Tag: figli

Primo giorno di scuola: riflessioni di una mamma che ha il tempo di farsi un sacco di pippe!

Ecco, è andata. Primo giorno di scuola² (leggi: al quadrato): una pupa alla scuola materna e l’altra in prima elementare! La piccola in realtà ha cercato di confondersi tra i ragazzini per seguire la sorella, e c’è rimasta piuttosto male quando l’abbiamo intercettata… che tenerezza! Ma ovviamente i veri teneroni della situazione eravamo noi genitori: […]

asilo nido

Qualche giorno fa per le mie gemelline si è conclusa la fase “asilo nido”. Quest’ultimo anno è trascorso davvero in fretta. Per due anni sono rimaste a casa con me ma poi ho sentito la necessità fisica e psicologica di mandarle al nido per poter avere mezza giornata libera per poter sbrigare le mie faccende domestiche, per poter riprendere a lavorare al di fuori di casa e avere del tempo per me (anche se poco). L’inserimento è stato durissimo (per me non per loro). Il distacco è stato molto doloroso anche se poi erano solo tre ore al mattino ma, dopo aver vissuto in simbiosi per due anni con loro è stato difficile. Hanno pianto all’inizio come la maggior parte dei bambini durante l’inserimento e il mio cuore si è spezzato ogni volta. Aspettavo poi con ansia le 12 per andare a riprenderle. Non c’è stato un solo giorno che non mi hanno accolto con un grande sorriso e un abbraccio colmo d’amore. Sono sempre andate volentieri divertendosi tantissimo, imparando tante cose, esplorando un mondo nuovo pieno di stimoli positivi.
L’ultimo giorno di asilo è stato per me uno strazio. Un giorno intero col magone. Nel pomeriggio poi sono andata anche all’ultimo colloquio con la loro maestra e li sono crollata nel sentirmi dire che sono delle bambine semplicemente “perfette”. Mi sono commossa tanto perché si è conclusa una fase. Non andranno più in un posto che io consideravo speciale dove (come genitore)avevo riposto tutta le mia fiducia (assolutamente meritata).
A settembre cominceranno la scuola materna. Il mio ometto andrà in prima elementare, la mia principessa in terza elementare. Altri inserimenti, altre preoccupazioni, altre lacrime loro e mie ma questa è la vita meravigliosa che ho scelto.

asilo nido

Qualche giorno fa per le mie gemelline si è conclusa la fase “asilo nido”. Quest’ultimo anno è trascorso davvero in fretta. Per due anni sono rimaste a casa con me ma poi ho sentito la necessità fisica e psicologica di mandarle al nido per poter avere mezza giornata libera per poter sbrigare le mie faccende domestiche, per poter riprendere a lavorare al di fuori di casa e avere del tempo per me (anche se poco). L’inserimento è stato durissimo (per me non per loro). Il distacco è stato molto doloroso anche se poi erano solo tre ore al mattino ma, dopo aver vissuto in simbiosi per due anni con loro è stato difficile. Hanno pianto all’inizio come la maggior parte dei bambini durante l’inserimento e il mio cuore si è spezzato ogni volta. Aspettavo poi con ansia le 12 per andare a riprenderle. Non c’è stato un solo giorno che non mi hanno accolto con un grande sorriso e un abbraccio colmo d’amore. Sono sempre andate volentieri divertendosi tantissimo, imparando tante cose, esplorando un mondo nuovo pieno di stimoli positivi.
L’ultimo giorno di asilo è stato per me uno strazio. Un giorno intero col magone. Nel pomeriggio poi sono andata anche all’ultimo colloquio con la loro maestra e li sono crollata nel sentirmi dire che sono delle bambine semplicemente “perfette”. Mi sono commossa tanto perché si è conclusa una fase. Non andranno più in un posto che io consideravo speciale dove (come genitore)avevo riposto tutta le mia fiducia (assolutamente meritata).
A settembre cominceranno la scuola materna. Il mio ometto andrà in prima elementare, la mia principessa in terza elementare. Altri inserimenti, altre preoccupazioni, altre lacrime loro e mie ma questa è la vita meravigliosa che ho scelto.

asilo nido

Qualche giorno fa per le mie gemelline si è conclusa la fase “asilo nido”. Quest’ultimo anno è trascorso davvero in fretta. Per due anni sono rimaste a casa con me ma poi ho sentito la necessità fisica e psicologica di mandarle al nido per poter ave…

Fatiche

Stanotte, mentre facevo compagnia a mia figlia Gaia che non voleva dormire, pensavo a come ho fatto un anno e mezzo fa a dormire pochissimo per diversi mesi dopo la nascita delle mie gemelline.Dormivo dalle 3 alle 5 ore per notte e mai consecutive per …

Fatiche

Stanotte, mentre facevo compagnia a mia figlia Gaia che non voleva dormire, pensavo a come ho fatto un anno e mezzo fa a dormire pochissimo per diversi mesi dopo la nascita delle mie gemelline.
Dormivo dalle 3 alle 5 ore per notte e mai consecutive per accudirle e allattarle. E durante il giorno non riuscivo mai a riposare perché c’erano anche Giorgia allora di 5 anni e Matteo di 2 e mezzo da seguire. Non so come ho fatto fisicamente a reggere ma si vede che la natura ha predisposto per noi mamme una grande forza fisico-emotiva per riuscire in ogni situazione ad accudire i nostri figli.
Il quarto figlio è capitato. Ne desideravamo 3 ma il destino ci ha regalato fortunatamente il “poker”. Ma la scala reale la lasciano fare a qualcun altro.

Fatiche

Stanotte, mentre facevo compagnia a mia figlia Gaia che non voleva dormire, pensavo a come ho fatto un anno e mezzo fa a dormire pochissimo per diversi mesi dopo la nascita delle mie gemelline.
Dormivo dalle 3 alle 5 ore per notte e mai consecutive per accudirle e allattarle. E durante il giorno non riuscivo mai a riposare perché c’erano anche Giorgia allora di 5 anni e Matteo di 2 e mezzo da seguire. Non so come ho fatto fisicamente a reggere ma si vede che la natura ha predisposto per noi mamme una grande forza fisico-emotiva per riuscire in ogni situazione ad accudire i nostri figli.
Il quarto figlio è capitato. Ne desideravamo 3 ma il destino ci ha regalato fortunatamente il “poker”. Ma la scala reale la lasciano fare a qualcun altro.

Grazie tata Lucia

Seguo con interesse i consigli di una trasmissione chiamata SOS TATA dove la regina delle tate è, indiscutibilmente, tata Lucia. Una specie di Mary Poppins dei giorni nostri.Trasmissione che presenta un metodo efficacissimo di conduzione della famigli…

Grazie tata Lucia

Seguo con interesse i consigli di una trasmissione chiamata SOS TATA dove la regina delle tate è, indiscutibilmente, tata Lucia. Una specie di Mary Poppins dei giorni nostri.
Trasmissione che presenta un metodo efficacissimo di conduzione della famiglia.
L’obiettivo primario e fondamentale di questo metodo è la felicità. Creare un clima domestico, sereno , pieno di gioia per bambini e adulti.
Per approfondire il discorso sto leggendo anche il libro della tata più famosa d’Italia.
Un capitolo parla dell’importanza di sorridere dei piccoli momenti di quotidianità per poter ribaltare una situazione negativa in una positiva. E io, da brava scolaretta, ho cercato di mettere in pratica questo consiglio: pochi giorni fa mi sono distratta un attimo e la mia gemella più intraprendente ha preso il sacchetto della farina se l’è rovesciato sulla testa e su quella della sorella complice e poi le ho “beccate” che sguazzavano felici nel chilo di farina rovesciato su tutto il pavimento della cucina.
Se non avessi letto quel famoso capitolo mi sarei messa a sbraitare come una forsennata per il disastro che mi si è presentato, e invece sono riuscita ad andare oltre e mi sono fatta una sonora risata.
Questo episodio resterà custodito nei cassetti felici della mia memoria e mi impegnerò a non lasciarlo isolato.
Grazie tata Lucia

Grazie tata Lucia

Seguo con interesse i consigli di una trasmissione chiamata SOS TATA dove la regina delle tate è, indiscutibilmente, tata Lucia. Una specie di Mary Poppins dei giorni nostri.
Trasmissione che presenta un metodo efficacissimo di conduzione della famiglia.
L’obiettivo primario e fondamentale di questo metodo è la felicità. Creare un clima domestico, sereno , pieno di gioia per bambini e adulti.
Per approfondire il discorso sto leggendo anche il libro della tata più famosa d’Italia.
Un capitolo parla dell’importanza di sorridere dei piccoli momenti di quotidianità per poter ribaltare una situazione negativa in una positiva. E io, da brava scolaretta, ho cercato di mettere in pratica questo consiglio: pochi giorni fa mi sono distratta un attimo e la mia gemella più intraprendente ha preso il sacchetto della farina se l’è rovesciato sulla testa e su quella della sorella complice e poi le ho “beccate” che sguazzavano felici nel chilo di farina rovesciato su tutto il pavimento della cucina.
Se non avessi letto quel famoso capitolo mi sarei messa a sbraitare come una forsennata per il disastro che mi si è presentato, e invece sono riuscita ad andare oltre e mi sono fatta una sonora risata.
Questo episodio resterà custodito nei cassetti felici della mia memoria e mi impegnerò a non lasciarlo isolato.
Grazie tata Lucia

Supermamma

Eh dai! Concedetemi questo soprannome datomi dalle carinissime cassiere del Supermercato vicino casa mia. Pochi anni fa mi chiamavano mamma sprint perché scorazzavo con i rollerblade per i marciapiedi del mio paesello spingendo il passeggino della mia primogenita. Poi i figli sono aumentati e diventati 4 ( e mi fermo qui) e cosi hanno cambiato da mamma sprint a supermamma.

Super non so ma molto impegnata di sicuro tra compiti di prima elementare, capricci da seconda asilo e accudimento doppio causa gemelle. Una vita piena, intensa ma assolutamente fantastica di cui racconterò…

Supermamma

Eh dai! Concedetemi questo soprannome datomi dalle carinissime cassiere del Supermercato vicino casa mia. Pochi anni fa mi chiamavano mamma sprint perché scorazzavo con i rollerblade per i marciapiedi del mio paesello spingendo il passeggino della mia primogenita. Poi i figli sono aumentati e diventati 4 ( e mi fermo qui) e cosi hanno cambiato da mamma sprint a supermamma.

Super non so ma molto impegnata di sicuro tra compiti di prima elementare, capricci da seconda asilo e accudimento doppio causa gemelle. Una vita piena, intensa ma assolutamente fantastica di cui racconterò…

Supermamma

Eh dai! Concedetemi questo soprannome datomi dalle carinissime cassiere del Supermercato vicino casa mia. Pochi anni fa mi chiamavano mamma sprint perché scorazzavo per i marciapiedi del mio paesello spingendo il passeggino della mia primogenita. Poi …