Sgarbi, replica al vetriolo a Beccalossi: «Ritiro la candidatura»

Parole di fuoco. E un addio all’ipotesi di correre per la carica di primo cittadino di Sirmione che arriva in meno di 24 ore. Questo il contenuto della nota con cui Vittorio Sgarbi replica in tutta fretta alla presa di posizione di Viviana Beccalossi che ha subito criticato la scelta del critico e parlamentare forzista di scendere in campo per guidare la cittadina cara a Catullo: «Fare il sindaco non è un hobby» è stata la linea della Beccalossi.

La reazione di Sgarbi è di quelle al vetriolo, cui da sempre il noto critico ha abituato l’opinione pubblica. E facendo riferimento alla sua attuale investitura di sindaco di Sutri, nel Viterbese, carica la molla della macchina del fango: «Aggredito da un fascista dichiarato a Sutri, vengo respinto da una fascista semi-pentita, direi mista, a Sirmione». Boom. Parole che lasciano presagire una nuova querela a carico del deputato, che già non fa mistero di contarne molte.

E ancora: «Viviana Beccalossi, nota per avere fatto poco di memorabile, si permette di farmi la predica ignorando gran parte di quello che ho fatto e fingendo di non ricordare le mie innumerevoli iniziative come assessore a Milano. Decide lei che la mia candidatura è inopportuna».

«Non sa, per esempio, – prosegue ancora l’imbufalito critico – che a Sirmione, a me si deve l’accordo Stato-Amministrazione comunale per la gestione della Rocca Scaligera, con piena soddisfazione delle parti, fra cui l’amico ex sindaco Alessandro Mattinzoli e il soprintendente L’Occaso; così come il lancio e le numerose mostre per il MuSa di Salò». Prosegue la nota: «La mia attività di sindaco ha mutato in vasta attività turistica il destino di città come San Severino Marche e Salemi, come stava già accadendo a Sutri, comune ingiustamente sciolto per mafia affinché la mafia potesse continuare la sua attività con i metodi consueti. Mafia di là, fascismo di qua» è la nuova bordata. «Ovunque c’è un fascista che non mi vuole, nonostante il mio dialogo aperto con Giorgia Meloni, e il suo rinnovamento tradito da insoddisfatte come la Beccalossi» prosegue nella sua pesantissima invetriata.

«Sutri non troverà più uno Sgarbi, pronto a raccontarne al mondo la bellezza, come avrei fatto con Sirmione: io non faticherò a trovare comuni che, nell’impegno consentito da questo inerte e passivo Parlamento, potranno volere un sindaco pieno di passione per l’arte e per la bellezza, disponibile a farlo gratis. Gratis. In nome di un Partito della Bellezza, ignoto alla Beccalossi e che in Italia manca» sono le parole con cui Sgarbi ufficializza la sua scelta di non candidarsi più sul Garda.

Non senza un ultimo affondo: «Evidentemente è intollerabile che chi ha fatto di tutto per farsi conoscere, senza riuscirci, mi accusi di utilizzare Sirmione per farmi pubblicità. Io la pubblicità la faccio: ho 2 milioni di follower, e scrivo su innumerevoli giornali, come sono presente in televisione. Non ho bisogno di Sirmione per essere noto. E mi sono proposto per solo amore della Bellezza. Evidentemente la Beccalossi ha un suo candidato nella retorica dell’«amministratore sempre presente e preparato a dare risposte ai problemi del territorio» (triste perversione della lingua). In attesa di conoscerlo per ammirarne il merito e le capacità, ritiro la mia candidatura».

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