su per le grù che noi andremo…

foto: l‘Eco di Bergamo.it

Nei cortissimi giorni di vacanza sono riuscito pure a leggere il giornale. Una grande conquista.

Praticamente l’unico ad acquistare l’Unità nel vilaggio turistico di San Vincenzo (LI), dove ho trascorso dei magnifici giorni, ho dedicato la mia attenzione ai temi di questa estate calda: Innse e Cagate della Lega.

La Innse è una fabbrica che produce, ha ordinativi, è sana ma però deve chiuduere per "strategie" aziendali. Cinquanta operai per strada senza spiegazioni, cinquanta famiglie dal futuro incerto. Si discute per mesi ma niente da fare. Allora cinque disperati salgono su un carroponte e li ci stanno per giorni. Ed inizia la protesta. Ma ancora niente.

La stampa, tra cui La Repubblica, si interrogano sulle modalità "antiche" e superate portate avanti dagli operai della Innse. Le grandi menti dicono che così non va bene. Dicono che bisogna sganciarsi dalle vecchie logiche di contrapposizione di classe e che bisogna innovarsi anche nella forma di protesta.

La protesta però continua anche se le speranza scemano.

Poi arriva Attilio Camozzi. Attilio Camozzi, bergamasco di nascita (a Villongo nel 1937), bresciano d’adozione, tornitore fino ai 29 anni ed ex sindacalista della Fiom, oggi a capo dell’omonimo gruppo internazionale da oltre 300 milioni di fatturato.

Il Cavaliere (perchè questo lo è veramente) decide di acquistare la Innse e salvare tutti i posti di lavoro.

Perchè lo fa?

Io credo che abbia deciso di farlo perchè ha capito una cosa fondamentale: la protesta non era per difendere il posto di lavoro, ma per difendere l’azienda.

Gli operaisono un punto di forza, non debole. Sono stati un esempio di tenacia di senso di appartenenza alla fabbrica, di passione per il lavoro, altrimenti sarebbero andati in vacanza

fonte: APCom

Lui, e forse solo lui, aveva capito che a rischiare la vita i cinque operai non erano andati solo per il proprio stipendio ma soprattutto per l’azienda. Per chi non ha mai lavorato in fabbrica è forse difficile capire l’orgoglio di appartenere ad un gruppo che lavora e crea. Per qualcuno la fabbrica è solo una mucca da mungere e basta.

Dunque da questa vincenda ne escono fuori vincitori gli operai della Innse, il Cavaliere Camozzi (e tutta quella imprenditoria sana che grazie a Dio esiste ancora in Italia). Ne vegnono fuori a pezzi coloro che hanno criticato la forma di protesta (grandi professoroni!!!), i partiti ed i sindacati praticamente assenti.

Ma quelli che volevano chiudere la Innse?

 

PS.. delle cagate della lega ne parliamo un’altra volta!

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