Tag: berlusconi

Decadenza, Violante in campo: A.I.U.T.O.

Stamattina su facebook  questo titolo mi ha agghiacciato. Decadenza Berlusconi: Violante apre al ricorso alla Consulta: “E’ suo diritto”. Sì, va bene, sarà, ma suppongo ci abbiano già pensato i suoi avvocati, cosa ne dici Luciano? Violante. Ma chi è Violante? E’ molte cose, alcune le so, altre le ignoro. Altre le ignorate voi – […]

E’ arrivato Godot?

Sì, non facciamoci rovinare la festa: è arrivato. Si scatenano sul primo giorno di post-Berlusconi anatemi e Cassandre. Si prevede il peggio del peggio. Tutti hanno motivi ragionati per prevedere che il baratro si approfondirà. Pare che chi ha sempre voluto Berlusconi fuori dalla stanza dei bottoni, oggi non possa festeggiare, perchè tanto andrà sempre […]

La speranza è di diventare come la Turchia (!)

Ognuno ha una teoria su cosa ci sia dietro questa crisi (italiana e globale) e quale sarebbe la strategia migliore per sconfiggerla. Ci sono i complottisti, alla Paolo Barnard (leggere QUI), che pensano che l’Italia stia affondando, perchè L’Europa ha deciso di schiavizzare il sud di se stessa, invece di continuare a produrre in paesi […]

Il polso della Camera

E’ da poco in corso la votazione per la Fiducia a Berlusconi. Di nuovo. Che sensazione di sospensione. Un paese in sospeso, da troppo ed ancora per chissà quanto, comunque vada. Mattia Feltri manda sms dalla Camera su La Stampa online, io ormai sono assuefatta. La maggioranza pensa di farcela – a fare cosa non […]

Madonna, le ortensie e l’occasione persa

BUUUUUUUUU! Non mi piace, altro che genialata. Ricapitoliamo: Madonna partecipa al Festival del Cinema di Venezia e, tra le altre cose, fa dichiarazioni tutt’altro che lusinghiere su Berlusconi (leggete qui), che scatenano un putiferio nel PdL. Ma l’incidente diplomatico di cui parlo è tutt’altro: un fan le porge una grande ortensia, come ovvio gesto d’affetto. […]

l’omo è omo!

Diciamo che capisco che l’omo è omo e che quindi deve dare sfogo ai suoi istinti animali. Capisco,  visto che l’omo è omo,  che questo significhi anche un pò rincoglionirsi ma è mai possibile  che un omo politico possa essere un pò meno omo è un pò più uomo? Mi riferisco a questi tre articoli comparsi oggi su repubblica.it: A) “Quell’uomo mi ha molestato” che parla di Al Gore B) […]

Vai Avanti! Vai Avanti!

Avete notato che mentre l’Italia ha riscoperto la costituzione e gli italiani (tutti) sono diventati esperti dell’art.3 e art.138, i politici (tutti) esortano il nostro Presidente del Consiglio ad andare avanti? E’ strano no?
Io una idea me la sono fatta e ieri sera prima di cena, così per gioco, l’ho pubblicata su FaceBook: «troppa gente gli […]

Gli errori sono sempre gli stessi, le soluzioni anche (cosa voglio da questo blog)

E insomma mi sono reso conto che gira che ti rigira si fanno sempre gli stessi errori, e anche questo blog è partito con la stessa piega sbagliata del mio primo (In che senso?). In breve: mi stavo prendendo troppo sul serio, e su un blog non è davvero il caso poichè questi hanno bisogno di nutrirsi del personale, del vissuto di chi li scrive, anche e forse soprattutto quando non parlano mai davvero di chi li scrive. Intendiamoci, questo non sarà mai il mio diario nè racconterà mai i miei tormenti adolescenziali (anche perchè ho 25 anni), ma non deve nemmeno essere una brutta copia di una rivista o di un giornale. Qui, d’ora in poi, ci troverete un ragazzo e (spero) futuro dottorando simpatico che alterna lunghi pezzi “accademici” (ma il meno legnosi possibile, e magari un po’ spiritosi se ci si riesce) di storia della scienza o divulgazione a raccontini, battute, segnalazioni conditi della parte pubblica della mia vita. Ed è così che si scrive un blog, credo (un anno di esperienza a scrivere di politica e attualità, perlomeno, mi dice che è una strategia che piace al lettore e rende più leggero lo scrivere al blogger).

Altrimenti, vi esorto a scrivere nei commenti una frase in dialetto trentino che esemplifica la situazione: “valà valà, vei zò da figher!” (“valà valà, vieno giù dal fico”).

p.s. Visto che, come ho scritto nell’ultimo post, l’Estate è tempo di repliche vi riporto anche un vecchio pezzo che scrissi un anno e qualche mese fa, quando mi resi conto di quello di cui mi sono reso conto oggi; è lungo, non leggetelo se avete di meglio da fare.

Accosta un attimo

Magari qualcuno si aspetta che io mi metta a parlare della manifestazione di Roma, considerato che come un po’ si temeva è stata buttata in caciara sul finire da Grillo. Nemmeno troppo dai, lui e la Guzzanti hanno usato parole un po’ forti, ma importa davvero qualcosa? c’era tanta gente (e questo è positivo), sul palco c’è stato spazio per tutti e non credo dovrebbe importare se qualcuno ha alzato il tono un po’ oltre la buona educazione, io per esempio mi sono un po’ stufato di essere educato (ma poi di fronte a una folla, e alla mamma davanti alla televisione, tornerei un ragazzo a modo non crediate). Ad ogni modo io a Roma non c’ero (gli ultimi esami mi trattengono a Bologna) e di farvi il commentino di quello che si legge in giro, stasera, non mi va.

Oggi volevo scrivere un po’ di questo blog, che circa tre mesi fa ho cominciato ad aggiornare con costanza nonostante la pagina fosse stata creata già qualche mese prima (c’erano un paio di post di prova, ora cancellati). Volevo, ma mi sono reso conto che sarebbe a) noioso per voi b) noioso per me c) Franco d) in controtendenza rispetto a come ho deciso di impostare il blog, e lì per lì non mi sembrava più il caso, finchè non mi sono reso conto di starmi prendendo troppo sul serio. Non so voi, ma a me l’idea di prendermi troppo sul serio (checché ne dica il mio coinquilino, che mi ha esortato a prendere questo blog perlappunto maggiormente sul serio) non piace per niente, sarà per via delle mie origini trentine ma mi sembra di sentire qualcuno che mi urla dietro “vèi zò dal figher!” (“vieni giù dal fico”, per chi non capisse), riportandomi coi piedi ben saldati al terreno. E quindi, ricapitolando, devo parlare del blog. Credo.

Divagazione n.1

Voi ve lo ricordate quando sono usciti i primi blog? ecco, bravi, io no. Ricordo vagamente che mentre a casa mia arrivava l’adsl flat (e finivano le bollette salatissime del 56k) qualcuno ogni tanto tirava fuori questa storia che c’erano i famosi blogger, gente scaltrissima che faceva tremare tutti nelle direzioni dei Grandi Giornali (in Trentino no, se vai da un trentino e gli dici che ci sta gente scaltra che fa tremare i Grandi Giornali quello ti lancia lo sguardo che si riserva ai pazzi e poi riprende a leggere l'”Adige”), ma non si sapeva bene chi fossero, o perlomeno io e i miei amici eravamo troppo occupati a passare da Napster a WinMx, da WinMx a Kazaa e da Kazaa a eMule per preoccuparcene. La rete allora era solo una grande banca dati, e io non avevo ancora la fame di informazioni che mi sarebbe venuta dopo.

Crescendo e passando di classe in classe cominciavo a diventare più colto, i miei voti salivano (non di tanto) ed essendo da sempre portato per le materie umanistiche (anche se con un professore di Scienze che non avesse fatto per buona parte Chimica forse sarei finito a Biologia) saliva in me anche la voglia di scrivere e di tenere uno dei famosi blog (che nel frattempo erano sempre più famosi, parlo del 2002-2003 circa). Il problema però era (è?) che mi mancavano sia gli argomenti sia la capacità di scrivere in maniera piacevole da leggere, e capirete che non sono due cose da niente, perciò il progetto naufragò…una mezza dozzina di volte. Eppure sembrava così facile per gli altri blogger! loro si mettevano alla tastiera e raccontavano le loro vite, apparentemente così interessanti ma a guardar bene molto ordinarie, e io che avevo una vita scoppiettante (a paragone di alcuni di loro, perlomeno), non riuscivo ad aprirmi o a scrivere qualcosa. Più tardi trovai uno sfogo per la voglia di scrivere (un gioco di ruolo testuale on line che mi tenne occupato quasi 3 anni, più un paio di forum connessi, ma è un’altra storia), ma questa cosa del blog che non riuscivo a scrivere mi rimase dentro, come quelle vesciche che si formano in bocca: a un certo punto ti dimentichi di averle, ma prima o poi la lingua ci passa sopra ricordandoti il fastidio che provocano.

Intermezzo

C’è da dire che ho cominciato a seguire seriamente alcuni blog solo da qualche mese, ovvero da quando ho cominciato a seguire quello di un mio ormai ex coinquilino, riscoprendo sia il piacere un po’ morboso di entrare per un poco nella vita degli altri in loro assenza sia quello di crearsi il proprio bar raccogliendo qua e là qualche fonte di dati e opinioni. E poi in tutto questo tempo (i 3 anni di prima) sono cresciuto, ho cominciato a diventare più consapevole del mondo in cui vivo e per il quale posso lottare, ho cominciato e ormai quasi finito l’università. Era forse così banale il problema? mi bastava accumulare qualche nozione e affinare un poco il senso critico? non lo so, ma ha funzionato.

Divagazione n.2

La colpa è di Berlusconi. Voglio dire, da quello che ho capito c’è una generazione che più o meno lo odia, gli attuali trentenni, una che più o meno lo ama, i ragazzini d’oggi, e io sto nel mezzo. Non nel senso che non lo odi, anche se forse lo faccio un po’ più freddamente, ma nel senso che il rapporto che la mia generazione ha con Berlusconi mi è sempre sembrato più complicato. Credo non ci pensi mai nessuno, ma la mia è la prima generazione che ha avuto sempre davanti Berlusconi e che in qualche maniera è cresciuta con lui, ma allo stesso tempo l’ultima che ha ha un vivo ricordo di Mani Pulite e delle monetine a Craxi, della Democrazia Cristiana universalmente riconosciuta come ladra e mafiosa (oggi tira aria di riabilitazione) e con un po’ di sforzo anche della caduta del Muro. In qualche maniera noi abbiamo sempre saputo che Berlusconi è un’anomalia, ma spesso ci sembra un’anomalia tutto sommato inevitabile, è un rapporto strano, che per molti non si risolverà mai in un giudizio vero e proprio.

Cresciuto in un ambiente un po’ ovattato, la mia presa di coscienza politica è avvenuta a scoppio ritardato e alla fine gira che ti rigira sempre perchè Berlusconi stava davvero esagerando, forse un po’ lo dovete ringraziare se vi piace questo blog (ma non fatelo con troppa convinzione). Col tempo ho studiato anche un po’ di teoria politica, e sono arrivato al punto da comprarmi storie del pensiero politico come quella di Chevalier per il solo fatto di averla trovata a metà prezzo (e non costa poco nemmeno scontata), oltre a volumi e volumi di storia e di attualità. Forse sto pure cominciando a entrare nell’età dell’attivismo, vedremo, sarebbe quasi ora. Insomma, da un’entrata nel “mondo degli argomenti da grandi” impulsiva, dettata dal midollo spinale, ora riesco pure a sostenere conversazioni interessanti, credo.

Cosa dovrebbe uscire da tutto ciò?

Confesso che mi sono un po’ perso, dov’ero rimasto? ah si, cosa vuole questo blog dal mondo (o più semplicemente da me). Beh, alla fine mi sono reso conto che non erano le nozioni e la capacità di scrivere a mancarmi, o mancavano ma non era importante perchè quello che mancava era la voglia di mettere la propria vita in rete. Me ne sono reso conto, perlappunto, quando mi sono fermato la prima volta che volevo parlare del blog (e quindi di me), ed è per questo che alla fine mi sono sforzato di fare oggi quello che non sono mai riuscito a fare, forse in una maniera che non avevo mai provato. Fateci caso, questo post parla di me ma non sembra davvero importante, e questo perchè ha anche altro da dire, dietro quella patina personale che sembra avvolgerlo. Per questo credo supererò il “complesso” che finora mi aveva fatto scrivere come se fossi un giornalista stipendiato da qualche testata un po’ faceta, e comincerò a metterci anche un po’ di me in questo blog. Anche per umanizzare una pagina che ha il difetto di sembrare, a volte, un po’ “artefatta”, freddina e forse un po’ legnosa.

Dove voglio arrivare? da nessuna parte in particolare, ma credo che aumentare gli accessi sia sempre piacevole, soprattutto per chi scrive pezzi destinati, idealmente, a essere letti da altre persone. Per questo, forse, ultimamente mi sta prendendo la sindrome da blogger novellino. Ma passerà, passano sempre queste manie, l’importante è che io non perda la voglia di scrivere, perché quello serve soprattutto a me per mettere in ordine i pensieri e costringermi a riflettere su quello che accade, racimolando pazientemente i dati necessari a inventarsi una spiegazione soddisfacente. Ed è una cosa che viene meglio se si ha anche un pubblico, reale o immaginario, da soddisfare.

post scriptum

Siete arrivati fino in fondo? secondo il contatore sono 8524 caratteri, complimenti! io, per esempio, non ho voglia di ricontrollare quello che ho scritto.

PDL-Lega, braccio di ferro in periferia come prova generale?

Un dato singolare di questa tornata elettorale al Nord è la reciproca autonomia di base tra Lega e PDL. A livello nazionale non si fa menzione di questo fenomeno che in altre condizioni qualcuno avrebbe etichettato come “spaccatura”. Però la domanda viene da porsela: perché le due formazioni si sono presentate spesso separate, favorendo peraltro […]

Il gossip su Berlusconi? Un produzione Mediaset!

Vorrei spendere solo due parole sulla questione che sembra catalizzare l’attenzione di tutti a livello politico, che poi di politico non ha niente. Ovvero, l’affaire del nostro premier con Noemi Letizia.

Come giustamente afferma questo articolo, ma se ne sono accorti in tanti, è che «l’appassionante soap opera (?) sta tuttavia “aiutando” il premier a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica su temi ben piu scottanti».

Io non so chi aiuta effettivamente, ma sta di fatto che i giornali non parlano di altro. E Berlusconi se ne lamenta pure. Il problema è che lui non può lamentarsi dell’attenzione rivolta dalla gente a queste sciocchezze irrilevanti sul piano politico, per il semplice fatto che è lui ad aver educato il suo pubblico a questo. Non è forse su Mediaset che va in onda Beautiful? Non è forse sempre sulle sue reti che si mostra quello che succede nella casa del Grande Fratello? E ancora è su Rete4 che si mostra nel suo splendore Emilio Fede (che non fa direttamente gossip, ma certamente non educa all’osservazione critica ed analitica dei fatti)!

Io sono contrario a questo gossip. Ma che lo sia il “nostro Silvio” è veramente ipocrita. Una produzione Mediaset.

I soliti giornali comunisti

Uno scandalo che non riguarda più solo gli italiani, ma anche i paesi partner dell’Italia, nell’Unione Europea, nella Nato, nel G8 che l’Italia si prepara ad ospitare. E’ questo il severo giudizio di un editoriale del Times di Londra sulla vicenda che ruota da settimane attorno a Silvio Berlusconi, al…

Notizie della settimana

Il premier: “Non ho avuto rapporti piccanti con Noemi. Mills può testimoniare”. (Nicola Franceschi)Berlusconi di nuovo a L’Aquila:”Per sfollati pensiamo a crociere.” Bertolaso: “Allerta maremoti”. Gli sfollati: “Ecchecazzo!” (Pietro Gimelli)Carfagna: “Si accaniscono sul premier quando in aula c’è di tutto. A cominciare da me” (Maurizio Delnegro)Il Papa “Occorre riportare le nuove generazioni ai

Tra Noemi e Papi dove stanno i sindaci?!?

Neanche dieci giorni alle elezioni e del rinnovo delle amministrazioni in 4mila comuni non parla nessuno. Con l’eccezione della stampa locale che dedica un po’ di attenzione alle competizioni dei comuni del territorio, i media non trattano di un evento decisivo per la qualità della vita quotidiana: la scelta del primo cittadino.
E poi ci si […]

Come il Financial Times vede Berlusconi

Berlusconi «è un pericolo, in primo luogo per l’Italia, e un esempio malefico per tutti». Lo scrive oggi il Financial Times in un editoriale dal titolo «L’influenza funesta degli amici Burleschi», un calembour che gioca sull’assonanza tra Berlusconi e l’aggettivo «burlesco». «Il fascismo non è il futuro probabile dell’Italia», scrive il quotidiano britannico. «Chiaramente Berlusconi non è