Tag: berlusconi

Sul PGT di San Felice

Vi riporto la lettera della sig.ra Tiboni Michela pubblicata oggi sul Bresciaoggi. Potrà sembrarvi strano ma in fondo, se ci pensate, non lo è.
Quanto scritto dalla sig.ra Tiboni, che a tratti è frutto di una sua personale interpretazione dei dati e quindi non è necessariamente la verità , deve a mio avviso essere considerato come […]

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la Costituzione sei anche tu

Il pm milanese Fabio De Pasquale ha sollevato oggi un’eccezione di incostituzionalità del lodo Alfano nel processo che vede imputato tra gli altri il premier Silvio Berlusconi per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. (fonte RaiNews24)

Berlusconi sotto processo? ma non aveva ideato questa legge per ragioni puramente ideali, patriottiche quasi? bene, se qualcuno se l’è raccontata finora ora ammetta che c’era un motivo preciso (in realtà alcuni motivi, non è l’unico processo che lo vede imputato) per far approvare in fretta e furia il Lodo Alfano, e se ben ricordate Mr B arrivò addirittura a “ricattare” il presidente della Repubblica con l’ormai mitologica legge blocca-processi. Archiviato anche per i più scettici che questa è una legge fatta ad hoc per Berlusconi, c’è qualche ragione per cui dovrebbe rimanere al suo posto? pensateci bene, perchè la Costituzione è una carta pericolosa da scartare, visto contiene tutte le nostre libertà fondamentali (e si sa dove si finisce facendo il primo passo verso il baratro, il secondo rischia di essere già caduta libera).

Uno dice vabbè, ma potremmo cambiarla questa costituzione, è vecchia, è inadeguata. Passi, ma per cambiarla ci vogliono i 2/3 del parlamento oppure un referendum popolare, e in un paese dove può governare il 45% degli aventi diritto al voto (che poi non credo sia nemmeno il 40% degli italiani effettivi), e dove i governanti sono espressione di clientele e lobby d’affari credo che una norma del genere vada salvaguardata con le unghie e con i denti da parte di noi cittadini. E con noi intendo anche te, anonimo forzialiota/leghista/ex-missino. Davvero vogliamo abdicare anche alla intccabilità (parziale e regolamentata, s’intende) della Costituzione? l’ho detto prima e lo ripeto: contiene tutti i nostri diritti fondamentali. È più importante di come ce la raccontano nei discorsi pubblici, quando diventa poco più di una bandiera da agitare.

Un altro (Ghedini) dice: si, ma se Napolitano ha detto che andava bene al tempo, e diceva di farlo tenendo presente solo la sentenza del 2004, allora va bene, non è incostituzionale. Ma secondo voi Ghedini da che parte sta? indizio: è il legale di Berlusconi e lo sta difendendo in questo processo. Ora, intanto il presidente della Repubblica non è il padrone della Costituzione (per fortuna) e il Lodo Alfano non ha affatto risolto le problematiche che la consulta aveva sollevato nel 2004, inoltre si capisce come Napolitano abbia lasciato passare quella legge a) per via del ricatto sulla blocca-processi b) ammaliato dal famoso e ormai chimerico dialogo. Possono queste due deboli motivazioni infrangere il muro dell’articolo 3?

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Questo è quello che perderemmo se si cedesse nuovamente al ricatto, pensiamoci bene.

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Da Cgil a CgPDL senza passare da Berlusconi: mutamenti dello scenario sindacale italiano

Da Corriere.it
Alitalia: sì della Cgil, i piloti rimandano
Veltroni: ho trattato io, premier assente
L’articolo ci racconta di esuberi (saranno 3.250 alla fine), di accordi e di recupero produttività. Ci racconta anche di Air France (punta al 10% del capitale di CAI) e della soddisfazione di Epifani per l’importante intesa in tema di precariato e salari in […]

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Ditemi chi devo ringraziare

Il problema Alitalia era così importante, così fondamentale, così vitale che Silviuzzo mio se ne è andato a farsi fare i massaggi in Umbria proprio nel momento cruciale della trattativa. Mi ricorda molto il comportamento del Re D’Italia quanco se ne è scappato dopo l’8 settembre.
Uolterone galvanizzato prende Colaninno ed Epifani, li siede al tavolo […]

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La confusione Di Dio

Quel covo di comunisti che è Nigrizia non ha altro da fare che far perdere tempo a quel povero assessore Vittorio Di Dio del comune di Verona.
Questi folli di comboniani avevano pensato di far passare la Carovana missionaria della Pace proprio per Verona. Allora cosa ti fanno sti pazzi? chiedono il permesso al comune che […]

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La capacità della destra a gestire la cosa pubblica

Dopo il crac della Città di Taranto tocca alla Città di Catania governata dalla destra.
La città è stata governata, fino a pochi mesia fà, da Scapagnini medico personale di Silvio Berlusconi. Scapagnini si dichiara estraneo al fatto e scarica la colpa sul Governo Prodi, ovviamente. Comunque tranquilli tra Silviuzzo mio  e la Città di […]

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Quanto la parcella?

da corriere.it leggo:

Non «parte» l’udienza fissata a Milano nell’ambito del procedimento che vede Silvio Berlusconi e David Mills imputati per corruzione in atti giudiziari. Vista l’assenza dei legali di fiducia del premier, Nicolò Ghedini e Piero Longo – che nei giorni scorsi avevano fatto sapere di essere impegnati alla Camera – i giudici, dopo essersi […]

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Unico è meglio

Come avrete sentito dall’anno prossimo alle elementari sarà reintrodotto il maestro unico, come ai tempi di Pinocchio.
I difensori di questo ritorno dicono che psicologicamente è provato che il bambino ha bisogno di un’ unica figura di riferimento.
Per questo ecco gli ulteriori provvedimenti che il governo prenderà per curare la salute psicologica dell’infante in crescita:

  • Genitore unico: è scandaloso come un bambino possa essere traviato da 2 figure, che lo confondono. Per questo il bambino potrà essere cresciuto solo da un genitore, scelto dal governo.
  • Nonno unico: in alcuni casi 4 figure di riferimento possono traumatizzare il piccolo, causando fenomeni di bullismo. Ecco perchè solamente uno dei nonni potrà vedere e interagire con il nipote. Per farlo dovrà avere alcuni requisiti, come non essere stato partigiano
  • Fratello maggiore unico: vedi indicazioni precedenti.
  • Allenatore unico: Gli assistenti allenatori sportivi saranno aboliti per legge, così da salvaguardare l’integrità morale, fisica e mentale del bambino.
  • Animatore unico: è scandaloso che nei campi scuola, nei grest parrocchiali o comunali ci siano svariati animatori, che traumatizzano i piccoli. Da oggi in poi obbligatoriamente un solo animatore sarà responsabile di tutti i ragazzini, provvedendo alla crescita equilibrata degli stessi.
  • Partito unico: perchè confondere la psiche degli elettori con tanti nomi, tante facce e tante dichiarazioni? Solo un partito sarà legale, quello dell’Altissimo salvatore cav. ing. gran cons. prel. figl. di put. perf. stronz. on. nan. Silvio Berlusconi (inchino obbligatorio)
  • Ministro unico: come da sopra, perchè sprecare tante energie quando uno può fare tutto? Oltre al partito unico solo una persona avrà il potere decisionale, escutivo e giudiziario (la magistratura sarà abolita, quindi è inutile il magistrato unico)

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Ancora tanto rumore, ancora tanto nulla

Finalmente la Lega rompe gli indugi e impone qualcosa a questo governo foriero, per ora, solo di specchietti per le verdi allodole padane. Finalmente si fa per dire, ovvio, ma forse non è tutto oro quel che luccica, nè pallottola quel che esce da bocche di fuoco più metaforiche che reali.

Da capo: finalmente la Lega impone il federalismo fiscale! “basta dar via schei ai teroni che poi i se li magna con quella roba unta che usa lì, zioboia! Da ancoi ognuno se rangia con quel che l’è bon da far su e amen, ziocan!” (il mio dialetto trentino è un po’ claudicante, perdono) basta con l’assistenzialismo, la cassa del mezzogiorno e i soldi a pioggia ai tenutari di clientele politiche varie, anzi, basta soldi fuori dalla regione, no?

Esatto, no.

Bossi ha spiegato ai militanti leghisti radunati in riva dei Sette Martiri che il federalismo fiscale «cerca di mettere a posto uno Stato che non ha un soldo come l’Italia», e poi ha aggiunto che il senso e il principio del federalismo è quello che le regioni più ricche aiutino quelle più povere, perchè «la Costituzione garantisce che scuola, sanità e assistenza siano uguali in tutte le regioni del Paese. L’aiuto va bene ma questo non deve essere fatto attraverso la spesa storica, ma attraverso quella standardizzata. (fonte ilCorriere.it)

Lasciamo perdere che il concetto non dovrebbe essere tanto “le regioni ricche aiutano quelle povere” ma “si deve fare in modo che le regioni povere raggiungano il livello di sviluppo di quelle ricche” (non chiedo tanto alle capacità linguistiche del Senatur), quanto vi suona “leghista” questo periodo? a me, niente. Il testo è passato solo dal consiglio dei ministri quindi non è ancora consultabile, ma azzardo la previsione che sarà decisamente molto poco soddisfacente per un elettorato leghista che si aspetta la Luna, e rischia di vedersi recapitare una forma di grana. Meglio così? certamente, ma sarà interessante vedere come verrà descritta (male) dai media una riforma tanto importante, anche solo da un mero punto di vista elettorale.

Il significato dell’intera vicenda, se le mie previsioni sono azzeccate, è però già abbastanza chiaro: la Lega e il Pdl hanno trovato un nuovo accordo, ovvero un testo ad un tempo spacciabile per la vittoria dell’eterna battaglia leghista e innocuo per le clientele meridionali berlusconiane. Staremo a vedere.

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I rifiuti non sono mai spariti


Chi nelle ultime settimane accendendo la tv non ha sentito glorificare sansilviopapa per aver risolto l’emergenza dei rifiuti a Napoli? I suoi telegiornali, personali ovviamente, facevano servizi su servizi riguardanti il nuovo padre pio, gli altri pure (anche perchè sono tutti suoi). Giornalisti pronti a dichiarare e a scrivere che i rifiuti avevano seguito questo nuovo pifferaio magico e si erano buttati da soli chissà dove.
La cosa deve aver fatto un po’ incazzare chi abita in zone sommerse di rifiuti, dove la situazione non è mai cambiata, è cambiato solo il fatto che i cameraman non arrivano più lì (misteriosamente). Quindi hanno deciso di munirsi di videocamere e aprire un sito: La Terra dei fuochi, dove riportare quello che effettivamente succede in Campania.
Dateci un’occhiata, e ditemi cosa pensate dell’informazione italiana.
Per fortuna come sempre c’è la rete, e svariati blog stanno cercando di diffondere l’inizativa, come ad esempio:
Teo News
Diego Garcia
Beppe Grillo
e sicuramente molti altri.
Per farlo anche voi mettete questo banner nel vostro blog:

codice:

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Altri quindici minuti, per favore

Trova la stranezza

Roma, 7 set. – (Adnkronos) – ”Quella dell’espulsione e del braccialetto per i detenuti e’ una proposta e come ogni proposta va valutata, pesata e discussa a 360 gradi, tenendo in considerazione ogni posizione, stando attenti, pero’, alle tendenze giustizialiste di una certa opposizione”. Lo dichiara il segretario della Dca-Pdl, Gianfranco Rotondi.

Fatto? avete notato che Gianfranco Rotondi, ministro della Repubblica, viene chiamato per incarico di partito? Esatto, ministro della Repubblica. Già, nemmeno io ricordavo che ministero regge, ho dovuto controllare su Wikipedia. Probabilmente anche quel giornalista ha sofferto della stessa comprensibile amnesia e d’altronde stiamo parlando del Ministero per l’Attuazione del Programma, un ministero dalla quantomeno dubbia ragione sociale fin dalla sua creazione nel 2001 a opera del primo governo Berlusconi.

Entrato nella squadra di governo dopo aver strepitato settimane per un un ministero, Rotondi riflette un po’ lo stereotipo del più becero degli utenti di web 2.0 e di qualsiasi forum: un malato di protagonismo in cerca di costante visibilità, capace di fornire aborracciate opinioni in ogni campo dello scibile umano solo per marcare presenza. Ne sono riprova le sue continue dichiarazioni (peraltro apparentemente l’unico operato del suo ministero, se si eccettua un comitato dagli incarichi fumosi presieduta da Cirino Pomicino), mai più lunghe di 3-4 righe e costantemente in bilico tra l’ovvietà e la stronzata. Rotondi mi da l’impressione di cercare la polemica con la stessa verve con cui la Banda Bassotti cerca di svaligiare il deposito di Zio Paperone, e con gli stessi risultati; d’altra parte come si fa a infierire su Rotondi? è lo stesso motivo per cui la Banda Bassotti alla fine esce sempre dal carcere: gli sfigati vanno compatiti, non presi sul serio.

Eppure, nella sua costante ricerca di attenzioni, Rotondi ha un rivale altrettanto bisognoso di affetto ma decisamente più furbo: Renato Brunetta. Anche il mancato premio nobel per l’economia, chiamato affettuosamente “economico ergonomico” dagli amici più cari, si è buttato a pesce su un’ipotetica folla urlante, ma scegliendo meglio il suo repertorio si è assicurato la presenza effettiva della folla. Potere dei luoghi comuni: Rotondi annaspa cercando di fare l’onnivoro, Brunetta si è specializzato su un tema (scegliendone, sagacemente, uno che non smetterà di essere valido per qualche secolo ancora) e senza nemmeno dover dare un’apparenza di concretezza al suo operato si gode l’amore della gente semplicemente sparando cagate. Oddio, potrebbe anche essere il fascino del freak, ma funziona.

Sarà per questa comunanza di obiettivi che i due stanno preparando un’azione comune sulle coppie di fatto? Sinceramente non mi aspettavo che questo governo prendesse in considerazione il tema (e difatti la ministra deputata a un progetto di legge del genere Mara “competenza” Carfagna aveva più o meno chiuso le porte), quindi in teoria dovrei esserne contento (anche se sono per dare anche agli omosessuali il matrimonio e morta lì senza tante discussioni, Calderoli già che semplifichi pensaci tu!), tuttavia temo che dovrò guardare a questa situazione in chiave cabarettistica, se vorrò godermela davvero, senza false speranze.

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A passo di gambero

Prima o poi doveva capitare anche questa, e difatti proprio pochi giorni fa anche l’ultimo segno dei tempi che corrono è finalmente arrivato: l’assessore alla cultura della regione Veneto ha proposto di rendere obbligatoria l’ora di religione. Le motivazioni sono più o meno le solite, ovvero che l’Italia non può non dirsi cristiana per radici, che studiare la religione cristiana è come fare educazione civica poichè i nostri valori civili sono impregnati di cattolicesimo e via dicendo, per riassumere: una serie di argomentazioni generiche e approssimative che tagliano fuori dalla nostra storia culturale tutto quello che non è cristianesimo (e quindi la maggior parte di essa), per ragioni puramente strumentali (oppure per ignoranza, non si sa mai).

Intendiamoci: è solo il Veneto ed è poco probabile che la cosa vada in porto, ma questo caso fa da cartina di tornasole della situazione italiana attuale, dove le forze che a grande maggioranza governano il paese a livello locale e nazionale stanno dando prova di inspiegabile (per i livelli che raggiunge) sudditanza alla Chiesa. Sudditanza che, credo, nemmeno il Papa si aspettava. Da una parte proseguono il forte osteggiamento nei confronti dei cittadini di religione islamica e la spudorata concessione di privilegi alla Santa Sede (l’ultimo che mi viene in mente è la norma salva-preti, che stabilisce la necessità di avvertire il vescovo per poter indagare un sacerdote), ma questi sono semplicemente situati su una linea di continuità col passato, a vedere bene provengono un po’ dalle “battaglie storiche” leghiste, un po’ dall’eredità Dc che Forza Italia si porta dietro. Dall’altro lato però molte delle politiche e delle proposte (purtroppo anche a sinistra) portate avanti di questi tempi sono legate a un “conservatorismo” (per usare un termine caro a Veltroni) d’altri tempi.

Non si tratta solo di morale cristiana (e quindi preclusione di diritti civili alle coppie omosessuali, per dirne una), ma di semplice e becero bigottismo. Sembra quasi che la Destra, nel tentativo di trovare un’alternativa alla presunta egemonia culturale della sinistra (egemonia che se c’era, e io sono troppo giovane per dirlo, è morta con gli anni 70) dopo essersene semplicemente lamentata per decenni, non riesca a trovare di meglio della piccola parrocchia in cui ci si ritrovava a fare catechesi tanti anni fa. Eppure sono sicuro che ci sarebbe qualcosa di meglio da proporre, a sforzarsi un poco (ma con Bondi e la Gelmini, cosa si può pretendere?). È forse questo il senso delle uniformi, del sette in condotta, dei borbottii contro l’Arte moderna troppo provocatoria e infine anche di pratiche più spettacolari che concrete come il baciamano di Berlusconi e le gare tra i politici a chi si professa più fedele.

Nel frattempo anche quest’anno non si è fatto nulla per inserire adeguatamente l’insegnamento della teoria dell’evoluzione e della figura di Charles Darwin nei programmi scolastici. Non si è ancora arrivati ai livelli americani, dove è sempre attuale la diatriba tra neocreazionisti e scienziati (come ricorda Telmo Pievani in questo estratto pubblicato dall’Espresso, paventando peraltro uno sviluppo simile a breve termine qui in Italia), ma il motivo è semplicemente quello che la Santa Sede finora non si è dimostrata sufficientemente permeabile alla teoria del Disegno Intelligente, pilastro del neocreazionismo. Lasciando perdere, per questa volta, un’analisi del neocreazionismo (basti sapere che si spaccia per “scientificizzazione” del creazionismo, ovviamente senza possedere nessun crisma scientifico), resta la preoccupazione che questa Italia possa riuscire dove la più retrograda America ha finora fallito: ovvero nello sdoganare una visione del mondo vecchia di duecento anni, che giocoforza non sarà solo pesante da vivere per gli sparuti spiriti progressisti rimasti in giro, ma purtroppo anche deleteria per la sopravvivenza di un paese sempre più vecchio e stanco.

p.s. la vignetta completa (segnalata su Pikaia) la trovate qui.

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Ha ragione Brunetta!

Il Ministro Brunetta a Omnibus Estate su La7:

Vorrei ricordare che la situazione di Alitalia è il prodotto di cattiva politica certamente, ma anche di cattivo sindacato.

Per una volta ha ragione quando dice che la situazione dell’Alitalia è il prodotto di una cattiva politica. Lo invito ad andare a vedere quanto valeva una azione Alitalia nel […]

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Bell’Affare

Certo, quello dell’Alitalia, è un bell’affare. Non per lo Stato Italiano ovviamente ma per questa famigerata “cordata”.
Il Governo Prodi voleva “svedere” (sarà stato proprio così?) l’Alitalia ai francesi. Questi sciocchi si sarebbero comperati la compagnia con tutti i debiti che si portava dietro. Ci sarebbero stati 2000 esuberi. Quei simpaticoni dei Sindacati si sono ovviamente […]

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Alitalia: un dovere partecipare agli utili, un diritto accollarsi i debiti

“Non ci regalano Alitalia un dovere accettare questa sfida”
Questo è il titolo dell’intervista rilasciata da Roberto Colaninno nell’intervista concessa ad Ezio Mauro di Repubblica. Già il titolo lascia presagire molto!!
E qual è invece il ragionamento che l’ha convinta a muoversi?
“Provo a dirlo in modo semplice: la responsabilità. Se fai l’imprenditore, una sfida come questa ti […]

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