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Sul FARE e sul PENSARE

Gianni Berengo Gardin
Un pensierino della sera che mi gira nella testa da un po’ di tempo e che coinvolge due arti a cui sono particolarmente legato. Se lo metto sul web diventerà sicuramente immortale…
La musica, e la fotografia hanno avuto in questi ultimi anni una cambiamento tecnologico che ha ad entrambi segnato nuove strade legate al fare. La semplicità e l’immediatezza nell’uso di queste tecnologie ha fatto sì che tutti possano FARE fotografia e FARE musica. Tutto questo mi sembra abbia creato un calo verticale del contenuto di entrambi le arti che assieme ad un consumismo di immagini e audio ha fatto il resto, banalizzando oggetti d’arte ormai storici, spesso decontestualizzandoli e rendendoli quindi dei cadaveri. Berengo Gardin (se non sbaglio la fonte…) diceva che la differenza tra il fare fotografia 20anni fa
e oggi è che allora PRIMA si pensava POI si scattava, mentre adesso è il contrario. Sono sicuro che questa nuova prospettiva darà frutti nuovi e non voglio di certo fare valutazioni nostalgiche, vivo il presente, mi incuriosisce e mi sta bene com’è, ma mi pongo delle domande, cerco di leggere il presente attraverso le carte del passato e sono sicuro che si dovrebbe FARE molto meno e PENSARE molto di piu’….

Piu’ faccio questo lavoro e piu’ trovo indispensabile cercare di “riempire”  la musica che produco di pensieri, cercando di scovare sempre il “punto critico”, quello che puo’ dare la possibiltà ad un prodotto di diventare, se non arte, almeno espressione.

Se il processo del fare passasse attraverso il pensare, sicuramente avremmo meno spazzatura e piu’ qualità anche se questo so che cozza con il concetto che l’accesso al progresso e alla tecnologia  sono cose che hanno a che fare con la democrazia. Forse il problema è che il consumismo spaccia per democrazia quello che in realtà è mercificazione? Ma questa è sicuramente un’altra storia