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Timelapse Mac + SofortBild + ffmpeg + image magick + Nikon D90

Finalmente sono riuscito a trovare un modo facile e veloce per fare il timelapse senza spendere una lira di software strambi.

 

Per chi ha un Mac OSX, si scarichi ed installi SofortBild (ne ho già parlato), si installi ffmpeg, si installi image-magick (che dovrebbe essere già presente a dir la verità)

L’installazione di ffmpeg è un po’ macchinosa, ma basta seguire alla lettere quanto indicato da

http://stephenjungels.com/jungels.net/articles/ffmpeg-howto.html

 Una volta che tutte le immagini saranno in una cartella ad esempio ~/Immagini , allora si deve creare un file make_time_lapse.sh

vi make_time_lapse.sh

e copiarci dentro il seguente contenuto:


# /bin/sh
## SCRIPT PER FARE UN TIMELAPSE A PARTIRE DA N IMMAGINI PRESENTI IN UNA DIRECTORY

mkdir ${1}resized;
COUNTER=0;
echo “Converting images to resized 1024x Quality 85%…”
for f in `ls ${1}/*.jpg`;
    do
    convert -resize 1024x -quality 85 $f ${1}resized/image${COUNTER}.jpg;
    let COUNTER=COUNTER+1;
    echo “Image converted $COUNTER /`ls ${1}/*.jpg | wc -l`”
done

cd ${1}resized;
echo “NOW CONVERTING IMAGES TO VIDEO: filename timelapse.mpg”
ffmpeg -f image2 -s 1024×768 -b 3000k -i image%d.jpg timelapse.mp4
mv timelapse.mpg ../
rm -r resized/
echo “DONE”

Salvare ed uscire. Dopo avere creato il file rendiamolo eseguibile:

chmod +x make_time_lapse.sh

ed infine lanciamolo, indicando come argomento la cartella nella quale sono presenti le nostre fotografie:

./make_time_lapse.sh /Users/nomeutente/Immagini/

questo script crea una nuova cartella resized in cui mette le fotografie diminuite di risoluzione a 1024×768 con qualità 85 formato jpg, dopodichè su queste lancia ffmpeg per creare un filmato timelapse.mpg, dovrebbe dare anche una sorta di percentuale d’avanzamento.

Chiaramente i parametri si possono cambiare, ma questa è una impostazione abbastanza buona per creare dei filmati decenti.

 

Fatemi sapere come è andata!

Il mio primo video di time-lapse l’ho messo su youtube:

 

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://carlonicolini.altervista.org/index.php/timelapse-mac-sofortbild-ffmpeg-image-magick-nikon-d90.html

Meditazioni mediterranee (3)

Guardo attonito il teatro di Segesta. Posto in cima a una collina, con un angolo di mare come sfondo e uno studio delle correnti d’aria per cui i 4000 spettatori potessero sentire bene. Ma che gente era questa che costruisce templi e teatri, che pensa al trascendentale e alla cultura?…

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://blog.gigitaly.it/2009/09/meditazioni-mediterranee-3.html

ALLARME FORTI TEMPORALI PER VENERDI’ 19 GIUGNO

DA METEOSVIZZERA:
AGGIORNAMENTO SUL PERICOLO METEOROLOGICO EMESSO VENERDÌ 19 GIUGNO 2009 ORE 09:20
METEOROLOGI: ZANINI GIOVANNELLA
SUPPORTO METEOROLOGICO SPECIALIZZATO FENOMENI TEMPORALESCHI INTENSI: MALASPINA R.————————————————-
TIPO PERICOLO: TEMPORALI VIOLENTI
DURATA PREVISTA: TICINO, ALTA LOMBARDIA 14:00-19:00
LOMBARDIA CENTROEST 16:00-24:00
GRADO DI PERICOLO: MEDIO SU ALTA LOMBARDIA E TICINO,
FORTE SU LOMBARDIA CENTRO ORIENTALE.
ANALISI: Un robusto fronte freddo valica le Alpi nel pomeriggio raggiungendo il versante sudalpino dove ristagna aria molto calda e umida che verrà rapidamente sostituita da aria nettamente più fredda. In particolare la pianura padana centro-orientale si presenta colma di energia temporalesca che verrà riattivata con l’entrata del fronte. Alcune cellule temporalesche sulla pianura padana potranno spingersi fin verso i 12500/13000 metri di quota provocando correnti discendenti molto accentutate con rischio di trombe d’aria e grandinate anche importanti.
DETTAGLI TICINO E ALTA LOMBARDIA: Nuvolosità variabile a tratti estesa con ancora schiarite soleggiate, afoso. Nel pomeriggio nubi in addensamento e soprattutto nella parte centrale del pomeriggio sviluppi temporaleschi localmente forti ma piuttosto rapidi, già dal tardo pomeriggio o verso sera tende a migliorare con ingresso del vento da Nord irregolare e fresco. I temporali potranno essere accompagnati soprattutto da forti raffiche di vento anche superiori a 70 km/h e locali veloci grandinate soprattutto sul mendrisiotto e zone limitrofe di Varesotto e Comasco.Quantitativi di pioggia molto irregolari.
DETTAGLI CENTROEST LOMBARDIA: Ancora lunghi tratti soleggiati questa mattina con clima pesante ed afoso. Nel pomeriggio, probabilmente nella seconda parte, sviluppo di temporali violenti che dall’alta lombardia si spingeranno verso Sud e sudest. Attenzione i temoprali potranno essere accompagnati da importanti raffiche con elevato rischio di grandine. Nel corso della serata/prima parte della notte i fenomeni si spostano ulteriormetne verso Est/sudest interessando ancora soprattutto la lombardia sudorientale. Quantitativi localmente a superare i 50 mm piuttosto rapidamente.
ACHTUNG: HEUTE NACHMITTAG AUKOMMENDE TEILS HEFTIGE GEWITTER ZUERST IM TESSIN UND NORDWESTEN LOMBARDEI, DANN AUCH RICHTUNG ZENTRAL UND OSTLICHE LOMBARDEI. DABEI STURMBÖEN MÖGLICH UND HAGELSCHLAG. GEGEN ABEND IM TESSIN, VARESE, COMO WETTERBESSERUNG MIT NORDWINDTENDENZ. IN MAILAND UND GEGEN OSTEN WEITERE KRAFTIGE GEWITTERN.
ULTERIORI OSSERVAZIONI: SITUAZIONE POTENZIALMENTE MOLTO PERICOLOSA SULLA LOMBARDIA CENTRO-ORIENTALE CON RISCHIO ELEVATO DI GRANDINE ANCHE DI MEDIA O GROSSA DIMENSIONE E RAFFICHE DI VENTO LOCALMENTE CHE POTREBBERO SUPERARE I 100 KM/H ( SOTTOFORMA DI TROMBE D’ARIA )INVITIAMO PERTANTO L’UTENZA A VOLER LIMITARE SE POSSIBILE GLI SPOSTAMENTI NELLE FASCE ORARIE PREVISTE. NON SOSTARE DAVANTI A FIUMI E NON ADDENTRARSI PER NESSUN MOTIVO NELLE ZONE BOSCHIVE.NO NAVIGAZIONE NEI LAGHI E NO VOLO A VELO

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://gardapanorama.blogspot.com/2009/06/allarme-forti-temporali-per-venerdi-19.html

30/10/2008 – Bologna che manifesta, polizia che prova a guastare la festa

Cerco il più possibile di fare fredda cronaca, ovviamente con qualche concessione alla leggibilità, le impressioni più generali un’altra volta (è già abbastanza lungo così).

Più di quarantamila, non mi interessa cosa può dire la questura, e alla fine della giornata molti sorrisi stanchi, tanta soddisfazione e qualche chiacchiera incredula: “son qui da 11 anni e non ho mai visto una manifestazione simile” sento dire a uno degli ultimi rimasti fino in fondo. E se dopo più di 7 ore rimangono solo gli studenti universitari, la vera bella notizia della giornata è la larga e trasversale partecipazione di tutto il mondo studentesco bolognese alla lunga camminata contro le iniziative sfascia-scuola di questo governo (e dire se sia colpa della Gelmini, di Tremonti, di Berlusconi o di Confindustria ha forse poco senso, al di fuori degli slogan).

Si parte presto la mattina in Piazza Nettuno, e chi arriva tra i primi vede crescere il corteo gruppo dopo gruppo, lo vede prendere dimensioni sempre maggiori finchè non stropiccia gli occhi chiedendosi se per caso per non far tardi non abbia dormito troppo poco. E’ un corteo immenso quello che infila via Indipendenza, e come se non bastasse gli studenti di Veterinaria vi si aggiungono qualche minuto dopo, tanto per rincarare la dose agli increduli e far lavorare sodo i numerosi fotografi e giornalisti. Potrei raccontare ancora di questo biscione eterogeneo e colorato che pacifico ma rumoroso si è snodato per la città per raccontare storie di scuola minacciata e far sentire alla popolazione l’urgenza del caso, ma ho avuto da fare un paio d’ore e mi sono perso la festa, tornando però giusto in tempo per vedere chi la voleva guastare (e non ci è riuscito, per fortuna).

Antefatto: sin dalla mattina un nucleo dei carabinieri stazionava nei dintorni di porta Castiglione, nucleo a cui si è aggiunta la polizia quando il corteo ha cominciato ad avvicinarsi (da quello che ho capito la polizia fin lì ha seguito il corteo) col timore peraltro infondato che una parte dei manifestanti si dirigesse verso il vicino Cafè Pound, luogo di ritrovo dei giovani di destra. Ora, quando il corteo, che aveva in testa gli studenti universitari e solo dietro i ragazzi dei licei, delle scuole medie eccetera, ha raggiunto l’aula santa Lucia di Scienze Politiche (quella ricavata da una chiesa sconsacrata, per intenderci), la polizia si è disposta in maniera da bloccare la strada dove alcuni lavori in corso sulla sinistra formavano una strettoia. Per vedere meglio mi sono arrampicato su un impalcatura (e ho poi chiesto ai vari ragazzi che guidavano oggi il corteo), e lo svolgimento dei fatti è stato questo: dapprima si è fermato il corteo e si sono inviati dei rappresentanti a “trattare”, ovvero a far presente che si voleva semplicemente proseguire a sinistra in via Cartoleria (e il cafè Pound non era quindi un obiettivo), e per qualche motivo la discussione non ha portato a niente per un po’ (non capisco davvero il perchè, mi fa sospettare che la polizia cercasse lo scontro, e probabilmente ci prendo) e la folla ha cominciato a rumoreggiare. Come spesso capita, un movimento improvviso della massa di persone dietro di loro ha spinto qualche rappresentante a contatto con i poliziotti, e subito si è scatenata la reazione violenta: per qualche lungo istante (sembra incredibile quanto possa durare un mezzo minuto) è sembrato che tutto dovesse degenerare, con poliziotti che manganellavano convinti, qualche sporadica reazione di alcuni studenti (saranno volate due-tre bottiglie a far tanto) e i carabinieri che cominciavano solerti ad infilarsi tra i poliziotti. Fortunatamente, la presenza di spirito degli studenti ha evitato che la situazione degenerasse, e nonostante il gruppo di carabinieri si sia poi piazzato all’imbocco di una via laterale pronto a tagliare fuori la testa del corteo se si fossero presentati casini, si è riusciti a imboccare tutti quanti via Cartoleria quando finalmente ci hanno fatto passare una quindicina di minuti dopo. Qualche contuso, molto spavento ma in fondo poteva andare peggio, e sicuramente si è dimostrata la natura pacifica (per quanto incazzata) di questo movimento.

Superata la trappola si raggiunge in fretta la sede bolognese di Confindustria all’incrocio tra via Santo Stefano e via Dante, e li ci si ferma per un lungo discorso a più voci. Giungono notizie incredibili da Roma e Milano: Piazza Affari e il Parlamento assediati da un coro festante di studenti e professori d’ogni età, centinaia di migliaia di persone lì a far sentire la loro voce come noi abbiamo fatto sentire la nostra oggi; ma la più grande soddisfazione è per aver passato tutti assieme la mattinata, senza farci dividere da chi ha provato a usare i soliti vecchi trucchi. Comincia anche a piovigginare, e se pur si riprende fino a raggiungere i viali l’idea è di chiudere la manifestazione a Porta Maggiore (che comunque credevo si chiamasse porta San Mamolo) dopo aver bloccato il traffico per un po’. Nel frattempo i più giovani se ne tornano pian piano a casa, considerato tralaltro che la manifestazione era programmata fin qui, e gli universitari sono praticamente i soli a resistere sotto la gelida pioggia che ormai cade copiosa, una bella giornata che si conclude forse presto, ma sicuramente bene per molti. Però…

…c’è un però: complice forse il clima che si mette inaspettatamente al bello, o la gran massa di gente che comunque rimane e non da segni di stanchezza, la manifestazione continua e si dirige verso la stazione. Ormai i cori e gli striscioni sono queli universitari, contro i tagli e contro le baronie che appestano un sistema universitario tra i peggiori del mondo (con qualche deriva sull’autoformazione, che suona un po’ sessantottina ma suggestiva), e la voglia è quella di osare, di provare a bloccare nuovamente i treni come qualche giorno fa. In apprensione un po’ per l’immagine del corteo, un po’ per l’incolumità di tanti ragazzi (tra i quali c’ero pur sempre anch’io) ho parlato con gli organizzatori, che ancora non avevano ben deciso se valeva la pena di forzare l’inevitabile blocco della polizia; una corsa in stazione per dare un’occhiata e i numeri che ho riportato (3 camionette della polizia per una cinquantina di poliziotti, più alcuni carabinieri pronti vicino al comando accanto alla polizia) sembrano aver fatto decidere definitivamente per la soluzione più cauta: arrivare di fronte alle forze dell’ordine e rimanere lì, senza cercare lo scontro.

Un poco alla volta ci si avvicina e, chi sedendosi chi rimanendo in piedi, si gridano ai poliziotti i propri cori e le proprie idee, si parla ancora e ci si racconta quello che è successo oggi, e quello che continuerà a succedere domani e dopodomani e i giorni dopo ancora. Qualcuno tra la folla vorrebbe portare avanti la prima idea di sfondare, ma un poco alla volta tutti capiscono che oggi non si può, e si rischia solo di compromettere tutto quello che di bello è stato costruito. Ci vuole un po’ per far muovere tutti (circa 3000-4000 studenti universitari), ma dopo un lungo stazionamento ci si incammina un poco alla volta verso la strada, per fermarsi però poco dopo all’incrocio del ponte a bloccare il traffico. Sarà stata la stanchezza a suggerire quest’idea, ma passa una ventina di minuti prima che ci si alzi e si riprenda il cammino (anche se mi è giunta poi voce che una parte degli studenti abbia deciso di non seguire gli organizzatori e di rimanere li per un bel po’ ancora) in direzione di Piazza Maggiore, dove è invece sicuramente la stanchezza a ispirare la chiusura della manifestazione. Non servono più discorsi, ora c’è solo la voglia di tornare alle proprie vite e riposare in vista dei prossimi impegni.

p.s. io Grillo non l’ho visto.

Se vuoi leggere l’articolo originale, copia questo link:
http://paguropagano.blogspot.com/2008/10/30102008-bologna-che-manifesta-polizia.html

Escursione al monte Civetta

Intorpidito dal clima vacanziero, ho posposto di parecchio la stesura di una breve descrizione del mio ultimo giro in montagna. Giovedì torno da Bolzano e come accordato chiamo il Giò per organizzare il weekend, allora ci troviamo subito prima di cena e vediamo un percorso sul monte Civetta in provincia di Belluno. Sistemati i dettagli ci accordiamo per la partenza l’indomani subito dopo pranzo.

Partiti dopo un veloce rifornimento al supermercato dei pasti al sacco (Insalatissime Rio Mare, Simmenthal, barrette di cereali e cioccolato, frutta…) prendiamo una strada sbagliata a Longarone, così dopo 15 min torniamo indietro e chiediamo indicazioni al primo signore che troviamo sul marciapiede per individuare la via che sale per Zoldo Alto. E a chi chiediamo? Probabilmente all’unico muto del paese, ma non abbiamo problemi a interpretare i suoi gesti e infatti arriviamo al camping Palafavera dove parcheggiamo l’auto.

Dato l’errore di percorso siamo arrivati su un po’ in ritardo. Non dico che stesse già facendo buio, ma dopo le 18 in montagna non c’è più il sole del mezzogiorno e la temperatura già era scesa a 16 gradi. E così siamo partiti di ottima lena bruciando i tempi indicati dai cartelli che seguivamo.

A metà strada, coerentemente alle previsioni meteo, ci inghiottisce la nebbia, poi inizia a piovigginare, il tutto condito di freddo e vento. Gli incentivi ad accelerare il passo non mancavano, se non fosse che eravamo già al massimo. Alla fine comunque siamo arrivati bagnati e affaticati al rifugio Sonnino al Coldai, 600 m sopra Palafavera, dove mangiamo qualcosa, in parte preso lì, in parte dai nostri zaini e ci accorgiamo che il contante è davvero scarso e visto che il bancomat a 2132 m non esiste, prima di organizzare la seconda notte al Vazzoler, telefoniamo al rifugio e neanche lì si accetta carta di credito o altro.

Dunque decidiamo di coricarci a letto e decidere in base al tempo del giorno dopo il da farsi. La notte iniziata tardi a causa del vociare dei vicini di stanza, finisce resto per via del russare di uno dei nostri due compagni di camerata. Alle 6 decidiamo di preparaci e scendiamo a colazione. Fuori dalle finestre non solo è ancora brutto il tempo, ma di tanto in tanto, intravedendo la cime del Pelmo, ci siamo accorti che quella che a 2000 metri è pioggia, a 3000 è neve e l’idea di una ferrata con vento, freddo e neve non ci piaceva molto.

Accompagnati dal nevischio di bassa quota arriviamo all’attacco della ferrata, giusto per salutarla e poi scendiamo a Pecol per poi risalire fino a Palafavera. Chiaramente a metà discesa è uscito il sole, ma il Civetta rimaneva avvolto nel bianco e quindi era impensabile tornare su.

Prima di Palafavera però siamo saliti per un pezzo riallacciandoci al percorso del giorno prima per poi scendere il pendio lungo un prato bello ripido, che di’inverno sarebbe stata una bella pista rossa passando sotto alla seggiovia. Non vi dico le caviglie.

Piccola pausa e poi via in macchina per 274 km fino a Desenzano. La ferrata sarà per l’anno prossimo.

Nella prima foto il m. Pelmo. Nella seconda eccomi in una ben’occultata pubblicità per le Insalatissime Rio Mare.

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http://danielcolm.blogspot.com/2008/08/escursione-al-monte-civetta.html

Grazie trenitalia!

Scrivo questo post dal cuore, per ringraziare ciò che rende la mia vita elettrizzante e imprevedibile; una vera e propria vita spericolata come quella che canta Vasco Rossi.
Andiamo con ordine:
Stamattina avevo l’esame di analisi alle 10 a Brescia. Per arrivare in anticipo senza rischiare ritardi ho deciso di prendere l’intercity delle 8,45. Tra 15 minuti di treno e circa 20 di pullman avevo calcolato di arrivare in università non oltre le 9,30.
Era tutto troppo semplice, troppo monotono, troppo piatto. Per fortuna c’è trenitalia che pensa a noi pendolari: 50 minuti di ritardo!!! cinquanta, cinque-zero, minuti! 3000 secondi! 0,83 ore!
Così la calma che doveva contraddistinguere il mio viaggio si è traformata in una corsa: il pullman non arrivava più, e sono arrivato in aula alle 10 e 10, quando erano tutti già seduti.
Per fortuna sono riuscito a fare l’esame…
Meno male che c’è trenitalia!!!!
P.s. leggete la voce trenitalia sulla Nonciclopedia

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300000 euro per un orologio

Ma a cosa serve un orologio che segna se è giorno oppure notte? Non basta guardare fuori dalla finestra?

Ma soprattutto perchè deve costare 300000 euro?!

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http://giuliotaglia.blogspot.com/2008/04/300000-euro-per-un-orologio.html