Risposta all’interrogazione sul caso acqua al Consiglio Provinciale

Brescia, 22 settembre 2009

Ai Consiglieri Provinciali:

– Laura Parenza

– Diego Peli – Maurizio Billante – Roberto Cammarata – Fabio Ferraglio – Francesco Maltempi – Antonella Montini – Pier Luigi Mottinelli

 OGGETTO: Risposta all’interrogazione n° 33/2009/I del 30 luglio 2009,   riguardante l’ come fonte di vita e bene primario.

Con riferimento all’interrogazione in oggetto, nel precisare in via preliminare che l’Ente Provincia non è attributario di funzioni dirette in materia di acque potabili, si trasmette la nota del Direttore dell’AATO – Consorzio Autorità d’Ambito della provincia di Brescia, con la quale si forniscono le informazioni richieste, con riserva di fornire ulteriori notizie a seguito dello sviluppo delle attività messe in campo dagli organi competenti.

Cordialità.

Dott. Stefano Dotti

—————————————————————————————————-

Brescia, 22 settembre 2009

 Spett.le

PROVINCIA DI BRESCIA – Area Ambiente

Via Milano 13 – 25126 BRESCIA

Oggetto: Interrogazione n. 33/2009/I relativa alle problematiche del servizio acquedotto nei Comuni di San Felice del Benaco e Marone.

Con riferimento all’oggetto la scrivente Autorità informa che nell’ambito delle funzioni di competenza, come noto relative alla regolamentazione della gestione del servizio idrico e alla programmazione degli interventi infrastrutturali del SII, gli episodi di contaminazione in argomento sono stati oggetto fin dalla prima ora di particolare attenzione seguendone l’evoluzione, fino alla completa risoluzione, attraverso ripetuti contatti con l’Autorità Sanitaria Locale di Brescia e di Salò e il gestore del servizio idrico integrato, la società Garda Uno spa.

Pare opportuno evidenziare in premessa che il servizio idropotabile  è costantemente monitorato sia da parte delle società di gestione sulla base delle disposizioni della normativa vigente, sia dall’ASL territorialmente competente, producendo fino ad oggi raramente divieti all’uso da parte della popolazione.

Relativamente al caso dell’acquedotto di Marone la presenza di alcuni batteri riscontrata dall’ASL (tra i quali clostridium perfringens), è fortunatamente risultata tale da non produrre particolari  patologie o preoccupazione per la salute pubblica, producendo nel breve la revoca dell’ordinanza sindacale di divieto all’uso potabile.

L’eccezionalità del caso riscontrato nel Comune di S. Felice del Benaco, che senza dubbio ha prodotto un impatto socio-economico rilevante anche per la sua risonanza mediatica, merita invece nel seguito una sintesi delle attività condotte nella fase di emergenza e nel periodo successivo alla revoca dell’ordinanza sindacale.

Con il manifestarsi dell’epidemia gastroenterica, identificata per la prima volta il 07 giugno u.s.  limitatamente ad una struttura alberghiera, e la successiva individuazione del pubblico acquedotto come veicolo di trasmissione dell’epidemia da parte dell’ASL,  cui è seguita l’emissione di ordinanza sindacale di divieto all’uso dell’acqua a scopo alimentare, sono state messe immediatamente in atto dal gestore Garda Uno S.p.A. le attività necessarie per la gestione dell’emergenza e il ripristino della funzionalità del servizio acquedotto, sempre di concerto con l’Autorità Sanitaria, tra le quali:

–  disinfezione e bonifica a mezzo di acido peracetico e biossido di cloro delle varie componenti della rete acquedottistica (impianto di trattamento, serbaotio, rete di distribuzione);

 –  ispezione televisiva della presa a lago;

 –  rigenerazione/sostituzione dei filtri dell’impianto di trattamento;

 – distribuzione alla popolazione, alle attività turistiche e di ristorazione di acqua potabile a mezzo di bottiglie, boccioni ed autobotti;

Per tutta la durata dell’emergenza, la cittadinanza è stata costantemente informata, oltre che dai comunicati a mezzo stampa dell’ASL e del Comune, da appositi volantini informativi e cartelli esposti sull’intero territorio comunale.

Con il completamento delle operazioni di bonifica e la verifica analitica sui campioni prelevati lungo la rete di distribuzione, in data 01/07/2009 il Sindaco di S. Felice ha provveduto alla revoca dell’ordinanza di divieto all’uso dell’acqua del pubblico acquedotto.

In attesa delle comunicazioni ufficiali sull’accaduto da parte dell’ASL, già richieste in più occasioni, in data 7 agosto l’AATO ha inviato una nota alla Direzione Generale e al Dipartimento di Prevenzione Medico dell’ASL di Brescia sollecitando l’invio di una relazione conclusiva sulle attività condotte durante l’emergenza idrica e sulle cause all’origine dell’episodio verificatosi nel Comune.

Parallelamente nella stessa data venivano richieste a Garda Uno S.p.A. informazioni e dati finalizzati a verificare le modalità di gestione e di controllo delle infrastrutture connesse con la distribuzione dell’acqua potabile con approvvigionamento da lago, estendendo quindi la richiesta anche agli acquedotti dei Comuni di Moniga, Manerba, Desenzano e Sirmione.

 Nello specifico venivano richieste:

 1)     la modalità e la frequenza dei controlli presso le opere di derivazione, gli impianti di potabilizzazione e i serbatoi;

2)     l’elenco delle operazioni di routine svolte presso le componenti degli impianti di acquedotto sopra citate, specificando il numero di tecnici impegnati per tali controlli, nonché le qualifiche degli stessi;

3)     la frequenza delle analisi sui campioni di acqua grezza in ingresso agli impianti di trattamento e dell’acqua immessa in rete;

4)     il funzionamento del telecontrollo, dettagliando i parametri monitorati e le modalità di avviso per segnalare i malfunzionamenti, nonché i tempi previsti per risolvere le emergenze;

5)     le modalità di manutenzione e controllo di tutte le prese a lago gestite;

6)     eventuali servizi di controllo svolti da terzi.

In data 11 agosto perveniva la nota di riscontro da parte di ASL contenente le disposizioni impiantistiche impartite al gestore a seguito delle risultanze delle verifiche ispettive condotte.

Si tratta di prescrizioni di carattere igienico sanitario e di adeguamento strutturale delle opere di derivazione e dell’impianto di potabilizzazione che di seguito si dettagliano: 

1)            sostituzione delle masse filtranti presso l’impianto di potabilizzazione di via Zublino;

2)            integrazione del processo di filtrazione con carbone attivo granulare;

3)            sostituzione della succhieruola della presa lago con materiale in acciaio inox;

4)            impermeabilizzazione della camera avampozzi in loc. Porticcioli, con svuotamento dell’acqua d’infiltrazione;

5)            installazione di cloratore a biossido di cloro per implementare il processo di potabilizzazione.

Nella suddetta nota non sono invece rappresentate le possibili cause all’origine della contaminazione dell’acquedotto comunale, come è noto attribuita alla presenza di elementi patogeni di origine batterica e virale, pur se si rilevano dalle prescrizioni impartite deficienze in particolare nel sistema di potabilizzazione.

Quanto detto trova ulteriore riscontro in una ulteriore nota ASL indirizzata all’Avv. Sergio Quaranta, rappresentante del “Comitato Acqua Benaco” ed inviata per conoscenza alla Scrivente, nella quale si evidenziano le  criticità rilevate in corrispondenza dei filtri dell’impianto di potabilizzazione dove la misurazione della concentrazione del cloro all’uscita dei filtri registrava un anomalo decremento attribuibile al mal funzionamento del sistema di  disinfezione.

In ogni caso va precisato che l’accertamento di eventuali responsabilità per quanto accaduto sono state rimesse alla Magistratura di Brescia al termine delle indagini che risultano ancora in corso.

Garda Uno S.p.A. ha inviato nei giorni scorsi una relazione contenente le informazioni richieste sulle modalità di controllo (in campo e con telecontrollo) dei sistemi acquedottistici gardesani approvvigionati da prese a lago.

Si evidenzia che allo stato attuale sono mantenute in corrispondenza dell’acquedotto di S. Felice frequenze di controllo e di analisi superiori a quelle di routine previste dalla normativa in materia. Si è già provveduto anche ad implementare il sistema di telecontrollo per tenere costantemente registrato e monitorato da remoto il processo di disinfezione che è stato a sua volta integrato da punto di vista impiantistico con l’installazione di un’ ulteriore fase di clorazione con biossido di cloro.

L’AATO ha infine richiesto al gestore le proposte progettuali, accompagnate dal relativo quadro economico, per l’adeguamento del sistema di potabilizzazione in linea con le prescrizioni ASL al fine di inserire tali interventi tra gli investimenti di prioritaria realizzazione.

Al contempo sono in corso di valutazione possibili soluzioni alternative del sistema di approvvigionamento potabile del Comune di S. Felice che potrebbero trovare realizzazione nell’ambito di un progetto di interconnessione dei sistemi distributivi dei Comuni della Valtenesi presentato nei mesi scorsi da Garda Uno.

Si osserva da ultimo che l’area del Garda sia per la importante valenza ambientale sia per la forte vocazione turistica è stata al centro della programmazione infrastrutturale dell’AATO ed oggetto di specifici finanziamenti. Tra questi è necessario ricordare gli interventi di adeguamento e di potenziamento del depuratore di Peschiera del Garda e del connesso sistema di collettamento, la realizzazione del depuratore a servizio dei Comuni di Limone e Tremosine, nonché gli interventi finalizzati alla progressiva eliminazione degli scarichi delle reti fognarie comunali.

Cordiali saluti.

Il Direttore dell’Autorità d’Ambito

(Dott. Marco Zemello)

Lascia un commento