Tag: Economia

Gruppo Feralpi Lonato: 2020 positivo

Il Gruppo Feralpi archivia un 2020 in utile nonostante l’impatto della pandemia da Covid19 che ha imposto, in Italia, un lockdown tra marzo ed aprile. Il gruppo siderurgico, tra i […]

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Grana Padano 2020: la pandemia non ferma la crescita, produzione + 2,2%, export +3,4%, consumi + 6,4%

“La pandemia non ferma il Grana Padano che si conferma il prodotto DOP più consumato al mondo con un totale di 5.255.451 forme prodotte pari al +2,2% rispetto al 2019. […]

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Acciaio e sostenibilità: Feralpi sceglie la Climate Strategy di Alperia Bartucci

Acciaio e sostenibilità: che queste siano due dimensioni inconciliabili ormai è una storia vecchia. Sempre più significativi sono i progressi ottenuti dal settore siderurgico nella riduzione dell’impatto ambientale: secondo l’ultimo […]

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Operativa per 4 mesi l’intesa tra Biden e l’Unione Europea: da mezzanotte lo stop ai dazi USA

“Alla mezzanotte tra il 10 e l’11 marzo si scioglierà un sortilegio che a migliaia di imprese italiane che esportano negli USA dall’ottobre del 2019 è costato milioni di euro […]

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Cessione del quinto: cos’è, come funziona e come richiederlo

In perfetta sintonia con l’evoluzione della pandemia da Covid-19, in Italia si ricorre con sempre maggiore frequenza alla cessione del quinto. Tuttora risulta la forma di prestito più diffusa a livello nazionale. Con il momento difficile in termini economici, in molti hanno cercato una soluzione proprio in questa forma di prestito, a causa della riduzione […]

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Covid: velocizzare aiuti alimentari

Covid, oltre 30mila poveri senza cibo a Natale in provincia di Brescia Massimo Albano direttore Coldiretti Brescia: velocizzare i bandi per gli aiuti alimentari Sono oltre 30mila i poveri in provincia di Brescia che, con l’aggravarsi della situazione, sono costretti per Natale a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o soprattutto con […]

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COVID-19. Il comune di Palazzolo a sostegno del commercio

IL COMUNE DI PALAZZOLO SULL’OGLIO STANZIA 1 MILIONE DI EURO A SOSTEGNO DELLE ATTIVITÀ COMMERCIALI, DELLE IMPRESE E DEI CITTADINI MAGGIORMENTE PENALIZZATI DALL’EMERGENZA SANITARIA IN CORSO. Nella Commissione Servizi Istituzionali e Risorse per le Attività Economiche e Produttive tenutasi giovedì 28.05.2020, l’Amministrazione Comunale di Palazzolo sull’Oglio ha illustrato a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, la […]

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VERONAFIERE: SETTORE STRATEGICO PRONTO PER RIPARTENZA

VERONAFIERE: GIORNATA MONDIALE A PADIGLIONI CHIUSI. ZAIA: “RIAPERTURA MANIFESTAZIONI PER TORNARE FORTI E COMPETITIVI COME PRIMA. NON SARÀ UNA PASSEGGIATA, MA POSSIAMO FARCELA” FIERE ASSET DA 60 MILIARDI L’ANNO PER LE PMI, ASSICURARE LIQUIDITÀ PER RILANCIO MADE IN ITALY (Verona, 3 giugno 2020). «Oggi si celebra la Giornata mondiale delle fiere a padiglioni ancora chiusi. […]

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Sì, noi possiamo…

A noi che ricordavamo visite di presidenti americani fra ali di folla festante, ha fatto un po’ specie vedere Obama aggirarsi nel deserto creato dalla polizia romana, segno di un […]

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CONFAPI: L’Europa ci ha concesso flessibilità? Usiamola, come la Germania

La situazione eccezionale che l’emergenza Covid-19 ha creato nell’intera zona Euro ha spinto la Commissione Europea a riconoscere la necessaria, immediata flessibilità agli Stati Membri perché possano intervenire, sin da subito, per la salvaguardia economica di famiglie e imprese. Impegno che prevede anche la deroga, in via temporanea, ai principi generali sugli aiuti di stato. […]

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cardio marketing per conquistare i clienti: un libro ricco di suggerimenti

Lo ha scritto Patrizia Menchiari che conosco ormai da qualche anno e stimo moltissimo sia come amica che come professionista. Patrizia si occupa di marketing, lo insegna e ne diffonde “il verbo” positivo e di lei mi ha sempre colpito la trasparenza, la cura, la passione e la capacità di guardare oltre al cliente, vedendo […]

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Da 5 a 3 milioni di dipendenti pubblici

Mi piacciono le soluzioni creative. Ecco perché riporto le parole di Fabio Franceschini, titolare di  Grafica Veneta, su cui è incentrato un recente articolo di Linkiesta. Neanche il settore statale può salvarsi se non innova il suo business model, secondo me.

«Abbiamo quasi 5 milioni di dipendenti pubblici, dobbiamo ridurli di almeno 2 milioni. La soluzione ideale contempla un percorso d’esodo che prevede l’assunzione di dipendenti pubblici alle aziende private, pagati dallo Stato per i primi tre anni, e poi assunti a tempo indeterminato dagli imprenditori, con i contributi pagati ancora dallo Stato per i due anni rimanenti». «In questo modo», prosegue Franceschi, «si trasformano i dipendenti da un centro di costo a uno di ricavo». In questo modo lo Stato riduce i costi del 30%, e guadagnerà dalle maggiori entrate sull’incremento del fatturato che i nuovi dipendenti svilupperanno. Difficile dire se l’ipotesi, il cui padre sembra sia l’attuale assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato (Lega) possa funzionare in tempi di crisi. Franceschi è però ottimista: «Gli ex dipendenti pubblici che ho assunto sono i migliori dell’azienda, non è colpa loro se la Pa non funziona. Come dice il proverbio, il pesce puzza dalla testa. Bisogna partire dalla politica». La campagna elettorale è già cominciata.

Il resto su Linkiesta.

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Evidentemente non sei capace

«Evidentemente se c’è un interesse da parte di un soggetto [l’egiziana Sawiris, ndb] per Telecom Italia vuol dire che dentro l’azienda c’è un importante valore. Fa piacere che questo interesse ci sia». Lo ha affermato Franco Bernabè, presidente di Telecom Italia, commentando l’interesse manifestato dal patron di Orascom Sawiris. – da ilSole24Ore.com

Senza entrare nel merito delle competenze di Bernabè, ma un’uscita del genere mi farebbe prudere le mani se fossi un azionista di Telecom Italia. Si potrebbe replicare che «Evidentemente se il titolo corre in borsa, significa che fino adesso quel valore, che a quanto pare c’è, è stato abilmente tenuto nascosto e non fatto fruttare in tutti questi anni. Com’è che in due anni il titolo in borsa ha perso più del 30%? Dov’è tutto questo valore? Ammesso che sia concesso a Sawiris di comprare tutte quelle azioni, la prima azione da fare sarebbe licenziare l’intera dirigenza di Telecom Italia.

Di sotto l’andamento delle azioni ordinarie negli ultimi 2 anni recuperato oggi dal sito de ilSole24Ore. Dal novembre 2007 (ritorno di Bernabè a Telecom) il titolo ha perso il 68%.

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Start-up, non-profit e for-profit

Annotazione a margine di una lezione di “Business Plan writing for Social Enterprises”.

Di fronte ai tentativi di riformulazione di alcune norme relative alle imprese sociali in Danimarca in certi casi aziende tradizionali for-profit lamentano la concorrenza delle non-profit quando queste producono beni competitivi sul mercato. Ed effettivamente la domanda si pone: perché dovrei trattare diversamente alcune aziende rispetto ad altre quando dimostrano di avere lo stesso potenziale e competono per le stesse risorse?

Spesso l’unica differenza tra una non-profit e una for-profit è proprio il fatto che l’una reinveste i profitti nell’azienda. Laddove però un’azienda non fa profitti o decide di reinvestirli, contribuendo alla fornitura di servizi al pubblico, occupando dei dipendenti, assicurando loro pensione e benefit, e così via, perché dovrebbe sottostare a regole diverse rispetto alle sue simili che sin dall’inizio dicono che faranno le stesse cose che sta facendo lei? E al contrario, un’impresa sociale che dimostra di essere finanziariamente autonoma, perché dovrebbe ottenere finanziamenti ulteriori per fare quello che farebbe in ogni caso?

Perché non possiamo considerare tutte le piccole start-up e le aziende in difficoltà come non-profit (quando effettivamente non fanno profitti), così come perché non dovremmo considerare non-profit come normali aziende quando queste competono nel mercato con quelle tradizionali?

Chi ha più bisogno di finanziamenti/esenzioni? Una cooperativa che impiega persone autistiche che produce un prodotto di punto di grande successo commerciale ormai affermata e che dimostra di essere pienamente autonoma sul piano economico o una piccola start-up in difficoltà che un domani potrebbe diventare un’impresa di successo ma che al momento naviga in acque difficili?

La mia idea al momento è che le esenzioni e i finanziamenti tengano prima di tutto conto delle dimensioni in termini di dipendenti e di fatturato delle organizzazioni, indipendentemente dal fatto che si tratti di una for- o non-profit. Poi ovvio che le non-profit possano godere di criteri leggermente adattati.

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