Puntizela mon amour


WP_20140425_006Eugen Kumičić ( 1850-1904) prosatore istriano a noi certamente  sconosciuto poiché poco tradotto, ma molto noto in terra istriana scrive

“… il nostro mare è stupendo e quando è calmo e quando la sua agitata superficie spumeggia. È incantevole ma anche mostruoso nella sua orrenda maestosità, quando il vigoroso uragano avvinghia e sparpaglia l’acqua salata sulle onde mugghianti e burrascose. È magnifico il nostro mare, quando su esso si riflettono, come nello specchio più lucido e trasparente e il cielo azzurro e il carso  grigio, e il verde delle docili coste”

12 – 15 giugno 2014

Quattro compari stipati nella lamiera bianca si apprestano a partire. Vale la pena soffermarsi sui soggetti che sono miscellanea assai bizzarra. Alla guida Nesto, lo guardo e sorrido, è un fumetto disegnato da mani esperte, occhiali da sole rigorosamente dalla montatura bianca, molleggiato sul sedile  spinge sull’acceleratore con aria scanzonata, dietro, divisi dalla barricata di morbide borse e neoprene di mute ancora intonse, stanno Mene e Giuse. Mene ragazza dalla facile battuta e dall’occhio furbo, capelli taglio spavaldo e muscoli allenati da partite di qualsiasi sport, dai ditene uno? E Giuse, beh un capolavoro! è l’avvocato più bizzarro e picompari2ù competente che conosca, la braghetta e l’aria stralunata non vi deve trarre in inganno e mentre si rolla una sigaretta ride e accomoda la situazione qualsiasi essa sia.  E poi ci sono io, sguardo curioso e pignolo, linguaggio forbito e sbragato, insomma la prof, ma anche Clara o Silvia a piacere!

Tutti hanno una gran voglia di lasciare i giorni di travaglio alle spalle per dedicarsi alle cose che sanno fare meglio, cazzeggiare e andare sott’ acqua.

Il mezzo corre piano sull’autostrada, il bagagliaio è traboccante di casse con erogatori, Gav, pinne e ammennicoli necessari per la sopravvivenza in campeggio. È  si, cari miei, è l’avventura che cerchiamo, l’essenzialità della tenda picchettata davanti al mare e poche balle!

 In realtà le tende sono tre: la purista, la mediana e la suite con brandine.

Di fronte l’arcipelago di Brioni, lo sguardo è incantato dalla limpidezza dell’acqua, la stessa che lambisce la costa adriatica ma che non riconosci. Insenature, baie, campi verdi e pini che si chinano come ad abbeverarsi nel mare. Il grigio, il bianco il rosso della terra istriana e la cittadella in pietra, Fazana, borgo pittoresco con la sua piazza e il campanile della piccola chiesa che ti accoglie con l’abbraccio veneziano.WP_20140424_010 La fame è lupina perciò ci sbafiamo canestrelli da leccarsi baffi e contro baffi, calamari, sardine, e giusto per preparare lo stomaco un brodino di pesce delicato e stimolante. Inutile dire che i compari si intendono perfettamente nelle situazioni goderecce e sanno come smaltire le abbuffatine con lunghe passeggiate a ripa di mare.

Lo sciacquio accarezza il nostro appagato sonno, protetto dalla trama sottile della tenda, sipario di albe e tramonti che si incollano nei ricordi.

Caffè, ci vuole il caffè al risveglio, quello della moka, sai quello che nel rituale prepari con dovizia e lo metti su quel fornellino a gas, quello che sta dritto a fatica, ma che fa il suo dovere, e te ne disseti, altro che sorseggi, ne hai bisogno per rompere il torpore e sprizzare giù da Rudi und Sabine, teddeschi di Germania responsabili del Diving Puntižela.compari 1

È arrivato anche Michele & family che saggiamente e comodamente si infila in una Mobile home e che, con i suoi tempi e le sue stravaganze, ci raggiunge per le . E ci siamo, finalmente  si va in acqua! Le sono diverse e divertenti anche quelle in corrente nella baia che mettono alla prova tendini e nervi ma che spasso!

Incantevoli lagune, prati e boschi, insenature e scogliere compongono le 14  isole Brijuni a soli 2.8 km dalla costa. È parco nazionale dal 1983. Vegetazione stupenda composta da 680 specie mediterranee e subtropicali e non è così difficile incontrare daini, cervi, mufloni, persino zebre che si muovono in libertà e poi 150 tipi diversi di uccelli, e se volete ci sono pure rovine di ville romane e bizantine, resti di chiese romaniche e monasteri che improvvisi appaiono nella macchia. E lascia fare a Tito che dal 1947 al 1979 aveva posto le sue  ossa comodamente e dittatorialmente nella residenza estiva proprio qui …

Facciamo barca piena e con il passo del gigante sprofondiamo in acque turchine e trasparenti alla conquista di fondali popolosi nel parco marino:  flabelline, vacchette di mare,  gronchi, aragoste, astici,  paguri, una miriade di castagnole, donzelle, occhiate, bavose e i peperoncini piccoli dispettosi che schifano la macchina fotografica. L’acqua è perfetta. 

sub fazana

 E ve le ricordate le due sorelle, le seppie, quelle che cercavano di camuffarsi e lo scorfano bello no, ma bono nella zuppa!!!! me lo ha segnalato la Mene conquistando la vista ormai acuta di chi sa dove e cosa guardare.

Saraghetti, salpe,  triglie che grufolano sul fondo e stelle, stelle  a gogò, grandi, sottili,  quelle rosse classiche, verdi con bracci polposi, e se ti ricordi di accendere la torcia le vedi le spugne che tappezzano la roccia, hanno forme e colori incredibili sempre che Michele non ti balzi davanti all ’ultimo con il sorriso stampato sulla maschera e ti faccia l’ok più sbarazzino e improbabile che possa esistere.

Si certo ci sono anche le oloturie, volgarmente, stronzi di mare e che vuoi fa …il mare è anche questo,  è anche quella sberla di medusa con filamenti lunghi e urticanti ma che eleganza, diamo un contegno c’è la pinna Nobilis e lo spirografo bello si ma sempre verme è! Si, immersioni dove ci siamo divertiti, dove qualcuno, più di uno, prosciuga la bombola, ma chi se ne frega l’importante è godersela! flabellinaQuel giardino sommerso, movimentato da spuntoni e rocce ce lo portiamo appresso anche quando siamo fuori e  con il briefing ripercorriamo il viaggio ognuno il suo.

I  compari, per chi dubitasse, sono dediti anche alla cultura, infatti si emozionano davanti allo splendido anfiteatro romano di Pola ricordando le vestigia dei gladiatori del I sec d.C. dell’età di Vespasiano, e varcano con orgoglio l’arco dei Sergi della fine del I sec a.C., anche il tempio di Roma e Augusto li attrae, fu costruito tra il 2 a.C. e il 14 d.C gioiello dell’architettura romana  fa pensare ad una area del Foro ormai non più esistente.

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Bene, storia l’abbiamo fatta ora passiamo al cazzeggio, ops, passeggio scusate e ovviamente Karlovačko, ovvero birra!

E siccome il corpo ha delle necessità : rostilj di Cevapčić, grigliata di pesce,  Palačinke per dessert e si conclude con  una gagliarda Pelinkovac.

 

Che dire, ormai satolli di ogni qual si voglia fantasia, i compari se la ghignano delle loro vaccate e ritornano al campeggio , chi nella  home con le ante pitturate, chi ciondolante sull’amaca, chi steso a godersi il vento, chi alla ricerca delle mutande nella tenda e io che osservo compiaciuta il porticciolo che mi sta davanti e gli amici con i quali ho condiviso una magnifica vacanza.

tramonto Fazana giugno 2014

 

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