Quello che pensano i francesi della TAV è abbastanza indifferente

Per quel poco che seguo la questione della TAV (non per disinteresse, ma per insofferenza nei confronti della qualità dei discorsi su entrambi i lati), mi pare che spesso venga tirato fuori dai No-TAV l’argomento che i francesi si stiano un po’ pentendo del progetto e che stiano ritrattando. Oggi su IlSole24Ore viene ribadito il loro impegno ma al contempo viene data la notizia che per questioni di budget i lavori verranno spostati a fra tre anni quando appunto sarà possibile finanziare l’opera. Un’informazione che torna comoda a entrambi gli schieramenti per essere strumentalizzata a piacere.

A parer mio è una notizia completamente neutra che così com’è (poi magari indirettamente significa qualcosa) non avvalla nessuna delle due parti, perché di fatto quello che ci guadagnano i francesi è diverso da quello che ci guadagnano gli italiani dal tunnel. Ovvio, in termini di libero scambio ogni facilitazione al trasporto dei beni è un vantaggio per i consumatori che così hanno maggiore accesso ai beni che provengono da oltre frontiera, ma non è questo il punto.

Se spostassimo l’infrastruttura di collegamento, anziché dal confine tra Francia e Italia, sullo stretto che collega (solo a titolo esemplificativo) la Repubblica Popolare Cinese con l’isola di Taiwan, allora è immaginabile che a guadagnarci di più dal ponte siano i continentali che vogliono fuggire dal regime che gli isolani. È solo un esempio a caso, che non so neanche quanto sia attuale. Quello che voglio dire è che gli uni loderanno il progetto, gli altri lo disprezzeranno. Parimenti, il fatto che il tunnel magari non faccia tanto gola ai francesi non significa che non sia un vantaggio per noi.

Ora vi chiederete «Sì, ma quali vantaggi abbiamo noi che i francesi non hanno?». Io non ho fatti che possono rispondere a questa domanda e neanche mi interessa. Dico solo che l’opinione di una delle due parti non rispecchia necessariamente il sentire dell’altra, visto che ormai entrambe le parti si sono impegnate alla realizzazione del progetto.
E di conseguenza questa notizia è neutra se ragioniamo come esseri razionali. Se invece pensiamo che si risolva tutto con un dibattito da stadio…
(Dico tutto questo perché fioccavano i commenti alla notizia su Facebook e mi pareva il caso di articolare il mio pensiero un po’ meglio qui che in qualche post stitico).

Questo sabato mattina ci sarà un incontro sull’impatto della TAV sul basso Garda. Sarà interessante approfondire lì l’argomento.

(Nell’immagine una foto del cantiere dell’alta velocità presa da qua.)

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