Salò: c’è il virus nell’hotel, il sindaco lo chiude

Il virus alberga nell’hotel, il sindaco lo chiude: gestori in isolamento obbligatorio e ospiti confinati nelle rispettive camere. È quanto dispone l’ordinanza firmata dal primo cittadino di Salò, Giampiero Cipani, che stabilisce la «sospensione temporanea del pubblico esercizio albergo Nonna Ebe a titolo di misura precauzionale per il contenimento della diffusione del Covid». «Misura drastica, ma inevitabile», commenta Cipani, che parla di un «caso emblematico delle difficoltà che i Comuni stanno vivendo sul fronte del contenimento del contagio».

La situazione è emersa in seguito ad un sopralluogo del comandante della Polizia Locale, Stefano Traverso, che ha segnalato la «presenza di alcune persone presso il pubblico esercizio, sito in via Calsone, risultate positive, tra le quali vi sono i titolari che risultano posti in quarantena obbligatoria». Si tratta del titolare e della moglie, entrambi posti in quarantena obbligatoria presso l’hotel. Positivi altri quattro componenti del nucleo familiare che gestisce l’hotel. Risultano positivi anche 5 degli 11 ospiti della struttura.

Un vero e proprio focolaio. Inevitabile la decisione del sindaco, che «in via precauzionale e fatte salve ulteriori disposizioni emanate da », vieta ai gestori lo svolgimento «di qualsiasi attività di ricevimento di ulteriori nuovi ospiti disponendo la chiusura dell’albergo; dell’attività di preparazione e somministrazione pasti; di qualsiasi ulteriore attività relativa alla gestione dell’albergo», come ad esempio la pulizia delle camere. Per i gestori l’ordinanza dispone inoltre l’obbligo del «rispetto della misura di isolamento obbligatorio».

Lo stesso vale per gli ospiti risultati positivi, che hanno l’ordine di «attenersi rigorosamente alla misura dell’isolamento rimanendo chiusi nelle proprie stanze», così come per gli ospiti per i quali non è stata accertata la positività. Anche per loro c’è l’obbligo di restare in camera «al fine di evitare qualsiasi contatto con altre persone». Per chi sgarra è prevista una sanzione da 400 a mille euro, «salvo che il fatto non costituisca più grave reato».

Il provvedimento del sindaco stabilisce che l’ufficio servizi sociali del Comune provvederà ad attivare la misura dei pasti al domicilio per gli ospiti dell’albergo. L’ordinanza sarà efficace fino al 14 marzo. Il sindaco Cipani ha ovviamente attivato Ats per gli accertamenti tecnici sanitari necessari.

Superfluo dire che la terza ondata sta sollevando grandi preoccupazioni a Salò, dove alla data dell’8 marzo si contavano 154 positivi, 18 dei quali sono ricoverati in ospedale e 136 in isolamento obbligatorio. Dall’inizio dell’epidemia Salò ha registrato 846 casi di positività, 644 guarigioni e 48 decessi. Numeri che continuano a fare paura.

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