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Un po’ di libri PARTE 1

In questi mesi ho letto alcuni libri il cui argomento principale è la musica. Lungi da me l’idea di fare il critico, la mia vuole solo essere una serie di segnalazioni, con qualche appunto. Sono sei libri che suddividero’ un due post.

Luca Stante- LA DISCOGRAFIA IN ITALIA
Editrice ZONA – 2007

Un libro preciso, scientifico e asettico, scritto con i guanti dell’economista prima ancora che del discografico, che cerca di analizzare come funziona e come è organizzato il mercato del disco e della musica in Italia.  Spiega bene di quanto sia strutturato e complesso questo mondo, dal marketing alla distribuzione per poi passare attraverso il problema della pirateria. E’ un libro scritto qualche anno fa e ho avuto l’impressione che il web non sia ancora considerato come una realtà che, nel bene e nel male, sta capovolgendo  molti dei meccanismi qui raccontati.. Presumo sia stato scritto (supposizione mia) precedentemente all’anno di uscita visto che nelle note di copertina non figura l’ attuale occupazione dell’ autore come “managing director” di Zimbalam, un’etichetta dedicata agli emergenti (che pur essendo una categoria di squattrinati resta
quella con maggiori energie autopromozionali) una filiale italiana della francese Believe Digital. Interessante la sua presentazione al MEI 2009 in cui Stante spiega cos’è questa piattaforme digitale. Dico interessante perchè è evidente il cambio di rotta della discografia: la casa discografica non è piu’ quella che crea e investe sugli artisti, ma produce servizi a pagamento e crea opportunità in cui la crescita è in mano all’artista stesso, ma qualora qualcosa funzionasse:

…diciamo che il digitale viene usato semplicemente come un test di mercato….come sapete gli artisti emergenti sono tantissimi pero’ in effetti non tutti possono definisrsi dei veri artistinoi diamo l’opportunità di farsi vedere a tutti naturalmente poi investiamo sui migliori…

 
Se cercate storie di vita vissuta, prospettive e ipotesi sul futuro non è il libro per voi. Decisamente agli antipodi rispetto a “The New Rockstar Philosophy” di parlero’ nel prossimo post.

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Chiara Caporicci – MUSICA INDIPENDENTE IN ITALIA
Editrice ZONA – 2010
Un altro libro della Editrice Zona, un altro vinile in copertina (chissà cosa significa…). Un ampliamento di una tesi di laurea (che Chiara mi ha gentilmente autografato prima di spedire) che chiarisce alcuni punti generali del mercato discografico partendo da una breve storia della musica e della cultura giovanile attraverso Theodor Adorno per arrivare alla parte che a me è risultata piu’ interessante e che da il titolo al libro. E’ stato interessante scoprire che già dal 1958 in Italia c’era il desiderio di “uscire” dagli schemi della produzione come nel caso del movimento Cantacronache che faceva riferimento a quella che è stat la prima etichetta indipendente italiana, la torinese Italia Canta:

 …cio’ che divenne importante furono tutti i temi legati al territorio e alla società, il reperorio popolare di base e quello politico. I modelli negativi di questo movimento erano la canzonetta, il Festival di   Sanremo e la Rai televisione.

Forse Chiara potrebbe darci un seguito di questo volume uscendo dallo schema della tesi. Credo che l’esperienza delle etichette indipendenti in Italia possa avere storie da raccontare che potrebbero essere utili per capire meglio il nostro (difficile) presente. Dico questo perchè dopo la lettura del capitolo specifico avrei voluto saperne di piu’, a quando un approfondimento?

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Graham Jones – IL 33° GIRO gloria e resistenza dei negozi di dischi
ARCANA – 2011

Ribadisco che non voglio fare il critico ma solo segnalare delle letture,  ma questo libro è proprio bello. Forse perchè asseconda la mia necessità di ascoltare delle storie, ma Graham Jones ti prende per mano e ti accompagna attraverso un mondo che sta scomparendo, segnalandoti aneddoti bizzarri e divertenti raccolti tra i negozi di dischi del Regno Unito e le grandi catene di distribuzione e raccontando di meccanismi non proprio puliti adottati dalle major per imporre i propri artisti nelle classifiche di vendita. E’ veramente un libro sulla “resistenza” e su come ci si puo’ ingegnare per affrontare un mondo che cambia. Temo come la peste l’effetto nostalgia ma sapere da dove veniamo è importante, magari non capiamo dove andremo ma sicuramente scopriamo perchè siamo qui. Per ogni scelta che il mercato ci impone ci sono almeno un paio di cose che cambiano il nostro mondo, e non sempre in meglio.  Sarei curioso di sapere cosa ne pensa di questi racconti chi non ha vissuto il periodo d’oro dei negozi di dischi, che impressione possono fare queste piccole storie di persone e luoghi, il non luogo del digitale è proprio lontano…
Un libro che mescola divertimento e amarezza. Citando Amarcord di Fellini, “…mi è piaciuto e ho pianto tanto…”