Tag: cavolo

Cavolo che colori

Ieri mi sono messo d’impegno ed ho realizzato questa bella opera:

Come ho fatto?

Semplice, ho preso un bel coltello, un cavolo cappuccio rosso, l’ho tagliato, et voilà, l’opera è pronta!

Certo però che forme e colori splendidi offre talvolta la natura.

20/6: caso acqua sulla stampa

Per chi avesse perso il Bresciaoggi di oggi 20/6 eccovi il link all’articolo.
Solo un commento: ma GardaUno perché non spiega da dove cavolo è entrato sto maledetto Clostridium nell’acqua?
Oramai è inutile girarci intorno GardaUno è sotto accusa da parte di tutti, autorità e cittadini, è quindi ora che esca dalla politica di ’sti comunicati del cazz […]

Internet a sbafo 4ever

Max Trisolino segnala su FriendFeed questo articolo del the New Blog Times che si riassume benissimo nella prima riga dello stesso:

Roma – I tempi della free Internet si stanno avvicinando al capolinea. Secondo Barry Diller, presidente e direttore di IAC

Non solo spero che questo non avvenga, ma credo anche che la previsione non sia azzeccata. Ovviamente la mia posizione è completamente irrilevante e non ho alcun dato ad avvallare la mia tesi. Ho però l’impressione che questa crisi finanziaria e blabla stia facendo perdere la fiducia di tutti in tutto.

Più che per contraddire il tipo sopracitato, il mio interesse è di illustrare brevemente i motivi che, IMHO, sono sufficienti a garantire la sopravvivenza ad un’enorme branca di servizi gratuiti: il web 2.0.

Ora viviamo la crisi di tutto, inclusa la pubblicità, che è il grande magnate oggigiorno di internet. Questa copre, o meglio copriva, principalmente i costi fissi della gestione dei server su cui sono ospitati i contenuti sviluppati dagli utenti. Questi fessi fanno tutto gratis, perché a quanto pare si divertono (io incluso, altrimenti non starei a scrivere questo post). Ora la pubblicità sembra non crederci più, perché è diventata più pessimista sempre a causa della crisi, come tutti gli altri.

Forse già prima non serviva a niente, ma oltre ad avvicinarci alla ripresa economica promessa da tutti i capoccia del mondo, gli stessi sistemi tecnologici di fare pubblicità stanno migliorando e miglioreranno moltissimo in futuro via via che si procede con la personalizzazione dei contenuti che ci vengono sbattuti sullo schermo del computer. Aggiungiamo a tutto ciò un considerevole aumento di persone connesse ad internet (per ovvi motivi di aumento di popolazione mondiale e ricchezza complessiva) e nel giro di qualche anno avremo ancora più investimenti in forma di pubblicità online a coprire le spese necessarie a garantire servizi gratuiti per tutti (o comunque molti).

Ora che abbiamo capito come si coprono i costi del web 2.0, passiamo alla fornitura dei contenuti, che si minaccia divenire a pagamento.
Io, utente generoso e altruista che mi impegno a creare contenuti a gratis in qualità di blogger o scrittore di Wikipedia, col cavolo che continuo a regalare lavoro a chi poi ci lucra direttamente sopra (tipo vendendo un mio post o una spiegazione di Wikipedia)! Sarò anche generoso, ma mica pirla. Ecco che pubblicherò i miei contenuti solo dove so che gli altri potranno leggerli a sbafo, altrimenti andavo a fare il giornalista o lo scrittore (o come si chiama) per la Treccani. Perché comunque io di robe da raccontare ne ho a badilate.

Per concludere e rendere la mia tesi comprensibile e sintetica:
La visione pessimista di Barry Diller non si avvererà. Online troveremo sempre contenuti gratuiti finché persisterà il cosiddetto web 2.0, perché i costi legati ad esso saranno coperti dal ritorno in forze della pubblicità online. Il web 2.0 persisterà, inoltre, perché il mondo è pieno di sfaticati che hanno voglia di metterci del proprio per la creazione di contenuti anche senza retribuzione, a patto che gli altri possano leggerle gratuitamente.

Giusto per citare un esempio a supporto della mia tesi: la radio
E, siccome sono una persona che guarda in faccia al nemico, un esempio a favore di Barry Diller: la (pay-)TV.

Se non siete d’accordo, prendetelo come un semplice esercizio di retorica.

Da ogni dove, per un cavolo verza

Eccomi qui, a fare il blog-bilancio dell’anno trascorso.
E, cari amici vicini e soprattutto lontani – è proprio il caso di dirlo: vedi immagine- anche quest’anno la keyword per eccellenza, la regina incontrastata delle parole googlate che mi hanno portato visite, l’immagine simbolo ormai di questo blog, è, e lo dico con estremo orgoglio ed infinita […]

ancora alitalia

Jenzù ha aperto un gruppo su FaceBook (ma che cavolo è ’sto FaceBook?) dal nome "Boicottamo Alitalia".
Per me sarà facile, non ho mai volato alitalia e all’aereo preferisco il treno.
L’alitalia è stato, è e sarà uno dei grandi buchi neri del nostro paese.
 Era meglio chiuderla definitivamente.
Jenzù aderisco!
Tag: facebook, alitalia,

basta!

Qualcuno mi vuole spiegare che cavolo è ’sto FaceBook ???
Tag: facebook

che figure del cavolo

Ieri sera stavo accompagnando due spagnoli al Cinema Cristal in quanto ospiti del FilmFestival del Garda
Nel breve tragitto abbiamo parlato dell’argomento internazionale per eccellenza: Silvio Berlusconi.
Dopo quella chiacchierata tra spagnolo, inglese e una sana dose di dialetto veneto, una sola cosa mi è parsa chiara: quando qualcuno dice che Berlusconi è visto all’estero come un […]

card

Più ci penso più mi rendo conto che la social card è ‘na gran stronzata.
Più ci penso è più mi incavolo perchè è un fregatura. Non solo, è anche una vera e propria offesa a per chi non arriva a fine mese.
La social card è una vera e propria carta di credito precaricata,  da Tremonti […]

Paperpost all’UniBz


L’occhio di D-u è sempre pronto a captare il potenziale contenuto del prossimo post che scriverà. Oggi, mentre tornava dalla mensa in ufficio ha notato dei fogli appesi alle porte di alcune aule-laboratori della Facoltà di Design. Visto che tempo fa chiacchierava dei toni poco diplomatici del blog citato con alcuni amici ha pensato di immortalare il foglio e pubblicarlo qui.

(O voi che non siete della LUB, sappiate che ai designer di Bolzano è stato appioppato, a torto o a ragione, lo stereotipo di “quelli che non studiano mai, che non fanno un cavolo dalla mattina alla sera e che beccano i trenta per stupidi lavori di pongo”.)

Poi D-u si è chiesto: “Vuoi che una conversazione nata su internet prosegua su carta e basta?”. Infatti dopo una brevissima ricerca ha trovato il riferimento sul blog dei designer spesso criticati dal blog. A voi le conclusioni.

PS: Sarebbe carino appiccicare sotto ai fogli appesi un biglietto che indichi il trackback al foglio…

La Netiquette, per chi non la conoscesse.

Con questo proliferare di Facebook et similia c’è tutta una nuova crocchia di persone che ha fatto di recente capolino nel mondo di internet. Ma c’è ancora una cosa che non sanno, queste matricole 2.0. Ed io adesso mi appropinquo a spiegarcela: si tratta della… Netiquette (coro di oooooooh…).
Caro amico sciallesciallerotibòtibòtibò che da pochi mesi […]

Ecchecavolo Andrea!

Sabato sera ero a cena con gli itachiani, riuniti nuovamente, ed ho avuto modo di intavolare una bella discussione con Roberto e Andrea sugli errori che la sinistra ha commesso negli ultimi vent’anni.
Io e Roberto, forse, troppo critici. Andrea eccessivo giustificazionista.
Andrea mi accusa di aver abiurato il Comunismo.
Non so se sia così. Quello che so […]

Cavolaccio!

La Russa rilancia: omaggio ai soldati Rsi
Cavolo. Adesso basta. Non vi sto dietro. Ne sparate troppe e tutte vicine.
BlogBabel: La-Russa, fascismo, Rsi

Bug in wordpress per Iphone!

Dopo aver postato il primo messaggio sul blog con il nuovo iPhone, il programma sul telefono sembrava impazzito: nsxmlparseerror …error 9 … Mah, proprio non capivo. Il primo post era andato liscio con tanto di upload automatico di una foto di puffo ed ora nulla funziona piu’ … Proprio adesso che siamo in montagna e […]

Checcavolo è ’sto “Scordium”?

Marino mi ha preso per mano. Mi ha fatto sedere e come farebbe un buon padre di famiglia me l’ha spiegato che cavolo è sto "Scordium". Io, ovviamente, non ci ho capito un bel niente. Sembra però sia una particolare pianta che qui dalle nostre parti cresce solo a Polpenazze. Ovviamente io non posso credere […]

Ecchecavolo!

Già non ho dormito per niente questa notte ci mancava anche il terremoto.
A volte invidio Pietro. Lui dorme. Pensieri o terremoto che sia, lui dorme.
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