Tag: Filosofia

Che panne!

Stasera proprio non mi vogliono far andare a Sesto, prima la chiusura della A22 e poi mi esplode la gomma posteriore della macchina, e pensare che prima di partire ero anche passato dal gommista a farle controllare. La sfiga è che la Touran non ha la gomma di scorta ma…

In Grecia

In generere si afferma che la filosofia occidentale sia nata in Grecia.
I motivi principalmente sono: i Greci sono stati i primi a realizzare testi di filosofia, la nostra tradizione e cultura affonda le sue radici nel mondo ellenico e sono stati i primi a occuparsi in quel tipo di indagine critica e razionale tipica della filosofia.
La filosofia la si fa nascere attorno al VI secolo a.C. con ciò non si vuole affermare che l’uomo prima non si sia posto degli interrogativi sul mondo ma i Greci sono stati i primi a creare esplicitamente il modo di pensare filosofico.

Filosofia

Sono senza un punto di riferimento, mi sembra di aver camminato sul vuoto e solo adesso che ho guardato giù sono caduto, come succede nei cartoni.
Mi guardo è vedo che non so quello che voglio fare, quello che voglio essere, non trovo una strada che mi piaccia percorrere.
Mi guardo attorno e non capisco perchè stia succedendo tutto questo.
In questo caos ho ripreso in mano il mio manuale di filosofia del Liceo ed ho trovato un aiuto.
Alll’inizio del libro si cerca di dare una spigazione su cosa sia filosofia ma come viene scritto giustamente per capire interamente ccosa sia bisogna entrare in contatto diretto con essa.

Lo stupore è l’origine della filosofia (Aristotele)

Una vità non è degna di essere vissuta senza ricerca (Socrate)

Porsi domande sulla realta che ci circonda e sul senso del nostro essere (Aristotele)

Ogni ricerca è in grado di aprire nuove prospettive

Il discorso filosofico è per natura aperto al dialogo

Quando sono andato in sardegna ho visitato il centro di ricerca scientifica dove stanno scoprendo e facendo cose incredibili c’è un però e quello che voglio dire è spiegato molto bene
nel manuale:

I risultati delle altre scienze non hanno valore se di essi non sappiamo farne uso; filosofia è dove coincidono la ricerca del sapere e il sapersi servire di esso.
Il valore formativo e insieme pratico del sapere filosofico che si caratterizza per il suo incessante interrogarsi porta l’uomo a decidere con saggezza nelle varie circostanze della vita e di fronte ai risultati delle altre attività e conoscenze umane.
I vari saperi compreso quello che sapesse farci immortali non hanno alcun valore se non producono un giovamento se manca loro consapevolezza

Candidati Sindaco e … PGT

Premessa doverosa. Credo che la scelta della domanda troppo incentrata sulla zona alberghiera prevista a Fontanamonte sia stata limitativa in quanto avrei voluto sentire dai candidati altre considerazione sulla filosofia generale del PGT e non sulle scelte puntuali. Peccato… sarà per la prossima volta!Bordignon: approssimativo; un po’ di slogan e molta incertezza. Come preparazione per chi vuole

itachiani for ever (4ever!)

Pietro fotografato dal grande Maestro Sarti
Oggi gli itachiani si sono riuniti nuovamente. I progetti sono molti e la voglia di fare non manca.
L’idea di Jenzù è sempre più convincente, mentre quella di Ilary e Endriu è stata per il momento accantonata.
La donna Sapiens Sapiens ha dato sfogo a tutta la sua rabbia intellettuale mentre La […]

mi piace pensarla così

E’ una storiella che gira da anni in rete. La prima volta che l’ho pubblicata era il 24 Maggio 2005
Stasera mi è arrivata una mail da Ullis (carissma amica svedese) contenente la traduzione in inglese della storia che lei ha ricevuto nella sua lingua madre… che giri!!!
L’ho ripescata:
Un professore di filosofia, davanti alla sua classe, […]

la forma di governo secondo la costituzione e la prassi più recente

Lo sapete che normalmente pubblicizzo solamente eventi in linea con la filosofia delle blog oppure iniziative di alto livello o segnalati da persone intelligenti.
Quello che vi voglio segnalare oggi è un evento:

in linea con la filosofia del blog
di altissimo livello
mi è stato segnalato da una delle persone più intelligenti che conosco

Non potevo quindi esimermi dall’invitarvi […]

L’ALPINISTA SCALZO Tom Perry a piedi nudi sulle Montagne del Mondo

“La realtà è che la sensazione di benessere che provo quando tolgo gli scarponi, è impagabile. Ho capito perché: a piedi nudi la terra mi trasmette tutta la sua energia, mi rigenera spiritualmente, mi sento un altro. Mi riappacifica col mondo, mi sento testimone di valori positivi, autentici, senza speculazioni e intermediazioni”. Questa in sintesi […]

IL “CENTRO ARMONIA” BENESSERE E BELLEZZA AL DU LAC ET DU PARC

Lo stress lavorativo, il clima rigido e la frenesia dei ritmi quotidiani sono fattori che, fino alla prossima bella stagione, renderanno poco piacevole il lento scorrere delle buie e fredde giornate invernali. Inoltre, durante i mesi freddi, il fisico tende a subire un generale appesantimento e fastidiosi problemi di irrigidimento muscolare.
Per ovviare a queste problematiche […]

a Bologna tutti assieme contro la 133

Bologna, assemblea congiunta studenti-presidenza della facoltà di Lettere e Filosofia, 23/10/2008

Arrivare tardi alle assemblee ti costringe ad arrangiarti per trovare l’ultimo posto disponibile e a volte questo significa scoprire cose nuove, ad esempio che il posto giusto non è su uno dei banchi ma davanti alla cattedra, col viso rivolto al “lato sbagliato”: una marea di facce attente e interessate che non cambieranno espressione fino alla fine. Tanta gente che il “padrone di casa” esordisce chiedendo se per piacere si può uscire a fumare per evitare intossicazioni di massa, una folla eterogenea (tanto che un novello Lombroso, nel suo intervento, potrà dire di vedere rappresentata ogni tipologia ed estrazione politica di studente) che dopo una risata riesce quasi miracolosamente, visto il numero, a mantenere un clima di ascolto e a far scorrere via bene o male* lisci tutti gli interventi (rigorosamente aperti a chiunque si volesse prenotare).

Innanzitutto quello su cui sono tutti (ricercatori, docenti, preside e membri del consiglio di facoltà, studenti e rappresentanti degli studenti) daccordo: la riforma Gelmini è semplicemente inguardabile, a dire il vero non è nemmeno una riforma: solo una collezione di tagli. Chiaro, ognuno valuta più grave l’aspetto che sente più vicino, ma tutti in quell’aula erano concordi nel bocciare in toto la 133. Fa bene Tommaso del Vecchio, ricercatore e membro del consiglio di facoltà, a sottolineare come questa legge segni un punto di discontinuità persino con la famigerata riforma Moratti, poichè in questo caso non si sta decidendo una svolta culturale, non c’è un progetto, un’idea o anche solo una vera intenzione sotto la 133: soltanto la chiara decisione che la scuola non costituisce una priorità di spesa per questo governo (e per chi l’ha votato, data l’ottica populista con la quale governa Berlusconi). E sulla stessa linea è Grandi, un docente che parlando ancora più chiaro fa capire come la Scuola sia vista dal governo alla stregua di un serbatoio di tagli per recuperare soldi da smistare altrove: un progetto per un paese senza futuro, certo, ma questo paese ha deciso l’harakiri da tempo e non lo scopriamo oggi.

È il monito del preside Sassatelli, che spinge a fare autocritica e a modificare l’immagine che la gente ha dell’università e di chi la vive, da qualsiasi parte della cattedra egli si trovi, è il successo delle lezioni in piazza, momenti di trasparenza dell’università verso l’esterno oltre che di protesta simbolica (come ricorda Anna Borghi, docente e membra della rete “ricercatori precari”), è la necessita più volte ricordata dagli studenti di far vedere all’esterno, non solo nelle parole che ci si scambia tra compagni di viaggio, che il fronte è comune e che comprende, o dovrebbe comprendere, anche i cittadini. Uno dei punti più chiari è proprio questo: facciamoci capire dalla gente là fuori. Ed è su questo che le posizioni cominciano a divergere (ma meno di quanto sarebbe pericoloso per la lotta, a mio avviso).

Prima di andare più sullo specifico va segnalata un’altra cosa: l’università (nella misura in cui questo corso di laurea ne è indicazione) ha una gran voglia di cambiare. Ne hanno voglia gli studenti, che sognano spazi di autoformazione, maggiore libertà nella scelta del percorso di studi, ma soprattutto hanno la grande voglia di essere loro i motori di questo cambiamento, una riforma che possa finalmente partire dal basso. Ne hanno voglia anche professori e presidi, che sognano un’università che funzioni finalmente bene, che permetta di portare avanti seriamente sia la didattica che la ricerca senza gli sprechi e i clientelismi di cui anche la maggior parte di loro è spesso vittima. Ignorare questa voglia di cambiare e pensare alla rivolta come a una semplice difesa dei propri diritti o supposti privilegi di fronte a un taglio radicale dei fondi è un errore fatale, che non consente di leggere a fondo dentro la massa incredibile di persone che si sta muovendo in questi giorni.

Venendo alle proposte, i “fronti” si fanno contrapposti praticamente solo su un punto: la sospensione della didattica (sulle altre questioni le posizione sono più sfumate, vedremo dopo). Quello che molti studenti, ed è anche la posizione dei rappresentanti in quota “Rosso Malpelo” (componente di sinistra) ma non solo, vogliono non è certo un blocco ad oltranza fino alla revisione della legge ma bensì un’azione simbolica il cui significato sarebbe chiaro: anche il corpo docenti è dalla nostra parte, siamo tutti contro di te, Gelmini; è la necessita di far fronte comune in maniera visibile a spingere questa richiesta (che, ripeto, non si spingerebbe oltre i due giorni, da utilizzare per lezioni pubbliche e assemblee). Di contro, se pure chi vi si oppone riconosce la necessità del fronte comune, si ritiene che un’azione del genere sarebbe controproducente: un appiglio troppo semplice per screditare la lotta e un metodo veloce per perdere del tutto la possibilità che la gente là fuori possa appassionarsi alla nostra lotta; molto meglio organizzare assemblee serali per spiegare la riforma (e il professor Donati, docente a giurisprudenza, si è già detto disponibile) e continuare con le lezioni in pubblico, tenendo però separati i metodi di critica (in soldoni: la protesta più “aggressiva” è roba da studenti). In breve: una parte consistente degli studenti chiede ai professori di esporsi di più e una parte consistente dei professori (tra cui la maggioranza del consiglio di facoltà) risponde che non è esponendosi in questa maniera che si sistemeranno le cose, ma al contrario un’azione del genere potrebbe solo far naufragare il tutto. Non che sia una diatriba così importante: per quello che mi riguarda credo che si possa lasciar cadere (per ora ) questa richiesta, in fondo non è ancora così vitale, e se non si riescono a convincere i professori dubbiosi a prendere un provvedimento del genere allora tanto vale andare avanti senza questo tipo di protesta (che avrebbe avuto, è vero, un gran peso, ma di fatto avrebbe veramente esposto il movimento a delle critiche).

Un altro punto delicato è la questione (che poi è centrale nella mozione votata dal senato accademico) della valutazione e del conseguente finanziamento differenziale delle varie università. Intendiamoci, qui è una questione di enfasi: nell’ipotetica frase “No ai tagli previsti dalla 133, ma è giusto razionalizzare le spese e punire gli atenei che non riescono (o non vogliono) spendere entro i limiti” alcuni credono sia più importante la prima parte, gli altri la seconda (e capite da soli quali sono le parti in causa), ma nessuno si azzarda a negare la frase nel suo complesso. Non si può dire insomma, e qui torna il discorso di prima, che si voglia semplicemente salvare un’università che è colma di problemi non solo didattici ma anche economici, ma anzi che un cambiamento è necessario e deve passare per forza da una razionalizzazione delle spese che tenga ovviamente conto delle esigenze imprescindibili di un ateneo (e non, pertanto, da un taglio indiscriminato che servirebbe solo a distruggere gli ultimi sprazzi di buona università).

Per ora l’appuntamento è a martedì, quando i professori volenterosi saranno chiamati a decidere assieme agli studenti le prossime iniziative (lezioni in pubblico eccetera), ma l’impressione è che, pur chiarendo le reciproche posizioni su alcune questioni, si sia usciti da questa assemblea ancora compatti in un unico fronte di lotta. In attesa di altre lezioni pubbliche e delle prime assemblee serali.

In chiusura, vorrei linkare un illuminante pezzo di Calamandrei che una docente ha voluto leggere a tutti durante l’assemblea: lo trovate riportato qui.

* non è mio costume aggiungere delle note ai post, ma in questo caso voglio tenere ben distaccato dal resto l’unico episodio (al di là di qualche fischio) fastidioso della seduta. Quando uno dei rappresentanti di Student Office (diciamo la parte ciellina dei rappresentanti degli studenti, o comunque filodestrorsa), che peraltro potrei anche indicare come secondo episodio fastidioso della seduta, ha preso la parola per esprimere la sua opinione e, in coda, una piccola provocazione, si sono levati fischi e boati (prevalentemente da una parte dell’aula). Per scansare successive strumentalizzazioni preciso che, nonostante un paio di minuti di interruzione per far tornare il silenzio, il ragazzo ha potuto concludere il suo intervento.

Sul PGT di San Felice

Vi riporto la lettera della sig.ra Tiboni Michela pubblicata oggi sul Bresciaoggi. Potrà sembrarvi strano ma in fondo, se ci pensate, non lo è.
Quanto scritto dalla sig.ra Tiboni, che a tratti è frutto di una sua personale interpretazione dei dati e quindi non è necessariamente la verità , deve a mio avviso essere considerato come […]

Carrefour: le scuse arrivano via e-mail

Come altri, ho raccolto l’invito di Luca e contattato il servizio clienti di Carrefour.
Con sorpresa, ho ricevuto una mail dal Servizio Clienti. E’ una mail standard probabilmente inviata a quanti hanno manifestato la propria indignazione, ma è un inizio. 
Buongiorno.
Il Gruppo Carrefour Italia è profondamente sorpreso e sinceramente dispiaciuto dell’accaduto riferito dalla Signora, fatto che […]

Euroclub Mondolibri

Ormai da un po’ di tempo volevo disdire il contratto con Euroclub, così domenica ho inviato una mail al Servizio Soci e sono receduto. Penso che dopo il libro “La filosofia del Dr. House” non possano più esserci libri che possano cogliere la mia attenzione. Su internet si trovano moltissimi commenti negativi nei riguradi di Euroclub Mondolibri e mi chiedo cosa aspettino a essere più trasparenti nei dettagli del contratto o fare qualcosa per smentire tutte le voci che girano. Perché se sperano di fare soldi ingabolando gente, allora fossi in loro mi aspetterei una class action.

Il contratto a me lo hanno fatto firmare in stazione a Brescia e mi pare di capire che succede così a molti. Dicono che ci sono molti vantaggi ad essere soci perché i libri che vendono sono molto scontati. La tessera socio può anche essere prestata a non soci, visto che non è nominale. Sono tra l’altro scontati dvd e cd. A quanto pare sembra tutto bello. Spediscono anche a domicilio le ordinazioni con € 3,50 in più, indifferentemente dal volume dell’acquisto.

Delle magagne uno se ne accorge quando dopo un po’ si rende conte che magari i suoi gusti non rientrano nella ristretta scelta che offrono, che in fondo si trovano sconti simili su internet senza la costrizione di un acquisto ogni due mesi (più o meno) e che la consegna impiega un casino di tempo (due settimane o più anche se non sono mai stato a cronometrare).

Dai titoli che propongono le varie riviste che vengono inviate a casa m pare di capire che gli unici titoli validi sono i romanzi best seller, gialli e simili. La saggistica non mi pare molto “classica”. Ruota più o meno intorno al libro citato prima come Dr. House e altri argomenti molto commerciali e poco scientifici.

Se uno avesse sottoscritto il contratto e poi non si trovasse d’accordo con i termini e le clausole può sempre disdire tutto entro 10 giorni dalla redazione del contratto. Altrimenti resterà vincolato per 10 acquisti o per due anni circa.

Personalmente devo dire di non essere stato molto soddisfatto del servizio. La disdetta l’ho mandata per e-mail dopo più di un anno. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano altri “soci”.
Qui il modulo di rescissione.

Aziende illuminate

Ieri sera ho visto Italoamericano, programma di Fabio Volo, che in questa occasione ha visitato le due più significative aziende che hanno cambiato il mondo di Internet: Google e YouTube (anche se la seconda è comunque proprietà della prima).
Volevo soffermarmi in particolare su Google.
All’entrata biciclette non legate a disposizione dei dipendenti, all’interno campi da pallavolo, mense e bar gratuiti aperti 24 ore su 24, spazi per progetti dei dipendenti indipendenti dal lavoro dell’azienda, come un orto funzionante ad energia solare, al posto delle macchinette del caffè frigoriferi e dispense a libera disposizione.
Ogni venerdì si festeggia l’inizio del week end con una birra al bar aziendale, e i proprietari sono a disposizione per chiedere loro qualsiasi cosa.
Un ingegnere che lavora per Google deve fare nel tempo stabilito un progetto, e per farlo può gestirsi come meglio crede, ecco perchè tutti questi servizi per mettere a proprio agio il lavoratore, dato che è seguita la filosofia: “una persona felice rende di più”.
Si può lavorare il mattino, farsi una partita di pallavolo, lavorare ancora un po’, mangiare, dedicarsi al proprio hobby, lavorare un po’, giocare a biliardo e farsi una birra. L’importante è fare il lavoro assegnato bene.
Inoltre nel valutare i curriculum non possono essere guardati età, fotografia, sesso, religione, ma ci si basa sulle esperienze professionali e non solo, di una persona.
Tutto questo sembra incredibile in confronto all’ottusità delle aziende italiane, dove sembra che l’importante sia andare in ufficio vestiti bene (mi chiedo come si possa essere creativi in camicia, cravatta e giacca quando fa caldo), e non avere idee troppo intelligenti per non essere visti come pericoli dai vecchi manager italiani.
Eppure sembra che questo metodo funzioni, google è una realtà che conoscono tutti, che offre sempre nuovi servizi.
Mi sembra scontato quale filosofia di approccio al lavoro renda di più…
Ecco il link alla puntata:
http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=509&page=1&id=255755

3.422 le imprese attive nell’e-commerce ma il Paese non cambia

La Camera di Commercio di Milano ha reso pubblica una elaborazione effettuata sui dati del registro imprese al quarto trimestre 2007.
In Italia siamo ’solamente’  in 3.422 aziende a vendere on-line (commercio al dettaglio – escluso quindi il B2B).  Ancora pochi ma comunque in fortissima crescita: 36,6% in più rispetto al 2006 e il 430% in […]

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