’ottica non di censurare ma semmai di valorizzare tutto ciò che la Rete riesce a produrre.

Villari non si dimetterà dal suo incarico, come tutto sommato era scontato facesse. Per quanto Berlusconi neghi anche solo di averlo mai incontrato, si intravede un piano sotto a questa vicenda, piano che in effetti qualcuno sostiene essere opera della “corrente” dalemiana interna al Pd (e sarebbe l’ennesima prova che D’Alema è il male, perlomeno un maligno minore). Nel mentre, il Partito Democratico da prova di cominciare a imparare quando fare la cosa giusta, espellendo Villari dal gruppo Pd al senato (e presumibilmente anche dal partito, se si può fare).

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Il significato di Villari

Un po’ lo si intuiva dalla sua biografia politica, un po’ è un periodo un po’ così e certe cose ce le si aspetta, fatto sta che alla notizia di oggi si era tutti un po’ preparati. Ciò nonostante, forse non si è del tutto informati su cosa significhi, ecco quindi un ripassino:

La commissione di vigilanza Rai venne istituita nel 1975 con lo scopo di sorvegliare l’attività del servizio televisivo e radiofonico nazionale e pubblico italiano, o meglio di ereditare questo ruolo dal Governo che lo esercitava precedentemente. Le implicazioni di questo passaggio di testimone sono evidenti: dal controllo monocratico della maggioranza si è passati a un controllo teoricamente pluralistico che chiama tutti i partiti rappresentati in parlamento a gestire il sistema televisivo e radiofonico nazionale (qui il regolamento), ovviamente non in maniera diretta (c’è un consiglio d’amministrazione apposito), ma comunque in maniera sostanziale.

Ora, cosa succede da qualche anno a questa parte? siccome il presidente di questa commissione riveste un ruolo di garanzia, è consuetudine che, mentre i membri della commissione dovrebbero in teoria riflettere la composizione del parlamento, questi venga designato dalla coalizione di minoranza, con lo scopo di assegnare il ruolo più importante all’interno di questa commissione a chi ha più interesse a controllare che la Rai si attenga alle sue funzioni di informatore critico. Tutta questa bella teoria in Italia fa un po’ ridere, e difatti da sempre la Rai è stata di fatto “lottizzata” tra i vari partiti (storicamente: ra1 governativa, rai2 destra e rai3 sinistra, ora le cose sono un po’ più complicate ma lo schema di fondo è quello), e nessun presidente di commissione ha mai fatto davvero molto sotto questo punto di vista. Che sia per questo che la candidatura di Orlando è stata tanto osteggiata dal Pdl, tanto da far naugrafare 45 votazioni? non conosco bene le dichiarazioni d’intenti di Orlando a riguardo, ad ogni modo è forse più cruciale il fatto che sia un deputato dell’Italia dei Valori, un partito che fa dell’Informazione libera e critica una delle sue battaglie cruciali. Non che con Orlando la Rai sarebbe mutata di colpo nella Tv delle meraviglie, ma per l’importanza che il sistema radiotelevisivo riveste per Berlusconi e compagnia è chiaro che anche un canale così stretto per operare qualche cambiamento da parte di chi non si farebbe sfuggire l’occasione è in realtà troppo largo.

Ora, storicamente il centrosinistra ha sempre lasciato un po’ correre sulle pretese assolutistiche di Berlusconi in campo televisivo, dimenticandosi in continuazione del famoso conflitto d’interessi, ed è positivo che questa volta perlomeno Veltroni non sembri avere intenzione di lasciar correre questa nomina che, di fatto, rompe la consuetidine di cui sopra (essenziale è che sia l’opposizione a designare il candidato, non che questi sia membro dell’opposizione). Solo, spero che questa rivendicazione, che a mio parere può sfociare solo nell’espulsione di Villari dal partito, non sia solo parte del recente filone narrativo-veltroniano del “siamo in regime”. Non che sia del tutto fuori luogo come sirena d’allarme, ma per una volta vorrei vedere il Pd schierato con precisione su un tema cruciale come l’informazione libera e critica, anche a costo di lottare per assicurare a un partito con cui si ha rotto, l’Italia dei Valori, un posto che si merita.

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