Quando i grazie si incrociano e si rincorrono: una storia edificante di normale e straordinaria solidarietà

Scusate i tempi da lumaca, ma ci tengo ad aggiornarvi su com’è andata la catena di che si è mossa, in aiuto dei terremotati dell’Emilia, partita dall’iniziativa di Arianna Gnutti. Arianna non vuole ringraziamenti ed, anzi, ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato in questo bel racconto: Grazie di cuore. Ne raccomando calorosamente la lettura, soprattutto a chi, nel difficile mondo di oggi, ha perso o sta perdendo la speranza in un’umanità più… umana! Se il cinico è un idealista deluso, qui può trovare qualche appiglio per ricominciare a credere, o perlomeno a sperare. Questa storia ne racchiude tante, quelle di ogni persona che ha partecipato alla tessitura di questa rete di solidarietà.

Io, però, Arianna la voglio veramente ringraziare, perchè senza il suo primo appello su facebook non si sarebbe arrivati ad un risultato tanto eclatante: in una manciata di giorni ha raggruppato una carovana di ben 6 furgoni, 1 camion e 9 auto!!! Sicuramente il suo gesto è partito da un cuore generoso, come quello di molti, che hanno voluto dare il proprio contributo, fattostà che Arianna si è trovata a coordinare tutti i contatti, le offerte, le chiamate, le proposte: ha messo in stand-by la sua vita ed il suo lavoro e si è dedicata a raccogliere gli abbondandi frutti nati da un solitario semino virtuale. Grazie per la dedizione, per il lavoro, per l’impegno. E grazie anche perchè oggi sembrano fare notizia solo le storie di un’umanità misera e meschina. Anche se ormai non pubblico più da tempo nel “Bollettino delle ” (la vita da vivere sta avendo il sopravvento sulla vita da scrivere e non me ne lamento), credo che sia importante fare da megafono agli avvenimenti positivi che ci circondano, perchè ci sono!! A volte sono piccoli gesti, a volte storie complesse ed intense, in ogni caso meritano attenzione e diffusione, perchè ci si sente più forti e più efficaci quando ci si sente meno soli. Parliamo di cose belle, di persone buone, di gesti di una bontà quotidiana, perchè se ci sentiamo buoni solo quando ci paragoniamo al peggio, siamo messi veramente male. Io credo che ci sia un futuro solo in un mondo più solidale e penso che qualche speranza, alla facciaccia del brutto e cattivo diffuso, ci sia ancora: lo penso di più dopo aver sfiorato l’esperienza di Arianna ed avere letto le sue parole. Quindi: beccati ‘sto grazie senza fare troppi complimenti! E avanti così: ti chiedo, Arianna, di tenerci aggiornati, perchè immagino che con il passare della bella stagione, ci sarà bisogno di una nuova puntata in Emilia – questa volta prometto che sarò anche io in uno di quei camioncini.

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